Il Ministero della cultura (MiC) è un dicastero del governo italiano. È preposto alla tutela della cultura e dello spettacolo e alla conservazione del patrimonio artistico, culturale e del paesaggio. Nato nel 1974 come Ministero per i beni culturali e ambientali, negli anni ha assunto diverse denominazioni.

L'attuale ministro è Alessandro Giuli, in carica dal 6 settembre 2024.

Storia L'attuale dicastero nacque dallo scorporo dal Ministero della pubblica istruzione con la denominazione di "Ministero per i beni culturali e l'ambiente", istituito nel 1974 dal governo Moro IV e di lì a poco ribattezzato "Ministero per i beni culturali e ambientali". Il primo titolare del dicastero fu Giovanni Spadolini, che avrebbe poi rivendicato la “discrezione” di quella denominazione («beni culturali» e non «cultura»)L’ombra di Croce nelle sue stanze a Napoli (1975), di Giovanni Spadolini - «La Stampa», 7 maggio 1975, p. 3. Poi in G. Spadolini, “L’Italia della ragione. Lotta politica e cultura nel Novecento”, Le Monnier, Firenze 1978, pp. 306-310..

Il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali, a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del Ministero della pubblica istruzione, quali le antichità e le belle arti, le accademie e le biblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del Ministero dell'interno, come gli archivi di Stato, e della Presidenza del Consiglio dei ministri, come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.

Nel 1998 fu poi istituito il "Ministero per i beni e le attività culturali", che raccolse tutte le precedenti competenze e funzioni, alle quali vennero aggiunte: la promozione dello sport e della impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni. L'anno successivo la riforma Bassanini confermò il dicastero riorganizzandone la struttura, e anticipandone l'entrata in vigore dal 2001, rispetto alla generalità degli altri ministeri.

Nel 2006, col governo Prodi II le competenze dello sport vennero assegnate al nuovo Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Anche la promozione del turismo, precedentemente affidata al Ministero dello sviluppo economico, venne affidata alla Presidenza, presso il nuovo Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, tuttavia la responsabilità di questa struttura venne affidata al ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli, che era anche vicepremier. Col governo Monti il dipartimento venne unificato a quello per gli affari regionali e all'ufficio per lo sport creando il Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport.

Nel 2013 il governo Letta affida al ministro Massimo Bray la competenza sul turismo, e il ministero assume dunque la denominazione di "Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo". Tale delega è stata mantenuta sotto i successivi governi Renzi, Gentiloni e Conte II, con la sola eccezione del governo Conte I, durante il quale è stata affidata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel 2021, con il governo Draghi, la competenza sul turismo viene affidata ad un nuovo ed apposito Ministero del turismo: di conseguenza, la denominazione del dicastero passa da "Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo" a "Ministero della cultura". Dal 22 ottobre 2022 al 6 settembre 2024 il ministro era Gennaro Sangiuliano, sostituito da Alessandro Giuli.

Nel 2023, in seguito all'eccessivo sfruttamento del Teatro greco di Siracusa, la Consulta di Filologia classica ha promosso una lettera di denuncia per la salvaguardia dell'antico Teatro greco di Siracusa. L'appello alla tutela del teatro, indirizzato al Ministro Gennaro Sangiuliano e ad altri enti di governo, ha creato un ampio dibattito pubblico sulla salvaguardia e tutela dei beni culturali.

Denominazioni e organizzazione del ministero

Ministero per i beni culturali e ambientali Legislazione: DL 657/1974 (convertito con Legge 5/1975) Organizzazione: DPR 805/1975 (nuovo regolamento)Ministero per i beni e le attività culturali Legislazione: D. Lgs. 368/1998 Organizzazione: DPR 441/2000 (nuovo regolamento) Legislazione: D. Lgs. 3/2004 Organizzazione: DPR 173/2004 (nuovo regolamento) Legislazione: Legge 233/2006 (istitutivo del Dipartimento del turismo in luogo della precedente Direzione generale Turismo incardinata presso il ministero delle attività produttive, ex art. 1, comma 19-ter, lett. c); trasferimento delle competenze in materia di sport al Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive, ex art. 19, lett. a); Legge 286/2006 (che ha disposto la riorganizzazione in direzioni generali, ex art. 1, comma 94) Organizzazione: DPR 2/2007 (modifiche al regolamento); DPR 233/2007 (nuovo regolamento); DPR 91/2009 (modifiche al regolamento)Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Legislazione: Legge 71/2013 Organizzazione: DPCM 171/2014 (nuovo regolamento)Ministero per i beni e le attività culturali Legislazione: DL 86/2018 (convertito in Legge 97/2018)Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo Legislazione: DL 104/2019 (convertito con Legge 132/2019) Organizzazione: DPCM 76/2019; DPCM 169/2019 (nuovo regolamento)Ministero della cultura (attuale denominazione) Legislazione: DL 22/2021 (convertito in ) Organizzazione: DPCM 169/2019, modificato con DPCM 123/2021 e con DPCM 167/2023; DPCM 57/2024 e DM 270/2024 modificato con DM 407/2024 (nuovo regolamento)

Organizzazione La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a livello centrale, nonché di uffici periferici.

Premessa A partire dal 5 febbraio 2020 la struttura del Ministero è conformata a quanto pubblicato nel . In precedenza, la struttura organizzativa e amministrativa del Ministero era regolata dal , finché nel 2014 non è stato applicato un nuovo regolamento. I regolamenti precedenti erano il e il

L'organizzazione dell'amministrazione è stata inoltre interessata dalla che ha affidato le competenze del turismo al Ministero, con l'istituzione della Direzione generale per le politiche del turismo. Questa struttura fu oggetto di revisione ad opera del .

Strutture centrali

Sono uffici di diretta collaborazione i seguenti: l'ufficio di gabinetto; la segreteria del ministro; la segreteria tecnica del Ministro; l'ufficio legislativo; l'ufficio stampa e comunicazione; le segreterie dei sottosegretari di Stato.

Organi centrali del Ministero Secondo quanto statuito dal Regolamento di organizzazione D.P.C.M. 57 15/03/2024, questa è l'attuale struttura del Ministero che vede quattro dipartimenti, dodici uffici dirigenziali di livello generale centrali, ivi incluso quello di cui all'articolo 22, e quindici uffici dirigenziali di livello generale periferici dotati di autonomia speciale di cui all'articolo 24, commi 2, lettera a), e 3, lettera a); è, altresì, previsto un posto dirigenziale di livello generale di cui all'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, presso il Gabinetto, secondo quanto previsto dall'articolo 32, comma 11:

Dipartimenti Dipartimento per l'amministrazione generale - DiAG Dipartimento per la tutela del patrimonio cultura - DiT Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale - DiVa Dipartimento per le attività culturali - DiAC

Le direzioni generali Direzione generale Affari europei e internazionali; Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio; Direzione generale Archivi; Direzione generale Biblioteche e istituti culturali; Direzione generale Bilancio programmazione e monitoraggio; Direzione generale Cinema e audiovisivo; Direzione generale Creatività Contemporanea; Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione; Direzione generale Musei; Direzione generale Spettacolo.

Organi consultivi centrali Operano presso il Ministero, quali organi consultivi a carattere tecnico-scientifico le strutture di consulenza e supporto di seguito indicate: Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici; Consiglio superiore dello spettacolo (già Consiglio nazionale dello spettacolo); Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo; Comitato permanente di promozione del turismo in Italia (soppresso) nonché sette comitati tecnico-scientifici: Comitato tecnico-scientifico per l'archeologia; Comitato tecnico-scientifico per le belle arti. Comitato tecnico-scientifico per il paesaggio; Comitato tecnico-scientifico per l'arte e l'architettura contemporanee; Comitato tecnico-scientifico per i musei e l'economia della cultura; Comitato tecnico-scientifico per gli archivi; Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali.

I comitati durano in carica tre anni e possono riunirsi in seduta congiunta a richiesta del Ministro o del Segretario generale per l'esame di questioni a carattere interdisciplinare.

Non è stata confermata, nell'attuale struttura, l'esistenza di due ulteriori comitati di carattere consultivo Comitato tecnico-scientifico speciale per la tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale; Osservatorio nazionale per la qualità del Paesaggio.

Istituti dotati di autonomia speciale Tutti con sede a Roma, tranne ove indicato diversamente. Archivio Centrale dello Stato; Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; Centro per il libro e la lettura; Istituto centrale per gli archivi; Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi; Istituto centrale per il catalogo e la documentazione; Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche; Istituto centrale per il patrimonio immateriale; Istituto centrale per il restauro; Istituto centrale per l'archeologia; Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale - Digital Library; Istituto centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale Istituto centrale per la grafica; Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro; Opificio delle pietre dure, con sede a Firenze; Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, con sede a Taranto; Soprintendenza speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma

Musei e parchi archeologici con autonomia speciale

Il ministero può deliberare la creazione di istituti dotati di autonomia speciale, cui affidare determinati musei e parchi archeologici statali di rilevante interesse nazionale. Gli istituti autonomi sono dotati di autonomia scientifica, finanziaria, contabile ed organizzativa, e dipendono funzionalmente dalla Direzione generale Musei.

Per un elenco completo degli istituti dotati di autonomia speciale e dei rispettivi siti assegnati, si rimanda all'apposito articolo.

Organi periferici L'organizzazione periferica del dicastero è alquanto complessa.

In primo luogo, è da notare che il ministero, eccetto quanto concerne il patrimonio archivistico, non esercita competenza sui beni culturali delle tre regioni autonome Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, in quanto i rispettivi statuti speciali affidano la materia in maniera esclusiva alle predette.

Al vertice dell'organizzazione periferica si trovano 17 Segretariati regionali:1 per ogni regione, eccetto Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta. essi presiedono la Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale (Co.Re.Pa.Cu.) e coordinano l'attività di tutte le strutture periferiche del ministero site nella rispettiva regione. La loro attività coinvolge quindi:

le 43 soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio; i 100 Archivi di Stato;