La Serie A 2005-2006 è stata la 104ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 74ª a girone unico), disputata tra il 27 agosto 2005 e il 14 maggio 2006.

Alla conclusione del torneo, la classifica emersa dal campo conobbe un sostanziale mutamento ascrivibile all'esito del processo di Calciopoli:Dal commento alla stagione: «Il 14 maggio 2006, al termine delle 38 giornate di Campionato, il quadro della Serie A si presentava così: Juventus campione d'Italia (29º Scudetto per i bianconeri), ammessa direttamente in Champions League insieme con il Milan (2º classificato); Inter (3ª) e Fiorentina (4ª) al terzo turno preliminare di Champions League; Roma (5ª), Lazio (6ª) e Chievo (7º) qualificate per la Coppa Uefa; Messina (18º), Lecce (19º) e Treviso (20º) retrocessi in Serie B. Situazione destinata a cambiare radicalmente alcune settimane più tardi, in seguito alle sentenze del processo sullo scandalo provocato dalle intercettazioni telefoniche (ribattezzato "Calciopoli" dalla stampa sportiva) che ha coinvolto diverse società, finendo col riscrivere la classifica di Serie A 2005-06», cfr. . le indagini circa lo scandalo – concernente accordi illeciti compiuti tra dirigenti sportivi ed esponenti della classe arbitrale nel campionato precedente, al fine di alterare i risultati delle gare – furono avviate con la stagione ancora in svolgimento, mentre il pronunciamento della giustizia sportiva in merito giunse nel luglio 2006. La vittoria del titolo fu assegnata all', stante il declassamento in Serie B della e la penalizzazione del ; ulteriori provvedimenti in tal senso riguardarono e .

Capocannoniere del torneo è stato Luca Toni (Fiorentina) con 31 reti.

Stagione Novità Le principali innovazioni sul piano regolamentare corrisposero all'abolizione dello spareggio – con la classifica avulsa, seguita in subordine da differenza reti e numero di gol segnati, divenuta il parametro atto a risolvere situazioni di parità in graduatoria – e alla ripresa degli incontri sospesi dall'effettivo minuto di interruzione, nonché alla possibilità di utilizzare erba sintetica sui campi da gioco: quest'ultima novità fu riconducibile a progetti varati nella primavera 2005.

Sotto il profilo dell'organico, la massima divisione riaccolse l'Empoli dopo un campionato di assenza; le inadempienze economiche del Torino – rifondato grazie al lodo Petrucci – e il coinvolgimento del Genoa in una combine negarono a granata e liguri, promossi sul campo, la partecipazione al campionato: con i rossoblù declassati in terza serie dalla giustizia sportiva, venne deliberato il ripescaggio in A di Ascoli (assente dal campionato 1991-92) e Treviso (al debutto assoluto).

Calciomercato

La campione uscente ricevette in prestito gratuito dal il portiere Abbiati, come forma di risarcimento per sopperire alla prolungata assenza di Buffon seriamente infortunatosi durante il Trofeo Berlusconi con gli stessi meneghini; a vestirsi di bianconero furono poi il promettente difensore e futura bandiera Chiellini, l'affermato centrocampista Vieira e l'attaccante Mutu. Il Milan puntò invece sugli attaccanti Gilardino e Vieri, sull'estremo difensore Kalac e sul terzino Jankulovski.

L', fresca di vittoria in Coppa Italia e Supercoppa italiana, affidò le chiavi della porta a Júlio César, con Samuel e Womé a rinforzare la difesa; a centrocampo giunsero invece il fuoriclasse portoghese Luís Figo assieme a Solari e Pizarro. Le romane cambiarono conduzione tecnica, con Luciano Spalletti nuovo allenatore dei giallorossi e Delio Rossi sulla panchina laziale: i primi tesserarono Kuffour, Bovo e Taddei, con i secondi a scommettere invece su Mudingayi e Tare. Degno di nota anche il mercato della , con Cesare Prandelli chiamato in panchina e Toni nuovo centravanti viola.

Avvenimenti Girone di andata Il tradizionale asse Milano-Torino catalizzò i pronostici, con gli inciampi in trasferta delle meneghine a favorire l'immediata fuga della Juventus: con un solo punto racimolato dai rossoneri tra Ascoli e Genova, l'Inter crollava invece a Palermo e nello scontro diretto in Piemonte. L'incolore partenza di marca capitolina spianò la strada all'ascesa della rivelazione Fiorentina, mentre al pari di rosanero e blucerchiati l'Udinese pagava dazio alle fatiche europee. La frenata nella quale il 29 ottobre 2005 incorse la capolista – dopo aver viaggiato fin lì a punteggio pieno – per mano degli uomini di Ancelotti illuse brevemente questi, rallentati dai knock-out coi succitati viola e nel derby della Madonnina.

Circa le vicende in coda, Empoli e Parma rientrarono in un quadro-salvezza dai confini idealmente sovrapponibili col meridione: minore l'assillo per Ascoli e Siena, con la zona UEFA ad accogliere (inversamente a quanto formulato nelle aspettative della viglia) scaligeri e labronici. Posizione finale per la matricola trevigiana, cui la tardiva ammissione al campionato obbligò a un frettoloso assemblaggio dell'organico.

Divenuta assegnataria anzitempo del simbolico riconoscimento invernale, la Vecchia Signora – con rispettivi margini di 10 punti sui nerazzurri e 12 su rossoneri e gigliati – mise a referto 52 punti sui 57 disponibili nella tornata iniziale.

Girone di ritorno

Un nulla di fatto riportato a Verona dai campioni uscenti limò a +8 il margine sull'Inter, le cui speranze in chiave-scudetto si accesero per qualche domenica: l'ultimo infrasettimanale rimodulava in 9 punti il gap, prima che gli uomini di Fabio Capello ponessero una decisa ipoteca sul tricolore espugnando San Siro il 12 febbraio 2006. Nel ruolo d'inseguitrice si sostituì quindi l'altra milanese, confinando gradualmente la Beneamata – contro cui ebbe termine la serie di 11 affermazioni in fila che riportava la Roma a tiro della quarta posizione – al terzo posto solitario: una fragorosa caduta, che pure non inficiò il mantenimento della categoria, attanagliava invece la Sampdoria.

Lasciatasi addietro la rivale con un pareggio a Torino il 12 marzo, i sabaudi vissero un appannamento primaverile: da menzionare in tal senso uno 0-0 contro il Treviso, congedatosi dalla massima divisione già in aprile e accompagnato da un Lecce cui risultò fatale proprio l'incrocio coi veneti. Il baratro della retrocessione inghiottì poi il Messina, costretto ad alzare bandiera bianca il 30 aprile dopo un derby dello Stretto favorevole agli amaranto: alla salvezza addivenivano infatti le restanti componenti della metà destra di graduatoria tra cui annoverare un Cagliari sospinto dall'abilità realizzativa di Suazo.

Empoli e ducali ponevano rimedio alla stentata fase d'andata con un discreto punteggio nel ritorno, mentre i giallorossi fallivano nel sottrarre ai viola l'ultimo piazzamento per i turni scrematori di Champions League ripiegando su una Coppa UEFA cui accedevano anche i concittadini laziali e il sempre vivace Chievo: una manciata di punti beffò il Livorno in favore dei palermitani nella rincorsa all'Intertoto, coi nerazzurri stabili sul gradino più basso del podio.

La volata per il titolo si decise solamente all'ultima gara, quando i piemontesi celebrarono sul neutro di Bari la riuscita difesa del titolo – col +3 in classifica sul Diavolo registrato a 270' dalla conclusione e permasto tale da quel momento – coi verdetti posti tuttavia sub iudice per l'emergere dello scandalo.

Le sentenze di secondo grado del processo – la cui imminenza aveva comportato un ritardo nell'iscrizione dei club italiani alle competizioni confederali per via della rinuncia da parte della FIGC all'Intertoto – determinarono, tra l'altro, il declassamento della Juventus in Serie B col formale piazzamento all'ultimo posto: la detrazione di 30 punti dalla classifica del torneo 2005-06 (nonché ulteriori penalità facenti riferimento alla successiva edizione) venne poi comminata a Milan, Fiorentina e Lazio. I peloritani scamparono dunque alla Serie B figurando quartultimi per la condanna bianconera, con la Reggina destinataria di un handicap circoscritto all'annata 2006-07.

I succitati stravolgimenti comportarono l'ingresso di Inter e Roma nel tabellone principale della massima competizione europea, con rossoneri e clivensi iscritti pertanto alla fase preliminare: al palcoscenico minore furono dunque ammessi rosanero, amaranto e crociati.

Sulla base di quanto disposto dall'articolo 49 delle Norme Organizzative Interne Federali – il cui contenuto è relativo all'assegnazione di titoli sportivi nell'eventualità di provvedimenti che riscrivano le classifiche – il 26 luglio 2006 un comitato ad hoc nominato da Guido Rossi, commissario straordinario della FIGC, deliberò la consegna dello Scudetto alla squadra nerazzurra poiché risultata prima in classifica tenuto conto dei provvedimenti.

Squadre partecipanti Club Stagione Città Stadio Stagione precedente dettagli Ascoli Piceno Stadio Cino e Lillo Del Duca 5º posto in Serie B, promossoSconfitta nelle semifinali dei play-off, viene ammessa alla Serie A per il declassamento del Genoa, la mancata iscrizione del Torino e il fallimento del Perugia. dettagli Cagliari Stadio Sant'Elia 12º posto in Serie A dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 15º posto in Serie A dettagli Empoli Stadio Carlo Castellani 1º posto in Serie B, promosso dettagli Firenze Stadio Artemio Franchi 16º posto in Serie A dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 3º posto in Serie A dettagli Torino Stadio delle Alpi 1º posto in Serie A (titolo revocato) dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 13º posto in Serie A dettagli Lecce Stadio Via del mare 11º posto in Serie A dettagli Livorno Stadio Armando Picchi 9º posto in Serie A dettagli Messina Stadio San Filippo 7º posto in Serie A dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 2º posto in Serie A dettagli Palermo Stadio Renzo Barbera 6º posto in Serie A dettagli Parma Stadio Ennio Tardini 17º posto in Serie A dettagli Reggio Calabria Stadio Oreste Granillo 10º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 8º posto in Serie A dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 5º posto in Serie A dettagli Siena Stadio Artemio Franchi - Montepaschi Arena 14º posto in Serie A dettagli Treviso Stadio Euganeo (Padova) (1ª-5ª)Stadio Omobono Tenni (6ª-38ª) 4º posto in Serie B, promosso dettagli Udine Stadio Friuli 4º posto in Serie A

Allenatori e primatisti