Il neotemplarismo (o templarismo) è un fenomeno culturale nel quale moderne associazioni, ordini cavallereschi e società iniziatiche si fondano sulla pretesa di continuare la tradizione dei Cavalieri templari, restaurarli o prenderli a modello. Le rivendicazioni dei gruppi neotemplari possono includere una discendenza diretta dall'ordine medioevale, una successione iniziatica, una restaurazione istituzionale o solo una continuità ideale con i templari; si tratta di un fenomeno variegato: accanto a società iniziatiche (che ammettono i membri mediante riti d'ingresso) esistono associazioni cerimoniali, caritative o religiose prive di ritualità esoterica.

La tesi di una prosecuzione segreta dell'ordine dei Templari dopo la soppressione è stata comunque respinta dagli storici e la Chiesa cattolica, da parte sua, non riconosce come ordini cavallereschi le organizzazioni di nuova istituzione o fatte derivare da ordini medievali soppressi.

Il neotemplarismo si sviluppò alla fine del XVIII secolo all'interno della massoneria francese e tedesca: la leggenda di una sopravvivenza clandestina dei Templari portò alla creazione dei gradi templari massonici, ossia livelli rituali massonici costruiti intorno a temi templari; nel XIX secolo alcune correnti uscirono dalla massoneria e fondarono ordini neotemplari autonomi.

Definizione e caratteristiche

Le associazioni neotemplari sono in genere ordini cavallereschi, società iniziatiche o gruppi cerimoniali che richiamano simboli, miti o ideali attribuiti ai Cavalieri templari; alcune appartengono alla tradizione massonica o all'esoterismo occidentale, mentre altre propongono un modello cavalleresco, cristiano o caritativo. Intorno al 1980 erano segnalati nel mondo oltre cento ordini templari rivali, fra associazioni apocalittiche, gruppi di copertura per manovre politiche, organizzazioni interessate alla magia sessuale, circoli sociali e associazioni conviviali e il numero era destinato ad aumentare ulteriormente nei decenni successivi. Secondo gli storici non vi è alcuna prova di una sopravvivenza dell'Ordine templare originale dopo la sua soppressione; anche le genealogie iniziatiche, cioè le liste di trasmissione dell'autorità spirituale usate da questi gruppi, appartengono alla storia del mito templare moderno e non a quella dell'ordine medioevale.

Antefatti storici

L'Ordine del Tempio fu un ordine monastico-cavalleresco cattolico legato alla storia delle crociate; la tradizione trasmessa da Guglielmo di Tiro ne colloca l'origine nel 1118-1119, attribuendola a un gruppo di cavalieri guidati da Ugo de Payns e Goffredo di Saint-Omer, incaricati di proteggere strade e pellegrini contro predoni e briganti. Nel nono anno dalla fondazione, al concilio di Troyes, furono stabilite una regola per i Templari e l'adozione delle vesti bianche; l'ordine divenne poi ricco e potente grazie a donazioni, proprietà e attività finanziarie svolte in favore di pellegrini e crociati. Nel 1307, dopo avere suscitato la cupidigia del re di Francia Filippo il Bello, i Templari furono accusati di eresia e arrestati in massa; nel 1310 cinquantaquattro cavalieri che avevano ritrattato le precedenti confessioni furono bruciati sul rogo, mentre quattro anni dopo subirono la stessa sorte anche il gran maestro dell'ordine e un dignitario provinciale.

Dopo la persecuzione promossa dal re di Francia, papa Clemente V soppresse l'ordine con la bolla Vox in excelso del 22 marzo 1312 durante il concilio di Vienne. La bolla soppresse in forma perenne l'ordine, la sua regola, l'abito e il nome, proibendo a chiunque - sotto pena di automatica scomunica - di entrarvi, assumerne o portarne l'abito oppure comportarsi da templare. Dopo la lettura pubblica della bolla il 3 aprile 1312, l'ordine risultò ufficialmente abolito; le bolle Ad providam e Considerantes dudum, promulgate nel maggio dello stesso anno, disciplinarono rispettivamente i beni templari e la sorte dei membri dell'ordine. Dopo la soppressione, l'ordine sopravvisse per qualche decennio fuori della Francia, ma al più tardi agli inizi del XV secolo i Templari erano completamente scomparsi.

Storia Neotemplarismo e massoneria L'idea di una continuazione segreta dell'ordine dei Templari prese piede nella massoneria, in particolare in Francia e in Germania, alla fine del XVIII secolo: la massoneria inglese rivendicava un'origine nelle corporazioni muratorie di mestiere, reinterpretate in senso filosofico ed esoterico, ma nella nobiltà dell'Europa continentale questa origine appariva troppo umile e favorì la leggenda di cavalieri perseguitati nascosti nelle corporazioni inglesi e scozzesi dei liberi muratori per continuare le proprie attività. Soprattutto in Germania questi cavalieri misteriosi furono identificati con i Templari; da tale leggenda nacquero i gradi templari della massoneria, sviluppati nell'Europa continentale e diffusi anche nel Regno Unito grazie all'opera di Thomas Dunckerley, che nel 1791 fondò un Gran Conclave dei Cavalieri Templari all'interno della massoneria inglese. Gradi templari massonici sono poi presenti nel rito scozzese, nel Rito di York e negli accampamenti templari (Encampments of Knights Templars) della massoneria anglo-americana; in questa tradizione i gradi cavallereschi rimasero integrati nei sistemi massonici come fenomeno di massa distinto dalle filiazioni neotemplari di carattere esoterico, con strutture nazionali autonome in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Nel mondo massonico di lingua tedesca, la Stretta Osservanza templare fu fondata da Karl Gotthelf von Hund nel 1751 come rito scozzese costruito su miti relativi ai Cavalieri templari medievali; il rito dichiarava di voler purificare la massoneria da influenze occultiste e di sottoporre gli affiliati alla disciplina di superiori sconosciuti. Dopo difficoltà di organizzazione e direzione, la Stretta Osservanza fu riformulata nel 1782 come Regime scozzese rettificato, promosso a Lione da Jean-Baptiste Willermoz.

Negli anni della Rivoluzione francese non tutti però accettavano che l'insieme dei gradi templari rimanesse subordinato alla massoneria. Nella loggia parigina dei Cavalieri della Croce si affermò una lettura diversa: se le corporazioni britanniche dei liberi muratori avevano avuto importanza perché avrebbero custodito gli eredi dell'Ordine del Tempio, l'Ordine del Tempio doveva essere considerato più antico della massoneria e indipendente da essa. Da questa idea nacque il progetto di un Ordine del Tempio autonomo rispetto alle organizzazioni massoniche; la distinzione geografica conseguente è rimasta visibile nel lungo periodo, con la massoneria templare prevalente nei paesi anglofoni e il neotemplarismo autonomo di matrice palapratiana concentrato principalmente nei paesi latini.

Charta di Larménius

Molti gruppi neotemplari sostengono che l'ordine sia sopravvissuto in segreto anche dopo la morte dell'ultimo maestro, Jacques de Molay, tramite una linea di gran maestri segreti. La cosiddetta Charta di Larménius, o carta di trasmissione (charta transmissionis), è costruita come un documento del febbraio 1324 nel quale Johannes Marcus Larmenius sarebbe stato eletto gran maestro del Tempio in successione a Jacques de Molay; il testo contiene un elenco di ventidue gran maestri successivi fino a Bernard-Raymond Fabré-Palaprat nel 1804 e una serie cifrata di firme che attesterebbe una linea di discendenza. La Charta di Larménius è in realtà un falso redatto fra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo, durante la ricostituzione dell'Ordine del Tempio in età napoleonica. La tradizione neotemplare palapratiana usò il documento come prova della sopravvivenza dell'ordine, ma esso non può dimostrare alcuna continuità istituzionale dei Templari medievali; la medievalista Régine Pernoud ha respinto nettamente l'idea di una sopravvivenza segreta dell'ordine.

Bernard-Raymond Fabré-Palaprat e la Chiesa gioannita

Al centro della ricostituzione autonoma dell'Ordine del Tempio all'inizio del XIX secolo vi fu Bernard-Raymond Fabré-Palaprat, medico francese attivo negli anni della Rivoluzione francese e dell'età napoleonica. Nel 1804 Fabré-Palaprat dichiarò di avere scoperto, insieme con i colleghi della loggia dei Cavalieri della Croce, documenti che avrebbero provato una successione ininterrotta di gran maestri templari clandestini dalla soppressione dell'ordine fino al 1792; i Cavalieri della Croce affermarono inoltre che un documento ritrovato nel cassetto di un mobile del duca Louis-Hercule-Timoléon de Cossé-Brissac autorizzava la loggia a eleggere un nuovo gran maestro. Nel 1805 la loggia nominò Fabré-Palaprat gran maestro, inizialmente provvisorio, ricostituendo l'Ordine del Tempio; l'iniziativa interessò anche Napoleone Bonaparte, che autorizzò una solenne cerimonia nel 1808.

Fabré-Palaprat non intendeva soltanto ricostituire un ordine cavalleresco, ma cominciò a legare i neotemplari a una nuova religione. Nel 1814 dichiarò di avere acquistato da un libraio antiquario parigino (bouquiniste) un manoscritto greco intitolato Evangelicon, versione eterodossa del Vangelo di Giovanni, preceduta da un commento chiamato Leviticon. Questi testi sono descritti come un falso del tardo Seicento o del Settecento. Nel testo attribuito a san Giovanni e nel Leviticon, Gesù Cristo è presentato come un iniziato educato ad Alessandria, mentre san Giovanni è indicato come suo successore in una linea che sarebbe poi proseguita nell'Ordine del Tempio. Come gran maestro dell'Ordine del Tempio ricostituito, Fabré-Palaprat si proclamò quindi successore "autentico" di san Giovanni e di Gesù Cristo.

Fabré-Palaprat fondò una Chiesa templare, chiamata Chiesa gioannita, dichiarandola l'unica vera Chiesa cristiana legittima, in opposizione alla linea ecclesiastica della Chiesa cattolica romana fondata su san Pietro. Nel 1831 l'ex sacerdote cattolico Ferdinand-François Châtel, dalle idee radicali e socialiste e fondatore di una Chiesa cattolica francese, aderì all'Ordine del Tempio. Poco dopo Châtel fu consacrato vescovo della Chiesa gioannita in virtù dell'autorità di Fabré-Palaprat e assunse il titolo di primate delle Gallie. Châtel radunò per qualche tempo sacerdoti in rottura con la Chiesa cattolica in varie città francesi e in qualche località straniera. Dagli anni 1830 il movimento neotemplare si legò anche a Chiese indipendenti e gruppi scismatici guidati da vescovi che rivendicavano consacrazioni episcopali non riconosciute dalla Chiesa cattolica.

La Chiesa gioannita durò pochi anni, anche perché non tutti i membri dell'Ordine del Tempio intendevano rompere con la Chiesa cattolica. Fin dai primi tentativi di Fabré-Palaprat di fondare una nuova religione nel 1812 emerse una fazione cattolica dissidente; la branca italiana divenne autonoma nel 1815. Alla morte di Fabré-Palaprat, nel 1838, il legame personale fra Ordine del Tempio e Chiesa gioannita si ruppe. Un tentativo di riconciliazione fra la fazione cattolica e quella palapratiana portò all'elezione dell'ammiraglio sir William Sidney Smith a gran maestro riconosciuto da entrambe le parti, ma l'accordo durò poco e le due fazioni ripresero un'esistenza separata, con ulteriori riunificazioni di breve durata. Dopo alcuni anni la Chiesa gioannita cessò le attività, mentre Châtel fondò nel 1848 una Chiesa francese radicale, durata anch'essa poco. Nel 1871 i pochi cavalieri palapratiani francesi superstiti misero l'ordine "in sonno", con formula di origine massonica; lo stesso avvenne per la branca cattolica belga nel 1890.