La Leggenda della nascita di Sargon è un testo in lingua neoassira risalente all'VIII secolo a.C., le cui prime due colonne sono state ricostruite per mezzo di tre tavole rinvenute alla metà del XIX secolo tra i resti della biblioteca reale nel palazzo del re Assurbanipal (Aššur-bāni-apli) a Ninive, più un'ulteriore tavola, riferita sempre a frammenti delle prime due colonne, rinvenuta a Dailem (nei pressi di Babilonia).

Il testo racconta le origini e le imprese del fondatore del primo impero semitico (Sargon di Akkad, XXIV sec. a.C.), qui considerato figlio di una importante sacerdotessa e dal padre sconosciuto. Il testo ha probabilmente lo scopo di celebrare, per mezzo di questo antico richiamo all'imperatore accadico, proprio Sargon II, imperatore assiro dell'VIII secolo a.C. che, come il Sargon accadico del XXIV secolo a.C., si presentava come un sovrano nuovo, privo di una eredità accertata.

Il testo conserva il suo particolare interesse anche per l'evidente connessione con il racconto dei natali del Mosè biblico, così come riportato nel libro in lingua ebraica dell'Esodo (Šemot)I primi studiosi ad affrontare questo tema furono George Smith (The Early History of Babylonia, Transactions of The Society of The Biblical Archeology 1, 1872) e H. F. Talbot (A Fragment of Ancient Assyrian Mythology, Transactions of the Society of Biblical Archaeology 1, 1872)., testo, quello ebraico, non anteriore al VI secolo a.C.Sulla datazione dei diversi testi che compongono le Bibbie ebraica e cristiana cfr., ad esempio: .

Il testo Trascrizione del testo neoassiro di Brian Lewis in The Sargon Legend. A Study of the Akkadian Text and the Tale of the Hero Who Was Exposed at Birth (ASOR Dissertation; Cambridge, MA 1980), ripresa in Luigi Santopaolo, Il Bambino e Il Fiume, Roma, Pontificio Istituto Biblico; la traduzione è di Giuseppe Del Monte, in Iscrizioni reali dal Vicino Oriente Antico, Pisa, Università di Pisa, 2004.

Un'ulteriore trascrizione è reperibile in Joan Goodnick Westenholz, Legends of the Kings of Akkade- The Texts. Eisenbrauns Winona Lake, Indiana 1997, mentre una seconda traduzione accademica, quella dell'assiriologo statunitense Joan Goodnick Westenholz, è in nota:Così traduce l'assiriologo statunitense Joan Goodnick Westenholz: .

Note

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