Mafia Capitale, denominata anche operazione Mondo di Mezzo, è un termine giornalistico volto a definire la collusione tra funzionari della pubblica amministrazione e diverse società e aziende riconducibili a Massimo Carminati e Salvatore Buzzi nella città di Roma. Tuttavia nel 2020 la Corte suprema di cassazione italiana ha escluso il carattere mafioso degli atti criminali, nonostante un'iniziale conferma nel 2015.
Storia La presenza di alcune organizzazioni criminali a Roma fu denunciata inizialmente nel dicembre 2012 tramite un articolo di L'Espresso, scritto da Lirio Abbate, in cui si ricostruiva la spartizione della capitale tra diversi gruppi criminali facenti capo principalmente a Massimo Carminati, detto "Er Cecato", ex terrorista dei NAR nonché affiliato della Banda della Magliana. Abbate fu successivamente minacciato, come riportato dalle intercettazioni effettuate dal Raggruppamento operativo speciale (ROS) dei Carabinieri. Le stesse intercettazioni portarono all'arresto, il 2 dicembre 2014, di 28 indagati tra cui: Carminati stesso, Salvatore Buzzi, Riccardo Mancini (ex amministratore delegato di EUR S.p.A.) e Franco Panzironi (ex amministratore delegato di AMA S.p.A.). Tra gli indagati figurò anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, successivamente condannato a 6 anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito.
Tra i reati ipotizzati dalla procura della Repubblica di Roma, guidata dal magistrato Giuseppe Pignatone, figurarono corruzione, estorsione, usura, riciclaggio di denaro e associazione di tipo mafioso nell'ambito di presunte infiltrazioni nel tessuto istituzionale ed imprenditoriale raffigurato dall'assegnazione illecita di appalti e finanziamenti pubblici da parte di Roma Capitale e delle sue aziende municipalizzate. Gli interessi principali si sono registrati nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati, della raccolta differenziata, dei campi nomadi e nel finanziamento di cene o campagne elettorali come quella dell'ex sindaco Alemanno nel 2013 per le comunali e nel 2014 per le europee, del suo successore Ignazio Marino, di Matteo Renzi nel 2014 e di Nicola Zingaretti alle europee del 2004.
Nel giugno 2015 sono stati effettuati altri 44 arresti tra gli uffici amministrativi di comune e regione e in alcune cooperative con accuse di: associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni e trasferimento fraudolento di valori. Tra di essi figurano: Luca Gramazio (consigliere e capogruppo di PdL nella Regione Lazio), Mirko Coratti (ex presidente PD dell'Assemblea Capitolina), Daniele Ozzimo (assessore comunale alla casa del PD), Pierpaolo Pedetti (consigliere comunale del PD), Massimo Caprari (consigliere e capogruppo in Assemblea Capitolina di Centro Democratico), Andrea Tassone (ex presidente PD del X Municipio di Roma), Guido Magrini (direttore del dipartimento regionale delle politiche sociali), Giordano Tredicine (consigliere comunale di Forza Italia), Stefano Venditti (ex segretario regionale di Legacoop) e Fabio Stefoni (sindaco di Castelnuovo di Porto).
Le accuse I primi indagati sono:
Massimo Carminati, ex NAR coinvolto in diversi processi, dai quali era uscito praticamente quasi sempre assolto, viene arrestato con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni. Secondo il gip, "Carminati, capo e organizzatore, sovrintende e coordina tutte le attività dell'associazione, impartisce direttive agli altri partecipi, fornisce loro schede dedicate per le comunicazioni riservate, individua e recluta imprenditori, ai quali fornisce protezione, mantiene i rapporti con gli esponenti delle altre organizzazioni criminali operanti su Roma nonché con esponenti del mondo politico, istituzionale, finanziario, con appartenenti alle forze dell'ordine e ai servizi segreti". Salvatore Buzzi, amministratore delle cooperative a responsabilità limitata del gruppo Eriches, 29 giugno,Eriches 29 giugno . Consorzio di Cooperative Sociali. finisce in carcere per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori e rivelazione di segreto d’ufficio.Da Poletti al Pdl tutti a tavola col capo clan Una foto racconta il potere di mafia Capitale . Emiliano Fittipaldi. Espresso. Repubblica. Inchieste. 2 dicembre 2014. Come scrive il gip Costantini, Buzzi gestiva, "per il tramite di una rete di cooperative, le attività economiche dell'associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, dell'accoglienza dei profughi e rifugiati, della manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo corruttivo, si occupa della gestione della contabilità occulta della associazione e dei pagamenti ai pubblici ufficiali corrotti". Secondo il Tribunale del Riesame, Buzzi "soprintende alla gestione della contabilità occulta dell'associazione e impartisce ordini alla "cassiera" Nadia cerrito, le indica come preparare le buste dentro le quali vanno le mazzette da versare ai pubblici ufficiali corrotti o da distribuire ai soci occulti delle cooperative e in particolar modo al capo dell'associazione Massimo Carminati e a Fabrizio Testa. Mantiene rapporti confidenziali con i pubblici funzionari e amministratori fino ai massimi livelli". Carminati, alla ricerca di un lavoro una volta terminato l'affidamento, nel settembre 2011 entrava in contatto con Buzzi tramite Riccardo Mancini, amministratore delegato di EUR SpA ed impone a Buzzi la figura di Carminati per le gare di appalto del verde dell'ente EUR: da questo incontro nasce l'amicizia tra Buzzi e Carminati, il quale si adopererà per far lavorare suoi amici in sub appalto alle cooperative di Eriches 29, ivi compresa la realizzazione della parte nuova del campo nomadi di Castel Romano, attraverso il suo amico Agostino Gaglianone – che risulterà nella sentenza di Cassazione innocente –. Eriches 29 è un consorzio di cooperative sociali, fondato nel 2003, che gestisce appunto il campo nomadi di Castel Romano, nove centri di accoglienza per 491 profughi e richiedenti asilo dislocati nei comuni di Anguillara Sabazia, Tivoli, Ciampino e Marcellina, con appalti assegnati alla cooperativa dal Comune di Roma fin dal 1994, con le amministrazioni di Francesco Rutelli e di Walter Veltroni.Mafia Capitale, le mani della Cupola di Carminati e Buzzi anche sull'Atac . Tgcom24. Cronaca. Lazio. 17 dicembre 2014 Da una nuova ordinanza del 4 giugno 2015 emerge che Buzzi avrebbe portato voti all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in vista delle Elezioni europee del 2014 con l'aiuto della 'Ndrina Mancuso, cosa negata dalla sentenza di cassazione che assolve i due calabresi Ruggiero e Rocco. Riccardo Mancini, come detto amministratore delegato di EUR SpA che mette in contatto Buzzi con il vecchio amico Carminati, si spende "per l'aggiudicazione di appalti, per lo sblocco di pagamenti dovuti per lavori eseguiti in favore delle imprese riconducibili all'associazione." Morirà nel 2018. Franco Panzironi, amministratore delegato di AMAQuanto sei sporca Roma: il malaffare dell'Ama e l'emergenza immondizia . Fabrizio Gatti. Repubblica, Espresso. e segretario della fondazione di AlemannoMafia Capitale, Ama e tangenti: via al processo contro Alemanno . Federica Angeli. Repubblica. Cronaca. 11 gennaio 2018. che, secondo l'accusa, violava il segreto d'ufficio e il dovere di imparzialità nell'affidamento dei lavori, si accordava con Buzzi rivelandogli il contenuto dei provvedimenti di assegnazione delle gare prima della loro aggiudicazione. Inoltre faceva sbloccare i pagamenti in favore delle imprese riconducibili all'associazione e garantiva i rapporti dell’associazione con l’amministrazione comunale negli anni 2008/2013.op. cit. pag. 3. Franco Panzironi è finito in carcere per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e turbativa d’asta.Ragionier Panzironi, gran ciambellano, ecco la storia del re delle assunzioni . Paolo Boccacci. Repubblica. Cronaca. Roma. 10 ottobre 2012. Gianni Alemanno, viene indagato con l'accusa di corruzione aggravata, finanziamento illecito e inizialmente anche per associazione mafiosa.. Il 18 dicembre 2015 viene rinviato a giudizio per i reati di corruzione e finanziamento illecito ai partiti in un procedimento diverso. Riccardo Brugia,Riccardo Brugia, ex Nar e rapinatore di banche diventato famoso per una storia con Anna Falchi . Marco De Risi. Il Messaggero. Roma. Cronaca. 2 Dicembre 2014. disoccupato, in passato, negli anni Settanta-Ottanta aveva militato nei NAR con Carminati e negli anni Novanta aveva avuto un flirt con Anna Falchi. Brugia è finito in carcere per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata. Secondo il gip, "Brugia, organizzatore, braccio destro di Carminati, collabora con lui in tutte le attività di direzione dell'associazione, coordina le attività criminali dell'associazione nei settori del recupero crediti e dell'estorsione, custodisce le armi in dotazione al sodalizio". Oltre a intimidazioni ed estorsioni varie compiute insieme a Calvio e ai Lacopo, "mediante la minaccia di costringerlo alla formale cessione del negozio di gioielleria, denominato “Senza Tempo”, costringeva Andrea Infantino a pagargli tre assegni da 10.000,00 Euro cadauno, rilasciatigli a fronte di un finanziamento erogatogli". Tra le altre cose Carminati e Brugia avrebbero costretto "Luigi Seccaroni a concedere loro la disponibilità, mediante vendita o locazione, di un terreno ubicato in Roma via Cassia sì da procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno, mediante reiterate minacce rivolte congiuntamente e disgiuntamente, di persona e con il mezzo del telefono, e consistite nel prospettare l’incendio dei manufatti insistenti sul terreno e comunque l’impossibilità di utilizzarlo, nonché minacciando di picchiarlo e intimandogli di non transitare nei luoghi abitualmente da loro frequentati, non verificandosi l’evento per cause indipendenti dalla loro volontà". Brugia costringeva poi Seccaroni "a consegnargli la somma di € 1.000,00, pari alla provvigione guadagnata dal Seccaroni per la rivendita di una autovettura del Brugia". Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea Capitolina del PD arrestato nel giugno 2015 per corruzione aggravata e finanziamento illecito; si era dimesso il 3 dicembre 2014. Coratti è accusato di aver intascato 10.000 euro, per mezzo di Franco Figurelli, che era a stipendio del Buzzi per 1000 euro al mese, per la promessa di intascare una tangente da 150.000 euro, per sbloccare un pagamento di 3 milioni di euro sui servizi sociali. Andrea Tassone, ex presidente del municipio di Ostia, poi sciolta per mafia il 28 agosto 2015. In più occasioni avrebbe intrattenuto rapporti e connivenze con la branca economica di Mafia Capitale, scriveva Gabrielli nella relazione inviata al Viminale, nella parte dedicata alla proposta di scioglimento. Avrebbe concesso alle coop di Buzzi l'appalto per la pulizia delle spiagge di Castelporziano e quello per la manutenzione del verde sulla via del Mare in cambio di 30.000 euro. Luca Gramazio, capogruppo del PdL prima in consiglio comunale e poi in Regione e figlio di Domenico, ex parlamentare e vecchio amico dei genitori di Carminati; insieme a Testa si incontra spesso con l'ex NAR mettendo le sue cariche istituzionali al servizio dell'associazione elaborando con loro "le strategie di penetrazione nella Pubblica Amministrazione". Arrestato nel blitz di giugno, è accusato di 416 bis, corruzione turbativa d’asta; grazie a lui sarebbero stati stanziati soldi dalla Regione per il sodalizio in cambio di una tangente da 50.000 euro.