Il bacino del Qaidam, o bacino dello Tsaidam (; in tibetano ཚྭའི་འདམ་, Wylie: tshwa'i 'dam), è un vasto bacino endoreico e sedimentario situato nella parte nord-orientale dell'altopiano tibetano, quasi interamente nella prefettura autonoma mongola e tibetana di Haixi, nella provincia cinese del Qinghai. Occupa circa 120.000 km² ed è una delle maggiori depressioni intermontane dell'altopiano tibetano. Il fondo del bacino si trova generalmente fra circa 2.700 e 3.200 m di quota, con valori medi prossimi ai 2.800-3.000 m, mentre le catene circostanti raggiungono frequentemente i 4.000-5.000 m e localmente quote ancora maggiori. Il Qaidam è delimitato a nord-ovest dagli Altyn-Tagh, a nord e nord-est dai Qilian Shan e a sud dal sistema del Qiman Tagh e dei Kunlun orientali. L'isolamento orografico, l'elevata altitudine e la posizione nell'interno del continente asiatico determinano un clima freddo e molto arido. Il settore occidentale e centrale rientra fra le regioni non polari più secche della Terra e presenta vaste distese desertiche, playa, laghi salati, croste evaporitiche e alcuni fra i più estesi campi di yardang del mondo. Il bacino contiene importanti depositi di cloruro di sodio, potassio, magnesio e boro e grandi quantità di litio disciolto nelle salamoie, oltre a giacimenti di petrolio e gas naturale. Nel XXI secolo è diventato uno dei principali centri cinesi per l'estrazione del litio da salamoie.

Nome Il nome tibetano tshwa'i 'dam significa letteralmente «palude salata» o «pantano salato», da tshwa, «sale», e dam, «palude». La forma Qaidam deriva dalla trascrizione mongola del toponimo, mentre Tsaidam è una romanizzazione alternativa largamente utilizzata nella letteratura geografica europea del XIX e XX secolo. La moderna forma cinese Cháidámù (柴达木) costituisce una trascrizione fonetica del nome. Nelle opere occidentali compaiono inoltre grafie quali Chaidamu, Tsaidam, Tsaidam Basin e Zaidam. Il bacino del Qaidam è distinto dal vicino bacino del lago Qinghai, situato più a est e appartenente a un sistema endoreico separato.

Geografia Morfologia

Il Qaidam presenta una forma grossolanamente romboidale o ellittica allungata da nord-ovest a sud-est. Si estende per circa 700 km in direzione longitudinale e raggiunge localmente una larghezza di circa 300 km. Il suo fondo non costituisce una pianura uniforme. Procedendo dai margini montuosi verso il centro si incontrano generalmente grandi conoidi alluvionali ghiaiose, pianure alluvionali limose, depressioni lacustri e, nelle zone più basse, piane saline e playa. Il settore occidentale è generalmente più elevato ed è intensamente modellato dalla tettonica e dall'erosione eolica. Verso sud-est il fondo del bacino diminuisce progressivamente di quota, raggiungendo circa 2.600 m nella regione di Sanhu. Le parti centrali e occidentali sono quasi completamente desertiche. Oasi, praterie e aree agricole si concentrano soprattutto lungo i margini montuosi, dove i corsi d'acqua alimentati dalla neve e dai ghiacciai raggiungono le conoidi pedemontane e ricaricano le falde.

Catene montuose A nord-ovest il bacino è separato dallo Xinjiang e dal deserto di Kumtag dagli Altyn-Tagh e dalla grande faglia omonima. A nord-est sorgono i Qilian Shan, che dividono il Qaidam dal corridoio di Hexi e dagli altopiani del Gansu. A sud si estendono il Qiman Tagh e i Kunlun orientali, che separano il bacino dalle regioni più elevate dell'altopiano tibetano centrale. Questi sistemi montuosi costituiscono contemporaneamente importanti barriere climatiche e le principali aree di alimentazione dei corsi d'acqua che raggiungono il bacino.

Clima Il Qaidam presenta un clima continentale freddo, estremamente arido nel settore occidentale e progressivamente meno secco verso est. Le precipitazioni annue possono scendere al di sotto dei 30-50 mm nelle zone più aride, mentre l'evaporazione potenziale supera ampiamente i 2.000 mm e in alcuni settori i 3.000 mm annui. Le temperature medie annuali sono basse a causa dell'altitudine e sono accompagnate da forti escursioni termiche giornaliere e stagionali. Gli inverni sono lunghi e rigidi, mentre le estati sono brevi e relativamente miti o calde durante il giorno, con intensa radiazione solare e ultravioletta. I venti occidentali e nord-occidentali sono particolarmente importanti nel Qaidam occidentale. La combinazione fra forti venti, scarsissima vegetazione e abbondanza di sedimenti fini favorisce un'intensa erosione eolica e il trasporto di polveri.

Idrografia Il Qaidam è un bacino endoreico privo di sbocco verso il mare. L'acqua proviene quasi esclusivamente dalle montagne circostanti attraverso precipitazioni, fusione della neve e dei ghiacciai e circolazione sotterranea. Molti corsi d'acqua perdono progressivamente portata attraversando le conoidi e le pianure desertiche per effetto dell'infiltrazione e dell'evaporazione. La maggior parte termina nelle depressioni endoreiche e nelle playa del fondo del bacino. I laghi sono prevalentemente salini. Fra i principali sistemi lacustri e salini figurano Qarhan, Dalangtan, Kunteyi, Chahanshilatu, Da Qaidam, Xiao Qaidam, Est Taijinar e Ovest Taijinar. Uno studio idrogeologico pubblicato nel 2023 censiva nel bacino 31 corpi idrici classificabili come laghi salati.

Qarhan

Il sistema di Qarhan, nella parte sud-orientale del Qaidam, costituisce una delle maggiori concentrazioni di evaporiti e salamoie della regione. Comprende numerose depressioni, laghi e croste saline attualmente o storicamente interconnessi. Fra questi figura il lago Dabusun. La forte evaporazione determina la concentrazione nelle salamoie di cloruri e altri composti di sodio, potassio, magnesio e litio, facendo di Qarhan una delle principali aree minerarie del Qinghai.

Dalangtan Dalangtan si trova nel settore nord-occidentale ed è una delle maggiori playa saline del bacino. La regione è caratterizzata da condizioni di estrema aridità, croste di halite, gesso, solfati di magnesio e altre evaporiti, oltre a vaste strutture poligonali superficiali. La combinazione fra iperaridità, bassa pressione atmosferica, intensa radiazione ultravioletta, forti escursioni termiche e particolare composizione mineralogica ne ha fatto uno dei principali analoghi terrestri utilizzati nello studio degli ambienti marziani.

Laghi e cambiamenti climatici Nonostante l'estrema aridità del Qaidam, numerosi laghi hanno mostrato negli ultimi decenni forti variazioni di superficie e livello. In diversi settori è stata osservata un'espansione dovuta alla combinazione fra aumento delle precipitazioni, maggiore fusione di neve e ghiacciai, modificazioni del permafrost e apporto delle acque sotterranee. Un caso particolarmente evidente è il lago Xiao Qaidam. Fra il 1990 e il 2020 la sua superficie è aumentata di oltre 60 km² e l'espansione ha subito un'accelerazione dopo il 2015. Le osservazioni fino al 2022 indicano la prosecuzione del fenomeno, in relazione soprattutto all'aumento delle temperature e dell'apporto idrico proveniente dalla fusione glaciale. L'evoluzione dei laghi del Qaidam dipende quindi dall'interazione fra precipitazioni, evaporazione, neve, ghiacciai, permafrost e circolazione sotterranea e può differire considerevolmente da un settore all'altro del bacino.

Geologia Bacino sedimentario Il Qaidam è il maggiore bacino sedimentario cenozoico interno dell'altopiano tibetano e conserva localmente successioni continentali spesse oltre 10-12 km. Il basamento comprende rocce precambriane e paleozoiche appartenenti a differenti terrani assemblati durante la complessa evoluzione geologica dell'Asia centrale. Su di esso si sono accumulate potenti successioni paleogene, neogene e quaternarie. La configurazione moderna del bacino è strettamente legata alla collisione fra la placca indiana e quella eurasiatica e alla conseguente deformazione del margine settentrionale dell'altopiano tibetano. Fra le principali strutture tettoniche figurano la faglia degli Altyn-Tagh a nord-ovest, caratterizzata soprattutto da movimento trascorrente sinistro, i sistemi di sovrascorrimento dei Qilian Shan a nord-est e le strutture compressive del Qiman Tagh e dei Kunlun orientali a sud. Anche all'interno del bacino numerose pieghe e faglie deformano i sedimenti cenozoici, soprattutto nei settori occidentali.

Evoluzione cenozoica

L'evoluzione cenozoica del Qaidam comprende diverse fasi di subsidenza, espansione dei sistemi deposizionali, isolamento e compartimentazione, strettamente legate al sollevamento e alla deformazione delle catene montuose circostanti. Le successioni sedimentarie dimostrano che in differenti periodi ampie porzioni del bacino furono occupate da laghi. Durante l'Oligocene un grande sistema lacustre interessava soprattutto il Qaidam occidentale e raggiunse una maggiore estensione durante alcune fasi del Miocene. Il progressivo sollevamento delle montagne, la deformazione interna del bacino e i cambiamenti della circolazione atmosferica determinarono successivamente una crescente frammentazione dei sistemi lacustri. Dal tardo Neogene l'aridificazione divenne progressivamente più pronunciata, favorita dall'evoluzione topografica del Tibet settentrionale e dalla riorganizzazione dei principali sistemi atmosferici dell'Asia interna. L'odierno mosaico di laghi salati e playa rappresenta quindi il risultato di una lunga successione di fasi lacustri, tettoniche e climatiche.

Sollevamento dell'altopiano tibetano La storia altimetrica del Qaidam costituisce uno dei principali temi di ricerca sull'evoluzione del Tibet settentrionale. Dati sedimentologici, termocronologici, paleobotanici e isotopici indicano una storia complessa e non necessariamente sincrona fra il fondo del bacino e le catene montuose circostanti. Importanti episodi di deformazione sono documentati già nel Paleogene, mentre una fase particolarmente intensa interessò il margine nord-orientale dell'altopiano tibetano durante il Miocene medio e superiore. A partire da circa 15 milioni di anni fa la deformazione compressiva divenne più diffusa nella regione. La configurazione altimetrica moderna è quindi il risultato di molteplici fasi tettoniche protrattesi per decine di milioni di anni.

Forme del rilievo Yardang Il Qaidam ospita alcuni dei più estesi campi di yardang della Terra. Queste forme sono costituite da creste e rilievi aerodinamici prodotti dall'erosione differenziale esercitata dal vento su sedimenti relativamente teneri. Gli yardang del bacino presentano dimensioni molto variabili, da piccoli rilievi fino a grandi creste lunghe diversi chilometri. La loro forma e disposizione riflettono sia la struttura dei sedimenti sia la direzione e l'intensità dei venti dominanti. L'erosione eolica ha asportato enormi volumi di materiale dal Qaidam e il bacino potrebbe avere costituito, in diversi periodi del Quaternario, una significativa fonte di polveri trasportate verso le regioni orientali dell'Asia, compreso l'altopiano del Loess.

Dune e superfici saline Accanto agli yardang si trovano campi di dune, superfici ghiaiose, croste saline, depressioni deflazionarie e vasti sistemi di poligoni da disseccamento. Le croste evaporitiche sono costituite soprattutto da halite, gesso, solfati e altri minerali precipitati dalle salamoie. In alcune playa, cicli ripetuti di dissoluzione, precipitazione, variazioni termiche e disseccamento producono spettacolari reti poligonali. Queste strutture presentano analogie morfologiche con alcune forme osservate sulla superficie di Marte.

Il Qaidam come analogo di Marte