L’aquila delle Filippine (Pithecophaga jefferyi ), è un uccello rapace della famiglia degli Accipitridi, endemico delle foreste delle Filippine. Presenta un piumaggio di colore marrone e bianco, e una cresta ispida, e misura generalmente 86–102 cm di lunghezza e pesa 4,7-8,0 kg.

È considerata la più grande delle aquile esistenti al mondo per quanto riguarda la lunghezza, mentre l'aquila di mare di Steller e l'arpia sono le più grandi in termini di peso e di massa. Rapace tra i più rari e possenti del mondo, è stato dichiarato uccello nazionale delle Filippine nel 1995.Kennedy, R. S., Gonzales, P. C.; Dickinson, E. C.; Miranda, H. C., Jr. e Fisher, T. H. (2000). A Guide to the Birds of the Philippines. Oxford University Press, New York. ISBN 0-19-854669-6 È una specie in pericolo critico e la sua popolazione è diminuita progressivamente negli ultimi decenni, soprattutto a causa della massiccia perdita dell'habitat dovuta alla deforestazione che interessa la maggior parte del suo areale. L'uccisione di un'aquila delle Filippine, ai termini della legge del Paese, è punibile con 12 anni di carcere e multe elevate che possono arrivare anche ad un milione di pesos.

Tassonomia Il primo europeo a scoprire la specie fu l'esploratore e naturalista John Whitehead nel 1896; ne osservò in un primo momento un esemplare e, poche settimane dopo, il suo servitore, Juan, riuscì a catturare l'olotipo. Le spoglie dell'uccello vennero inviate a William Robert Ogilvie-Grant, a Londra, nel 1896, che in un primo momento le mise in mostra in un ristorante locale. Solo qualche settimana più tardi si dedicò alla descrizione ufficiale della specie.

Fin dalla sua scoperta, l'aquila delle Filippine divenne nota come aquila delle scimmie, poiché i nativi di Bonga, a Samar, dove la specie venne scoperta, affermavano che predasse esclusivamente le scimmie; sulla base di queste testimonianze ricevette il proprio nome generico, derivante dal greco pithecus (πίθηκος) («scimmia») e phagus (-φάγος) («mangiatrice»). Il nome scientifico commemora Jeffery Whitehead, padre di John Whitehead. Studi successivi rivelarono, tuttavia, che la presunta aquila delle scimmie si nutriva anche di altri animali, come colughi, zibetti, grossi serpenti, varani, e perfino grossi uccelli, come i buceri. Per questo motivo, oltre al fatto che lo stesso appellativo veniva applicato anche all'aquilastore coronato dell'Africa e all'arpia del Centro e Sudamerica, il nome, per proclamazione presidenziale, venne cambiato in aquila delle Filippine nel 1978, e nel 1995 la specie venne dichiarata emblema nazionale. La specie non ha sottospecie riconosciute.

Oltre che aquila delle Filippine e aquila delle scimmie, la specie è stata chiamata anche grande aquila delle Filippine. È nota con vari nomi in molte lingue delle Filippine; tra questi ricordiamo ágila («aquila»), háribon (da haring ibón, «re degli uccelli») e banog («nibbio»).

Storia evolutiva Uno studio basato sulle caratteristiche scheletriche effettuato nel 1919 portò gli studiosi a ipotizzare che il parente più stretto dell'aquila delle Filippine fosse l'arpia. La specie venne quindi inclusa all'interno della sottofamiglia degli Arpiini (Harpiinae) fino al 2005, quando uno studio sulle sequenze del DNA dimostrò che non era affatto imparentata con gli altri membri di questo gruppo, bensì con i Circaetini (Circaetinae), vale a dire i bianconi e il falco giocoliere. Da allora è stata inserita all'interno di questa sottofamiglia.

Descrizione La nuca dell'aquila delle Filippine è ornata da lunghe penne marroni che formano una cresta arruffata. Queste penne danno l'impressione che l'animale possegga una criniera simile a quella del leone, che a sua volta assomiglia al mitico grifone. L'aquila ha la faccia scura e la nuca e la sommità del capo color crema-marrone. Il dorso è marrone scuro, mentre la regione ventrale e il sottoala sono bianchi. Le forti zampe sono gialle, e sono munite di grandi artigli potenti di colore scuro, mentre il becco, grande, arcuato e profondo, è grigio-bluastro. Gli occhi sono grigio-blu. I giovani sono simili agli adulti, e se ne differenziano per il fatto di avere piume del dorso dai margini chiari.

È opinione corrente indicare che l'aquila delle Filippine abbia una lunghezza totale di 86–102 cm,Ferguson-Lees, J. e Christie, David A. (2001). Raptors of the World. Christopher Helm, London. ISBN 0-7136-8026-1BirdLife International (2000). Threatened Birds of the World. Lynx Edictions, Barcelona. ISBN 0-946888-39-6Clark, W. S. (1994). Philippine Eagle (Pithecophaga jefferyi). pp. 192 in: del Hoyo, J., Elliott, A., & Sargatal, J. eds. (1994). Handbook of the Birds of the World. Vol. 2. Lynx Edictions, Barcelona. ISBN 84-87334-15-6 ma un'analisi condotta a partire da vari esemplari conservati in alcune tra le più grandi collezioni museali del mondo ha rivelato una lunghezza media di 95 cm per i maschi e di 105 cm per le femmine. Queste ultime misurazioni ne fanno la più lunga specie di aquila esistente, dal momento che la lunghezza media della femmina equivale a quella massima registrata nell'arpia e nell'aquila di mare di Steller. La più lunga aquila delle Filippine registrata, nonché la più lunga aquila mai esistita fatta eccezione per l'estinta aquila di Haast, è un esemplare conservato al Museo Field di Storia Naturale (FMNH) che misura 112 cm; tuttavia, trattandosi delle spoglie di un esemplare mantenuto in cattività, non può essere preso come rappresentante degli esemplari selvatici a causa delle differenze che intercorrono nella disponibilità di cibo.O'Connor, R. J. (1984). The Growth and Development of Birds. John Wiley & Sons, Chichester. ISBN 0-471-90345-0Arent, L. A. (2007). Raptors in Captivity. Hancock House, Washington. ISBN 978-0-88839-613-6 Il livello di dimorfismo sessuale nelle dimensioni non è certo, ma si ritiene che il maschio sia generalmente il 10% più piccolo della femmina, e questa affermazione è supportata dai dati della lunghezza media nei maschi e nelle femmine riportati in una fonte. In molte altre grandi specie di aquila, la differenza di dimensioni tra le femmine e i maschi adulti può superare il 20%. Per le aquile delle Filippine adulte, i dati riportati riguardanti il peso oscillano tra i 4,7 e gli 8 kg, mentre altri studiosi indicano un peso medio inferiore a quello sopra indicato, di 4,5 kg per i maschi e di 6 kg per le femmine. Un maschio esaminato (di età non specificata) pesava 4,04 kg.CRC Handbook of Avian Body Masses by John B. Dunning Jr. (Editor). CRC Press (1992), ISBN 978-0-8493-4258-5. L'aquila delle Filippine ha un'apertura alare di 184–220 cm e una lunghezza dell'ala (misurata lungo il margine anteriore) di 57,4-61,4 cm. Il peso massimo registrato è superato da quello di altre due aquile (l'arpia e l'aquila di mare di Steller), mentre le ali sono più corte di quelle delle grandi aquile che vivono in habitat aperti (come l'aquila di mare, l'aquila di mare di Steller, l'aquila marziale o l'aquila cudacuneata), sebbene siano piuttosto larghe. Il tarso dell'aquila delle Filippine è considerato il più lungo tra quelli di ogni altra specie di aquila e misura 12,2-14,5 cm, all'incirca la stessa lunghezza di quello dell'aquila di Nuova Guinea, molto più piccola ma con zampe relativamente lunghe. Il becco, molto grande ma compresso lateralmente, contende con quello dell'aquila di mare di Steller il titolo di becco più grande di qualsiasi aquila esistente. Esso misura in media 7,22 cm di lunghezza a partire dalla commessura labiale. La coda è piuttosto lunga, 42-45,3 cm, mentre un'altra fonte indica una lunghezza di 50 cm.Dupont, John Eleuthere (1971). Philippine Birds, p. 47. Delaware Museum of Natural History

Tra i richiami più frequenti emessi dall'aquila delle Filippine vi sono dei forti fischi acuti che terminano con inflessioni di intonazione. Inoltre, è risaputo che i giovani mendicano il cibo emettendo una serie di richiami acuti.

Distribuzione e habitat L'aquila delle Filippine è endemica delle Filippine e si rinviene su quattro delle isole maggiori: la parte orientale di Luzon, Samar, Leyte e Mindanao. Il maggior numero di aquile risiede a Mindanao, dove si trovano dalle 82 alle 233 coppie riproduttive. Solamente sei coppie risiedono a Samar, due a Leyte, e poche altre a Luzon. È presente nel parco nazionale della Sierra Madre Settentrionale a Luzon e nei parchi nazionali di Monte Apo, Monte Malindang e Monte Kitanglad a Mindanao.

Quest'aquila è diffusa nelle foreste di dipterocarpi e in quelle montane di medie altitudini, in particolare in aree impervie. Il suo range altitudinale va dalle pianure alle montagne di oltre 1800 m. Si stima che in tutto l'areale della specie rimangano solo 9220 km² di foresta primaria. Tuttavia, le dimensioni totali dell'areale vengono stimate a 146.000 km².

Biologia

L'evoluzione nelle isole Filippine, prive di altri predatori, ha reso le aquile i cacciatori dominanti di queste isole. Ciascuna coppia riproduttiva ha bisogno di un vasto territorio per riuscire ad allevare con successo un piccolo, e per questo motivo la specie è estremamente vulnerabile alla deforestazione. In passato, si stimava che ogni coppia occupasse un territorio di circa 100 km², ma durante uno studio condotto a Mindanao si è scoperto che la distanza minima tra una coppia riproduttiva e l'altra era mediamente di 13 km, il che lascia ipotizzare che ogni coppia abbia a disposizione un'area di azione circolare di 133 km².

Il volo della specie è veloce e agile, e ricorda più quello dei rapaci più piccoli, come lo sparviero, che quello delle specie più grandi.

Per quanto riguarda il comportamento ludico, i giovani sono stati visti stringere con gli artigli i fori di nodo degli alberi e, usando la coda e le ali per tenersi in equilibrio, inserire la testa nelle cavità del tronco. Inoltre, è noto che attacchino oggetti inanimati per impratichirsi nella caccia, nonché che cerchino di appendersi a testa in giù per migliorare le proprie capacità di equilibrio. Dal momento che i genitori non sono presenti quando avvengono queste attività, sembra che essi non insegnino a cacciare ai propri figli.

L'aspettativa di vita negli esemplari in natura viene stimata sui 30-60 anni. Un esemplare in cattività visse per 41 anni allo zoo di Roma, ed era già adulto quando arrivò allo zoo. Tuttavia, si ritiene che gli esemplari selvatici vivano in media meno di quelli allevati in cattività.

Alimentazione L'aquila delle Filippine veniva chiamata originariamente aquila delle scimmie perché si credeva che si nutrisse quasi esclusivamente di questi animali (l'unica scimmia originaria delle Filippine è il macaco cinomolgo delle Filippine); successivamente ciò si è dimostrato inesatto. Forse la causa di tutto risiede nel fatto che il primo esemplare esaminato aveva resti ossei di scimmia non digeriti nello stomaco.Philippine Eagle Pithecophaga jefferyi. birdbase.hokkaido-ies.go.jp Come molti predatori, l'aquila delle Filippine è un animale opportunista, e va a caccia di prede in base al loro livello locale di abbondanza e alla facilità di cattura. È il predatore alfa del proprio areale.