Il succiamele maggiore (Orobanche rapum-genistae Thuill., 1799) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia Orobanchaceae.

Etimologia Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della veccia - Vicia sativa). L'epiteto specifico è composto da due parole latine: rapum (= rapa o radice tuberosa) e genistae (= nome dato da Virgilio per le piante della tribù Genisteae) e fa riferimento alle piante ospite (vedi il paragrafo "Biologia")..

Il nome scientifico di questa specie è stato definito per la prima volta dal giardiniere e botanico francese Jean Louis Thuillier (1757-1822) nella pubblicazione Flore des environs de Paris, ou Distribution méthodique des plantes qui y croissent naturellement. Nouvelle édition - 317. 1799 del 1799.Vedi.

Descrizione

Queste piante sono alte da (25) 30 a 60 cm. La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. In questa specie sono presenti anche piante con forme biologiche perenni tipo geofite parassite (G par), sono piante provviste di gemme sotterranee e radici che mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Non contengono clorofilla per cui nel secco si colorano di bruno.... Radici Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti. Fusto La parte aerea del fusto è eretta e semplice (non ramosa); la forma è cilindrica (fusto grosso oltre 1 cm di diametro) ingrossata alla base. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). Foglie Le foglie sono ridotte a delle squame spiralate prive di clorofilla (non sono fotosintetizzanti) ed hanno delle forme lanceolato-acuminate. Dimensione delle foglie: larghezza 4 – 7 mm; lunghezza 15 – 19 mm. Infiorescenza Le infiorescenze, a forma di spiga o racemo, sono dense. Le brattee dell'infiorescenza sono del tipo triangolare-lesiniforme. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 3 - 3,5 cm; lunghezza 10 – 20 cm. Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 3 elementi: in posizione centrale è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida (non sono presenti le bratteole). Lunghezza totale del fiore: 17 – 25 mm.

Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula

Il calice è gamosepalo a 3 parti, ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie lineari-lesiniformi ben separate o collegate alla base, più una brattea centrale. Dimensione del calice: 12 – 13 mm. La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico non ristretto verso le fauci e terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è intero o retuso, mentre quello inferiore è trilobato con lobo centrale cigliato e maggiore di quelli laterali. La superficie della corolla è più o meno subglabra, ed è colorata dal giallo al rossastro. Dimensione della corolla: 20 – 23 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono glabri e sono inseriti alla base della corolla. Le antere, glabre, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di giallo. Fioritura: da aprile a luglio. Frutti Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero.

Biologia Parassitismo Queste piante non sono in grado di effettuare la fotosintesi clorofilliana per cui possiedono organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le loro radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive. Inoltre il parassitismo di Orobanche rapum-genistae è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.

In genere questa specie è parassita della pianta Ginestra dei Carbonai e altre specie del genere Cytisus e Genista.

Riproduzione Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Subatlantico o anche Ovest Europeo.In Italia è una specie comune su tutto il territorio. Nelle Alpi è presente al Centro e a Occidente. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Drôme e Isère) e in Svizzera (cantoni Ticino e Grigioni). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale e Pirenei. Nel resto dell'Europa si trova nella parte occidentale e mediterranea. È presente anche in Anatolia e nel Magreb.

Habitat: l'habitat tipico sono le aree nelle quali sono presenti le piante ospiti (vedi il paragrafo "Biologia"); ma anche gli arbusteti meso-termofili, i carpineti, i querceti, i betuleti e i castagneti. Il substrato preferito è siliceo con pH acido, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare). Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Orobanche rapum-genistae appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere. Classe: Cytisetea scopario-strati Ordine: Cytisetalia scopario-strati Alleanza: Sarothamnion

Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.

Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.

La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").

Filogenesi Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J. L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm., 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è “gruppo fratello” del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo.

All'interno del genere Orobanche la specie Orobanche rapum-genistae appartiene alla sezione Orobanche L. caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. L'altra sezione presente in Italia (Trionychon Wallr.) è caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati sono presenti una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida.

Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Orobanche benthamii Timb.-Lagr. Orobanche bracteata Viv. Orobanche bracteosa Nyman Orobanche carnea Guss. Orobanche cytisi Duby Orobanche cytisi-scopari Vaucher ex Duby Orobanche insolita J. A. Guim. Orobanche palatina F.W.Schultz Orobanche rapum Wallr. Orobanche rapum var. flavescens Guss. Orobanche rapum-genistae subsp. benthamii (Timb.-Lagr.) P.Fourn. Orobanche sarothamnophyta St.-Lag.

Note

Bibliografia

Voci correlate Specie di Orobanche

Altri progetti

Collegamenti esterni Orobanche rapum-genistae IPNI Database Orobanche rapum-genistae EURO MED - PlantBase Checklist Database

Categoria:Orobanchaceae Categoria:Taxa descritti nel 1799