Pratovalle è una frazione del comune italiano di Loro Ciuffenna, nella provincia di Arezzo, in Toscana.
Geografia fisica Il paese di Pratovalle sorge a 566 m s.l.m. in un fondovalle a ridosso del massiccio del Pratomagno, sotto al borgo dell'Anciolina. È raggiungibile deviando a San Giustino Valdarno dalla Strada Provinciale dei Setteponti, che con i suoi 50 km da Reggello conduce ad Arezzo.
Pratovalle è inserito in un territorio di alta collina, caratterizzato da boschi di castagno, roverella e carpino nero. Il paese è lambito da due corsi d'acqua, che prendono il nome proprio dal borgo: dal torrente Agna di Pratovalle, che, poco più a valle, dà origine ai cosiddetti trogòni, caratteristici bacini interconnessi e scavati nella roccia prodotti dall'azione dell'acqua, e da un suo affluente, il Borro di Pratovalle.
Storia Il nome del paese, secondo Silvio Pieri, deriva dal latino petra vallis, che, in italiano, significa "valle pietrosa".
Nel 1163, nell'area del paese, erano presenti dei mansi, che facevano parte del più ampio sistema abitativo sparso che era presente fra la via Setteponti e le zone dove si trovavano i terreni seminativi, che hanno rappresentato il primo nucleo del borgo. Nel 1193 è attestata la presenza di un ospedale di proprietà dell'abbazia di Santa Trinita in Alpe. Nel XII secolo Pratovalle entrò a far parte del casato di Guicciardo da Loro. Un documento dell'ex abbazia di Santa Trinita in Alpe del 6 luglio 1240 testimonia la costruzione di un mulino ad acqua, alimentato dal torrente Agna di Pratovalle e dal Borro di Pratovalle e posto lungo il primo corso d'acqua, di cui rimangono i resti: l'abate don Guido attribuì al rettore della chiesa di Santa Maria Assunta a Faeto «l'uso dell'acqua e della ripa del fiumicello Agna ad oggetto di edificarvi un mulino di pertinenza della chiesa predetta». Tale struttura si trova all'esterno del paese, in prossimità della confluenza del Borro del Gattaio nell'Agna di Pratovalle. Il mulino prima citato risulta essere stato restaurato nel 1682; nel 1710 era gestito da Antonio Forzoni, proprietario del palazzo Forzoni - Accolti a Casamona, che fece scalpellare a sue spese le nuove macine.
Nel 1329 Bindaccio di Granello Ricasoli, che fu raffigurato nel quadro realizzato in occasione del matrimonio fra Francesco I de' Medici e Giovanna d'Austria, celebrato a Firenze nel 1565, comprò la signoria di Pratovalle dai Guidi e dai Pazzi e, dopo la sua morte, la repubblica di Firenze ne diventò proprietaria. Nel 1564 Cosimo I de' Medici restituì il possedimento ai Ricasoli per ricompensare alcuni membri della famiglia del supporto fornito durante la guerra di Siena.
Dal XVI secolo il borgo, insieme a Faeto, fece parte del comune dell'Anciolina, alla cui economia contribuiva con l'ex mulino ad acqua del 1240. Nel 1631 il paese fu colpito dalla peste e le vittime furono sepolte all'esterno del centro abitato. Nel 1841 il geografo Emanuele Repetti annotava che Pratovalle «dà il nome ad una chiesa parrocchiale (S. Lucia a Prato-Valle) nel piviere di S. Giustino, già di Groppina» e che «vi ebbe costà dominio nel Medio Evo la badia di S. Trinita in Alpi, detta a Fonte benedetta».
Nel 1883 venne costruito un nuovo mulino, alimentato sempre dal torrente Agna di Pratovalle, attualmente convertito in abitazione privata, che si trova in prossimità del cimitero di Pratovalle e Roveraia, che si trova all'esterno dell'abitato di Pratovalle, e che sostituì quello medievale del 1240.
La Seconda guerra mondiale provocò molti danni al paese: nel luglio 1944 il borgo fu bombardato, venne danneggiato il tetto della chiesa di Santa Lucia e il parroco di Casamona, Faeto e Pratovalle, don Dante Ricci, venne catturato presso l'ex canonica della chiesa prima citata e fu torturato e fucilato in fondo a un torrente da una pattuglia di SS l'11 luglio 1944 per non aver rivelato i nomi di partigiani, perseguitati per motivi politici, prigionieri di guerra alleati e slavi durante la loro fuga e renitenti alla leva repubblichina ospitati nell'ex canonica di Faeto. Lo stesso giorno fu ucciso il partigiano Mario Zamponi e il 21 luglio 1944 morì Anna Videschi, bambina di 12 anni che fu colpita dalla scheggia di una bomba. La zona fra il paese e l'Anciolina, durante il conflitto, ebbe un ruolo significativo e, lungo i sentieri che si trovano in quest'area boschiva, ci fu lo scontro fra partigiani e tedeschi. Quest'ultimo, in particolare, avvenne nel "cammino partigiano", percorso, voluto dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) Valdarno e dal Comune di Loro Ciuffenna, della durata di quattro ore, che raggiunge l'Anciolina e l'area della Panoramica (Loro Ciuffenna).
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Lucia
La chiesa di Santa Lucia, la cui presenza è attestata almeno dal 1709, è stata restaurata alla fine della Seconda guerra mondiale, quando delle bombe avevano distrutto il tetto dell'edificio. Fu parrocchia autonoma fino al 1974, quando fu unita alla parrocchia di Santa Maria a Faeto "aeque principaliter". Successivamente fu inglobata nella parrocchia di San Giustino a San Giustino Valdarno. L'interno è in stile neoclassico ed è caratterizzato dalla presenza di cornici realizzate con stucchi. Queste contengono alcune immagini sacre, fra cui quella raffigurante Gesù giovinetto fra Maria e San Giuseppe. Sono presenti due altari, uno principale e uno laterale. Nel primo, che riporta la scritta "altare privilegiato", si trova un quadro che raffigura Santa Lucia, patrona del paese, seduta davanti a una finestra che inquadra un paesaggio in cui si riconosce una pieve romanica. Nel secondo è presente un'edicola che contiene una statua della Madonna. La chiesa conserva un antico fonte battesimale in pietra serena con volta fregiata, sulla cui sommità è presente il simbolo dello Spirito Santo. Esternamente presenta murature in pietra e un campanile a vela a due livelli che ospita tre campane a corda, due nel livello inferiore e una in quello superiore.
Ex chiesa della Vecchia Compagnia Una più antica chiesa dedicata a Santa Lucia, la cui presenza è attestata almeno dal 1374 e che ha assunto l'aspetto attuale nel XVII secolo, si trova all'interno del borgo, affacciata sulla piazzetta della Vecchia Compagnia. L'edificio è stato convertito in abitazione privata e sconsacrato negli anni Settanta del XX secolo. Era la sede della Compagnia, congregazione laica di ispirazione cattolica formata dagli uomini del paese, fondata nel Medioevo ed esistita fino al 1958 circa, che guidava le processioni che si svolgevano a Pratovalle in occasione delle feste religiose, come quella che veniva organizzata il 13 dicembre in onore di Santa Lucia, e che si occupava della manutenzione della chiesa. L'edificio conserva ancora il piccolo campanile a vela con una campana.
Edicole votive All'interno del borgo, in particolare nel "borguccio", la parte medievale del paese, si trovano due madonnini: uno in prossimità dell'arco di accesso e l'altro nei pressi dell'ex chiesa della Vecchia Compagnia. In un terreno di proprietà privata detto "cimitero vecchio", poco fuori il paese, si trova il Madonnino della Peste, risalente al 1631 e così chiamato perché sorge nel luogo dove vennero seppellite le vittime della peste di Pratovalle. Sempre in prossimità del paese, lungo via Poggio a Ronco, si trova un altro madonnino, che risale alla fine degli anni Sessanta del XX secolo, che venne costruito a ricordo della Maestà di Caneto.
Maestà di Caneto
Nei pressi del madonnino di Pratovalle, posto lungo via Poggio a Ronco, si trovano i resti della Maestà di Caneto, cappella che venne edificata in occasione della peste del 1631. Era dedicata alla Madonna e a Sant'Antonio, San Rocco o San Sebastiano, che erano dei santi che proteggevano dalla peste. La cappella, che crollò parzialmente nel 1966, si trovava lungo il percorso dell'antico sentiero che conduceva a San Giustino Valdarno.
Architetture civili
In fondo a via della Fonte è presente un arco medievale che dà accesso al "borguccio", la parte medievale del paese. Nei pressi del cimitero di Pratovalle e Roveraia si trova un cippo, restaurato nel 2023 nell'ambito della realizzazione del "cammino partigiano", che ricorda il luogo dove, l'11 luglio 1944, durante la Seconda guerra mondiale, venne ucciso il partigiano Mario Zamponi, dopo essere stato ferito dall'esercito tedesco presso il castagneto "le Salvinesi", posto fra l'Anciolina e Pratovalle. All'interno del cimitero di Pratovalle e Roveraia si trova un cippo in memoria di Anna Videschi, bambina di 12 anni morta il 21 luglio 1944, durante la Seconda guerra mondiale, che fu colpita dalla scheggia di una bomba.
Davanti alla chiesa di Santa Lucia si trova il Parco della Rimembranza della Prima guerra mondiale di Pratovalle e Roveraia, realizzato nel 1925 e costituito da una piazzetta ombreggiata da cinque cipressi, che in origine erano sette, corrispondenti al numero dei morti di entrambi i paese durante il conflitto, i cui nomi sono ricordati nel monumento ai caduti: «Pratovalle e i suoi eroi 1915-18/Verzucoli Adolfo/Lapini Paolo/Scolari Egisto/Fini Guido/Carri Santi/Mori Giuseppe/Castellucci Giuseppe/1925». Nel 2022 l'area è stata intitolata a don Dante Ricci (piazzetta don Dante) e, nel 2024, sono state inaugurate due lastre, poste sulla facciata della chiesa di Santa Lucia, in memoria del parroco prima citato.
A Pratovalle sono inoltre presenti due lavatoi in pietra: uno si trova lungo il corso dell'Agna di Pratovalle, all'altezza del castagneto che è presente nei pressi del ponte posto lungo la Strada della Cortona, e un altro in via della Fonte, adiacente alla vecchia fonte. Nei pressi del paese, raggiungibile dalla strada che inizia vicino al cimitero di Pratovalle e Roveraia, lungo il sentiero CAI 939, si trova il ponte di Annibale, la cui presenza è documentata almeno dal 1765, che attraversa il Borro di Bagnolo e su cui, secondo la tradizione locale, è passato Annibale nel 217 a.C. Nel 1883 fu costruito un mulino ad acqua alimentato dal torrente Agna di Pratovalle, rimasto attivo fino al 1965, che successivamente è stato convertito in abitazione privata. Ha conservato le macine e i resti della vecchia gora.
Società Evoluzione demografica Secondo il geografo Emanuele Repetti, la popolazione di Pratovalle ammontava nel 1833 a ben 179 abitanti, mentre nel 1841 la parrocchia di Santa Lucia a Pratovalle aveva 210 residenti. Nel 2006 il paese registrava 28 residenti. Al censimento ISTAT del 2011 Pratovalle contava 27 abitanti.
Musica A Pratovalle viveva Sabino o Savino Fiacchini, che era il bisnonno del cantautore Renato Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini. L’abitazione della famiglia Fiacchini, che era presente a Pratovalle fin dal XIX secolo, di cui Sabino o Savino Fiacchini fu l’ultimo discendente a vivere nel paese, fu danneggiata, durante la Seconda guerra mondiale, da un bombardamento tedesco e si trovava all’interno del borgo. In particolare era affacciata sull’attuale largo Videschi. Dopo il conflitto rimasero solo dei ruderi e, su di essi, furono ricostruite due case.
Tradizioni e folclore Il 13 dicembre viene festeggiata Santa Lucia, patrona del paese. Fino alla metà degli anni Sessanta del XX secolo nel pomeriggio veniva celebrata la messa nella chiesa di Santa Lucia e successivamente si svolgeva una processione, formata dai pratovallini e guidata dai membri della Compagnia, che arrivava alla Maestà di Caneto e tornava al paese, mentre oggi viene celebrata solamente la messa.
La sera del 14 agosto, per la festa di Santa Maria Assunta, patrona di Faeto, dal paese parte uno dei due gruppi di fedeli che lentamente confluiscono verso Faeto, dove, nella piazzetta don Dante Ricci, viene celebrata la messa.
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