La lingua cherokee (pronuncia italiana: /ce·ro·chì/; nome nativo ᏣᎳᎩ, Tsalagi, appross. /cia·la·ghì/) è una lingua irochese parlata dal popolo cherokee. È la sola lingua irochese meridionale ancora parlata.

Distribuzione geografica Secondo l'edizione 2009 di Ethnologue, nel 2000 sono stati censiti 16.400 locutori di cherokee, stanziati in Oklahoma e nella riserva cherokee nelle Great Smoky Mountains, in Carolina del Nord.

Fonologia Il cherokee possiede una sola consonante labiale, , che è relativamente nuova per la lingua, a meno che non si conti la w cherokee () come labiale anziché come velare.

Vocali AnterioriCentraliPosterioriChiuseiuSemichiuseeoApertea

Il cherokee possiede un solo dittongo nativo della lingua:

ai  

Eccezioni includono gli usi moderni di Oklahoma di parole straniere tipo "automobile", con i suoni e dell'inglese.

Consonanti Labiale Alveolare Palatale Velare GlottaleOcclusivetkAffricateFricativeshNasalimnApprossimantij Lateralil

Tono Il cherokee possiede un sistema tonale robusto in cui i toni possono essere combinati in vari modi, a seconda delle sottili e complesse regole tonali varianti da comunità a comunità. Nonostante il sistema tonale stia subendo una graduale semplificazione in molte aree (senza alcun dubbio a causa del sempre più frequente declino del cherokee allo stato di seconda lingua), esso rimane estremamente importante nel significato e continua ad essere utilizzato da molti, soprattutto tra i locutori più vecchi. Bisogna tener conto che il sillabario normalmente non illustra il tono e che le discrepanze reali di significato sono rare all'interno della comunità di locutori nativi di cherokee. Lo stesso vale per la traslitterazione del cherokee ("osiyo," "dohitsu," ecc.), che solo raramente è accompagnata da indicatori di tono, tranne che nei dizionari. I parlanti nativi possono distinguere dal contesto la differenza di tono tra le parole.

Grammatica Il cherokee, come la maggior parte delle lingue native americane, è polisintetica, ovverosia un'unica parola può equivalere ad una intera frase italiana, avendo al suo interno morfemi nominali, aggettivali, verbali (più altre particelle come le preposizioni, i prefissi e i suffissi). I verbi cherokee, che costituiscono i tipi di parole più importanti, devono contenere come minimo un prefisso pronominale, una radice verbale, un suffisso temporale ed uno modale. Per esempio, la forma verbale ge:ga, "sto andando," possiede ognuno di questi elementi. Il prefisso pronominale è g-, che indica la prima persona singolare. La radice verbale è -e, "andare." Il suffisso temporale che questo verbo impiega per indicare il tempo presente è -g-. Il suffisso modale del presente per i verbi regolari in cherokee è -a. I verbi possono anche avere prefissi prepronominali, prefissi riflessivi e suffissi derivativi. Tenendo conto di tutte le possibili combinazioni degli affissi, ogni verbo regolare può avere 21.262 forme flesse.

I prefissi possono cambiare dipendendo dal verbo in parole tipo: aquaduliha (io voglio) e tsiwoniha (io parlo). Il prefisso "g" cambia in "aqu" per l'uno e "ts" per l'altro.

Sistema di scrittura

Il cherokee viene scritto con un sillabario inventato da Sequoyah (conosciuto anche come George Guess), un nativo americano Cherokee (1770 circa - 1843). In questo sistema di scrittura ogni simbolo rappresenta una sillaba anziché un singolo fonema.

Alcuni simboli somigliano alle lettere dell'alfabeto latino, ma i loro suoni sono completamente diversi (per esempio il carattere per la lettera "a" somiglia alla D latina). Questo è dovuto al fatto che Sequoya aveva visto la scrittura inglese, ma non sapendo leggerla aveva reinterpretato in maniera personale l'alfabeto latino; in tutti i casi noti in cui una persona inventa una scrittura dopo aver visto la scrittura fonetica, senza sapere come scriverla, i risultati sono stati dei sillabari.

a[a]~[ə] e[e]~[ɛ] i[i]~[ɪ] o[o]~[ɔ] u[u]~[ʊ] v[ə̃] — Ꭰꭰ a Ꭱꭱ e Ꭲꭲ i Ꭳꭳ o Ꭴꭴ u Ꭵꭵ v g[ɡ] Ꭶꭶ ga Ꭷꭷ ka Ꭸꭸ ge Ꭹꭹ gi Ꭺꭺ go Ꭻꭻ gu Ꭼꭼ gv h[h] Ꭽꭽ ha Ꭾꭾ he Ꭿꭿ hi Ꮀꮀ ho Ꮁꮁ hu Ꮂꮂ hv l[l] Ꮃꮃ la Ꮄꮄ le Ꮅꮅ li Ꮆꮆ lo Ꮇꮇ lu Ꮈꮈ lv m[m] Ꮉꮉ ma Ꮊꮊ me Ꮋꮋ mi Ꮌꮌ mo Ꮍꮍ mu n[n] Ꮎꮎ na Ꮐꮐ nah Ꮏꮏ hna Ꮑꮑ ne Ꮒꮒ ni Ꮓꮓ no Ꮔꮔ nu Ꮕꮕ nv qu[kʰw] Ꮖꮖ qua Ꮗꮗ que Ꮘꮘ qui Ꮙꮙ quo Ꮚꮚ quu Ꮛꮛ quv s[s] Ꮝꮝ s Ꮜꮜ sa Ꮞꮞ se Ꮟꮟ si Ꮠꮠ so Ꮡꮡ su Ꮢꮢ sv d/t[d]/[t] Ꮣꮣ da Ꮤꮤ ta Ꮥꮥ de Ꮦꮦ te Ꮧꮧ di Ꮨꮨ ti Ꮩꮩ do Ꮪꮪ du Ꮫꮫ dv tl[t͡ɬ] Ꮬꮬ dla Ꮭꮭ tla Ꮮꮮ tle Ꮯꮯ tli Ꮰꮰ tlo Ꮱꮱ tlu Ꮲꮲ tlv ts[t͡s]~[d͡ʒ] Ꮳꮳ tsa Ꮴꮴ tse Ꮵꮵ tsi Ꮶꮶ tso Ꮷꮷ tsu Ꮸꮸ tsv w[ɰ] Ꮹꮹ wa Ꮺꮺ we Ꮻꮻ wi Ꮼꮼ wo Ꮽꮽ wu Ꮾꮾ wv y[j] Ꮿꮿ ya Ᏸᏸ ye Ᏹᏹ yi Ᏺᏺ yo Ᏻᏻ yu Ᏼᏼ yv

Rappresentazione al computer Il cherokee è rappresentato in Unicode con i caratteri compresi tra U+13A0 e U+13FD e tra U+AB70 e U+ABFF.

 0123456789ABCDEF13AᎠᎡᎢᎣᎤᎥᎦᎧᎨᎩᎪᎫᎬᎭᎮᎯ13BᎰᎱᎲᎳᎴᎵᎶᎷᎸᎹᎺᎻᎼᎽᎾᎿ13CᏀᏁᏂᏃᏄᏅᏆᏇᏈᏉᏊᏋᏌᏍᏎᏏ13DᏐᏑᏒᏓᏔᏕᏖᏗᏘᏙᏚᏛᏜᏝᏞᏟ13EᏠᏡᏢᏣᏤᏥᏦᏧᏨᏩᏪᏫᏬᏭᏮᏯ13FᏰᏱᏲᏳᏴᏵ  ᏸᏹᏺᏻᏼᏽ    0123456789ABCDEFAB7ꭰꭱꭲꭳꭴꭵꭶꭷꭸꭹꭺꭻꭼꭽꭾꭿAB8ꮀꮁꮂꮃꮄꮅꮆꮇꮈꮉꮊꮋꮌꮍꮎꮏAB9ꮐꮑꮒꮓꮔꮕꮖꮗꮘꮙꮚꮛꮜꮝꮞꮟABAꮠꮡꮢꮣꮤꮥꮦꮧꮨꮩꮪꮫꮬꮭꮮꮯABBꮰꮱꮲꮳꮴꮵꮶꮷꮸꮹꮺꮻꮼꮽꮾꮿ

Sui sistemi macOS è presente un solo font cherokee, dalla versione 10.3 (Panther) e successive. Il cherokee è inoltre supportato da font gratuiti scaricabili dal sito internet languagegeek.com, e da font shareware Code2000 ed Everson Mono.

Bibliografia Pulte William and Durbin Feeling, 2001, Cherokee. In: Garry, Jane, and Carl Rubino (eds.) Facts About the World's Languages: An Encyclopedia of the World's Major Languages: Past and Present. New York: H. W. Wilson. (Viewed at the Rosetta Project) Scancarelli Janine, Cherokee Writing, The World's Writing Systems. 1998: Section 53. (Viewed at the Rosetta Project) Konrad Tuchscherer. 2002 (with P.E.H. Hair). Cherokee and West Africa: Examining the Origins of the Vai Script, History in Africa, 29, pp. 427–486. Cherokee Language and Culture (Firm). ([200-]). Cherokee syllabary. Tulsa, OK: Cherokee Language and Culture. Cowan, A. (1981). Cherokee syllabary primer. Park Hill, Okla: Cross-Cultural Education Center.

Voci correlate Cherokee Lingue irochesi Lingue native americane Sillabario

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Collegamenti esterni

Tone and Pitch Accent in Cherokee Nouns (pdf)

Exploration of the Red River of Louisiana, in the year 1852 / by Randolph B. Marcy ; assisted by George B. McClellan. hosted by the Portal to Texas History. See Appendix H, which compares the English, Comanche, and Wichita languages.

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