È ricordato dalle fonti come un potente re-guerriero, che ottenne molte vittorie contro i vicini reami britannici e contro quello di Dalriada. Sebbene sia stato ucciso in battaglia e rimpiazzato sul trono da una dinastia rivale, la sua discendenza tornò al potere negli anni Trenta del VII secolo e lo mantenne fino alla prima metà del secolo VIII.

Figlio di Etelrico, succedette a re Hussa, che non apparteneva alla dinastia che discendeva dal nonno Ida. La sua salita al potere, sembrerebbe quindi frutto di contrasti dinasticiMichelle Ziegler, The Politics of Exile in Early Northumbria , The Heroic Age, Issue 2, Autumn/Winter 1999. È l'Historia Brittonum attribuita a Nennio ad affermare che era figlio di Etelrico. Secondo quest'opera, avrebbe regnato dodici anni come re di Bernicia e altri dodici come sovrano di DeiraHistoria Brittonum 63 ; Per un'interpretazione della cronologia vedi D. P. Kirby, The Earliest English Kings (1991, 2000), pag. 57.

I suoi predecessori sono praticamente ignoti e infatti Etelfrido è il primo sovrano berniciano sulla cui vita si conoscono dettagli significativiNel XX secolo, lo storico Frank Stenton (Anglo-Saxon England, 1943, 1971, 1998, Oxford paperback, pagg. 76-77) ha scritto che "una continuativa storia di Northumbria, e addirittura dell'Inghilterra, cominciò col regno di Etelfrido" e che "egli fu il vero fondatore del regno di Northumbria" e che "è stato il primo grande capo a elevarsi tra gli angli del nord".

Nella sua Historia ecclesiastica gentis Anglorum, San Beda il Venerabile ricorda che Etelfrido era paganoLa cristianizzazione della Northumbria inizierà infatti solo una decade dopo la sua morte e narra le sue conquiste contro i regni britannici, che rese suoi tributari e vassalli, o dai quali scacciò i precedenti abitanti, sostituendoli con gli angliBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, I, 34 .

Le conquiste Nel 603, Áedán mac Gabráin, il re irlandese di Dal Riada, regno situato a nord-ovest della Bernicia, preoccupato dai successi di Etelfrido, mise insieme una grande armata, a cui, secondo la Cronaca anglosassone, si sarebbe unito anche Hering, figlio di HussaCronaca anglosassone manoscritto E, anno 603. Beda, invece, non menziona Hering. Ciò testimonierebbe l'esistenza di lotte dinastiche per la successione al tronoZiegler, "Politics of Exile" (nota 5 ): oltre a ipotizzare l'esistenza di queste lotte dinastiche per il trono della Bernicia, l'autore ipotizza anche che Beda sapesse della presenza di Hering, ma che l'abbia menzionata volutamente per non macchiare la descrizione di Etelfrido e della dinastia berniciana che da lui discendeva. Secondo Beda, Etelfrido, sebbene il suo esercito fosse in netta inferiorità numerica, sconfisse i nemici nella sanguinosa Battaglia di Daegsastan, dove però morì suo fratello TheobaldBeda, Historia ecclesiastica, I, 34; Cronaca anglosassone manoscritto E, anno 603, che parla della morte di Theodbald, insieme a "tutte le sue truppe". La battaglia fu probabilmente seguita da un trattato di pace con la Dalriada: lo testimonierebbero sia il fatto che le successive campagne militari di Etelfrido furono condotte in altre direzioni sia il fatto che i suoi figli, dopo la morte del padre in battaglia, avrebbero trovato rifugio proprio a DalriadaRosemary Cramp, "The Making of Oswald's Northumbria", in C. Stancliffe and E. Cambridge (ed.), Oswald: Northumbrian King to European Saint (1995, 1996), pag. 19 e nota 10.

L'anno successivo (604), Etelfrido acquisì anche il controllo del regno di Deira, in circostanze poco chiareD. P. Kirby, The Earliest English Kings, pagg. 60-61. Tuttavia, è probabile che si sia trattato di una conquista militare, dato che i membri della famiglia reale furono cacciati o fuggirono. Tra loro c'erano Hereric e suo zio Edvino (figlio dell'ex sovrano Aella), due eminenti esponenti della famiglia reale. Anche il breve regno (appena cinque anni) dell'immediato predecessore di Etelfrido, Etelrico, indicherebbe che si sia trattato di una conquista militareMichelle Ziegler, idem. In alternativa, D. P. Kirby ha suggerito che il dominio di Etelfrido su entrambi i regni potrebbe essere stato solo "la formalizzazione di un già esistente rapporto" di collaborazione tra i due reami. Kirby ha anche fatto notare che non necessariamente Edvino sarebbe andato subito in esilio e che forse l'ostilità di Etelfrido nei suoi confronti "si manifestò per gradi"D.P. Kirby, ibidem. Edvino si sarebbe salvato dalle ire di Etelfrido spostandosi da un regno all'altro: nel regno britannico del Gwynedd (nell'odierno Galles), nel regno anglosassone di Mercia e nel regno anglosassone dell'Anglia orientale. La sua presenza in quest'ultimo reame fu la causa dello scoppio delle ostilità tra Anglia orientale e BerniciaJohn Marsden, Northanhymbre Saga (1992), basato su Reginaldo di Durham e le Triadi gallesi, conflitto che porterà alla caduta di Aetelfrith. Nella Mercia, Edvino sposò anche una figlia di re CearlBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum II, 14.

Sempre nel 604, Etelfrido divenne padre di OsvaldoQuesta data di nascita si desume da Beda (Historia ecclesiastica gentis Anglorum, III, 9 ), secondo cui Osvaldo morì nel 642, a 38 anni, ragion per cui sarebbe nato attorno al 604. Sua madre sarebbe stata Acha, figlia di Aella e sorella di EdvinoBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum III, 6. Beda non dice in maniera esplicita che Etelfrido avesse sposato AchaZiegler, "Politics of Exile", nota 14 , anche se è probabile che lo avesse fatto, forse prima della conquista per garantirsi un'eventuale legittimità, o forse dopo per consolidarla. L'Historia Brittonum dice che Etelfrido diede la città di Din Guaire alla moglie Bebba, dalla quale la città fu chiamata BamburghHistoria Brittonum, 63; Ziegler, ibidem.. Anche Beda dice che Bamburgh fu chiamata così dall'ex regina Bebba, ma non menziona EtelfridoBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum III, 6; 16. C'è chi ha suggerito che Bebba "sarebbe stata la prima e più importante moglie di Etelfrido"Ziegler, ibidem.

Forse tra il 613 e il 616, Etelfrido attaccò il regno gallese del Powys, sconfiggendone il re Selyf ap Cynan nella battaglia di ChesterCronaca anglosassone manoscritto E data la battaglia al 605, data che è generalmente considerata scorretta, mentre viene accettato l'anno 616, proposto per la prima volta da Charles Plummer, Venerabilis Beda Opera Historica (1896). Sia il re del Pows sia un suo alleato, re Cetula, probabilmente Cadwal Crysban del RhôsA. W. Wade-Evans, Vitae sanctorum Britanniae et genealogiae (1944), morirono in battaglia. Prima di questo scontro, Etelfrido massacrò anche i monaci di Bangor-Is-Coed (Beda dice che ne morirono 1.200 e che se ne salvarono solo cinque), che si erano radunati per pregare per la vittoria dei britanniciBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum II, 2. La Cronaca anglosassone (E) parla di 200 morti, ma concorda sul fatto che si salvarono cinque monaci. È stato ipotizzato che Etelfrido abbia compiuto questo massacro per ragioni tattiche, cioè per cogliere di sorpresa i britannici e costringerli a cambiare i loro piani per difendere i monaci. Dopo aver ucciso i monaci, Etelfrido sconfisse l'esercito nemico, anche se Beda ricorda che il sovrano berniciano ebbe numerose perditeBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum II, 2. La vittoria di Etelfrido a Chester ebbe però una grande importanza strategica, perché portò alla definitiva separazione tra i regni britannici del Galles e quelli delle terre settentrionaliL'attenzione di Beda è però tutta rivolta al massacro dei monaci, mentre egli non riconosce nella battaglia un punto di svolta; Stenton, pag 78

Sconfitta e morte Mentre si trovava in esilio, Hereric della famiglia reale di Deira fu avvelenato dal suo ospite, re Ceredig ap Gwallog dell'Elmet, probabilmente su istigazione di EtelfridoBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum IV, 23 ; Ziegler, "Politics of Exile", e Kirby, pag. 61, che inviò anche numerosi messaggeri presso re Raedwald dell'Anglia orientale, che ospitava Edvino, principe di Deira, per convincerlo a uccidere quest'ultimo in cambio di ricchi doni, e arrivando anche a minacciare guerraKirby ibidem. In un primo momento Raedwald aveva deciso di uccidere o di consegnare Edvino al suo nemico, ma fu dissuaso dalla moglie, che gli fece capire il disonore che sarebbe derivato da quest'azione. Allora il sovrano dell'Anglia orientale marciò in armi contro Etelfrido e lo sconfisse uccidendolo in una battaglia sulla riva orientale del fiume Idle nel 616Beda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum II, 12; Kirby, pagg. 52 e 61. Dopo la morte di Etelfrido, Raedwald mise Edvino sul trono di Bernicia e non su quello di Deira, mentre i figli di Etelfrido (Eanfrith, Osvaldo e Oswiu) fuggirono a nord, e solo dopo la morte di Edvino recuperarono il trono paternoBeda, Historia ecclesiastica gentis Anglorum II, 12; III, 1: dice che i figli di Etelfrido andarono in esilio tra gli Scoti e i Pitti); Cronaca anglosassone manoscritto E, anno 617: elenca i figli di Etelfrido (Eanfrith, Osvaldo, Oswiu, Oslac, Oswudu, Oslaf and Offa). La morte in battaglia di Etelfrido è stata vista da Ziegler come la causa scatenante di "una rivoluzione pressoché totale nelle nazioni di quella che è oggi l'Inghilterra settentrionale". Dopo la morte di Edvino (che aveva nuovamente riunificato Deira e Bernicia nella Northumbria) nella battaglia di Hatfield Chase (633), Eanfrith riprese temporaneamente il potere in Bernicia, e in seguito Osvaldo ridiede alla dinastia berniciana di Etelfrido il potere sia sulla Bernicia sia sulla Deira e così i suoi discendenti continuarono a regnarono fino alla prima metà dell'VIII secoloKirby, pag. 52.

Note

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Michelle Ziegler, The Politics of Exile in Early Northumbria, The Heroic Age, Issue 2, Autumn/Winter 1999.

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