Protonotario Apostolico ad instar ed Ordinario Militare Onorario.

Biografia Figlio naturale (riconosciuto fin dalla nascita) del generale di Corpo d'Armata Pietro Panizzardi fu accolto giovanissimo, all'età di 12 anni, da San Leonardo Murialdo, nell'Istituto di San Giuseppe di Volvera (Torino); novizio il 24 ottobre 1893 conseguì le patenti magistrali a Pinerolo, incaricandosi quindi dei giovani ginnasiali, coltivando studi filosofici e teologici e facendo gli esami nel seminario diocesano di Torino; celebrò la prima messa il 27 maggio 1899 a Volvera e Murialdo lo onorò del discorso d'occasione.

I primi incarichi Il 2 gennaio 1903 venne inviato alla colonia agricola tra Castel Cerreto e Battaglie presso Treviglio, in provincia di Bergamo, come direttore di quella comunità contadina, coadiuvato dalle suore di Maria Bambina della santa Bartolomea Capitanio,Giuseppe Cavallaro, L'eredità dei Giuseppini a Bergamo: continuatori di San Girolamo Emiliani; Castel Cerreto, Comune di Treviglio. nonché da Ambrogio Portalupi (poi vicario di Milano) e Pompeo Ghezzi (poi vescovo di Sansepolcro).Archivio Centrale Giuseppino, Giuseppini, Camillo Panizzardi, 3.6.2, I, note biogr., marzo 1935, dattiloscr. (con alcune varianti introduttive rispetto all'opuscolo biografico), riportato ed ampliato in "Vita Giuseppina", pp. 51-63.

Chiamato a Roma nel 1908, dovette occuparsi dell'erigenda fondazione dell'Opera Pio X, al rione tiburtino, ed assumere la direzione delle Scuole Pontificie accanto alla nuova chiesa: quando essa venne compiuta, il 13 marzo 1909 venne consacrata dal card. Désiré-Joseph Mercier, precursore osteggiato dell'ecumenismo, il quale lo onorò della propria stima: "Ogni qual volta l'illustre Porporato veniva a Roma, non mancava di visitare l'istituzione [...]. Dovendo poi partecipare a ricevimenti e pranzi diplomatici del Ministro Belga presso la Santa Sede, Barone d'Erp",Barone Maximilien d'Erp de Holt et Baerio, ambasc. presso la S. Sede dall'aprile 1896 al marzo 1915, cfr. Michel Dumoulin, La carrière diplomatique du baron Maximilien d'Erp (1868-1915), tesi, 1975, Université Catholique de Louvain (Lovanio). lo voleva sempre accanto a sé. Panizzardi ebbe così modo di contrarre molte relazioni col Vicariato di Roma, con vari ambienti del Vaticano (anche perché dirigeva un'Opera intitolata al Papa) nonché con molti residenti belgi. Il lavoro essendo tanto, assiduo, stressante, Pio X si premurò di mandarlo una quindicina di giorni a Napoli a distrarsi.Monsignor Camillo Panizzardi (nel primo anniversario della sua morte), opuscolo, a p. 14, e il Pontefice lo gratificò anche d'una propria foto con dedica autografa: "Anche per esaudire la preghiera dei buoni convittori del Collegio Pio X, al diletto figlio P. Camillo Panizzardi, nel suo onomastico, con l'augurio d'ogni migliore conforto nella buona corrispondenza dei giovanetti affidati alle sue cure, in segno di gratitudine e di particolare benevolenza, impartiamo di cuore l'Apostolica Benedizione. Li 15 luglio 1911 Pius PP. X". Tra le varie attenzioni di Pio X l'invio di fiori e frutti dei giardini vaticani, per la festa di San Camillo, come ricorderà Angelo Zia. Accenni anche in Alejandro M. Diéguez e Sergio M. Pagano, Le carte del "Sacro tavolo": aspetti del pontificato di Pio X dai documenti, Archivio Segreto Vaticano, 2006, II, lett. di Panizzardi a Giovanni Bressan, del 22 luglio 1912 e nota del 25 di mano del Papa, "Venga P. Camillo da Mons. Bressan che cercherà di confortarlo assicurandolo, che il S.P. vuol bene ai giuseppini", pp. 674, 678.

Nel capitolo generale del 1912 Panizzardi venne eletto Procuratore Generale della Pia Società di San Giuseppe.Conservò tale ufficio fino al 1931, insieme a quello di postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio (poi Santo) Leonardo Murialdo, opusc. cit., a p. 15 (Introductio Causae, presso la Sacra Congregazione dei Riti, e pubblicazione di un libretto di rilievi biografici del santo). Panizzardi ne Il servo di Dio, cit., ha aggiunto qualche particolare autobiografico (cfr. La figura e l'opera di San Leonardo Murialdo nel contesto della Torino dell'800, Atti del convegno, Torino, 2000, a p. 257).

Il ricordo di uno stentato dialogo con lui è in una pagina di Secondo Tranquilli, ovvero Ignazio SiloneIgnazio Silone, "Uscita di Sicurezza", in Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese, "Percorsi di una coscienza inquieta"., quando questi fu affidato, dal Patronato Regina Elena, presieduto dalla contessa Gabriella Spalletti Rasponi, al collegio tiburtino, in seguito al terremoto della Marsica e, fuggito, nel dicembre 1916, venne ricondotto dalla forza pubblica e poi espulso.

Il 1º ottobre 1920 i Padri Giuseppini, accompagnati da Panizzardi, si son recati a Treviso ad accettare di dirigere l'Opera fondata da don Quirico Turazza.Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza "Istituto Turazza". Nel 1924 ha presenziato alla consacrazione di mons. Dante Munerati.

Protonotario Apostolico ad instar participantium Per 17 anni "Panizzardi fu la mente direttiva dell'istituzione romana" senonché, con la morte dell'Ordinario Militare Mons. Michele Cerrati, egli fu designato a succedergli, indotto ad accettare dallo stesso pontefice Pio XI. La nomina ufficiale da parte della Santa Sede avvenne il 6 marzo 1925 e due giorni dopo egli si insediava nel palazzo delle Associazioni Cattoliche in via della Scrofa.Negli "Acta Apostolicae Sedis 17 (1925): 2 aprile, p. 141, vien riferito della sua nomina, il 6 marzo; 1 giugno, p. 269, "Segreteria di Stato. Nomine. Con Brevi Apostolici il Santo Padre Pio IX, felicemente regnante, si è degnato di nominare [...]"; p. 270, "Protonotarii Apostolici ad instar participantium [...] 20 aprile 1925. Monsig. Camillo Panizzardi, Ordinario Castrense per l'Italia". Si trattava di riorganizzare dalla fondamenta l'assistenza religiosa nelle Forze Armate che, con la fine della Prima Guerra Mondiale, era stata abolita.

Era anche l'occasione favorevole, per la Santa Sede, di tessere dei contatti, avvalendosi delle sue doti di elegante riservatezza, essendo figlio di un valoroso generale e molto ben imparentato, nella prospettiva di risolvere l'annosa questione dei rapporti con lo Stato Italiano."Egli certamente esercitò una missione di riavvicinamento tra le autorità ecclesiastiche e civili, operando come una nave rompighiaccio (il paragone è suo) che procede e apre il solco agli altri navigli in acque pericolose e inesplorate", a p. 18. L'Ordinariato Militare venne eretto con decreto del 6 marzo 1925 della Sacra Congregazione Concistoriale, approvato dallo Stato italiano con la legge dell'11 marzo 1926 sull'assistenza spirituale e con il R.D. del 3 aprile con cui egli veniva riconosciuto capo della nuova gerarchia sacerdotale,Disegno di Legge del Ministro della Guerra (Mussolini) pres. 21 gennaio 1926, n. 711, rel. Greco, discuss. 20-30 gennaio, n. 386, rel. Giardino, disc. 9-10 marzo; R.D. 3 apr., Designazione all'ufficio di Ordinario militare per l'Italia, di mons. Panizzardi; "Giornale Militare", 20, 1926; vari accenni ne "La Domenica" del 1926: 31 gennaio, p. 53, I Cappellani Militari, presentazione alla Camera dei Deputati del progetto di legge; 21 febbraio, p. 93, Mons. Panizzardi Ordinario Militare d'Italia (dall'Osservatore Romano); 28 marzo, p. 153, L'istituzione dei cappellani militari (accenni alla Gazzetta Ufficiale); 18 aprile, p. 187, La conferenza di S.E. Mons. Panizzardi (ampie cronache anche ne "La voce dell'Operaio"); 5 settembre, p. 429, La consacrazione episcopale di Mons. Panizzardi (anticipazione da "L'Ordine" di Como, di una consacrazione che poi non è avvenuta. Infatti una bella quanto polemica rievocazione della sua figura, in un articolo di Lorenzo Bedeschi, Nominato Vescovo non fu consacrato e morì, "L'Avvenire d'Italia", 21 settembre 1956). stabilendo gli uffici nel Palazzo del Fondo Culti, alla Salita del Grillo, dove egli rimase sino al 22 aprile 1929, ossia fin poco dopo i Patti Lateranensi.Il Concordato del 1929 (artt. 13-15) recepì la presenza religiosa nelle Forze Armate. Per dar maggior solennità, questa nomina era stata annunziata negli "Acta Sanctae Sedis" del 2 apr. (riportata dall'Osservatore Romano), con queste parole: "la di lui giurisdizione sarà insieme personale e locale, si stenderà ai Cappellani Militari e a tutte le forze sia di terra, sia di mare, sia di aria, come pure ai presidii o luoghi, proprii o assegnati a dette forze, serbando però la dovuta osservanza agli Ordinari di ciascun luogo"."La Civiltà Cattolica", 1926, L'istituzione dei Cappellani Militari, a p. 319, dall'Osservatore Romano del 10 febbraio che riporta il decreto della Sacra Congregazione Concistoriale del 6 marzo 1925; ciò vien ripetutamente rimarcato nella relazione di Camillo Panizzardi del 1928,"I cappellani militari – prima della guerra – durante la guerra – dopo la guerra". Il 15 agosto 1928 era a Rapallo per la festa dell'Assunta, con il Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino. Nelle cronache dell'Oratorio di Santa Maria del Campo dell'Arciconfraternita di N.S. del Suffragio si legge che al passaggio della statua "La sparata che la salutò lungo il percorso fu riuscitissima, nutrita, senza interruzione con un ramadan e un finale di cannoni e di bombe imponenti". Come osserva Sandro Rogari, in Santa Sede e Fascismo, la Sacra Congregazione nel nominare Ordinario militare per l'Italia il Rev. Panizzardi anticipava, e quindi annullava, "ogni eventuale iniziativa governativa in proposito, in linea con la più intransigente tutela delle prerogative papali".Sandro Rogari, Santa Sede e Fascismo, 1977, a p. 61.