In economia, il capitalismo è un sistema economico in cui alcune imprese e/o alcuni privati cittadini possiedono mezzi di produzione, ricorrendo al lavoro subordinato per la produzione di beni e servizi a partire dalle materie prime lavorate, al fine di generare un profitto attraverso la vendita diretta o indiretta ad acquirenti degli stessi.

Tale produzione, basata sulla domanda e sull'offerta nel mercato generale di tali prodotti, è nota come economia di mercato, contrapposta all'economia pianificata, caratterizzata invece da una pianificazione centrale da parte dello Stato.

Anziché pianificare le decisioni economiche attraverso metodi politici centralizzati, come nel caso del feudalesimo e del socialismo, sotto il capitalismo tali decisioni sono del tutto decentralizzate ovvero nate sulla base di libere e volontarie iniziative dei singoli imprenditori.

In senso politico, con il termine "capitalismo" ci si riferisce a quegli ordinamenti statuali che pongono il "capitale" (il reddito, la proprietà, ecc.) come primo obiettivo della tutela costituzionale.

Descrizione Più in particolare il termine in senso economico può riferirsi a: Un insieme di teorie intese a spiegare il funzionamento di tali mercati, e a dirigere l'applicazione o l'eliminazione della regolamentazione governativa di proprietà e mercati; Il sistema economico, e per estensione l'intera società, il cui funzionamento si basa sulla possibilità di accumulare e concentrare ricchezza in una forma trasformabile (in denaro) e re-investibile, in modo che tale concentrazione sia sfruttata come mezzo produttivo; Regime economico e di produzione che nelle società avanzate viene a svilupparsi in periodi di crescita, riconducibile a pratiche di monopolio, di speculazione e di .

La parola "capitalismo" è usata con molti significati differenti, a seconda degli autori, dei periodi storici, e talvolta del giudizio di valore che l'autore porta sull'organizzazione sociale vigente. Volendo trovare un comune denominatore alle diverse visioni, si può forse affermare che per capitalismo si intenda, generalmente e genericamente, il "sistema economico in cui i beni capitali appartengono a privati individui".

Va anzitutto distinta la nozione di "capitalismo" come fenomeno (cioè, come sistema politico-economico e sociale) dalla nozione di "capitalismo" come ideologia (la posizione che difende la "naturalità" o la "superiorità" di tale sistema, basato sulle competizioni di detentori di capitali privati).

Essendo un termine carico di significati diversi, esso ha rappresentato spesso uno spartiacque politico che ha diviso le posizioni ideali in fautori, oppositori e critici del capitalismo.

Alle diverse definizioni di "capitalismo" come sistema economico-sociale fanno spesso riscontro diverse definizioni di cosa sia il "capitale". Molto raramente gli autori hanno definito in modo esplicito l'uno o l'altro dei termini, e pertanto tali definizioni spesso (anche se non sempre) devono essere ricavate attraverso un'analisi critica del complesso dei loro testi.

Storia

Capitalismo nella storia economica

Il capitalismo è un fenomeno difficilmente inquadrabile storicamente, politicamente e socialmente a causa della mancanza di una definizione universale accettata e che non lasci spazio ad ambiguità interpretative. Alcuni studiosi ritengono pertanto corretto affermare che il capitalismo non rappresenti altro che il metodo più "naturale" di allocare le risorse disponibili all'interno di una comunità economica (per ragioni che saranno mostrate in seguito) e che quindi sia sempre esistito in varie forme, a partire dalle comunità preistoriche fino ai giorni nostri.

Coloro che non concordano con questa ipotesi sostengono che il capitalismo non sia il modo più comune possibile di distribuire le risorse, bensì sia solo un'opzione: il dibattito verte principalmente sull'esistenza o meno di altri metodi per la distribuzione delle risorse (quali il comunismo o il socialismo) e che questi siano applicabili nella realtà economica attuale o del passato.

I sostenitori della tesi del "Capitalismo perenne" affermano che il continuo tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita (e quindi anche economiche) a discapito di altri soggetti o di altre comunità faccia parte del naturale comportamento dell'uomo e sono dunque convinti che il capitalismo - inteso come attitudine umana all'arricchimento personale o della propria comunità (generalizzando, il miglioramento delle proprie condizioni di vita) attraverso il concentramento di risorse universalmente limitate e quindi di valore - sia sempre esistito e continuerà a esistere, nonostante si sia manifestato sotto forme differenti nella storia. Naturalmente se il capitalismo fosse inteso solo come modello economico (limitato quindi agli aspetti meramente economici e non antropologici o sociali), questo non potrebbe avere le caratteristiche descritte sopra.

I detrattori di questa teoria (che intendono il capitalismo come un fenomeno di ampio respiro, non solo in ambito strettamente economico) sostengono che il capitalismo non sia sempre esistito (taluni ritengono sia nato con l'agricoltura, nella Mezzaluna fertile, altri nell'antichità classica con la schiavitù, altri ancora agli inizi della prima Rivoluzione industriale) e/o che non durerà per sempre.

Capitalismo economico e ideologie politiche

Esistono numerose ideologie o correnti di pensiero politico-economiche differenti, talvolta opposte, che valutano il capitalismo: minarchismo: difende una forma "pura" di economia di mercato con interventi statali ridotti al minimo. conservatorismo liberale: le posizioni specifiche sono variabili a seconda dei diversi Paesi, difende il capitalismo, anche se non mancano critiche alla globalizzazione. mercantilismo: diffuso soprattutto tra i populisti di destra, difende l'intervento statale a protezione di industrie e commercio interno contro la concorrenza estera (vedi protezionismo). liberismo: considerato da molti come l'applicazione in ambito economico delle idee liberali neo-liberismo: dottrina economica non ben definita che ha avuto grande impulso a partire dagli anni ottanta del secolo scorso neo-illuminismo: l'idea che al mondo non ci sia stato mai un vero Stato e che quindi tutte le teorie economiche siano falsate. Si propone il raggiungimento del "vero Stato", con l'instaurazione dell'eunomia.

distributismo: creato per applicare quei principi di dottrina economico-sociale della Chiesa cattolica affondanti le radici nel pauperismo medievale (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di Papa Leone XIII dell'enciclica Rerum novarum. anarcocapitalismo, ideologia politica che propone l'abolizione dello Stato (come definito dai suoi teorici) a favore di una forma estrema di capitalismo laissez-faire. capitalismo finanziario, capitalismo basato sui soli strumenti finanziari, slegato dall'economia reale.Luciano Gallino, Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, Einaudi, Torino 2011. ISBN 978-88-06-20701-4. Capitalismo per procura, capitalismo attuato dal ristretto gruppo di direttori e manager che hanno in gestione le rilevanti dotazioni finanziarie degli investitori istituzionaliLuciano Gallino, Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l'economia, Einaudi, Torino 2009. ISBN 978-88-06-18599-2. Molte ideologie differenti, spesso politicamente contrapposte, si oppongono al capitalismo in favore di diverse forme di economia pianificata (talora indicate come collettivismo), tra cui: socialismo: in alcune delle sue espressioni, promuove un esteso controllo statale dell'economia, anche se con aree piccole e tollerate di capitalismo. laburismo: forma di socialismo fondata sul lavoro e sull'anticapitalismo liberal-laburismo: forma di socialismo libertario fondata sul lavoro e sulla meritocrazia. socialismo libertario: sostiene il controllo collettivo dell'economia senza bisogno di uno Stato. Altre ideologie politiche propongono forme diverse di economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste (dette anche o economie miste): social-democrazia: promuove una estesa regolamentazione statale e un parziale intervento in un contesto capitalistico (vedi: stato sociale, liberalismo politico, liberaldemocrazia, nuovo liberalismo). capitalismo naturale: sottolinea il ruolo dell'impresa privata nel promuovere l'efficienza energetica e di materiali, e il ruolo del governo nel rendere difficile o costoso ridurre la biodiversità o inquinare i beni comuni. economia sociale di mercato: propone un compromesso tra il libero mercato e la giustizia sociale, fornendo allo stato il suo unico ruolo interventista solo al fine di garantire l'egualitarismo e le pari opportunità economiche a tutti i cittadini. economia keynesiana, fissa un limite al libero mercato promuovendo un maggiore intervento o controllo statale attraverso opportune politiche economiche che favoriscano l'efficienza del sistema economico evitandone le distorsioni (es. politiche di redistribuzione dei redditi o a sostegno dell'occupazione).

Infine, il comunismo e l'anarchia sostengono la necessità del superamento della società capitalistica per una società senza classi, con il controllo diretto dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori.

Argomentazioni Poiché esistono così tante ideologie divergenti che promuovono o si oppongono al capitalismo, sembra difficile accordarsi su una lista di argomentazioni pro o contro. Ciascuna delle ideologie sopra elencate fa affermazioni molto diverse sul capitalismo. Alcuni si rifiutano di utilizzare questo termine.

Tuttavia, sembra possibile individuare quattro questioni separate e distinte sul capitalismo che sono chiaramente sopravvissute al XX secolo e sono ancora oggi discusse. Alcuni analisti sostengono o hanno sostenuto di possedere risposte semplici a queste domande, ma le scienze politiche le vedono in generale come diverse sfumature di grigio:

Il capitalismo è morale? Incoraggia realmente tratti che troviamo utili o desiderabili negli esseri umani? Sì: Ayn Rand, Robin Hanson No: John McMurty, Karl Marx Il capitalismo è etico? Le sue regole, contratti e sistemi di applicazione possono essere resi totalmente obiettivi di coloro che li amministrano, a un livello superiore rispetto ad altri sistemi? Sì: Buckminster Fuller, John McMurty, Friedrich Hayek No: Karl Marx, Pëtr Kropotkin Il capitalismo è efficiente? Dati gli scopi morali o gli standard etici che potrebbe servire, qualunque essi siano, si può dire che esso distribuisca l'energia, le risorse naturali, la creatività umana, meglio di qualsiasi alternativa? Sì: Léon Walras, Paul Hawken, Joseph Schumpeter No: Pëtr Kropotkin, Benjamin Tucker Il capitalismo è sostenibile? Può persistere come mezzo di organizzazione degli affari umani, sotto qualunque insieme di riforme concepibile in base a quanto sopra? Sì: Buckminster Fuller, Paul Hawken No: Joseph Schumpeter, Karl Marx

Capitalismo e globalizzazione Il termine "capitalismo" si aggiorna e acquista nuovi significati in ogni epoca storica, che sia usato esplicitamente o implicitamente per indicare "lo stato di cose presente" (per parafrasare Karl Marx).