Satriano di Lucania (AFI: , anticamente Pietrafesa, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata.

Il borgo nato in epoca medievale come Pietrafixa, mutò in seguito il nome in Pietrafesa. Nel 1887, l'Amministrazione Comunale deliberò il cambio del toponimo in Satriano, antica città lucana i cui ruderi sono situati poco distante, per rinsaldarne i legami storici. Fu aggiunto inoltre di Lucania, per distinguerla dai comuni omonimi e rafforzarne il significato geografico poiché appartenente alla storica regione della Lucania.

Nel 1988 fu definita la «capitale italiana dei murales»; nel centro cittadino, al 2019, erano presenti 410 murales.

Geografia fisica

Satriano si sviluppa sulle pendici e le faldi di tre rocce: il Castello, il Piesco e la Madonna della Rocca che sovrastano le rive del fiume Melandro. Di qui passava il tracciato dell'antica via Herculea, strada romana che fungeva da collegamento tra la via Traiana e la Pompilia, consentendo di raggiungere anche luoghi così interni ed aspri.

Territorio Il centro abitato si trova nell'Appennino Meridionale, nella valle del Melandro: è collegato al vallo di Diano tramite il valico verso Brienza, a Potenza tramite la valle del Basento e alla Campania mediante la valle del Melandro. A sud confina con le colline che circondano il monte Arioso, a ovest è delimitato dal torrente Melandro, a est dal fiume Noce, a nord dal fiume Platano.

Il comune confina con Tito (5,4 km), Sant'Angelo Le Fratte (6,7 km), Sasso di Castalda (7,2 km), Brienza (7,4 km) e Savoia di Lucania (7,8 km), comuni che fanno parte della Comunità montana del Melandro.

Situato a circa 653 m sul livello del mare, è classificato come comune montano. Il territorio si estende su una superficie di circa 33,02 km2. Il territorio del comune risulta compreso tra i 483 m e i 1063 m sul livello del mare, con un'escursione altimetrica complessiva pari a 580 m.

Presso il bosco Ralle a sud del paese, sono presenti alcuni laghetti artificiali, dove è possibile anche praticare la pesca sportiva.

Terremoti Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003 Satriano di Lucania si trova in una zona ad alto rischio sismico. Sono frequenti le piccole scosse di terremoto: nel raggio di si verificano all'incirca 2 eventi al mese, di magnitudo inferiore al grado 3 della scala Richter. Storicamente si sono verificati all'incirca 29 eventi sismici di grande portata negli ultimi 2000 anni, in un raggio di da Satriano. Un evento rilevante fu il terremoto dell'Irpinia del 1980, di grado 6,9 Richter, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, a soli da Satriano. Il bilancio complessivo fu di circa 3000 morti e 8000 feriti, con interi paesi rasi al suolo, oltre 70.000 costruzioni distrutte in 600 comuni diversi.

Clima Classificazione climatica: zona D, Decreto del PdR 412 del 26/08/1993 La stazione meteorologica più vicina è quella di Picerno. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,5 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +21,9 °C.

Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 650 mm, distribuite mediamente in 90 giorni, con un picco tra l'autunno e l'inverno e un minimo estivo.

Origini del nome Il nome originario Pietrafesa deriva probabilmente dalle caratteristiche geomorfologiche del luogo su cui sorgeva.

Storia

Non si hanno date certe sulle origini di Satriano; l'insediamento antico, che si estende tra il pianoro dell'altura occupata dalla Torre e le sue scoscese pendici, è inserito in un suggestivo ambiente naturale a dominio di un vasto comprensorio territoriale. Questo sito ha da sempre rivestito una posizione strategica di primo piano lungo il percorso che metteva in collegamento la costa ionica con quella tirrenica, costituendo un crocevia di popoli e culture anche molto varie tra loro. I fenomeni di antropizzazione, riscontrati nell'area, riportano all'Età del Bronzo con una continuità di occupazione del territorio che arriva fino al basso Medioevo. Nel XII secolo si attesta una fase di grande importanza del sito collegabile verosimilmente alla presenza di una prestigiosa sede vescovile. Numerose fonti, comunque, attribuiscono almeno 900 anni di vita al piccolo borgo lucano. Nel XII secolo infatti, anno in cui si hanno le prime notizie di sviluppo dell'abitato, l'antica "Pietrafesa" sorgeva su una roccia denominata "Castello". Il paese, insieme a Satrianum, era parte di un unico contado, come si evince dal registro del servizio feudale delle province napoletane. Tuttavia fino ad allora il borgo era costituito essenzialmente da una cultura agricola molto primitiva e poco avanzata. Fu dominio della famiglia Pietrafesa che ne assunse propriamente il nome e lo rese autonomo dalla contea di Satrianum la quale, in seguito e per ordine della regina Giovanna fu attaccata e distrutta per vendicarsi sugli abitanti a causa di un affronto subito. A questo proposito sono riportate due circostanze: da un lato l'amore non corrisposto da parte del Baronetto presso cui la regina era ospite, innamorato della damigella di corte Seal, dall'altro il rapimento da parte degli abitanti del luogo di una giovane donna proveniente dalla Puglia, scelta dalla corte. Successivamente il feudo fu venduto ai Caracciolo altra importante realtà nobiliare di Napoli, che lo tennero in proprietà fino all'abolizione dei diritti feudali, in forza alle leggi napoleoniche della prima metà dell'Ottocento. Il demanio comunale venne quindi accorpato al resto dell'abitato e ceduto a ricchi signori del posto e delle zone limitrofe. Va considerato in tale scenario di soprusi territoriali e demaniali il forte contrasto del popolo pietrafesano prima contro i nobili e il clero e successivamente contro la nuova classe borghese di proprietari che si sostituì al dominio dei ricchi feudatari. Nel frattempo, il centro abitato continuava ad espandersi portando i suoi confini oltre le rive del fiume Melandro e poggiandosi anche sulle altre due "rocce": il Piesco e Madonna della Rocca. Si tratta del periodo d'oro di crescita del Borgo, nella metà del 1800 la popolazione sfiorò i abitanti e nonostante il terremoto di 7 anni dopo l'aspetto demografico non ebbe, fortunatamente, gravi ripercussioni.

Qualche anno dopo la denominazione del comune cambiò da "Pietrafesa" a "Satriano di Lucania" per rafforzare il legame demografico-culturale esistente tra le due località lucane.

Simboli

Blasonatura stemma:

Lo stemma di Satriano non ha mai subito forti trasfigurazioni nel corso dei secoli; ciononostante, è stato più volte oggetto di studio per carpirne le origini e il significato. Sembra che inizialmente lo stemma del comune fosse costituito da due torri poste su due montagne, sovrastate da 3 stelle. Soltanto in seguito furono aggiunte le tre spighe di grano intrecciate, al disotto delle torri e separate da queste da una banda bianca. Nel corso dei decenni pochissimi sono stati gli studi riferiti a questo antico blasone. Da un punto di vista araldico e significativo, sembra che le torri indichino l'appartenenza demografica e culturale, del popolo satrianese (o meglio pietrafesano) all'antica città di Satrianum, ormai distrutta. Le tre spighe intrecciate sono, sempre in base a vaghe interpretazioni, emblema e raffigurazione della tradizione agricola cui si è basata, non solo ieri ma ancora oggi, la cucina, e più in generale, tutta l'economia del paese.

Blasonatura gonfalone:

Monumenti e luoghi d'interesse

Rovine di Satrianum, antico centro lucano, di origine dell'Età del bronzo, importante roccaforte Normanna e sede vescovile. Chiesa Santa Maria di Costantinopoli (XII-XIII secolo), la chiesa più antica del borgo, comunemente chiamata "chiesa vecchia", caratterizzata da una torre medievale a base quadrata e un'interessate soffittatura, a capriate in legno.

Chiesa Madre San Pietro Apostolo, ricostruita completamente su progetto dell’architetto Giulio De Luca intorno al 1950, con un notevole soffitto a ventaglio. È affiancata dalla torre campanaria, progettata dall'allora vescovo di Satriano, Juan Caramuel y Lobkowitz.

Chiesa della Madonna della Rocca, cappella quattrocentesca dedicata originariamente alla Madonna della Natività, la cui particolarità sta nell'essere un tutt'uno con la roccia. Chiesa di San Giovanni Battista, ristrutturata in seguito al sisma del 1980, al suo interno sono conservati affreschi realizzati nel 1626 da Giovanni De Gregorio. Santuario Madonna delle Grazie, restaurato a cura della "Soprintendenza ai monumenti di Potenza", che costituisce la meta dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, il 2 luglio. Cappella di San Donato, contenente l'icona del santo vescovo ed ulteriori statue lignee. Rocca Duca di Poggiardo, noto comunemente come Castello, è l'attuale sede del Museo Multimediale "Il Palco dei Colori" e della Biblioteca Comunale "C. D'Araio". Palazzo Loreti(XVI secolo), antico palazzo appartenente ad una ricca famiglia del Settecento, attuale sede del municipio. Nei locali adiacenti sono stati allestiti il Museo della Civiltà Contadina e il Museo Archeologico Satriano Antica. Palazzo Pignatelli (1542), presenta un pregevole portale. Ex Palazzo Abbamonte(XVII secolo) di cui ciò che rimaneva dell'antico edificio, attraverso un intervento di recupero, è stato realizzato un nuovo immobile polifunzionale, recuperando sulla facciata principale due barbacani in pietra, l'antico portale e le sue mura, l'arco e il pozzo in pietra interni nel cortile, due finestre, due lesene e due putti, destinando la restante area a piazza. Anfiteatro Porticelle, costruito nel 2006. Teatro Comunale A. Anzani, costruito recuperando una zona adibita anticamente a discarica, attualmente rappresenta un interessante centro culturale dove si tengono importanti rassegne teatrali, convegni, presentazioni di libri ed eventi. Nella parte superiore del teatro si trova Piazza Garibaldi, che ospita al centro un mosaico di recente fattura che riprende l'immagine di Dio del pittore locale Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa. Pepem Fabuleum, esposizione multimediale sul peperoncino.

Murales

Satriano di Lucania è particolarmente noto per il suo vasto patrimonio artistico legato ai cosiddetti "Murales" che rappresentano l'effigie vera e propria del paese.

Nati lo scorso secolo, condizionati dall'eredità culturale lasciata da Giovanni De Gregorio sono stati poi promossi e riqualificati dall'amministrazione comunale perché estesi sui muri e le case di tutto il centro abitato. Questi veri e propri affreschi, vengono dipinti a mano da pittori professionisti dell'associazione "Arte per la Valle", composta da artisti quali Luciano La Torre, presidente dell'associazione, Sabato Rea, Francesco Costanzo, Gian Carlo Costantini e molti altri.

Al 2019, si contano oltre 400 murales, sparsi tra il centro storico e le zone limitrofe.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2017, secondo l'ISTAT, a Satriano di Lucania risultano residenti 102 cittadini stranieri. La nazionalità più rappresentata è quella marocchina con 59 cittadini.

Tradizioni e folclore Carnevale

Manifestazione particolarmente sentita del paese è quella del carnevale, che viene festeggiato attraverso le tre maschere tipiche locali: l'eremita, l'orso e la quaresima. Queste figure vanno in giro a chiedere doni e regali alle case della gente per tutto il periodo di Carnevale. Sono caratterizzati da comportamenti diversi l'un dall'altro: l'orso usa intimidire il passante con le proprie campane e la propria stazza mentre l'eremita punzecchia fastidiosamente con il suo bastone di ginestre. La quaresima invece, personaggio sicuramente più passivo in confronto agli altri due, passeggia indisturbata per le vie del comune con una culla sulla chioma, a rappresentare il carnevale ormai finito.