Le miniere del monte Laurio sono delle antiche miniere d'argento situate nella punta meridionale dell'Attica, tra Torico e il capo Sunio, circa 50 km a sud di Atene, in Grecia. Numerose vestigia di queste miniere (pozzi, gallerie e laboratori di superficie) caratterizzano ancora il paesaggio della regione.

In epoca classica, gli Ateniesi impiegarono i più svariati metodi per sfruttare al massimo queste miniere, impiegandovi moltissimi schiavi. Questo contribuì molto alla fortuna della città e fu senza dubbio decisivo per la talassocrazia ateniese nel mar Egeo. Lo sviluppo delle monete ateniesi e la loro funzione di punto di riferimento in tutto il mondo greco a quell'epoca si spiegano con la ricchezza dei depositi del Laurio, prima tappa della storia delle miniere d'argento.

Abbandonate nel I secolo a.C., le miniere furono rimesse in funzione nel 1860 e sfruttate da compagnie francesi e greche fino al 1977.

Storia dello sfruttamento delle miniere «Che queste miniere sono state sfruttate sin dall'antichità, è cosa nota a tuttiSenofonte, Poroi, IV, 2 » scrisse Senofonte nel 355 a.C. In effetti, lo sfruttamento delle miniere del Laurio iniziò dall'antica età del bronzo, visto che le analisi fatte con l'Isotopo del piombo, sugli oggetti di quel tempo, indicano che sono stati realizzati in gran parte con il metallo del Laurio. «L'altra fonte principale era l'isola di Sifanto ».Domergue, 2008, p. 180 Esistono anche prove di questo sfruttamento risalenti all'inizio della civiltà micenea, (XVI secolo a.C.), poiché è stato trovato a Torico un blocco di litargirio a testimonianza della pratica di coppellazione in quel momento in atto, pratica che continuò da allora poiché sono stati scoperti altri detriti di ossido di piombo a livelli risalenti al periodo protogeometrico (XI secolo a.C.). Lo sfruttamento del giacimento avveniva allora in superficie, e i minerali affioravano a contatto con scisti e calcare.

Terzo contatto e sviluppo della talassocrazia ateniese nel V secolo a.C. Il giacimento di Maronea e la legge navale di Temistocle (483 a.C.) Lo sfruttamento delle miniere, più sistematico a partire dalla fine del VI secolo a.C., divenne, nel V secolo a.C. una fonte importante di finanziamento per gli Ateniesi. La città sfruttava in quell'epoca un nuovo ricco giacimento vicino alla città di Maronea, che, a differenza dei due precedenti, non sembra fosse in superficie, ma era nelle profondità del piano interrato ateniese, probabilmente a contatto con scisti e marmo. Questo "terzo contatto" necessitava quindi di un'operazione di estrazione sotterranea che fu molto intensa: esistono più di un migliaio di pozziChristophe Pébarthe, Monnaie et marché à Athènes à l'époque classique, Belin, 2008, p. 75 e da 120 a 150 km di gallerie datanti dall'epoca classicaCharles Daremberg, Edmond Saglio, Dictionnaire des antiquités grecques et romaines, tome 3, volume 2, Hachette, 1877-1914, p. 1860., e l'area interessata ricopre decine di ettariMorin et Photiadès, 2005, p. 329..

Questa nuova scoperta permise allo stato ateniese di disporre, all'epoca della seconda guerra persiana, nel 483 a.C., di un'entrata eccezionale di circa 600 000 dracme, pari a 100 talenti o 2,5 tonnellate di argentoPicard, 2001, p. 5), non sappiamo però se fosse il risultato dell'estrazione di uno o più anniSu questo argomento e su altri punti controversi concernenti la legge navale di Temistocle si veda Flament, 2007, pp. 65-67. Invece di condividere questo plusvalore tra tutti i cittadini, Temistocle propose di affidare i ricavi della miniera ai più ricchi degli ateniesi, lasciando loro il compito di costruire, in due rate annuali, 200 triremi«Gli ateniesi erano soliti condividere il reddito proveniente dalla vendita dell'argento estratto dalle miniere del Laurio; Temistocle, a un certo punto, osò presentarsi da solo davanti al popolo dicendo che si sarebbe dovuta sospendere questa spartizione e destinare il ricavato all'acquisto di triremi ("Plutarco, Vita di Temistocle, 4, 1); "C'era nel tesoro pubblico una grande ricchezza proveniente dalle miniere del Laurio e si era sul punto di distribuire 10 dracme a ciascuno dei cittadini che avevano raggiunto l'età della pubertà. Temistocle convinse gli ateniesi a non fare questa distribuzione, e a costruire con questi soldi duecento navi da guerra. ("Erodoto, VII, 144;) "Sotto l'arcontato di Nicodemo [483/2 a.C.] visto che dallo sfruttamento delle miniere di Maronea si era ottenuto un guadagno di cento talenti, alcuni consigliarono di distribuire il denaro al popolo, ma Temistocle si oppose." (Aristotele, Costituzione degli Ateniesi, XXII, 7). Nel 480 a.C., Atene aveva 200 navi, che costituivano la più potente flotta grecaAnche se queste triremi vennero utilizzate contro i Persiani, sembra che questa non fosse la loro prima destinazione: sarebbe stato in realtà un investimento per riportare una vittoria nella guerra non dichiarata combattuta tra Atene e Egina.. La vittoria di Salamina e, successivamente, la preponderanza dell'impero ateniese nel quadro della lega di Delo erano le conseguenze dirette di questa supremaziaInoltre, permise ai cittadini poveri (teti), e tra questi i vogatori delle triremi e quindi autori della vittoria decisiva di Salamina, di aumentare il loro peso in città e ottenere così un approfondimento della democrazia, come sottolinea Claude Mosse, Le monde grec et l'orient tome II, PUF, 1975, p. 102..

Un giacimento scoperto dopo quarant'anni Se fu al V secolo a.C. e al IV secolo a.C. che la città di Atene ebbe le entrate più importanti dallo sfruttamento delle miniere del terzo contatto, esse erano note già dall'ultimo quarto del VI secolo a.C. Infatti, tenuto conto dei vincoli di estrazione, non è chiaro come gli ateniesi avrebbero contemporaneamente scoperto il deposito e raccolto 200 talenti nel 483 a.C., come gli storici hanno a lungo sostenuto sulla base di una traduzione errata del passaggio della Costituzione degli Ateniesi di Aristotele in riferimento alle minierePicard, 2001, pp. 2-3.

In effetti la scoperta è senza dubbio antecedente di qualche decennio alla legge navale di TemistocleTesi difesa dal 1897 da Édouard Ardaillon (Ardaillon, 1897, pp. 137-138/140)., probabilmente intorno al 520 a.C., come confermato dalle analisi sulle monete ateniesi del tempoPicard, 2001, pp. 7-10: infatti, sembra che lo sfruttamento del terzo contatto corrisponda alla nascita di una nuova moneta d'argento ad Atene, le tetradracma a civetta, chiamate anche "civetta lauriotica" nei tempi antichi, confermando il legame tra la presenza di queste miniere e la coniazione di questa moneta ateniese composta esclusivamente di argento delle miniere del Laurio. Questa moneta d'argento, di alta reputazione per la qualità del minerale del Laurio, fu essenziale, nel periodo classico, come moneta per gli scambi internazionali in tutto il Mediterraneo orientale, che senza dubbio contribuì alla preponderanza commerciale ateniese.

Guerre persiane e prosperità delle miniere all'epoca della Pentecontaetia

L'occupazione e distruzione di Atene da parte dei persiani nel 480/479 a.C. colpì lo sviluppo delle miniere: la riduzione dell'estrazione di argento è sottolineata dai numismatici che trovano che "la composizione di tesori orientali - dove le civette arcaiche erano massicciamente presenti - attestano un rallentamento della coniazione di monete [...]; massicce esportazioni di monete ateniesi non riprenderanno prima dell'anno 460 a.C.Flament, 2007, p. 67. »

Il cinquantennio che seguì la fine delle guerre persiane (Pentecontaetia) fu un periodo molto fiorente per Atene e per le miniere del Laurio. In un contesto di sviluppo del commercio dell'Egeo sotto la talassocrazia ateniese, la domanda di argento del Laurio fu molto sostenuta, anche perché la produzione mineraria delle isole di Sifanto e Taso era molto lontana dall'offrire volumi importanti come quelli del terzo contatto di MaroneaÉdouard Ardaillon, p. 143. Molti elementi indicano la prosperità dell'estrazione in quel periodo. Non è un caso che Senofonte, per evocare un periodo d'oro delle miniere del Laurio, cita alcuni sfruttatori delle miniere di quel tempo (Nicia, Ipponico, FilomonideSenofonte, Poroi, IV, 14-15) e i guadagni provenienti dalle miniere sembrano essere stati così importanti da essere in parte utilizzati per la costruzione di monumenti prestigiosi realizzati ad Atene, tra cui i Propilei«Così, in un piccolo frammento dei conti relativi alla costruzione del Propilei (IG I 3 465, l. 126-127: 434/3 a.C.), la menzione al Laurio fa pensare che parte del denaro investito per la costruzione del monumento provenisse dai guadagni delle miniere. » (Domergue, 2008, p. 180. Questa grande attività mineraria apportò anche un importante sviluppo urbano, per esempio a Torico, sulla costa orientale, dove si rileva poi la creazione e/o l'espansione di un'area urbana, o anche un vero e proprio piccolo "polo industriale" con il raggruppamento di un certo numero di opifici e di un teatro di 2700 posti costruito in quel periodo.

Guerra del Peloponneso e crollo della produzione I profitti derivanti dallo sfruttamento delle miniere del Laurio vennero impiegati massicciamente per sostenere la politica imperialista di Atene nel V secolo a.C., vista la volontà di Sparta di metterla in difficoltà fin dall'inizio della guerra del Peloponneso con incursioni in Attica, in particolare nella zona del Laurio, con l'obiettivo di devastare le infrastrutture di produzione, dato che gli Spartani erano coscienti del fatto che "La guerra dipende meno dalle armi e più dall'argento che le rende efficaci".ThuHis (I, 83). Ciò avvenne nel 430 a.C. per mano di ArchidamoGli spartani, dopo aver devastato la pianura, avanzarono nella regione costiera del Laurio, dove si trovavano le miniere d'argento di Atene. In primo luogo devastarono la zona che da verso il Peloponneso, e dopo quella orientata verso l'Eubea e Andros. ThuHis (II, 55), e poi ancora nel 427 a.C."Hanno devastato tutto quello che era risorto nelle parti dell'Attica precedentemente saccheggiate e tutto quello che avevano risparmiato durante le loro incursioni precedenti." Tucidide, III, 26. Se l'attività mineraria venne probabilmente influenzata dagli effetti delle distruzioni della guerra associati alla ritirata strategia di Pericle dalle Lunghe Mura e dall'abbandono della chora al nemico, i danni non erano irreparabili e la produzione continuò. Inoltre, la pace di Nicia del 421 a.C., evitando ogni nuova invasione per dodici anni, aprì un periodo favorevole per l'economia di AteneFlament, 2007, p. 68 (Tucidide sottolinea che la città "aveva ricostruito le sue finanze durante il periodo di pace".ThuHis (VI, 12 et 26)) e l'attività mineraria: nel 424 a.C., il mercante di salsicce di I cavalieriv. 362 di Aristofane prevede di acquisire una concessione mineraria; nel 414 a.C. lo stesso Aristofane, ne Gli uccelli (v. 1106) promette ai giudici che incoroneranno l'opera che "i gufi del Laurio non potranno mai fallire", e nel 355 a.C. Senofonte, esorta i lettori del suo Poroi (IV, 25) a ricordare l'importanza dei proventi delle miniere "prima degli eventi di Decelea".