Madignano (Madignàa in dialetto cremasco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cremona in Lombardia.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale è pianeggiante e assai uniforme nella parte nord-orientale. La parte occidentale è solcata, invece, dai due terrazzi fluviali del Serio e del Serio Morto; le variazioni idrodinamiche dell'antico e del moderno corso del fiume hanno comportato delle erosioni nel piano fondamentale della campagna profonde anche dieci metri dal livello della pianura. In tempi storici il mutamento di percorso del Serio è la più importante variazione idrografica avvenuta in provincia di Cremona.Piano di Governo del Territorio del Comune di Madignano, Relazione Geologica di Piano, a cura di Giovanni Bassi, edizione marzo 2009
L'altitudine varia tra i 59 e 71 m s.l.m.
Clima La temperatura media di gennaio si attesta intorno ad 1 °C, quella media del mese di luglio è pari a 24,5 °C. Il clima è di tipo temperato continentale con precipitazioni più frequenti in autunno e primavera e con l'inverno più siccitoso dell'estate.Dati desunti dalla tabella climatologica della voce Stazione meteorologica di Lodi, la più vicina in linea d'aria tra le stazioni meteorologiche della Lombardia.
Storia Madignano Incerte sono le origini della località: probabilmente nacque come villaggio rurale in epoca romana, dalla quale deriverebbe il nome dalla parola latina “madens”, ossia palude, ad indicare il luogo dove sorse ai margini del Lago Gerundo. Lo storico Monsignor Angelo Zavaglio fa risalire il nome, invece, alla parola "matinianus", da cui Madenianus, a indicare un luogo situato a mattina, cioè verso est e verso il confine cremonese. Storicamente si ha la prima notizia il 5 agosto dell'anno 1000, quando a Tauriano (odierno Turano Lodigiano), in una sentenza giudiziaria, tra i giudici che costituiscono la corte c'è Lanfranco di Madignano. Nel 1095 si ha la prima menzione del priorato cluniacense, posto alle dipendenze del monastero di San Paolo d'Argon: la piccola comunità monastica rimase a Madignano fino alla metà del XV secolo, allorché il monastero fu eretto in commenda. Primo commendatario fu Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II, cui succedettero poi altri cardinali fino all'incameramento avvenuto nel 1797. Politicamente Madignano seguì le sorti e rimase sempre nell'orbita di Crema
Ripalta Vecchia Dialetto Cremasco: Riólta Magra.
Nell'XI secolo d.C. Vinizone di Rivoltella (odierna Ripalta Arpina) lasciò un beneficio alla Cattedrale di Cremona per l'erezione di due chiese intitolate a Santa Maria (Marzale) e a Sant'Imerio. Fu attorno a quest'ultimo edificio che sorse il piccolo abitato di "Rivolta". A quei tempi sorgeva sulla riva destra del Serio: dopo il mutamento di percorso del fiume, avvenuto in un lungo periodo tra l'XI secolo ed il XIV secolo, assunse la denominazione di “vecchia” a distinguerla dall'altro abitato sorto sulla sua corrispondenza ma in riva opposta. Si sa che nel XVI secolo veniva citato il console di Ripalta de Mandolis, una denominazione che starebbe ad indicare l'appartenenza alla famiglia Mandoli di Crema. Anche Ripalta Vecchia, come Madignano seguì sempre le vicende politiche di Crema. Da segnalare, nell'epoca post unità d'Italia, la perdita dell'autonomia amministrativa e la sua unificazione con Madignano, avvenuta nel 1868 (Regio Decreto 24 maggio 1868, n. 4.412).
Madignanello Dialetto Cremasco: Madignanèl.
Piccola località ormai prossima al comune capoluogo, a causa dell'espansione edilizia di quest'ultimo. Menzionata fin dal XV secolo, nel 1630 su lascito di tale Giovanni Francesco Marinoni vi si doveva edificare un oratorio, ma per cause rimaste ignote, non fu mai costruito.
Marzale Dialetto Cremasco: Marsal.
La località storicamente più importante dell'intero territorio comunale era già frequentata come luogo di culto in epoca antica. All'interno delle prime tombe rinvenute (metà XX secolo) è stato ritrovato materiale di corredo risalente al III-IV secolo d.C. e confermano l'ipotesi che dovesse trattarsi di sepolture ad inumazione. Infatti in questo periodo l'uso dell'incinerazione era stato completamente abbandonato. Nel 1965 un ulteriore scavo ha permesso l'esplorazione di altre tre sepolture ed il recupero di oggetti grazie ai quali è stato possibile risalire a datazione certa: un braccialetto, infatti, aveva la tipica foggia in uso presso le donne longobarde. Quanto all'etimologia del nome, questo deriverebbe dall'unione delle parole longobarde “marka” ossia confine (se non più semplicemente la radice di “Maria”) e “sale” o “sala”, vale a dire “costa” intesa come estremità digradante verso l'antico corso del Serio. Un'ipotesi più recente, proposta da Valerio Ferrari, parla di una derivazione da "mercatus" inteso proprio come "mercato, luogo per la vendita di merci", o, per essere più precisi, dalla sua equivalente forma di area francese "marsalla" o "marsallus", affine alla forma dialettale.
È su questa estremità che Vinizzone di Rivoltella fece costruire nell'XI secolo d.C. una chiesa intitolata a Santa Maria. Questa, sorta sulla riva destra del Serio, si trova ora alla sua sinistra dopo il mutamento di percorso del fiume e che ha lasciato il luogo ai margini di una stretta lingua di terra. È proprio grazie a questa posizione che il suo campanile fu usato in passato anche come torre d'avvistamento.
Tutta la zona di confine tra cremasco e cremonese fu a lungo teatro di cruenti battaglie tra Crema (alleata con Milano) e Cremona per il possedimento dell'Isola Fulcheria. Nel 1202, precisamente tra il 21 ed il 22 ottobre, presso il Santuario vi fu firmata la cosiddetta “tregua del Marzale”, il primo tentativo di riconciliazione tra i due Comuni.
Nel 1403 nei dintorni vi si combatté un'altra battaglia tra le fazioni guelfe (guidate da Ugolino Cavalcabò) e ghibelline (con alla testa Orlando Pallavicino). Le centinaia di caduti furono sepolti sotto il piazzale antistante il sacro edificio.
Da segnalare l'eccezionale piena del Serio che in tempi incerti, ma anteriori al 1580, fece crollare parte della chiesa determinandone la sua sproporzione rispetto al campanile.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi da S.M. Re Vittorio Emanuele III con decreto dell'8 maggio 1933. Stemma
Il castello ricorda la torre eretta nel XV secolo dai Benzoni; il covone indica la floridezza della campagna.
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli si erge in modo defilato rispetto al centro storico ponendosi come fulcro dell'antico nucleo urbano di Madignano, ancora oggi identificato in quella zona chiamata contrada "dal doss". Il nucleo primitivo dell'antica chiesa benedettina fu individuato durante i lavori di restauro del 1972-1973, evidenziando, in corrispondenza della facciata laterale, la presenza di strutture murarie, di circa 5 metri di altezza, realizzate in pietra e tavelle posate a spina di pesce, coperte con tetto a capanna (struttura forse addirittura antecedente l'arrivo dei monaci).
La chiesa del Sacro Cuore di Maria, o "césa nóa", come viene popolarmente chiamata dai madignanesi, fu voluta dal priore Celestino Premoli nel 1840 pensandola come chiesa sussidiaria, ma forse coll'intento di sostituirla in seguito alla “césa ècia”, la chiesa parrocchiale ancora correntemente utilizzata.
La parrocchiale di Sant'Imerio a Ripalta Vecchia risale al 1041, allorché Vinizzone (o Guinizone) di Rivoltella (l'attuale Ripalta Arpina) rifondò due chiese con gli stessi santi titolari di altrettanti edifici di culto di Cremona: a Santa Maria (cattedrale) è dedicato il Santuario della Beata Vergine del Marzale; a Sant'Imerio un secondo edificio sacro, allo stato attuale frutto di una ricostruzione avvenuta tra il 1700 ed il 1703.
Il santuario della Beata Vergine del Marzale è situato lungo la strada che da Ripalta Vecchia conduce a Ripalta Arpina. I dintorni della chiesa conferiscono a questo luogo sacro un'atmosfera d'intimo raccoglimento, di calma e riflessione; circondato dai pioppeti, nel mezzo del Parco del Serio, il Santuario è posto sull'estremità della riva alta del Serio, alla quale si accede scendendo una scala alta i dodici metri circa di strapiombo che separano il Marzale dal fiume cremasco. È un luogo carico di significati religiosi: la tradizione sacra e popolare parla di un'apparizione (non supportata da documenti scritti) che sarebbe avvenuta nel XIV secolo. L'annuale fiera, invece, ha origine nel XVIII secolo: la domenica ed il lunedì di Pasqua vi si celebravano con particolare enfasi le celebrazioni della Resurrezione e con grande concorso di popolo. Ciò portò spontaneamente all'attrazione di mercanti e ambulanti, da cui, col tempo, la costituzione della Fiera del Marzale. Vista la concomitanza con la vicina Fiera della Pallavicina, ad Izano, nel 1934 la fiera venne trasferita alla domenica in Albis, ossia la prima domenica dopo Pasqua.
Monumenti Monumento ai Caduti Sorge in Via Libertà ed è stato inaugurato il 19 ottobre 1975 su iniziativa della locale sezione dell'Associazione Nazionale Reduci di Prigionia. Il monumento è stato presentato ufficialmente un anno dopo la scomparsa di Leone Lodi l'autore della pregevole Pietà che caratterizza il monumento, realizzata in marmo travertino romano chiaro.
Monumento al Volontariato Questo monumento si trova in Piazza Portici ed è stato inaugurato il 17 settembre 2000 da un'idea della sezione locale dell'Avis, con l'intento di dedicarlo all'intera opera di volontariato sociale. È stato realizzato da Francesco Panceri ed è costituito da due figure umane che si scrutano pensierose, protette da una vela bianca che si protende verso il cielo.
Cappelle votive ("Madunine") Nel territorio comunale sorgono le cosiddette “Madunine”, piccoli ma importanti segni della devozione popolare.
Madonna delle Strada Un tempo sorgeva a cavallo di una roggia lungo un vecchio tracciato stradale per Crema; nel 1985 fu parzialmente ricostruita e venne rifatto il dipinto a quei tempi molto ammalorato. Ne venne mutata anche l'intitolazione, da Madonna del Rosario divenne Madonna della Strada (Madonna, Gesù Bambino e San Giovannino), affrescata da Rosario Folcini. L'affresco risente moltissimo dell'inquinamento automobilistico essendo in fregio all'ex Statale Paullese e ha dovuto subire negli anni periodici ritocchi da parte del medesimo Folcini.
Cappella della Sacra Famiglia Sorge in aperta campagna poco distante da Madignanello e dal Serio Morto, sulla strada per Ripalta Vecchia. È dedicata alla Sacra Famiglia e rappresenta, appunto, la Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino. La cappella è stata completamente ristrutturata nel 1986, sia nelle opere murarie sia nell'affresco, eseguito da Domenico Fortini e ricalca, seppur in forme più stilizzate, il vecchio affresco.
I Morti della Peste Anche Madignano e Ripalta Vecchia furono coinvolti nella peste del 1630, da cui ricordarne i defunti con una cappella. L'attuale costruzione risale però al XIX secolo ed è stata profondamente ristrutturata nel 1989. Nell'occasione Giuseppe Pandini rifece anche l'affresco che rappresenta La Madonna col Bambino, San Rocco e San Giobbe.
I Morti del Marzale Nacque come sacello cimiteriale, posto nel piazzale antistante il Santuario della Madonna del Marzale, per ricordare i caduti di una battaglia combattutasi nei pressi tra fazioni guelfe e ghibelline nel 1403. Presenta sulla parete di fondo la Madonna del Carmine col Bambino e le anime del purgatorio, alle pareti laterali il martirio di San Sebastiano e Sant'Imerio Vescovo, il santo protettore della parrocchia di Ripalta Vecchia.
Cappella dell'Apparizione