La storia delle ferrovie nel Granducato di Toscana ebbe inizio il 21 ottobre 1843 con la prima corsa di prova sulla linea Pisa-Livorno, a binario unico della lunghezza di 18,2 km. Il 13 marzo 1844 avvenne l'inaugurazione ufficiale.. La Livorno-Pisa era la prima tratta della ferrovia Leopolda..

Storia Premesse Le notizie relative all'apertura di una linea ferroviaria tra Stockton e Darlington, in Inghilterra, suscitarono interesse anche nel Granducato di Toscana. Tra il 1825 e il 1835 alcuni articoli apparsi sul Giornale agrario toscano e su altri periodici suggerirono l'idea di costruire una ferrovia che unisse la capitale, Firenze, all'importante porto di Livorno.. Nel 1838 prese vita una società che a sua volta creò una commissione di studio composta da eminenti personaggi: padre Giovanni Inghirami, delle Scuole Pie, il professore Giuseppe Pianigiani, gli architetti Francesco Leoni, Domenico Giraldi, Giuseppe Martelli e Luigi Bettarini, gli ingegneri Tommaso Bianchi e Paolo Folini; presidente era il colonnello Luigi Serristori. Il 5 luglio dello stesso anno presentò la scelta dell'itinerario per la valle dell'Arno..

Agli inizi degli anni quaranta dell'Ottocento nel Granducato e nel vicino Ducato di Lucca cominciò a prendere forma una rete ferroviaria commisurata ai bisogni interni.

Nel 1847, in seguito all'abdicazione di Carlo Ludovico di Borbone e all'annessione del ducato di Lucca nel granducato di Toscana, le linee lucchesi confluirono nella rete granducale.

Alle soglie dell'Unità d'Italia lo Stato toscano, con poco più di 330 km in esercizio, era il terzo per estensione di ferrovie dopo il Regno di Sardegna e il Lombardo-Veneto.

La "Leopolda", prima ferrovia del Granducato

Nel 1833 Luigi Serristori, che aveva scritto nel 1816 il saggio Sopra le macchine a vapore, dopo un soggiorno all'estero venne nominato presidente della commissione incaricata di valutare la fattibilità dei percorsi proposti. Nel 1837 Piero Dini Castelli e Serristori compilarono una "Memoria" che faceva il punto sulla concreta possibilità di realizzare la ferrovia Firenze-Livorno.

Il banchiere fiorentino Emanuele Fenzi e l'imprenditore livornese Pietro Senn costituirono allo scopo una società ottenendo, dal Granduca Leopoldo II, il 14 aprile del 1838, la "sovrana risoluzione" (autorizzazione) a costruire la ferrovia..

Entrò a far parte della commissione tecnica incaricata di scegliere il miglior tracciato anche l'ingegnere Giuseppe Pianigiani e su raccomandazione di Policarpo Bandini, imprenditore senese, fu inviato a Londra assieme ad Orazio Hall e ad Agostino Kotzian, socio di maggioranza della ditta Senn, per prendere contatti con un ingegnere esperto per dirigere i lavori e con i banchieri Rotschild e Beck per i finanziamenti.. Accettò l'incarico di dirigere i lavori Robert Stephenson al tempo ritenuto una delle massime autorità nel campo ferroviario. Questi redasse una dettagliata relazione sui lavori indirizzandola al Fenzi e al Senn e nominò suo delegato William Hoppner e Pianigiani suo assistente ai lavori. Il 4 aprile 1841 la concessione venne ufficialmente formalizzata con un "motu proprio" del Granduca che diede inizio ai lavori.. Il 7 giugno 1841 a Firenze si tenne la prima adunanza generale della "Società anonima della Strada Ferrata Leopolda" con l'elezione del primo consiglio di amministrazione.

Il tracciato scelto fu quello passante per Empoli, Pontedera e Pisa della lunghezza di circa 96 km.. La prima corsa di prova sulla tratta Pisa-Livorno avvenne il 27 gennaio 1844. Il 13 marzo successivo il primo tratto Livorno-Pisa fu inaugurato a binario unico, per la lunghezza di 18,2 km; i costi di costruzione vennero computati in lire 3.935.865. Il movimento di viaggiatori al 20 maggio, 69º giorno dall'apertura al traffico, fu di 120.897 persone con una media di circa 1700 viaggiatori giornalieri..

Nel 1845 William Hoppner fu sostituito da William Bray che, il 19 ottobre, aprì all'esercizio altri 19 km circa, fino a Pontedera, e attivò un primo servizio merci. La tratta Pontedera-Empoli di 26,8 km fu aperta il 21 giugno 1847. e l'anno successivo, il 10 giugno 1848, fu aperta all'esercizio l'intera linea. Il 20 giugno 1847 fu attivato il servizio di dispaccio telegrafico anche ad uso pubblico. I treni si attestavano nella stazione Leopolda di Firenze Porta a Prato. Il movimento di viaggiatori trasportati tra il 13 giugno e il 30 giugno 1848 fu di 61.199 unità..

Nella primavera del 1850 fu terminata la posa del secondo binario e nel 1858 fu inaugurata la stazione marittima di Livorno scalo importante per il traffico merci.

Tutto il materiale sia fisso che rotabile era di costruzione inglese. Inglesi erano i macchinisti, i meccanici, i capomastri; di italiano nell'impresa era soltanto il personale di fatica; anche il Pianigiani, resosi presto conto di non essere tenuto in considerazione "dagli inglesi", si era dimesso dalla direzione dei lavori.. Tratta Km Inizio lavori Attivazione NoteLivorno-Pisa18,031843 (?)13 marzo 1844Bivio Calambrone-Livorno S.Marco2,417marzo 1844Pisa-Pontedera19,35914 ottobre 1845Pontedera-Empoli26,821 giugno 1847Empoli-Firenze Bivio Porta a Prato29,74 giugno 1848L'inaugurazione ufficiale avvenne il 12 giugno, alla presenza del granduca e con un treno di ben 32 carrozze trainato da una sola locomotiva..Lunghezza totale96,306

Le ferrovie del Ducato di Lucca Nel Ducato di Lucca, il duca Carlo Ludovico di Borbone autorizzò la costruzione di tre linee ferroviarie verso Pisa, Aulla e Pistoia prima della sua abdicazione, nel 1847, in seguito alla quale le linee realizzate confluirono nella rete granducale.

La Lucca-Pisa

Nel 1841 Pasquale Berghini diede vita a un comitato promotore, costituito dallo stesso e dai signori Carlo Minutoli Tegrini, Tommaso Giannini, Felice Francesconi e Giuseppe Vitali, per la costruzione di un collegamento ferroviario tra la capitale, Lucca, e il porto di Livorno. Il progetto venne presentato al duca che, nonostante lo Stato lucchese si trovasse finanziariamente al collasso, fu convinto delle possibilità di sviluppo economico offerte dall'opera. La prospettiva di un collegamento rapido con l'importante porto di Livorno indusse il Duca ad emanare il 10 dicembre 1841 un decreto con cui accordò la concessione alla "Società anonima della Strada Ferrata da Lucca a Pisa" per la costruzione del tratto da Lucca a Cerasomma, confine di stato.. Dato che la linea interessava per metà il territorio del Granducato di Toscana, Leopoldo II, il 27 giugno 1844, emise un motu proprio di assenso per il rimanente percorso fino a Pisa.

Venne scelto un percorso pianeggiante aggirando il Monte Pisano senza alcuna galleria. La linea sarebbe stata a binario unico, con inizio appena fuori delle mura di Lucca dove sarebbero state costruite la stazione e le officine ferroviarie e si sarebbe diretta ad ovest, lambendo gli abitati di Montuolo e Fagnano, fino alla dogana di Cerasomma. Qui la linea avrebbe svoltato verso sud fiancheggiando il fiume Serchio e attraversando gli abitati di Ripafratta, Rigoli e Bagni di San Giuliano poi, con una stretta curva a destra, avrebbe proseguito per Pisa ove sarebbe stata costruita una stazione provvisoria fuori Porta a Lucca; un servizio di carrozze avrebbe assicurato il collegamento con la stazione Leopolda sul lato opposto della città. La costruzione del ponte sull'Arno avrebbe in seguito permesso lo spostamento del terminale nella stazione di Pisa San Rossore a Porta Nuova.

I lavori di costruzione della linea, lunga circa 21 km secondo il progetto dell'ingegnere Bianchi, realizzati dall'ingegnere tedesco Enrico Pohlmeyer, si protrassero a causa delle operazioni di contenimento del Serchio, del canale Ozzeri a Ripafratta e per il numero maggiore di stazioni richieste dalle comunità attraversate.

Il 26 giugno 1846 fu inaugurato il primo tratto Lucca-Ripafratta di 8 km circa. La corsa di collaudo era avvenuta agli inizi di giugno con un treno di sei carrozze seguita da altre due corse il 22 ed il 25 giugno trasportando personalità e cittadini comuni con un viaggio di 12 minuti.

Il 29 settembre 1846 la linea giunse a Bagni di San Giuliano e iniziarono le corse regolari solo passeggeri. L'ultimo tratto fino a Pisa, di 4 km, fu completato il 15 novembre 1846; da tale data iniziarono le corse regolari. Circa un anno e mezzo dopo, nei mesi di aprile e maggio 1848 il numero di viaggiatori trasportato tra Lucca e Pisa era rispettivamente di 18.537 e di 20.537 unità..

Per l'esercizio della linea il direttore ingegnere Bianchi fece ordinare 3 locomotive alla Norris di Filadelfia. Le tre assunsero i nomi delle principali località attraversate: "Ripafratta", di rodiggio 2-1-0 e "Lucca" e "Pisa" di rodiggio "American" 2-2-0..

La precaria situazione economica in cui la Società versava sin dall'inizio portò in breve al fallimento, dichiarato dal Tribunale di Lucca il 27 novembre 1854 e alla vendita all'asta, fissata per il 9 dicembre 1858; la Società Leopolda interessata all'acquisto nel 1860 immetterà la "linea lucchese" nella nuova società delle Strade Ferrate Livornesi.

La stazione di Lucca fu costruita fuori le mura del centro storico su progetto di Giuseppe Pardini ed Enrico Pohlmeyer.

Tratta Km Inizio lavori Attivazione NoteLucca-Bagni di San Giuliano14,8129 settembre 1846Bagni S.G.-Pisa6,0215 novembre 1846

La Lucca-Pistoia La ferrovia Lucca-Pisa, che raggiungeva il porto di Livorno, non era fine a se stessa ma parte di un progetto, di più parti, che mirava al raggiungimento di Pistoia in vista di un prolungamento su Bologna, Modena ed oltre uscendo quindi da un contesto locale. Nel 1845 il duca di Lucca autorizzò lo stesso gruppo promotore della Pisa-Lucca, a cui avevano aderito personalità di Pescia e di Pistoia, costituitosi in "Società Anonima della Strada Ferrata Lucca-Pistoja", alla costruzione di una strada ferrata da Lucca a Pescia, confine col Granducato, con l'intento di raggiungere Pistoia. Nel 1846 Leopoldo II, gran duca di Toscana, autorizzò il tratto ricadente nel suo territorio. Il tratto Lucca-Pescia, i cui lavori vennero affidati all'ingegnere Pohlmeyer che aveva già operato alla costruzione della Lucca-Pisa, venne aperto il 26 dicembre 1848..

I problemi maggiori si ebbero per il tratto Pescia - Pistoia che completava la direttrice subappennina da Pistoia a Pisa. I lavori diretti dal Pohlmeyer incontrarono serie difficoltà nella costruzione del ponte sul fiume Pescia a causa delle proteste della popolazione e dei cartai della zona preoccupati di un restringimento dell'alveo del fiume. Per far ripartire i lavori venne chiamato Tommaso Cini a sostituire l'ingegnere austriaco nella direzione dei lavori; il ponte sul Pescia dovette essere ridisegnato più volte dal Cini prima di essere realizzato. Fu importante anche l'apporto economico del capitalista Michelangelo Bastogi. L'altra opera impegnativa fu l'attraversamento sotterraneo della collina di Serravalle, fra Bagni di Montecatini e Pistoia affrontato con una galleria progettata dal Cini. Nonostante il tratto Lucca-Pescia fosse praticamente pronto già nel 1847 la ferrovia arrivò a Montecatini sei anni dopo; l'entrata in esercizio dell'intera linea dovette attendere l'apertura della galleria di Serravalle nel febbraio 1859.

Il progetto della linea per Pistoia fu completato solo dopo l'annessione di Lucca alla Toscana (1847) integrandolo con la ferrovia Maria Antonia che in tal modo collegava Firenze a Lucca, Prato e Pistoia.

Il tronco da Firenze a Pistoia, di 35 km, fu completato nel 1851 dalla Società delle Strade Ferrate Italiane (Maria Antonia). La linea ferroviaria realizzata a nord dell'Arno collegò in tal modo la capitale del Granducato con le città di Lucca, Prato, Pistoia e Pisa e con il porto di Livorno. Era il risultato della congiunzione di 3 tronchi distinti: Pisa-Lucca, Firenze-Pistoia e Lucca-Pistoia.