Biografia Mario Soldati nasce in via Ospedale 20 (oggi via Giolitti), a Torino, figlio di Umberto e Barbara Bargilli. Nel 1912 inizia gli studi all'Istituto Sociale dei Gesuiti, dove rimane fino alla terza liceo classico. La lezione dei Gesuiti è in questo momento molto importante per lui, che in tale periodo è un fervente praticante (penserà anche di entrare nell'Ordine, salvo poi giungere a un modo molto personale e libero di concepire la fede conciliandola con la sua visione razionalistica, come trasparirà dalla sua produzione letteraria). Si diploma a diciassette anni e s'iscrive a Lettere all'università. La Torino degli anni venti è quella dell'intelligenza di Piero Gobetti, della pittura di Felice Casorati e del mecenatismo di Riccardo Gualino. Gli amici più cari sono Agostino Richelmy, Mario Bonfantini, Giacomo Debenedetti, Carlo Levi e Giacomo Noventa.
Nel 1924 pubblica per il teatro il dramma Pilato. Durante l'estate del 1927 viene pubblicato il catalogo della Galleria d'arte moderna di Torino di cui Mario Soldati, ancora studente, è il curatore: nell'autunno dello stesso anno si laurea in storia dell'arte con Lionello Venturi discutendo una tesi su Boccaccio Boccaccino (pubblicata nel 2009), pittore rinascimentale, nato a Ferrara di scuola cremonese. Ottiene poi, con l'aiuto di Venturi, una borsa di studio della durata di tre anni presso l'Istituto d'Arte di Roma dove incontra Adolfo Venturi e Pietro Toesca. Nel 1929 vi è l'esordio come narratore, con il libro di racconti, Salmace che è stato, come ricorda Cesare Garboli nella nota all'edizione del 1993, insieme al romanzo Gli indifferenti di Moravia, una prima esplorazione narrativa, del tutto nuova per l'Italia, de "la vasta terra dei sentimenti loschi". Nel 1929, l'offerta di una nuova borsa di studio induce Soldati a lasciare Roma e a partire per New York, dove insegnerà storia dell'arte italiana alla Columbia University. Dall'esperienza trarrà un libro autobiografico, America primo amore.
Nel 1931 torna in Italia, rammaricato di non essere riuscito a diventare cittadino statunitense. Si sposa con Marion Rieckelman (si lasceranno tre anni più tardi), che è stata sua studentessa alla Columbia, e insieme hanno tre figli: Frank, Ralph e Barbara. In primavera inizia a lavorare per la Cines-Pittaluga, la casa di produzione più importante del cinema italiano. Sul set, iniziando come ciacchista, ha l'impressione che i suoi studi umanistici e artistici non servano più a nulla così come i suoi libri e i suoi articoli. L'incontro, però, con l'allora presidente della Cines Emilio Cecchi, e la sua stima, lo conducono nel settore 'soggetti', dove inizia la carriera di sceneggiatore, continuando a collaborare con Mario Camerini come aiuto regista e intensificando il rapporto con Guglielmo Alberti, proveniente dallo stesso ambiente torinese.
Nel 1934, a causa dell'insuccesso del film Acciaio (tratto da un soggetto di Pirandello a cui collabora come sceneggiatore), Soldati viene licenziato. Si trasferisce a Corconio, frazione di Orta San Giulio, un piccolo paese sul lago d'Orta. Lontano da Roma e dal cinema, vi rimane per due anni frequentando l'amico novarese Mario Bonfantini. Durante quel periodo scrive America primo amore e varie altre opere, tra cui la prima parte de La confessione. Nel 1936 il regista Mario Camerini lo rivuole a Roma. Nel 1939 esordisce come regista con la pellicola Dora Nelson, una commedia nello stile di Ernst Lubitsch avente come protagonista la già famosa Assia Noris. È del 1941 il film che lo renderà il regista più popolare di quell'anno: Piccolo mondo antico, che appartiene a quel filone di film, molto curati dal punto di vista formale e ricchi di riferimenti figurativi e letterari, che sono riconducibili al movimento del cinema calligrafista.
Nel 1941 aveva intanto conosciuto una ragazza di Fiume, l'attrice Jucci Kellermann con cui passerà il resto dei suoi giorni. Insieme concepiranno Wolfango, Michele e Giovanni, gli altri tre figli dello scrittore. La notte del 14 settembre 1943, fugge da Roma con Dino De Laurentiis: l'avventura diverrà il diario di viaggio intitolato Fuga in Italia. Trascorrerà nove mesi a Napoli lavorando, tra l'altro, ai microfoni di "Radio Napoli" e al ritorno a Roma sarà corrispondente di guerra per l'Avanti! e l'Unità sulla linea Gotica. Una curiosità: Mario Soldati trascorse, con Dino De Laurentiis, una settimana a Torella dei Lombardi, paese natale del regista Vincenzo Leone (padre del più noto Sergio). Nel 1948 scioglie il contratto con il grande produttore di Hollywood David O. Selznick, poiché il consolato americano nega il visto d'ingresso alla sua compagna. Nel 1948 dirige Fuga in Francia, al quale contribuirono anche Cesare Pavese e Ennio Flaiano; pubblica anche La giacca verde (da cui è stato tratto l'omonimo film) edito da Longanesi in un volume insieme a Il padre degli orfani e La finestra che gli valse il premio letterario San Babila. Nel 1953, dal romanzo di Alberto Moravia, dirige La provinciale. Nel 1954 pubblica il romanzo Lettere da Capri Per cui ottiene il premio Strega e la popolarità come scrittore.
Il primo film trasmesso dalla neonata Rai il 3 gennaio 1954 fu una sua opera, Le miserie del signor Travet. Sempre per la Rai, nel 1957 Soldati gira il primo reportage enogastronomico della storia: è infatti ideatore, regista e conduttore dell'inchiesta televisiva Alla ricerca dei cibi genuini – Viaggio nella valle del Po, che fu una delle trasmissioni più fortunate e feconde della televisione italiana, considerata documento d'importanza antropologica. Con il Viaggio nella valle del Po nasce di fatto la figura del giornalista enogastronomico televisivo. Soldati è stato un appassionato interprete dell'identità italiana e, con il pretesto del cibo e del vino, ha contribuito a far conoscere l'Italia agli italiani. Proprio nel corso di quella trasmissione stabilisce un forte e duraturo legame con i luoghi del Po, dove ha ambientato, tra l'altro I Racconti del Maresciallo pubblicati nel 1968.
Nella provincia di Ferrara, a Comacchio, dirige nel 1954 La donna del fiume con Sophia Loren. Nel 1961 fu direttore artistico dell’Esposizione Internazionale del Lavoro di Torino, nota come Italia '61, organizzata per il centenario dell’Unità d’Italia. Con uno sguardo sempre attento all'identità italiana, le esperienze del suo viaggiare lungo il paese confluiranno nel libro Vino al Vino (tre volumi, del 1969, 1971 e 1976, che verranno riuniti nel 2006 in un unico volume degli Oscar Mondadori). Il suo ultimo film Policarpo, ufficiale di scrittura, che vede protagonisti Renato Rascel e Carla Gravina, vince, al Festival di Cannes del 1959, il premio per la migliore commedia. Un'altra fuga: questa volta da Roma e dal cinema; dal 1960 vivrà tra Milano e Tellaro, sull'estrema costa ligure di levante. Nel 1964 pubblica Le due città, romanzo di respiro balzachiano che abbraccia cinquant'anni di storia italiana e che nella seconda parte è ambientato nel mondo del cinema delle origini. Nel 1968 Soldati è tra i fondatori del Centro Pannunzio, intitolato al direttore de Il Mondo di cui era stato collaboratore: ne sarà presidente dal 1980 al 1997 e poi presidente onorario fino alla morte. Per Mondadori pubblica il romanzo L'attore, best seller nel 1970, che si aggiudica il Premio Campiello. Nel 1974 collabora con Folco Quilici, nella serie L'Italia vista dal cielo, curando il commento del documentario dedicato a Piemonte e Valle d'Aosta. Nel 1981 la Mondadori pubblica 'L'incendio', romanzo stevensoniano ricco di colpi di scena, ambientato nel mondo dell'arte.
Lascito Muore nella frazione lericina di Tellaro, cui da sempre era legato e dove risiedeva. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino, nella tomba di famiglia, insieme alla moglie. Nel 2006 a 100 anni dalla nascita di Mario Soldati viene istituito il Comitato Nazionale per le celebrazioni sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, presieduto da Volfango Soldati. Le numerose iniziative che hanno coinvolto il mondo della letteratura, del giornalismo, del cinema, della televisione, del teatro e dell'arte visiva hanno rafforzato la sua immagine di «interprete dell'identità italiana» che ha attraversato il Novecento con tutta la sua opera che, per prima, ha fatto dialogare la scrittura con il cinema e gli altri media. Anna Cardini Soldati, secondo Paolo Di Stefano, straordinaria custode della memoria dello scrittore, ha fondato nel 2007, l'associazione culturale Mario Soldati. Chiara Soldati, unica nipote di Mario, è la curatrice del profilo dell'Associazione, dedicata al nonno, su F.B.
Il profilo artistico
Lo scrittore
Il regista
Nella sua carriera di sceneggiatore e regista cinematografico ha diretto ventotto film fra gli anni trenta e cinquanta, allestendo cast con i più grandi attori dell'epoca: ricordiamo Piccolo mondo antico, La provinciale, ma il fatto di essere anche uno scrittore di talento e di successo ha rischiato spesso di far passare Soldati come un regista mancato o come uno scrittore frustrato dall'incapacità di trasferire nelle pellicole un uguale talento artistico. Soldati ricordava infatti che i cineasti storcevano il naso di fronte al "letterato" e i letterati disapprovavano "l'uomo di spettacolo". In realtà il regista, come sostenne egli stesso, era per lui una cosa diversa dallo scrittore:
Soldati pertanto alternò l'attività di scrittore, vissuta come prolungamento romantico di un esercizio privato e soggettivo dello spirito, a quella di regista, vissuta in costante compromesso con la dimensione commerciale e in "ascolto" dei gusti del pubblico:
Il filo che tiene unita tutta la produzione cinematografica di Soldati, così varia e multiforme, consiste proprio nella messa a punto di una pratica creativa plasmata sulle logiche dell'industria culturale e dell'impatto col pubblico.
Il primo filone è caratterizzato da opere come Piccolo mondo antico, Malombra e Daniele Cortis, tratte tutte dai romanzi di Antonio Fogazzaro, romantici e romanzeschi, melodrammatici e popolari. Nel 1948 dirige Fuga in Francia e nel 1954 La provinciale, due classici del cinema italiano ↵Il secondo filone, con Botta e risposta, È l'amor che mi rovina, O.K. Nerone e Italia Piccola - film girato ad Arena Po in provincia di Pavia nel 1957 ma andato perduto (non esiste più una copia proiettabile) - è invece la coabitazione tra popolare ed élite, che caratterizza i primi anni cinquanta. Le varie fasi della cinematografia di Soldati hanno sempre in comune il contatto ravvicinato con il popolo, e, sia pure con tanti stili diversi, uno per ogni film, con un minimo di continuità poetica.
Il "personaggio"