L'inizio delle attività calcistiche agonistiche a Caltanissetta rimonta alla fine degli anni venti: nel 1929 viene fondata l'Unione Sportiva Nissena, la quale, nel corso della sua attività, disputerà cinque campionati, fra Prima Divisione e Serie C, a cavallo degli anni trenta e quaranta, sfiorando in due occasioni la promozione in Serie B. Uscita di scena dopo l'invasione alleata della Sicilia, sarà ricostituita nel 1947, raccogliendo discreti risultati tra Serie C e Promozione fino al 1960, anno della sua definitiva scomparsa dal panorama calcistico.
Dall'U.S. Nissena alla Nissa S. C.
Dalle origini alla seconda guerra mondiale
L'inizio dell'attività calcistica in città, risale al primo dopoguerra quando non esisteva ancora neanche un campo di calcio ed i pochi appassionati si radunavano nel piazzale dei cappuccini, in fondo all'odierno viale Regina Margherita, ove si approntava in maniera estemporanea il terreno da gioco.
Nel 1929 venne fondata la prima vera e propria squadra di football cittadina denominata Unione Sportiva Nissena, la quale, inizialmente, svolgeva attività agonistica a carattere episodico e prettamente locale. La squadra nissena, nel luglio del 1929, salì alla ribalta della cronaca nazionale a causa di un singolare quanto curioso episodio. Durante una partita amichevole, giocata fuori casa contro la squadra del Canicattì, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, numerosi tifosi della squadra locale invadevano il rettangolo di gioco, impedendo la regolare prosecuzione dell’incontro. Il direttore di gara, pertanto, sospendeva temporaneamente la partita e sollecitava l’intervento di alcuni Carabinieri per riportare l’ordine e allontanare le persone presenti sul terreno di gioco. Tra questi vi era un giocatore della Nissena, che si accingeva ad entrare in campo per sostituire un compagno di squadra febbricitante, il quale, a causa di energiche proteste, venne tratto in arresto. A seguito di questo accadimento, i dirigenti dell’Unione Sportiva Nissena decisero, in segno di protesta, di ritirare la squadra e, perciò, l’arbitro decretò la fine anticipata del match.
Nel 1931 la società, presieduta dal Cavaliere Giuseppe Giordano, si affilia alla F.I.G.C. iscrivendosi al campionato regionale federale di Terza Divisione, torneo che vince immediatamente, prima concludendo al 1º posto il girone C con 12 punti, e poi perdendo il girone finale con la Pro Bagheria, e con esso il titolo di campione siciliano, ma ottenendo comunque la promozione per via della rinuncia del club palermitano; nello stesso anno partecipa alla sesta edizione della Coppa Arpinati, nel girone della Sicilia occidentale.
Nel 1932 la formazione viene iscritta ai campionati federali nazionali di Prima Divisione, all'epoca terzo livello del campionato italiano, ove militavano le principali squadre siciliane e calabresi, come il Palermo B, il Calcio Catania, la Reggina ed altre: in quell'anno i nisseni chiusero all'8º posto, a pari merito col Palermo B, ma staccati di ben 16 punti dalla capolista. La stagione seguente la squadra chiude il campionato in fondo, al 10º posto.
Nel 1934 la Nissena dispone finalmente di un impianto di buon livello: è lo stadio polisportivo Palmintelli, costruito alle porte della città, nell'odierno viale della Regione, per volontà della classe politica fascista ed intitolato al Duce: il campo da gioco è in terra battuta, ma regolamentare, e può ospitare più di 5.000 spettatori, sicché è da considerare una struttura di tutto rispetto nel contesto siciliano coevo. E proprio in questi anni la Nissena tocca i suoi massimi livelli sportivi: nel campionato di Prima Divisione 1934-1935 si piazza 2º, a pari merito con la Juventus Trapani ma a 5 punti dalla Serie B. Il posizionamento in classifica vale però l'ammissione nella neo istituita Serie C, unica squadra siciliana inserita nel girone che ricompende squadre dell'Italia centro-meridionale ed insulare.
Sempre nello stesso anno, esattamente il 3 gennaio 1935, la Nissena disputa a Caltanissetta, una partita amichevole di livello internazionale: la compagine nissena, in uno stadio gremito, affronta e sconfigge per 3 a 2 la formazione ungherese del III. Kerület, allora militante nella massima serie del calcio ungherese. I nisseni schieravano tra le proprie fila: Ciagarini, Salemi, Migliorini, Marchesi, Borgo, Chiantini, Veronesi, Ferre, Polita e Detrich.
Nella successiva stagione la squadra nissena disputa una stagione memorabile: unica compagine siciliana del torneo nazionale di serie C, per la prima volta nella sua storia viene ammessa a partecipare alla terza edizione della Coppa Italia, aperta quell'anno ai club di Serie A, Serie B e Serie C, raggiungendo il terzo turno eliminatorio, dopo aver vinto sul Trapani, 2-0 a tavolino per ritiro degli amaranto dal campionato, e sulla Salernitana, 1-0 a Salerno, ove incontrano la Catanzarese: la gara, giocata a Caltanissetta, si chiude sul 2-2 dopo 120'; come da regolamento, a distanza di quattro giorni, si disputa un rematch a campi invertiti che vede trionfare i calabresi per 4-1; in campionato, i nisseni vanno vicinissimi alla promozione in Serie B, sfumata solo dopo una dolorosa sconfitta patita in trasferta il 3 maggio 1936, col punteggio di 0-1, ancora una volta ad opera della Catanzarese, che pure i nisseni avevano battuto all'andata per 2-1: il Catanzaro festeggia così l'accesso fra i cadetti, mentre la Nissena in maniera inopinata, dopo aver ottenuto il 2º posto in condominio con una compagine di Piombino, si trova costretta a rinunciare ad iscriversi al campionato per l'anno seguente. I risultati del biennio 1935-1936 restano a tutt'oggi i migliori della storia del calcio nisseno.
Dopo un anno di inattività, l'U.S. Nissena, riorganizzatasi, torna a calcare il terreno di gioco ripartendo dalla Prima Divisione. Alterni i piazzamenti sino al 1942, in mezzo alle difficoltà legate allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: in quell'anno ottiene la promozione in Serie C, dove, nella tormentata stagione seguente, il campionato non può essere regolarmente concluso, dati i molti forfait ed il contestuale sbarco degli Alleati sull'isola. Sicché le partite mancanti non saranno giocate, dato che la Federazione non era più in grado di gestire il torneo. La squadra chiude il torneo penultima e senza punti, per via di una penalizzazione, ma se non altro come unica squadra, insieme al vittorioso Catania, a disputare tutte le partite utili.
I campionati successivi saranno sospesi per motivi bellici, ma le categorie di merito acquisite in questa stagione saranno considerate tali dalla FIGC anche per i campionati del dopoguerra: per le squadre del Sud Italia, negli anni dell'occupazione alleata sarà prevista un'iscrizione, se non finanziariamente dissestate, alla Lega Sud di Serie C 1945-46. Ma la Nissena non sarà in condizione di riorganizzarsi e non sarà ricostituita dopo la guerra.
Nell'immediato dopoguerra, mentre ancora erano in corso i combattimenti nel resto della penisola, Caltanissetta fu rappresentata calcisticamente da una squadra che si chiamava Sabaudia, formata interamente da militari di stanza in città. La squadra allenata da Servetto, per l'occasione ribattezzata SPAL Caltanissetta, partecipò al campionato misto nazionale e sfiorò, nella stagione 1944-1945, il titolo isolano, vinto dal Palermo che era fra le poche siciliane a giocare nel medesimo campionato. Nel 1945-1946 nacque la Dinamo, successivamente rinominata A.C. Caltanissetta, che era stata iscritta al torneo di prima divisione.
La rinascita della Nissena
L'agosto 1947, segna una tappa importante per il calcio nisseno. Viene stilato un manifesto con 28 firme che esorta alla ripresa dell'attività agonistica sotto l'antica denominazione di U. S. Nissena. Così l'U. S. Nissena rinasce effettivamente il 28 agosto 1947, sotto la presidenza di Giuseppe Gruttadauria, che riesce a coinvolgere nel progetto di rilancio della squadra un gruppo di atleti locali, tra i quali è doveroso ricordare: Scarantino, Cigna, Cordova, Cavallotto, Giunta, Galatioto, Gagliardi, Sanguedolce, Insalaco, Gerbino. Successivamente Gruttadauria cede la presidenza a Salvatore Gangitano, che era stato presidente della Nissena in passato, e nel nuovo consiglio direttivo vi entrano a far parte nuovi giovani volenterosi: Michele Falci, Vincenzo Damanti, Salvatore Cigna, Angelo Peluso, Calogero Traina, Benedetto Alù, il barone Giovanni Barile e Giuseppe Ippolito. La squadra, nonostante i pochi mezzi finanziari viene iscritta al campionato di Serie C nella stagione 1947/1948. Il torneo si presenta subito molto impegnativo, formato da squadre siciliane e calabresi come Cantieri Navali, Notinese, Igea Virtus, Agrigento, Megara, Termini, Canicattì, Arsenal Messina, Marsala, Messina, Catania, Palmese e Reggina. Il presidente Gangitano fa giungere un allenatore di esperienza, Maximilian Faotto e questi si adopera per allargare la rosa dei giocatori, affiancando ai pur valorosi locali, gente forestiera, come il portiere Firpo. Sarà un torneo di transizione, finalizzato alla separazione fra Serie C e Interregionale, ove la Nissena centrerà l'obiettivo intermedio dell'Interregionale a campionato ormai concluso, giocando uno spareggio per non retrocedere nella Lega Regionale e vincendo in campo neutro a Termini Imerese per 5 a 0 contro il Cantieri Navali.
L'anno successivo la dirigenza, decisa a riconquistare subito la perduta serie C, chiama Del Moro come allenatore che porta con sé il mediano Penso e l'ala Cambiotti, che avrebbero scritto alcune delle pagine più belle del calcio nisseno; viene anche acquistato Storni per sostituire fra i pali Firpo. Dopo un avvio felice, la compagine si ritrova in cattive acque: prima i numerosi infortuni ad alcuni giocatori fondamentali e poi l'incredibile sconfitta subita a Marsala, dove i biancoscudati, che avevano assoluta necessità dei due punti per vincere il campionato, subiscono la rimonta di due gol negli ultimi venti minuti ed escono sconfitti 4-3 allo scadere dell'incontro, decretano la mancata promozione in serie C.
L'anno successivo l'U.S. Nissena, dopo un buon campionato, riesce a vincere il proprio girone. Secondo regolamento, dai tre gironi meridionali di Promozione solo due squadre venivano ammesse in Serie C. Per stabilire quali fossero le formazioni ammesse alla categoria superiore era necessario ricorrere ad uno spareggio fra le prime classificate dei tre raggruppamenti. La Nissena doveva vedersela quindi con Maglie e Casertana, che si erano imposte negli altri due gruppi. Delle tre una non sarebbe stata promossa. La Lega aveva stabilito che gli spareggi si sarebbero svolti a giugno. Al termine delle sei settimane previste, la classifica vedeva tuttavia le tre squadre in perfetta parità con due vittorie ciascuna. Fu dunque necessaria una successiva tornata per stabilire le formazioni promosse. Disputato nel mese di luglio, il secondo turno di spareggi darà però lo stesso risultato: Nissena, Maglie e Casertana erano ancora appaiate. Bisognava ripetere per la terza volta gli spareggi. Ma dopo una terza ripetizione il risultato era ancora di parità. La Lega, allora, decise che il contenzioso sarebbe stato risolto da un sorteggio che avrebbe finalmente deciso i nomi delle due neopromosse al campionato di Serie C 1950/1951: per sorteggio, dunque, Nissena e Maglie furono promosse; la Casertana sarà poi anch'essa promossa, a seguito di un allargamento dei gironi.