Con l'espressione Hare Kṛṣṇa si indica quel mantra predicato nella Kalisaṃtaraṇa Upaniṣad (Kalisaṃtaraṇopaniṣad)Da notare che questa è una Upaniṣad inserita nell'elenco delle 108 riportate nella Muktikā, segnatamente al numero 103; cfr. in tal senso, ma solo a titolo esemplificativo, Alberto Pelissero, Filosofie classiche dell'India, Brescia, Morcelliana, 2014, p.45 e praticato in diverse scuole viṣṇuite/kṛṣṇaite, in particolar modo da quelle indicate come gauḍīya (di origine bengalese) ovvero fondate sull'insegnamento del mistico bengalese del XVI secolo, Caitanya.
Così recita la Kalisaṃtaraṇopaniṣad:
Da qui il cosiddetto mahā-mantra ("grande mantra", così indicato dalle scuole gauḍīya):
I nomi recitati nel mantra corrispondono a: Kṛṣṇa: che intende, o il nome stesso della Persona supremaCosì il Bhāgavata Purāṇa (testo kṛṣṇaita del IX secolo d.C.):, oppure in qualità di avatāra della Persona suprema questa indicata come Viṣṇu. Kṛṣṇa è celebrato, tra gli altri, nel poema religioso del Mahābhārata, segnatamente nel VI parvan dell'opera dove è conservata la Bhagavadgītā ("Canto dell'Adorabile Signore"), come il Bhagavān la "Persona suprema". Rāma: corrisponde allavatāra di Kṛṣṇa/Viṣṇu celebrato nel Rāmāyaṇa; ma può intendere anche Balarāma, il fratello di Kṛṣṇa e avatāra o "espansione" di Kṛṣṇa/Viṣṇu. Hare: tale nome corrisponde, in qualità di vocativo, ad Hari (il "Fulvo"), qui inteso come epiteto di Kṛṣṇa; ma può essere anche inteso, sempre in qualità di vocativo, come Hara (agg. "affascinante") qui inteso come Rādhā, la paredra eterna di Kṛṣṇa.
Tale mantra upaniṣadico è stato diffuso in Occidente dall'insegnamento dello ācārya viṣṇuita di scuola gauḍīya Abhaya-Caraṇāravinda Bhakti-Vedānta Svāmī Prabhupāda (1896-1977) ed è al fondamento anche della pratica cultuale dell'Associazione internazionale per la coscienza di Krishna da lui fondata.
Note
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Il mantra "Hare Kṛṣṇa" cantato da devoti kṛṣṇaiti occidentali
Categoria:Mantra Categoria:Visnuismo