La storia del buddismo in India ha il suo inizio dentro ed attorno all'antico regno Magadha (ora Bihar) nel nord-est indiano. Dal suo luogo di nascita, la nuova religione si diffuse successivamente in altre parti del nord e del centro dell'India, questo già durante la vita del suo fondatore; esso si basa sugli insegnamenti di Siddhartha Gautama che è stato considerato un "Buddha" (o "Risvegliato").
Con l'avvento regno di Ashoka, sovrano buddista dell'impero Maurya, la comunità si suddivise in due rami: il Mahāsāṃghika e lo Sthaviravāda, ognuno dei quali si diffuse in tutta l'India e divisi a sua volta in numerose sotto-setteAkira Hirakawa, Paul Groner, A history of Indian Buddhism: from Śākyamuni to early Mahāyāna. Reprint published by Motilal Banarsidass Publ., 1993, page 2.. Nei tempi moderni, esistono due rami principali del buddismo: il Theravāda in Sri Lanka e nel sudest asiatico e il Mahāyāna in tutta regione comprendente la catena montuosa dell'Himalaya e l'Asia orientale.
La pratica del Buddismo come religione distinta e organizzata ha perso influenza verso la fine dell'impero Gupta (VII secolo d.C.), fino ad estinguersi completamente dal suo paese d'origine intorno XIII secolo, ma non senza lasciare un impatto significativo. La pratica buddista è più comune in alcune zone dell'area Himalayana come il Ladakh, l'Arunachal Pradesh e il Sikkim; ha inoltre cominciato a riemergere in India a partire dal secolo scorso, a causa della sua adozione da parte di molti intellettuali indiani, ma anche della migrazione degli esuli buddisti dal Tibet occupato dai cinesi e la conversione di massa di centinaia di migliaia di indù dalitThe New York times guide to essential knowledge: a desk reference for the curious mind. Macmillan 2004, pag.513..
Secondo il censimento del 2001, i buddisti sono in fase di crescita e rappresentano lo 0,8% della popolazione indiana, con 7.950.000 individuiPeter Harvey, An Introduction to Buddhism: Teachings, History and Practices, p. 400. Cambridge University Press, 2012, ISBN 978-052185-942-4.
Siddharta Gautama
Il futuro Buddha nacque a Lumbini, nella pianura centrale del grande fiume Gange, ora nell'attuale Nepal, da un capo-clan appartenente al vedismo, Suddhodana di Kapilbastu. Dopo una lunga serie di ascetismo e meditazione secondo la pratica degli Shramana (monaci itineranti), egli giunse a scoprire la "Via di Mezzo" o della moderazione: la distanza dagli estremi di auto-indulgenza e auto-mortificazione.
Siddharta Gautama raggiunse l'illuminazione seduto sotto una pianta di pipal o ficus religiosa, da allora in poi riconosciuta come albero della Bodhi a Bodh Gaya, nello Stato indiano del Bihar. Gautama, da allora in poi, fu considerato come il "perfettamente risvegliato" il Samyaksambuddha (il più alto fra le tre tipologie di "buddhità"). Buddha trovò inizialmente patrocinio nel regno Magadha, governato allora dall'imperatore Bimbisāra. Questi accettò presto il Buddismo come fede personale permettendo in tal maniera la creazione di molti "vihara" (i monasteri buddisti). Ciò alla fine ha portato alla ridenominazione di tutta la regione come BiharIndia by Stanley Wolpert (Page 32).
All'interno di un parco privato, vicino a Varanasi, Buddha ha messo in moto la Ruota del Dharma, offrendo il suo primo sermone al gruppo di cinque compagni con cui aveva in precedenza cercato l'illuminazione. Essi, insieme con il Buddha, formarono il primo Sangha, la compagnia di monaci buddisti e, di conseguenza, la prima formazione della Triplice Gemma o Triratna (Buddha, Dharma e Sangha) fu in tal modo stata completata.
Per i restanti anni della sua vita, il Buddha si dice che abbia viaggiato nella pianura Indo-Gangetica in India del Nord e in altre regioni.
Buddha raggiunse il Parinirvāṇa a Kusinara.
Buddisti I seguaci di buddismo, chiamati buddisti, denominano loro stessi come SaugataP. 178 The Vision of Dhamma: Buddhist Writings of Nyanaponika Thera By Nyanaponika (Thera), Erich Fromm. Altri termini sono stati Sakyan o SakyabhiksuBeyond Enlightenment: Buddhism, Religion, Modernity by Richard Cohen. Routledge 1999. ISBN 0-415-54444-0. pg 33. "Donors adopted Sakyamuni Buddha’s family name to assert their legitimacy as his heirs, both institutionally and ideologically. To take the name of Sakya was to define oneself by one’s affiliation with the Buddha, somewhat like calling oneself a Buddhist today.Sakya or Buddhist Origins by Caroline Rhys Davids (London: Kegan Paul, Trench, Trubner, 1931) pg 1. "Put away the word “Buddhism” and think of your subject as “Sakya.” This will at once place you for your perspective at a true point . . You are now concered to learn less about 'Buddha' and 'Buddhism,' and more about him whom India has ever known as Sakya-muni, and about his men who, as their records admit, were spoken of as the Sakya-sons, or men of the Sakyas." nell'antica India. Sakyaputto era un altro termine usato dai buddisti, così come Ariyasavako e JinaputtoP. 56 A Dictionary of the Pali Language By Robert Cæsar Childers and Jinaputto.P. 171 A Dictionary of the Pali Language By Robert Cæsar Childers. Lo studioso buddista Donald S. Lopez afferma che hanno usato temporaneamente anche il termine BauddhaCurators of the Buddha By Donald S. Lopez. University of Chicago Press. pg 7, anche se studioso Richard Cohen sostiene invece che tale termine è stato utilizzato solo da parte degli estranei per descrivere i buddistiBeyond Enlightenment: Buddhism, Religion, Modernity di Richard Cohen. Routledge 1999. ISBN 0-415-54444-0. pg 33. Bauddha is "a secondary derivative of buddha, in which the vowel’s lengthening indicates connection or relation. Things that are bauddha pertain to the buddha, just as things Saiva relato to Siva and things Vaisnava belong to Visnu. . . baudda can be both adjectival and nominal; it can be used for doctrines spoken by the buddha, obejects enjoyed by him, texts attributed to him, as well as individuals, communities, and societies that offer him reverence or accept ideologies certified through his name. Strictly speaking, Sakya is preferable to bauddha since the latter is not attested at Ajanta. In fact, as a collective noun, bauddha is an outsider’s term. The bauddha did not call themselves this in India, though they did sometimes use the word adjectivally (e.g., as a possessive, the buddha’s).".
Movimenti buddisti Il Buddha non ha nominato alcun successore, ed ha chiesto ai propri seguaci di lavorare costantemente verso la liberazione e l'illuminazione. Gli insegnamenti del Buddha esistevano pertanto nei primissimi tempi della comunità solamente nella tradizione orale. Il Sangha ha tenuto in seguito una serie di concili per raggiungere un consenso e condivisione in materia di dottrina e pratica buddista.
1) Mahākāśyapa, un discepolo del Buddha, ha presieduto il primo concilio budhista presso Rājagṛha. Il suo scopo era quello di recitare e concordare gli insegnamenti attuali del Buddha e sulla disciplina monastica. Alcuni studiosi considerano questo consiglio come fittizioWilliams, Mahayana Buddhism, Routledge, 1989, page 6 e mai realmente svoltosi nella storia.
2) Il secondo concilio buddista si dice che abbia avuto luogo a Vaishali. Il suo scopo era quello di affrontare le pratiche monastiche discutibili come l'uso del denaro, il consumo di vino di palma, e altre irregolarità; il Consiglio ha dichiarato queste pratiche illegali.
3) Quello che è comunemente chiamato il terzo concilio buddista si è tenuto presso Pataliputra, e sarebbe stato indetto dall'imperatore Ashoka nel III secolo a.C. Organizzato dal monaco Moggaliputta-Tissa, si sarebbe svolto al fine di liberare il sangha del gran numero di monaci che si erano uniti all'ordine a causa della sua protezione reale. Molti studiosi ritengono che questo Consiglio sia stato esclusivamente Theravada, e che l'invio di missionari in diversi paesi in questo periodo non abbia avuto nulla o quasi a che vedere con esso.
4) Ciò che viene spesso chiamato il Quarto concilio buddista è generalmente creduto essere stato tenuto sotto il patrocinio dell'imperatore Kanishka a Jalandhar in Kashmir, anche se alla fine il professor Étienne Lamotte lo ha ritenuto fittiziothe Teaching of Vimalakīrti, Pali Text Society, page XCIII. Si ritiene generalmente che possa essersi trattato di un consiglio eminentemente della scuola Sarvāstivāda.
Prime scuole buddiste
Le prime scuole buddiste erano le varie suddivisioni in cui si presentava il buddismo pre-settario dei primi secoli dopo la scomparsa del Buddha (all'incirca verso l'inizio del V secolo a.C). La prima divisione era tra maggioranza Mahāsāṃghika e la minoranza Sthaviravāda. Alcune tradizioni buddhste esistenti seguono le vinayas dei primi scuole buddiste. Theravāda: praticato soprattutto in Sri Lanka, Birmania, Thailandia, Cambogia, Laos e Bangladesh. Dharmaguptaka: seguito in Cina, Corea, Vietnam e Taiwan. Mūlasarvāstivāda: quello eseguito nel buddismo tibetano. Il Dharmaguptakas ha fatto più sforzi rispetto a qualsiasi altra setta per diffondere il Buddismo al di fuori dell'India, fino a raggiungere aree come la Persia, l'Asia centrale e la Cina, ed hanno avuto in tal modo un più grande successo rispetto alle altreWarder, A.K. Indian Buddhism. 2000. p. 278: pertanto, la maggior parte dei paesi che hanno adottato il buddismo dalla Cina, hanno anche adottato il vinaya Dharmaguptaka e l'ordinazione e il lignaggio per bhiksu e bikkhuni.
Durante il primo periodo di buddismo cinese, le sette indiane buddiste riconosciute come maggiormente importanti, e i cui testi sono stati studiati, sono stati i Dharmaguptakas, i Mahīśāsakas, i Kāśyapīyas, i sarvāstivādin ed infine anche il MahāsāṃghikasWarder, A.K. Indian Buddhism. 2000. p. 281. Tra i vinayas completi conservati nel Canone buddista cinese includono il Mahīśāsaka Vinaya (T. 1421), Mahāsāṃghika Vinaya (T. 1425), Dharmaguptaka Vinaya (T. 1428), Sarvastivada Vinaya (T. 1435), e la Mūlasarvāstivāda Vinaya (T. 1442). Inoltre sono conservati una serie di Āgama (o Sutta Piṭaka), un completo Sarvastivada Pitaka, e molti altri testi delle primi scuole buddiste.
Queste in India spesso suddividevano ulteriormente i modi di pratica in diversi "veicoli" (Yana). Ad esempio, i Vaibhāṣika sarvāstivādin sono noti per far assumere la prospettiva della pratica buddista come consistente dei Tre VeicoliNakamura, Hajime. Indian Buddhism: A Survey With Bibliographical Notes. 1999. p. 189: Sravakayana Pratyekabuddhayāna Bodhisattvayāna Mahāyāna
La tradizione del buddismo Mahayana, sviluppato in India, rese assai popolare il concetto di bodhisattva ("essere illuminato") ed il culto dei suoi vari esponenti. Bodhisattva, come Mañjuśrī, Avalokiteśvara e Maitreya sono stati molto apprezzati nella pratica indiana del Mahāyāna. Questa specifica forma di Buddismo sostiene il percorso di un bodhisattva nella propria pratica delle Pāramitā o "perfezioni", culminanti con la Prajñāpāramitā, la perfezione della saggezza (vedi il Prajñāpāramitā Sūtra.
Il buddhologo Paul Williams (storico delle religioni) ha anche notato che il Mahayana non ha mai avuto né mai tentato di avere un Vinaya separato o un'ordinazione direttamente discendente dalle prime scuole buddiste, e quindi ogni bhiksu o bhiksuni aderendo formalmente alla scuola Mahāyāna apparteneva anch'esso ad una delle prime scuole buddiste. L'appartenenza a queste "Nikaya", o sette monacali, continua oggi con la Dharmaguptaka nikāya in Asia orientale e il Mūlasarvāstivāda nikāya nel buddismo tibetano.