Il castello di Chambord è il più grande dei castelli della Valle della Loira e uno tra i più conosciuti e visitati.. È stato costruito per volontà del re Francesco I a partire dal 1519 nei pressi di una curva del fiume Cosson, corso d'acqua affluente del Beuvron che si getta a sua volta nella Loira. Sorge nel dipartimento del Loir-et-Cher, 14 km a nord-est di Blois e a circa 6 km dalla riva sinistra della Loira.

Il castello fu una delle residenze dei re francesi e costituisce uno degli esempi più significativi di architettura rinascimentale in Francia. Nel 1981 fu iscritto nella lista dei siti patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO, in cui rientra tuttora assieme, a partire dal 2000, a tutta la Valle della Loira. Dal 1840 il castello fa parte dei monumenti storici di Francia e nel 2005 è stato iscritto nel circuito delle Residenze reali europee.

Storia Medioevo

Il sito ospitò sin dal X secolo una residenza fortificata costituita da una motta castrale di proprietà dei conti di Blois.... Nel XIV secolo intorno al castello erano presenti una cappella, un forno e dei mulini sul Cosson.. Fu proprio il corso d'acqua a dare il nome al villaggio: il toponimo "Chambord" potrebbe derivare infatti dal celtico Cambo ritos, ossia "guado sull'ansa [del Cosson]". Alcuni documenti firmati da Tebaldo VI di Blois e dalla sua vedova Clemenza di Roches, datati tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, furono sottoscritti proprio a Chambord..

Insieme a tutti i possedimenti dei conti di Blois, il castello passò dalla famiglia Châtillon ai duchi di Orléans nel 1397, per poi essere annesso alla corona di Francia quando Luigi d'Orléans divenne Luigi XII nel 1498; già in quell'epoca il castello non aveva funzioni difensive ed era diventato un semplice casino di caccia...

Il regno di Francesco I

Nel 1516 Francesco I, di ritorno dall'Italia dopo il successo nella battaglia di Marignano, decise di costruire un castello ai margini della zona boscosa di Chambord per celebrare la sua gloria. L'idea del re era di fondare una nuova città, Romorantin, ed edificare una grande residenza basandosi sui canoni della nuova architettura rinascimentale come descritto da Leon Battista Alberti nel trattato De re aedificatoria, fondendo elementi di derivazione italiana a elementi provenienti dalla tradizione francese...

Il 6 settembre 1519 il re Francesco I diede ordine al suo ciambellano, François de Pontbriand, di stilare una lista delle spese necessarie alla costruzione del castello:. da allora ebbe inizio l'edificazione del grande palazzo che avrebbe avuto la funzione non di residenza permanente, ma di palazzina di caccia sotto le dipendenze del castello di Blois;. il re infatti, grande appassionato di caccia,. vi avrebbe soggiornato solo per 42 giorni in 32 anni di regno... insieme alla seconda moglie, Eleonora d'Asburgo, e alla favorita, Anne d'Heilly.. Questa architettura doveva celebrare il suo costruttore, Francesco I, soprannominato il "principe architetto".. Il progetto originale prevedeva solo un mastio dotato di quattro torri circolari agli angoli, che in ogni piano presentava quattro stanze disposte attorno allo scalone centrale.. Anche se quasi tutti i documenti originali sulla progettazione del castello sono andati perduti,. è possibile che anche Leonardo da Vinci, stabilitosi ad Amboise alla fine del 1516, vi abbia partecipato, così come l'architetto Domenico da Cortona...

I lavori iniziarono con la demolizione di diversi edifici, tra cui il castello dei conti di Blois e la cappella a esso collegata, e la costruzione delle fondazioni del mastio. Dopo essersi interrotti tra il 1525 e il 1526 a causa di eventi avversi come la sconfitta di Pavia e la prigionia del re a Madrid,. e dopo aver subito un rallentamento per la mancanza di fondi e la difficoltà a posare le fondazioni. (nel 1524 le mura erano a malapena al livello del terreno), i lavori ripresero con delle modifiche che prevedevano l'aggiunta di due ali laterali, di cui una doveva ospitare la residenza del re. Il progetto fu semplificato: lo scalone centrale passò dall'avere quattro rampe ad averne solo due, mentre le gallerie centrali, pensate per rimanere aperte, furono chiuse. In quel periodo lavorarono al cantiere circa 1 800 operai e si susseguirono diversi architetti, come Jacques Sourdeau, che aveva seguito la costruzione del castello di Blois, Pierre Trinqueau, che lavorò al cantiere fino al 1538, Jacques Coqueau e Pierre Nepveu....

Il mastio venne completato in occasione della visita dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, che soggiornò al castello tra il 18 e il 19 dicembre 1539 mentre si dirigeva verso la città di Gand con l'intento di punirla per non aver partecipato alle spese di guerra. Il corteo dell'imperatore venne accolto da balletti e lancio di fiori mentre le sale vennero tappezzate di arazzi.. Carlo V apprezzò il palazzo e lo definì "una sintesi di ciò che può effettuare l'industria umana"..

L'ala settentrionale fu completata nel 1544, mentre l'anno successivo vennero aggiunte una galleria esterna sostenuta da arcate e una scala a chiocciola; nel frattempo proseguirono i lavori all'ala meridionale e venne aggiunta una bassa cinta muraria a chiudere il cortile, alla maniera dei castelli medioevali come il castello di Vincennes.

Dopo la morte di Francesco I nel 1547, la costruzione dell'ala sud proseguì durante il regno di Enrico II, come si evince dall'emblema "H" scolpito in alcune parti del castello, per interrompersi con la morte di quest'ultimo nel 1559. Nel 1552 nel palazzo venne firmato il trattato di Chambord tra il re francese e i principi tedeschi che si opponevano a Carlo V.. Negli anni successivi il castello non fu occupato spesso; nel 1566, sotto il regno di Carlo IX, re amante della caccia, vennero svolti lavori di restauro, ma Chambord era troppo lontano dai luoghi abituali di residenza della corte; inoltre l'edificio, dotato di grandi finestre, sale enormi e soffitti molto alti, era molto difficile da riscaldare ed era caratterizzato da fastidiose correnti d'aria al suo interno. I lunghi soggiorni erano impraticabili anche per la mancanza di un villaggio nelle vicinanze che potesse rifornire di cibo la corte. Anche Enrico III ed Enrico IV non frequentarono il castello e non vi intrapresero alcun lavoro.

XVII secolo e il completamento della costruzione

Luigi XIII si recò a Chambord solo due volte: nel 1614, all'età di tredici anni, e nel 1616, insieme alla regina Anna d'Asburgo, di ritorno da Bordeaux.. Dal 1639 il castello fu occupato da Gastone d'Orléans, fratello del re, che aveva ricevuto in appannaggio la contea di Blois nel 1626.. Egli vi intraprese dei lavori di restauro che si conclusero nel 1642, in particolare l'allestimento di un appartamento, la sistemazione del parco e la bonifica delle paludi circostanti, che permisero di realizzare un piccolo giardino a nord dell'edificio; la cappella rimase tuttavia ancora senza copertura.

Fu solo con il regno di Luigi XIV che la struttura fu completata: il Re Sole aveva intuìto l'importanza del messaggio di ricchezza e potenza costituito da Chambord. Egli affidò i lavori all'architetto Jules Hardouin Mansart, che, tra il 1680 e il 1686, completò l'ala sud, la copertura della cappella e la cinta del cortile, che fu destinata agli alloggi della servitù e fu dotata di un tetto mansardato. Nello stesso periodo fu restaurata la copertura del secondo piano, il cui soffitto a cassettoni era stato severamente danneggiato dalle infiltrazioni di acqua piovana provenienti dalla terrazza sovrastante.. Luigi XIV soggiornò nove volte al castello, la prima nel 1650 e l'ultima nel 1685... Talvolta il re era accompagnato da Molière, che metteva in scena per lui le sue commedie accompagnato dalla musica di Jean-Baptiste Lully e dalle coreografie di Pierre Beauchamp: il 6 ottobre 1669 venne rappresentata la commedia Il signor di Pourceaugnac. mentre il 14 ottobre 1670, in occasione della visita di un'ambasceria turca, fu rappresentata la commedia Il borghese gentiluomo....

Luigi XIV fece allestire un appartamento al primo piano del mastio, sulla porzione di nord-ovest che si affaccia sul parco, comprendente un'anticamera, un salone nobiliare e una sala delle parate; a tal fine, furono unite due delle quattro stanze previste dal progetto originale. Il re soggiornò a Chambord insieme a Madame de Maintenon nel 1685; da quando la corte si stabilì a Versailles, tuttavia, le visite del re si fecero sempre più rare. Durante il regno di Luigi XIV ci fu anche la creazione di un giardino alla francese di fronte alla facciata nord e alla facciata est, progettato da Mansart, e fu scavato un canale per farvi scorrere il fiume Cosson:. i lavori iniziarono nel 1684 e videro il rialzamento della zona per mezzo della costruzione di muri di contenimento al fine di evitare il facile allagamento del giardino..

XVIII secolo e Rivoluzione francese Il 10 dicembre 1700 il re di Spagna Filippo V soggiornò a Chambord in compagnia dei duchi di Berry e Borgogna.

Re Luigi XV fece sistemare nel castello suo suocero Stanislao Leszczyński, re detronizzato di Polonia, tra il 1725 e il 1733. Negli anni 1729 e 1730 il compositore Louis Homet fu al suo servizio come musicista di corte.. Su richiesta di Leszczyński, che lamentava l'insalubrità della zona dovuta alla presenza di paludi, dal 1730 furono ripresi i lavori ai giardini iniziati cinquant'anni prima: furono costruiti dei ponti, tra cui quello che consentiva di raggiungere il giardino, e delle dighe; le pareti della terrazza artificiale furono rialzate; fu pulito e allargato il letto del Cosson. Il 25 agosto 1733 Stanislao Leszczyński e sua moglie lasciarono Chambord per raggiungere i ducati di Lorena e di Bar, che gli erano stati assegnati.. Subito dopo la loro partenza furono piantumati castagni, bossi e aranci a formare un giardino alla francese.

Il castello rimase disabitato per dodici anni; nel 1745 Luigi XV lo donò a Maurizio di Sassonia,. che ne divenne governatore a vita, con un reddito di 40 000 lire.. Egli fece costruire delle baracche per il suo reggimento in cui si trasferirono soldati polacchi, ungheresi, turchi, tartari e persino coloniali della Martinica e risiedette nel palazzo dal 1748 al 1750, anno in cui morì... Il generale eseguì una sistemazione del giardino, facendovi piantare degli alberi di agrumi e facendovi contornare i vialetti da siepi, e fece progettare un teatro di corte dall'architetto Giovanni Niccolò Servandoni.. Durante la sua permanenza il reggimento montava la guardia quotidianamente e venivano eseguite esercitazioni militari a cavallo.. Dopo la sua morte i cannoni del castello spararono per sei giorni una salva ogni quarto d'ora in segno di lutto.

Dopo la morte di Maurizio di Sassonia, il complesso fu abitato solo dai suoi governatori. August Heinrich von Friesen, nipote del maresciallo di Sassonia,. morì nel castello nel 1755;. gli successe il marchese di Saumery fino al 1779, quindi il marchese di Polignac, che fu cacciato durante la Rivoluzione nel 1790.