Riccò del Golfo di Spezia (Ricò in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del , Ricotium in latino), denominato anche soltanto Riccò del Golfo o Riccò, è un comune italiano di abitanti della provincia della Spezia in Liguria.
Geografia fisica Il territorio di Riccò del Golfo è situato nella parte più meridionale della media e bassa val di Vara, nella vallata minore del torrente Riccò, quest'ultimo affluente del fiume Vara, e alle spalle del Golfo della Spezia.
Il territorio fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara. Un sentiero boschivo, passante dalla frazione di Casella e dalla Sella della Cigoletta, segnato con il numero 7 dal CAI, permette il collegamento con Vernazza e quindi la costa delle Cinque Terre.
Origine del nome Secondo alcune ipotesi, non suffragate da fonti certe e documentabili, il toponimo "Riccò" deriverebbe dalla parola "ricovero", mentre per altri la derivazione è ascrivibile all'unione di rì (rio, corso d'acqua) e cò (capo), storpiatura della locuzione latina caput rivi. Entrambe le ipotesi si accordano sull'originaria funzione del borgo, visto che in epoca antica qui era una ospizio della pieve di Pignone con annesso luogo di sosta e, per l'appunto, ricovero per viandanti.
Storia
Età medievale In antico Riccò era una piccola dipendenza del castello di Ponzò, luogo di sosta di soldati e pellegrini posto lungo la strada che collega l'entroterra ligure all'alta Toscana.
Il borgo di Riccò è menzionato come Riccio nell'affresco dedicato alla costa ligure nella Galleria delle carte geografiche, fatta eseguire nell'ultimo quarto del XVI secolo dal papa Gregorio XIII.
La storia di Riccò è legata al castello di Carpena e al suo consorzio - fondato da alcune signorie feudali nel XII secolo - che assieme al maniero di Ponzò era molto importante grazie alla sua favorevole geografica, posta tra le Cinque Terre ed il Golfo della Spezia.
Il borgo di Ponzò - e i suoi signori locali - da un antico documento databile al 1209 risultano annoverati tra le famiglie feudatarie genovesi. Tuttavia, per resistere all'espansione della Repubblica di Genova nel Levante ligure, i suoi signori feudali decisero di consegnare nel 1245 il castello a Oberto II Pallavicino, vicario di Federico II di Svevia. Genova, in lotta contro lo stesso Federico II, riuscì più tardi a riconquistare il castello; quest'ultimo venne poi acquistato dai Fieschi, nobile famiglia di Lavagna. Oberto Doria riprese nuovamente possesso del castello quando, alla fine della sua effimera signoria guelfa sulla Spezia ed il suo territorio, nel 1272 il conte Nicolò Fieschi fu costretto a venderlo alla Repubblica di Genova.
Il borgo di Carpena giurò, invece, fedeltà alla repubblica genovese, assieme ai Signori di Vezzano, che nel 1224 la elevò al titolo di podesteria con ampia giurisdizione sulla media e bassa val di Vara, sul golfo spezzino e una parte delle Cinque Terre.
Tuttavia i due principali borghi, e le attigue frazioni, furono nei secoli successivi in perenne lotta, come altri paesi della val di Vara, contro la stessa repubblica genovese accusata di concedere concessioni in "maniera diseguale" tra i diversi feudi del levante ligure.
Nel 1251 Carpena si ribellò a Genova, con la conseguente occupazione del locale castello, che tornò ai Genovesi solamente nel 1254. Ponzò fu in seguito aggregato alla podesteria di Corvara (frazione odierna di Beverino), a quella di Carpena e infine a quella della Spezia dopo l'istituzione di quest'ultima nel 1343 che subentrò alla stessa Carpena nel predominio del territorio.
Il declino definitivo di Carpena avvenne nel 1412 quando il borgo appoggiò la Repubblica di Firenze contro Genova: al termine del conflitto, il suo castello venne distrutto per ritorsione da Antonio Doria.
Età moderna Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, nell'ambito della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Riccò e Carpena rientrarono nel VI cantone, capoluogo Riccò, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Dal 1803 furono centri principali del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere.
Nel 1804 le due municipalità di Ponzò e Valdipino furono annesse a Riccò, mentre il comune di Carpena aggregò la municipalità di San Benedetto di Riccò; nel 1806 lo stesso territorio comunale di Carpena venne unito al nuovo comune di Riccò. Annessi al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.
Età contemporanea Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Levante del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Spezia del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Nel 1863 assunse l'odierna denominazione di Riccò del Golfo di Spezia per regio decreto.
Subisce infine gli ultimi aggiustamenti e assestamenti del territorio comunale nel 1929 con l'aggregazione della frazione di Polverara dal comune di Follo.
Nel 1943 Riccò ospitò il Quartier generale del generale Erminio Rovida e della 105ª Divisione fanteria "Rovigo" fino al 9 settembre, subito dopo la firma dell'armistizio con gli Alleati, quando il generale fu catturato dai tedeschi e il comando sciolto.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana della Media e Bassa Val di Vara e, fino al 2011, della Comunità montana Val di Vara. Dal 2015 al 2017 ha fatto parte dell'Unione dei comuni delle Terre Verticali.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Lo stemma è stato concesso con il regio decreto dell'8 giugno 1902.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Riccò Chiesa parrocchiale di Santa Croce nel capoluogo, risalente al XV secolo con rifacimenti nel 1639. Al suo interno è custodito un pregiato bassorilievo del XVIII secolo. Attiguo alla parrocchiale è situato l'antico camposanto del paese, abbandonato negli anni '30 del secolo scorso. Oratorio della Santa Croce, attiguo alla parrocchiale, nel capoluogo. Oratorio di Nostra Signora della Neve, nel centro storico del capoluogo, a fianco al quale sorgeva l'antico hospitale posto lungo il percorso della Via Aurelia.
Carpena Chiesa parrocchiale di San Nicolò, risalente alla seconda metà del XVIII secolo. Cappella dell'Immacolata nella frazione di Castè, edificata alla fine del Settecento, dipendente dalla parrocchia di Carpena.
Polverara Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, edificata intorno al XIII secolo, venne ampliata e restaurata nel corso del XVII secolo. Oratorio di San Rocco, attiguo al cimitero. Oratorio della Madonna della Neve, in località Torre. Chiesa del Cuore Immacolato di Maria nella frazione di Graveglia, edificata negli anni cinquanta del XX secolo, dipendente dalla parrocchia di Polverara.
Ponzò Chiesa parrocchiale di San Cristoforo, risalente al XIII secolo, ampliata e modificata nel corso del XVIII secolo. Oratorio di San Bartolomeo nella frazione di Ponzò. Alcune fonti farebbero risalire al XIII secolo la data di fondazione dell'oratorio che, come asseriscono altre affermazioni, fu forse la sede del tribunale della locale podesteria in epoca repubblicana genovese. Quasi certamente fu la sede dei consigli comunali della municipalità di Ponzò, sempre durante il dominio genovese. Oratorio della Santa Croce, attiguo al cimitero. Oratorio di Santa Caterina, all'ingresso del borgo di Ponzò. Oratorio di San Rocco nella frazione di Bovecchio, dipendente dalla parrocchia di Ponzò, antico luogo di sosta per i viandanti, conserva al suo interno un bassorilievo datato 1895. Oratorio di San Genesio nella frazione di Camedone, risalente al XVIII secolo, dipendente dalla parrocchia di Ponzò. Di ridotte dimensioni, l'edificio presenta una pianta pressoché rettangolare ad aula unica, scandita da lesene che sorreggono gli archi trasversali sui quali è impostata la volta a botte lunettata che copre l'aula. Dal presbiterio, soprelevato rispetto al livello dell'aula, si accede alla sacrestia posta a sinistra e coperta da volta a padiglione. Le due piccole finestrelle poste ai lati dell’accesso garantivano al viandante la visione dell’altare, per brevi momenti di raccoglimento. Chiesetta del Sacro Cuore nella frazione di Piandibarca, dipendente dalla parrocchia di Ponzò, venne edificata nel 1960.
San Benedetto Chiesa parrocchiale di San Benedetto, già assoggetta alla pieve di Santo Stefano di Marinasco nel 1470, venne scissa e creata Parrocchia autonoma tramite apposita bolla vescovile nel 1569. Fu restaurata e ampliata nelle forme attuali nel Settecento. Oratorio di Nostra Signora del Montale, attiguo alla parrocchiale. Oratorio di San Rocco, in località Pozzo.
Quaratica Chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie e San Rocco. L'edificio, edificato nel XVIII secolo e avente l'iniziale funzione di oratorio, ottenne il titolo di parrocchiale nel 1927 dopo lo smembramento religioso dalla parrocchia di San Benedetto. Gli interni furono decorati nel 1927 e ripresi dal pittore spezzino Navarrino Navarrini nel 1970.
Valdipino Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente molto probabilmente al Quattrocento, raggiunse le forme attuali dopo i lavori effettuati nel 1760. Al suo interno è conservato un pregevole affresco, databile al XVI secolo, raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù. Oratorio di San Michele Arcangelo, originariamente dedicato a san Rocco, dal XVII secolo divenne la sede della confraternita di San Michele Arcangelo che, in cambio dell'uso dei locali, s'impegnò ad ingrandirlo. Sopra il coro, su olio d'ardesia, è raffigurata la Madonna tra gli angeli con i santi Michele Arcangelo, Giovanni Battista e Rocco. Ex oratorio di Sant'Antonio, riconvertito all'uso civile dopo le normative e soppressioni degli ordini religiosi volute dalla nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte sul finire del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo. Già scuola elementare di Valdipino, i locali sono ora sede di un circolo e di una abitazione provata. Cappella di san Cipriano nella frazione di Casella. Santuario di Nostra Signora dell'Agostina, costruito intorno al 1520 da Agostina Mazaschi, donna di Valdipino. Santuario di San Gottardo, risalente al XVII secolo, soprano alla frazione di Casella, eretto sul monte omonimo a circa 450 metri sul livello del mare.
Architetture militari Ruderi del castello di Carpena, raso al suolo nella prima metà del XV secolo dalle truppe genovesi, per ordine di Antonio Doria, quale ritorsione per l'appoggio del borgo ai Fiorentini in lotta contro la Repubblica di Genova; Torre castellana e borgo fortificato di Ponzò.
Architetture civili Borgo di Codeglia, compreso nella parrocchia di Carpena. Il borgo, quasi disabitato fino ad un trentennio fa e abitato oggi da una decina di residenti, è stato il primo esempio in Liguria di "hotel diffuso", una nuova modalità di fare turismo consistente nel rendere hotel un intero borgo abbandonato, in cui ogni casa diventa una stanza. La struttura, aperta nel 2017, ha funzionato per soli tre anni a causa di successive beghe legali e risulta ad oggi non operativa. Corte Paganini a Castè, edificio del XVIII secolo, residenza estiva di Ubaldo Mazzini;
Aree naturali Grotta carsica di Quaratica; Polje attivo di Caresana;
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 168, pari al 4,88% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Romania, 31 Marocco, 26
Geografia antropica