The Hateful Eight è un film del 2015 scritto e diretto da Quentin Tarantino.
Interpretato da Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demián Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern e Channing Tatum, si tratta del secondo film con ambientazione western di Tarantino dopo Django Unchained (2012). Il film è stato annunciato nel novembre 2013, per poi venire cancellato pochi mesi dopo, quando la sua sceneggiatura è trapelata in rete. In seguito Tarantino ha riscritto parte della sceneggiatura, modificandone il finale, e ha dato il via alla produzione, le cui riprese sono iniziate l'8 dicembre 2014 presso Telluride, in Colorado.
Distribuito negli Stati Uniti dalla Weinstein Company, il regista ha optato per una distribuzione limitata a partire dal 25 dicembre 2015 in pellicola Ultra Panavision 70mm, un formato inutilizzato da circa cinquant'anni. In digitale e su larga scala è stato distribuito dal 24 gennaio, mentre in Italia le due date di uscita sono state rispettivamente il 28 gennaio 2016 per la versione in pellicola e il 4 febbraio per quella digitale.
Con i suoi 187 minuti è il film più lungo di Tarantino. Fu ben accolto dalla critica, non superando tuttavia gli incassi record dei suoi predecessori Bastardi senza gloria e Django Unchained. La colonna sonora è stata interamente composta dal compositore italiano Ennio Morricone, che per tale lavoro ricevette un Premio Oscar, un Golden Globe, un BAFTA e un Critics' Choice Awards.
Trama Capitolo uno: L'ultima diligenza per Red Rock Nel 1877, nel paesaggio invernale del Wyoming si fa strada una diligenza mentre una bufera è in arrivo. I passeggeri, il cacciatore di taglie John Ruth e la latitante Daisy Domergue, sono diretti verso la città fittizia di Red Rock, dove l'uomo, soprannominato Il boia per via della sua abitudine di portare vivi fino al patibolo tutti i suoi prigionieri, consegnerà alla giustizia la ricercata, la quale verrà poi impiccata da un boia per una taglia di .
Lungo la strada la carrozza, guidata dal cocchiere O.B. Jackson, incontra una vecchia conoscenza di Ruth: il maggiore Marquis Warren, un ex-soldato di origini africane dell'Unione divenuto un famigerato cacciatore di taglie, colto dalla bufera mentre sta trasportando i cadaveri di tre criminali fino a Red Rock per riscuoterne a sua volta la taglia. Inizialmente John Ruth non vorrebbe prendere a bordo un altro individuo, per paura che questo possa essere in combutta con Domergue e che cerchi di liberarla. Finisce però per dare un passaggio al maggiore, che aveva conosciuto a Chattanooga, il quale è interessato solamente ai cadaveri dei suoi banditi che valgono in tutto , a patto che questo lasci le armi al cocchiere. Parlando con Ruth, Warren gli mostra una lettera che lui afferma essere stata scritta a lui dal presidente Abraham Lincoln in persona, suo amico di pennino. Ruth legge la lettera e ne rimane profondamente colpito, mostrando profondo rispetto per Warren.
Capitolo due: Figlio d'un cane Sulla strada per Red Rock la diligenza incontra anche Chris Mannix, un rinnegato del Sud che sostiene di essere stato eletto nuovo sceriffo della città verso la quale il gruppo si dirige. Prima di far salire Mannix a bordo della diligenza, Ruth stringe un patto con Warren: John lo aiuterà fino a quando questi non avrà riscosso la taglia delle sue tre vittime, e in compenso il maggiore farà lo stesso con lui per condurre alla forca la prigioniera.
Mannix, che mal sopporta l'esito finale della guerra di secessione, racconta ai passeggeri il motivo della triste fama di Warren: durante la guerra civile, il maggiore fu catturato e portato in un campo di prigionia sudista, da cui riuscì a evadere incendiandolo. Nell'incendio perirono ben 47 uomini e per questo i confederati misero una cospicua taglia sulla testa di Warren (abolita formalmente dopo la fine della guerra). Tuttavia quest'ultimo, tornato nell'Unione, fu congedato dall'esercito con disonore quando si scoprì che 37 delle vittime erano in realtà prigionieri di guerra nordisti.
Capitolo tre: L'emporio di Minnie Mentre la bufera infuria, i quattro passeggeri e O.B. trovano accoglienza presso il noto emporio di Minnie. Con loro sorpresa, però, non trovano ad attenderli i soliti proprietari, cioè Minnie e suo marito Sweet Dave, bensì quattro facce che non hanno mai visto prima. I quattro sono Bob, un messicano che dice di occuparsi del locale in assenza della proprietaria che a suo dire è partita con il marito per visitare sua madre, il boia cittadino Oswaldo Mobray, il cowboy Joe Gage e l'anziano generale confederato Sanford "Sandy" Smithers.
Ruth cerca di fare subito la conoscenza degli altri ospiti, in modo da poter capire se si può fidare davvero di loro. Warren è apertamente ostile al generale Smithers, avendo assistito alle atrocità perpetrate da quest'ultimo contro la gente di colore durante la guerra. Mannix invece è onorato di trovarsi alla presenza di Smithers, dato che anche suo padre aveva combattuto la guerra di secessione, e il generale era una leggenda per tutti i sudisti.
Nella stalla Warren aiuta il messicano a sistemare i cavalli, e comincia a sospettare che qualcosa non quadri: gli sembra infatti strano che all'interno del locale tutti tengano in testa il proprio cappello (cosa severamente proibita da Minnie). Inoltre, giudica inverosimile il fatto che il particolarmente pigro Sweet Dave e la proprietaria Minnie, persona notoriamente poco sentimentale, abbiano lasciato l'emporio per andare a nord a trovare la madre di lei. Peraltro Warren sostiene di non aver mai sentito parlare di questa madre.
Rientrati anche loro all'interno dell'emporio, cominciano le prime rivalità: il generale non vuole parlare con Warren in quanto persona di colore e suo avversario durante la guerra, mentre Chris vuole proteggere il vecchio combattente dalle molestie di quel "negro insolente". Durante la cena vengono alla luce due rivelazioni, entrambe per bocca di Warren: la prima riguarda la famosa lettera che egli asseriva essergli stata scritta personalmente da Abramo Lincoln; questa in realtà, a detta di Warren, non sarebbe che un foglio da lui falsificato per guadagnarsi il rispetto dei bianchi e farsene beffe. Questo lascia offeso e ferito Ruth, che aveva creduto fermamente all'aneddoto "patriottico".
La seconda rivelazione riguarda il figlio di Smithers, morto misteriosamente anni prima: dopo aver messo una delle sue pistole vicino alla poltrona del vecchio, Warren gli narra di come suo figlio avesse cercato di ucciderlo dopo la guerra per incassarne la taglia. Disarmato e tenuto sotto minaccia da Warren, il giovane aveva pregato di risparmiargli la vita, raccontandogli la storia della sua famiglia e rivelandogli quindi chi fosse il padre. A questo punto, divertito dalla sorte e terribilmente vendicativo, il maggiore lo aveva fatto spogliare completamente e lo aveva costretto a camminare nella gelida neve fino al momento in cui, esanime, il figlio di Smithers non gli aveva chiesto che una coperta. Per concedergli questo "privilegio", Warren lo aveva costretto a praticargli una fellatio, prima di togliergli spietatamente la vita o lasciarlo morire congelato.
Umiliato e infuriato, il generale afferra la pistola posta al suo fianco dal maggiore e tenta di sparargli, ma quest'ultimo riesce ad anticiparlo, sfoderando l'altra pistola e uccidendolo. Ruth, Mobray e perfino Mannix devono concordare sul fatto che, anche se architettato, l'omicidio di Smithers è stato un atto di legittima difesa da parte del maggiore. Il cadavere del vecchio viene quindi portato sul retro dell'emporio e la parentesi viene chiusa.
Capitolo quattro: Domergue ha un segreto Qualcosa è però accaduto mentre Warren provocava Smithers, qualcosa di cui solo Daisy si è accorta: una mano misteriosa ha avvelenato il caffè. O.B. e Ruth sono i primi a bere il caffè e poco dopo subiscono i brutali effetti dell'avvelenamento, che provoca loro conati di vomito e di sangue, sopravvenuti provvidenzialmente nel momento in cui anche Mannix è in procinto di berne un sorso. Il cocchiere muore per primo, mentre Ruth stramazza a terra sopra alla sua prigioniera, colpendola ripetutamente al volto per averlo preso in giro, prima che lei gli afferri la pistola dalla cintura e lo finisca con un colpo in pieno petto.
Warren prende in mano la situazione, puntando le sue pistole contro Bob, Mobray, Gage e Mannix, ordinando loro di rimanere con la faccia rivolta verso il muro, disarmando Daisy e gettando nella stufa la chiave delle manette che la tengono incatenata al cadavere di Ruth, impedendole così di liberarsi. Il maggiore, sicuro dell'innocenza di Mannix poiché Mannix stesso aveva quasi bevuto il caffè avvelenato, gli consegna una delle sue pistole. I due investigatori improvvisati, mentre passano in rassegna tutte le teorie del caso, giungono alla conclusione che dapprima avevano creduto essere solo una paranoia di Ruth: almeno uno dei tre superstiti è in combutta con la ragazza, ed è lì per liberarla, senza tuttavia aver previsto né la bufera né che Ruth viaggiasse con altri passeggeri; questo ha complicato non poco il piano.
Mannix punta su Gage, ma Warren è fin troppo insospettito da Bob. Non crede infatti che lui, un messicano (etnia disprezzata dalla proprietaria), sia stato messo da Minnie e Sweet Dave a badare all'emporio, bensì che li abbia uccisi e nascosti da qualche parte per poi fingersi il gestore sostitutivo del posto. L'ispanico ha però un alibi di ferro per quanto riguarda l'avvelenamento del caffè, essendo stato seduto a suonare il pianoforte per tutta la durata del discorso del maggiore a Smithers. Altri due dettagli confermano qualcosa di sospetto: lo stufato, fin troppo buono per essere stato fatto dal maldestro Bob, aveva il tocco di Minnie, che quindi probabilmente lo aveva preparato la mattina stessa, mentre il messicano aveva sostenuto che la donna fosse partita da una settimana, e la poltrona di Sweet Dave, su cui Warren nota una macchia di sangue che qualcuno ha tentato di nascondere. Sicuro della colpevolezza di Bob, il maggiore lo crivella di colpi per poi fargli esplodere il cranio.
Per ottenere una confessione da Mobray o da Gage, Warren minaccia di far bere il resto del caffè avvelenato a Daisy se uno dei due non si deciderà a parlare. A questo punto Gage confessa la sua colpevolezza, risvegliando l'entusiasmo di Mannix, che aveva sospettato fin da subito del cowboy. L'entusiasmo dei due "investigatori" viene però subito spezzato, perché un altro uomo, nascosto in una botola sotto il pavimento, spara ai genitali del maggiore: ciò scatena la reazione improvvisa di Mobray, che recupera un'arma nascosta e spara a Mannix, ferendolo gravemente, ma venendo colpito a sua volta. Gage, disarmato, è l'unico a non essere colpito.
Capitolo cinque: I quattro passeggeri Ore prima, la mattina dello stesso giorno, una diligenza guidata da due amici di Minnie, Ed e Judy, giunge all'emporio con a bordo Mobray, Gage e Bob, insieme con un quarto uomo, Jody. La banda entra all'interno della baita, dove si trovano Minnie, il marito Sweet Dave, seduto sulla sua amata poltrona a giocare a scacchi con il generale Smithers, di sosta all'emporio, e alcuni dipendenti. Dopo una serie di moine e lusinghe, i quattro compiono una strage, uccidendo spietatamente tutti tranne il generale, poiché ritengono che la sua presenza possa rendere molto più credibile lo scenario che vogliono costruire.
Jody si occupa così di spaventarlo, mettendolo in guardia sull'opportunità di provare a parlare e a dire qualcosa in presenza di chi arriverà quella sera, ovvero Ruth. Il generale però mostrerà una forte presenza di spirito, dichiarando il suo totale disinteresse, per quello che sta succedendo, e che tutto quello che accade lì nel Wyoming non gli importa. Jody resta ammirato dalle parole del vecchio e alla fine suggellano l'accordo.