Professionista dal 2002 al 2022, Valverde, soprannominato Bala, El Imbatido, Balaverde o Don Alejandro, è stato uno scalatore esplosivo e scattista, molto veloce allo sprint e in grado di difendersi egregiamente anche a cronometro. Considerato uno dei migliori ciclisti della sua generazione, grazie alla sua grande regolarità e versatilità dimostrata nelle corse di un giorno e nelle gare a tappe, nel ciclismo moderno ha rappresentato uno dei pochi interpreti in grado di competere ad alti livelli sia nelle classiche che nei grandi Giri.

In carriera ha vinto cinque edizioni (record) della Freccia Vallone (nel 2006, 2014, 2015, 2016 e 2017) e quattro della Liegi-Bastogne-Liegi (nel 2006, 2008, 2015 e 2017), oltre a una tappa al Giro d'Italia, quattro al Tour de France e tredici alla Vuelta a España, giungendo sul podio di tutti e tre i grandi Giri, con la sola vittoria della Vuelta a España 2009. È il ciclista che è salito più volte (7) sul podio sia alla Vuelta a España, con una vittoria (nel 2009), tre secondi (nel 2006, 2012 e 2019) e tre terzi posti (nel 2003, 2013 e 2014), sia nella prova in linea dei campionati del mondo, con una vittoria (nel 2018), due secondi (nel 2003 e 2005) e quattro terzi posti (nel 2006, 2012, 2013 e 2014). Si è anche aggiudicato per ben quattro volte la classifica finale dell'UCI ProTour/UCI World Tour (nel 2006, 2008, 2014 e 2015).

Biografia Nato a Las Lumbreras de Monteagudo, Murcia, da Juan Valverde e Maria Belmonte, Alejandro è il più giovane di tre fratelli: Juan Francisco e José Antonio. Valverde si avvicina al ciclismo all'età di sei anni quando il padre Juan, ciclista amatoriale, gli regala la prima bicicletta. Seguito dal fratello maggiore Juan Francisco — anch'egli ciclista amatoriale —, alla sua prima corsa su strada a Jumilla, con il club Puente Tocinos, chiude al secondo posto e una settimana più tardi vince la sua prima gara a Yecla. Tra gli 11 e i 14 anni, Alejandro si sarebbe aggiudicato circa cinquanta corse consecutive, guadagnandosi l'appellativo di El Imbatido (L'Imbattibile) e in seguito di Balaverde, gioco di parole con il suo cognome a sottolinearne lo spunto veloce.

È stato sposato con Ángela González, dalla cui relazione ha avuto i primogeniti Iván e Alejandro, mentre con l'attuale moglie Natalia Mateo ha tre figli: Pablo, Natalia e Alessandra.

Carriera 2002-2003: gli inizi, il podio alla Vuelta e l'argento mondiale

Dopo aver corso nel 1999 con la Banesto, squadra amatoriale nella Navarra, destando subito ottime impressioni, e i successivi due anni con la Kelme-Costa Blanca, con la quale conquista nel 2001 la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi, passa professionista nel 2002 proprio con la Kelme, importante team spagnolo diretto dal conterraneo Vicente Belda. Pochi mesi dopo prende parte al suo primo grande Giro: è infatti al via della Vuelta a España, dalla quale si ritira alla quindicesima tappa dopo aver ottenuto come miglior risultato un quarto posto nella nona frazione. Nel 2003, sempre con la Kelme, ottiene le sue prime vittorie, tra cui una tappa al Giro dei Paesi Baschi e due alla Vuelta a España, che conclude sul terzo gradino del podio a 2'25" dal connazionale Roberto Heras. Sempre nello stesso anno si classifica secondo nella prova in linea del campionato del mondo tenutosi in Canada, a Hamilton, a 5" dal compagno di nazionale Igor Astarloa.

2004-2005: l'esplosione dellImbatido e il secondo argento iridato Nel 2004 decide di restare alla Kelme, nonostante numerose offerte provenienti da altre squadre. Ottiene ben quindici vittorie totali, tra cui le classifiche finali della Volta a la Comunitat Valenciana (con anche due successi di tappa), Vuelta a Murcia e Vuelta a Burgos, con tre affermazioni parziali. In agosto prende parte ai Giochi olimpici di Atene, concludendo la prova in linea lontano dai migliori, mentre nel mese di settembre è alla Vuelta a España che chiude al quarto posto finale a 3'33" da Heras, ottenendo anche una vittoria di tappa a Soria. Chiude poi al sesto posto la prova in linea dei campionati mondiali di Verona, nel gruppo del vincitore, e nell'occasione compagno di squadra, Óscar Freire.

Per il 2005, Valverde si trasferisce alla Illes Balears-Caisse d'Épargne. Si aggiudica in marzo l'ultima tappa della Parigi-Nizza, che chiude secondo in classifica alle spalle dello statunitense Bobby Julich; in aprile è invece protagonista al Giro dei Paesi Baschi, con i due successi di Vitoria-Gasteiz e Alsasua. Alla prima apparizione assoluta al Tour de France conquista la decima frazione con arrivo a Courchevel, precedendo il poi vincitore finale americano Lance Armstrong; in seguito, tuttavia, è costretto ad abbandonare la Grande Boucle, a causa di una caduta nella tredicesima tappa. Riesce a recuperare in vista della prova in linea del campionato del mondo di Madrid, che chiude in seconda piazza, battuto allo sprint dal belga Tom Boonen.

2006: la doppietta Freccia-Liegi Nel 2006 con la rinominata Caisse d'Épargne inizia la stagione all'insegna del successo con due affermazioni: una alla Vuelta a Murcia e una al Giro dei Paesi Baschi. In primavera ottiene importanti risultati nelle classiche delle Ardenne, aggiudicandosi la Freccia Vallone e la prestigiosa Liegi-Bastogne-Liegi, regolando in volata gli italiani Paolo Bettini e Damiano Cunego grazie anche alla strategia della sua squadra, dimostrando di essere competitivo nelle gare di un giorno. Poche settimane dopo trionfa in una tappa del Giro di Romandia, che chiude al terzo posto finale.

Dopo un'ottima prima parte di stagione a luglio partecipa al Tour de France, in una corsa priva dei principali favoriti, come il tedesco Jan Ullrich e il varesino Ivan Basso, sospesi in quanto collegati all'Operación Puerto. A causa di un brutto infortunio patito durante la terza tappa, tuttavia, è costretto a ritirarsi. Nel mese di settembre prende parte alla Vuelta a España vincendo la tappa con arrivo in salita all'Alto de El Morredero e indossando la maglia oro per otto giorni prima di essere scavalcato, al termine della diciassettesima tappa, dal poi vincitore finale Aleksandr Vinokurov. Valverde chiude comunque al secondo posto in classifica generale, a 1'12" dal kazako.

Negli ultimi giorni di settembre partecipa ai Mondiali di Salisburgo dove conquista la medaglia di bronzo nella prova in linea, battuto da Bettini e dal tedesco Erik Zabel: raggiunge così il podio per la terza volta in quattro partecipazioni. A fine stagione vince la classifica UCI ProTour stilata in base ai piazzamenti degli atleti nelle più importanti gare dell'anno.

2007: le vittorie in Spagna Nella stagione 2007, dopo alcune vittorie in corse spagnole (tra cui spiccano le classifiche generali della Volta a la Comunitat Valenciana e della Vuelta a Murcia) prende parte alle classiche delle Ardenne, ottenendo un sesto posto all'Amstel Gold Race e due secondi posti a Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Si aggiudica poi la cronometro della Clásica de Alcobendas e successivamente prende parte al Giro del Delfinato, ritirandosi dopo quattro tappe.

In seguito si prepara per essere competitivo al Tour de France dove, dopo una prima settimana in cui si mette in luce in particolar modo sulle tappe alpine, crolla sui Pirenei giungendo a Parigi al sesto posto in classifica generale, con un ritardo di 11'37" dal connazionale Alberto Contador. In agosto si aggiudica una tappa alla Vuelta a Burgos, che conclude al secondo posto dietro il colombiano Mauricio Soler. Non partecipa, invece, alla Vuelta a España, terminando in tal modo la stagione.

2008: la seconda Liegi e i successi al Tour

Nel 2008 si impone, nella prima parte di stagione, nella classifica finale della Vuelta a Murcia, nella Parigi-Camembert e nella Liegi-Bastogne-Liegi, bissando il successo del 2006. A giugno vince la tappa di Privas e la cronometro di Saint-Paul-en-Jarez del Giro del Delfinato, facendo sua anche la classifica finale. Poco tempo dopo si impone anche nel campionato nazionale su strada, precedendo il compatriota Óscar Sevilla in volata. A luglio corre il Tour de France, durante il quale vince la tappa di apertura da Brest a Plumelec in una volata il leggera salita, indossando sia la maglia gialla che quella verde. Conserva il simbolo del primato sino alla terza tappa, scavalcato dal francese Romain Feillu. Conclude poi la sesta frazione di Super-Besse al secondo posto, che tuttavia gli verrà attribuita come vittoria a causa della postuma squalifica per doping del modenese Riccardo Riccò; termina la corsa all'ottavo posto in classifica generale, staccato di 7'12" dal vincitore spagnolo Carlos Sastre.

Ad agosto conquista un'altra corsa di rilievo, la Classica di San Sebastián. Pochi giorni dopo ai Giochi olimpici di Pechino conclude la prova in linea a ridosso della top 10. A settembre è protagonista sulle strade di casa della Vuelta a España, aggiudicandosi la prima frazione in linea a Jaén e conquistando di conseguenza la maglia rossa di capoclassifica. In seguito perde la leadership non riuscendola più a riconquistare e nonostante numerosi piazzamenti chiude al quinto posto finale, a 6'00" da Contador e con un ritardo di quasi 2 minuti dal podio. A fine anno, in virtù dell'ottima stagione, si aggiudica per la seconda volta in carriera la classifica finale dell'UCI ProTour.

2009: la vittoria alla Vuelta

Nel 2009 ottiene i primi successi alla Vuelta a Castilla y León dove si impone a l'Estación Invernal de San Isidro e a Valladolid; in aprile fa sua per la terza volta la Klasika Primavera, mentre nel mese di maggio si aggiudica una tappa e la classifica finale della Volta Ciclista a Catalunya. Tuttavia, dopo la vittoria al Giro del Delfinato, gli viene negata la possibilità di partecipare al Tour de France, a causa di una squalifica emessa per il territorio italiano, dove la Grande Boucle sconfina in una tappa.

Successivamente alla vittoriosa Vuelta a Burgos partecipa, con grandi ambizioni, alla Vuelta a España. Vince la manifestazione davanti al connazionale Samuel Sánchez e all'australiano Cadel Evans, senza peraltro mai andare in difficoltà, tranne che in occasione di un attacco di Ivan Basso, giunto quarto, durante la quattordicesima tappa. Non fa sua alcuna frazione della corsa: ciò nonostante, oltre alla generale, fa sua anche la maglia bianca della speciale classifica combinata. È infine nono nella prova in linea ai campionati del mondo di Mendrisio.

Il caso Operación Puerto e la squalifica Alla vigilia del Tour de France 2006, scoppia in Spagna l'Operación Puerto, indagine riguardante il doping tramite emotrasfusione o EPO di molti corridori. I due responsabili principali, il medico Eufemiano Fuentes e il direttore sportivo Manolo Saiz, erano in rapporti di conoscenza con Valverde; infatti, al momento dell'arresto, Fuentes aveva con sé un biglietto con scritti alcuni nomi cifrati, tra cui "Valv-Piti", misto del nome di Valverde con quello del suo cane, Piti. Tuttavia il murciano, che nega il suo coinvolgimento con il medico spagnolo, non risulta presente tra i 58 nomi trovati nell'elenco ufficiale degli assistiti del medico spagnolo, non venendo di conseguenza indagato pubblicamente o tantomeno squalificato.

La sua vicenda rimane piuttosto insabbiata sino alla conferenza stampa d'apertura del Tour de France 2007, quando un gruppo di giornalisti francesi e tedeschi ricorda al corridore del suo presunto coinvolgimento nell'indagine, mettendo in evidenza il trattamento di favore attuato verso di lui, rispetto ad altri atleti solo indagati ed esclusi dall'edizione precedente. Nonostante la polemica, correrà comunque quel Tour.