La politica della Croazia consiste in una Repubblica avente un sistema parlamentare di democrazia rappresentativa.

Il sistema politico croato è organizzato secondo il principio di separazione dei poteri: il potere legislativo è attribuito al parlamento, il potere esecutivo è esercitato dal governo e dal presidente della repubblica, mentre il giudiziario è indipendente dall'esecutivo e dal legislativo.

La legge fondamentale della Repubblica di Croazia forma la Costituzione; una raccolta appunto di tutte le leggi la quale indica i principi fondamentali della Repubblica, i diritti dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.

Evoluzione politica

Il primo stato croato si formò nel IX secolo come il principato (ducato) nell'odierna Dalmazia. Nel 925 il principe Tomislav (Tomislao I) diventò il re e riuscì ad unire la Croazia Pannonica (settentrionale) e quella dalmata (costiera) in una sola entità - Regno di Croazia. Tra il 1102 e il 1918 la Croazia, come regno autonomo, fu unita al Regno d'Ungheria (dal 1868 al 1918 come il Regno di Croazia e Slavonia)Le città dalmate (eccetto la Repubblica di Ragusa che dal 1358 al 1808 fu una indipendente repubblica aristocratica) dal 1409 al 1797 (pace di Campoformio) fecero parte dello Stato da Mar veneto; dopo la breve dominazione francese, Dalmazia nel 1816 divenne un territorio della corona austriaca (Regno di Dalmazia). Parte croata dell'Istria costiera dal medioevo apparteneva a Venezia e Pisino fu una contea in seno all'Arciducato d'Austria. In seguito al Congresso di Vienna (1815), l'Istria fece parte dell'Impero Asburgico, dal 1860 come Margraviato d'Istria in seno al Litorale austriaco.; successivamente ha fatto parte della Jugoslavia dal 1918 fino al 1991. In seno alla "Seconda Jugoslavia" la Croazia fu una repubblica costituente con gli elementi statali: Stato Federale di Croazia (1944-1945), Repubblica Popolare di Croazia (1945-1963) e Repubblica Socialista di Croazia (1963-1990).Ai sensi dell'articolo 1º della Costituzione croata del 1974, Repubblica Socialista di Croazia fu definita come "uno stato fondato sulla sovranità popolare..." ed "uno stato nazionale del popolo croato, uno stato del popolo serbo nella Croazia e uno stato di ogni altro popolo che vi vive." Il 25 luglio 1990 la denominazione venne cambiata in Repubblica di Croazia in seguito alla promulgazione delle modifiche costituzionali (gli emendamenti LXIV-LXXV, ultime modifiche della Costituzione croata del 1974), il nome che mantenne anche dopo l'indipendenza.

Con l'indebolimento del regime comunista, nel 1989 venne consentita in Croazia la creazione di partiti politici. Il 20 gennaio 1990, al XIVº Congresso Straordinario della Lega dei Comunisti di Jugoslavia, le delegazioni delle repubbliche non furono in grado di trovare un accordo sul principio stesso alla base della Federazione Jugoslava. Le delegazioni croate e slovene chiedevano una federazione con legami più allentati, mentre la delegazione serba, guidata da Slobodan Milošević, vi si opponeva. Come effetto, le delegazioni della Lega dei Comunisti di Slovenia e della Lega dei Comunisti di Croazia abbandonarono il congresso.

Nel 1990 si tennero le prime elezioni parlamentari libere con il primo turno elettorale il 22 aprile 1990 ed il secondo il 6 maggio 1990 (sistema maggioritario con ballottaggio nei collegi uninominali). L'Unione Democratica Croata (HDZ) guidata da Franjo Tuđman vinse le elezioni, seguita dai comunisti riformatori di Ivica Račan (Lega dei Comunisti di Croazia-Partito dei Cambiamenti Democratici, SKH-SDP; odierno il Partito Socialdemocratico di Croazia, SDP). Il 30 maggio 1990, la nuova Legislatura (Parlamento croato) tenne la sua prima seduta. Il governo venne formato dall'HDZ (con Stjepan Mesić come Primo ministro) e Franjo Tuđman fu eletto Presidente della Repubblica (in conformità alla Costituzione croata del 1974, formalmente come Presidente della Presidenza della Repubblica Socialista di Croazia fino alle modifiche costituzionali del 25 luglio 1990).In seguito alle modifiche costituzionali del 25 luglio 1990 (il LXXI Emendamento) il Presidente della Presidenza divenne il Presidente della Repubblica e sei membri della Presidenza vennero nominati i Vicepresidenti della Presidenza. Con la nuova Costituzione del 22 dicembre 1990, la Presidenza collettiva fu completamente abolita. La nuova Costituzione fu adottata il 22 dicembre 1990.

Nel referendum sull'indipendenza dello Stato, svoltesi il 19 maggio 1991, il 94,17% dei votanti (83,56% di affluenza) decise per l'indipendenza della Croazia. Il 25 giugno 1991 il Parlamento croatoL'indipendenza (come la Costituzione del 22 dicembre 1990) fu proclamata dal Parlamento (Sabor) in seduta commune delle tre Camere: la Camera socio-politica (Društveno-političko vijeće), la Camera dei comuni (Vijeće općina) e la Camera del lavoro associato (Vijeće udruženog rada); il Parlamento aveva tre camere (o "consigli") previste dalla Costituzione del 1974 fino alle elezioni parlamentari del 1992 secondo le disposizioni transitorie della Costituzione del 1990. Dal 1990 al 1992 il Parlamanto croato funzionava come parlamento monocamerale con tre "consigli" (cioè camere)., adottò la "Delibera Costituzionale sulla Sovranità ed Indipendenza della Repubblica di Croazia", approvando anche la "Dichiarazione sulla Sovranità ed Indipendenza della Repubblica di Croazia" ed altri atti concernenti l'indipendenza, allo stesso tempo, era iniziato il procedimento per il riconoscimento internazionale. Gli Accordi di Brioni vennero firmati il 7 luglio 1991 dai rappresentanti della Croazia, della Slovenia e della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia sotto l'egida della Comunità Economica Europea e con questo documento la Croazia e la Slovenia congelarono per tre mesi la loro indipendenza da Belgrado (la moratoria). Scaduta ufficialmente la moratoria, l'8 ottobre 1991 la Repubblica di Croazia rescisse le legami statali e legali con le altre repubbliche della Jugoslavia, diventando definitivamente uno Stato libero ed indipendente dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. I paesi della CEE intanto riconobbero la Croazia il 15 gennaio 1992. Nel corso del 1992 la Croazia viene riconosciuta da gran parte degli Stati mondiali e nel 22 maggio 1992 divenne parte delle Nazioni Unite (ONU).Prima del 15 gennaio 1992, riconoscimenti separati vennero dall'Islanda (19 dicembre 1991) e quindi dalla Città del Vaticano (13 gennaio 1992), dal San Marino (14 gennaio 1992) e dalla Germania (la Germania annunciò il riconoscimento il 15 dicembre 1991 con entrata in vigore il 15 gennaio 1992).

Dopo la guerra d'indipendenza, la Croazia divenne un membro del Consiglio d'Europa il 6 novembre 1996, della NATO il 1º aprile 2009 e dell'Unione europea il 1º luglio 2013; è anche un membro di tutte le principali istituzioni finanziarie internazionali, fra cui Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio.

Costituzione La Costituzione della Repubblica di Croazia (Ustav Republike Hrvatske) fu adottata dal Parlamento croato (Hrvatski sabor) il 22 dicembre 1990. Il documento è diviso in dieci parti o titoli:

I. Principi fondamentali (Preambolo)

II. Disposizioni di base

III. Protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

IV. Organizzazione del potere statale (Organizzazione del governo)

V. La Corte costituzionale della Repubblica di Croazia

VI. Autogoverno locale e territoriale (regionale)

VII. Rapporti internazionali

VIII. Unione europea

IX. Modifiche della Costituzione

X. Disposizioni transitorie e finali

La Costituzione proclama la Croazia uno "stato unitario ed indivisibile, democratico e sociale" che deriva la sua sovranità dal "popolo come comunità di cittadini liberi ed uguali" (art. 1). Afferma inoltre che "la libertà, l'uguaglianza, la pariteticità nazionale e la parità tra i sessi, la pace, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti dell'uomo, l'inviolabilità della proprietà, la tutela del nature e dell'ambiente umano, lo stato di diritto ed un sistema democratico pluripartitico, sono i maggiori valori dell'ordinamento costituzionale e costituiscono le basi per interpretare la Costituzione" (art. 3).Secondo le norme stabilite dai Principi fondamentali (o Preambulo) della Costituzione, la Repubblica di Croazia è definita come "... stato nazionale del popolo croato e stato degli appartenenti alle minoranze nazionali: Serbi, Cechi, Slovacchi, Italiani, Ungheresi, Ebrei, Tedeschi, Austriaci, Ucraini, Ruteni, Bosniaci, Sloveni, Montenegrini, Macedoni, Russi, Bulgari, Polacchi, Rom, Romeni, Turchi, Valacchi, Albanesi e altri suoi cittadini ai quali viene garantita la pariteticità rispetto ai cittadini di nazionalità croata e l’attuazione dei diritti nazionali in conformità con le norme democratiche dell’ONU e dei paesi del mondo libero."

Le revisioni costituzionali

Hanno diritto a proporre modifiche della Costituzione almeno un quinto dei deputati, il Presidente della Repubblica ed il Governo. Il Parlamento decide a maggioranza dei voti di tutti i deputati se procedere alle modifiche costituzionali e stabilisce con stessa maggioranza i disegni delle modifiche. Le modifiche della Costituzione vengono approvate a maggioranza dei due terzi di tutti i deputati. Un decimo degli elettori (cittadini aventi diritto di voto) anche possono proporre le modifiche della Costituzione e tale revisione è sottoposta al referendum per approvazione. La modifica viene accolta a maggioranza di voti favorevoli dei cittadini votanti.

La Costituzione è stata cambiata in cinque occasioni: Il 12 dicembre 1997 con le modifiche minori. Il 9 novembre 2000 passando dal sistema semipresidenziale al sistema parlamentare, pur mantenendo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Queste modifiche alla Costituzione anche considerevolmente ampliarono i poteri della Corte costituzionale ed aumentarono il numero dei giudici da undici a tredici. Il 28 marzo 2001 la Costituzione fu cambiata per passare dal bicameralismo ad unicameralismo parlamentare. Le modifiche ristrutturarono il Parlamento croato in senso monocamerale.Dal 1992 (formalmente dall'approvazione del nuovo Costituzione del 22 dicembre 1990, ma in realtà dal 2 agosto 1992 - prime elezioni per la nuova Camera dei deputati - e dal 12 febbraio 1993 - prime elezioni per la Camera delle regioni/contee) al 2001 il Parlamento era bicamerale con la Camera dei deputati (Zastupnički dom, "camera bassa") e la Camera delle regioni/contee (Županijski dom, "camera alta" che era composta da tre rappresentanti di ogni regione e della città di Zagabria eletti direttamente dai cittadini nelle regioni e nella città di Zagabria; e da cinque "cittadini meritevoli" nominati dal Presidente della Repubblica). La Camera delle regioni aveva diritto di veto legislativo, ma se la Camera dei deputati avesse riapprovato la legge a maggioranza dei voti di tutti i deputati, la legge sarebbe entrata in vigore. Aveva anche il potere di proporre i giudici costituzionali e i membri del Consiglio Giudiziario dello Stato alla Camera dei deputati che li approvava. Il Governo era responsabile verso la Camera dei deputati (c.d.bicameralismo imperfetto). Fu invece armonizzata la terminologia utilizzata nelle parti della Costituzione relative ai diritti dell'uomo e le libertà fondamentali e alla Corte costituzionale con la terminologia usata nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). il 16 giugno 2010 la Costituzione fu cambiata per permettere alla Croazia di entrare nell'Unione europea se questo fosse stato il volere dei cittadini; i cittadini si espressero favorevolmente nel referendum del 2012.