Il volo United Airlines 93 è il quarto dei quattro aerei di linea Boeing dirottati durante gli attentati dell'11 settembre 2001. È l'unico dei quattro a non aver raggiunto il suo obiettivo, schiantandosi in un campo vuoto vicino Shanksville (Pennsylvania), piccolo centro abitato a 240 chilometri a nord di Washington. Sebbene non sia mai stato dimostrato con certezza quale fosse esattamente il bersaglio dei dirottatori, si ritiene che potesse essere il Campidoglio o la Casa Bianca. La Commissione sull'11 settembre è comunque riuscita a ricostruire nei particolari quasi tutti gli avvenimenti riguardanti questo volo.

Dirottatori

Il dirottamento del volo UA93 fu guidato da Ziyād Jarrāḥ, nato in Libano, appartenente ad una famiglia benestante e di educazione secolare. Volle diventare pilota e nel 1996 si trasferì in Germania, iscrivendosi alla Università di Greifswald per studiare il tedesco. Un anno dopo si spostò ad Amburgo ed iniziò a studiare ingegneria aerospaziale alla Università tecnica di Amburgo. Mentre viveva ad Amburgo, Jarrah si associò alla cellula terroristica locale. Nel novembre 1999 si spostò quindi in Afghanistan, dove trascorse tre mesi e incontrò il leader di al-Qāʿida Osama bin Laden nel gennaio 2000. Jarrah tornò ad Amburgo alla fine di gennaio e ottenne un nuovo passaporto dopo averne denunciato il furto.

A maggio ricevette il visto dall'Ambasciata degli Stati Uniti a Berlino e giunse in Florida a giugno, dove iniziò a prendere lezioni di volo e addestramento al combattimento corpo a corpo. Mantenne i contatti con la sua fidanzata in Germania e la sua famiglia nei mesi che precedettero l'attacco, e questo comportamento preoccupò il leader tattico del piano terroristico, Mohamed Atta, che programmò infatti di sostituirlo con Zakariyya Musawi nel caso Jarrah avesse rinunciato. Poco dopo l'attentato, la famiglia di Jarrāḥ affermò che egli era un "passeggero innocente" a bordo dell'aereo.

Altri tre dirottatori, addestrati per penetrare nella cabina di pilotaggio e sopraffare i piloti, accompagnarono Jarrāḥ sul volo UA93. Uno di essi, Ahmed al-Nami, giunse a Miami il 28 maggio 2001 con un visto turistico di validità semestrale assieme a Hamza al-Ghamdi e Mohand al-Shehri, che avevano il compito di dirottare il volo United Airlines 175. Gli altri due erano Ahmed al-Haznawi, che giunse a Miami l'8 giugno assieme al dirottatore del volo American Airlines 11 Wa'il al-Shehri e Sa'id al-Ghamdi, che giunse a Orlando il 27 giugno con Fayez Banihammad, dirottatore del volo United Airlines 175. I passaporti di Ziyad Jarrah e Sa'id al-Ghamdi furono recuperati dai rottami del volo 93.

Volo

L'aereo, un Boeing 757-200 con numero di registrazione N591UA, sarebbe dovuto decollare alle 08:00 (le 14:00 in Italia) dall'aeroporto di Newark, con destinazione San Francisco e, dopo un rifornimento, Tokyo. A bordo c'erano 37 passeggeri (fra cui i 4 terroristi) e 7 membri dell'equipaggio. In un primo momento si è pensato che i passeggeri fossero 38 (in realtà uno di questi aveva prenotato due posti). L'equipaggio era composto dal pilota Jason Dahl, il primo ufficiale LeRoy Homer Jr. e dalle assistenti di volo Lorraine Bay, Sandra Bradshaw, Wanda Green, CeeCee Lyles e Deborah Welsh.

Imbarco Tra le 07:03 e le 07:39 EST, i quattro dirottatori fecero il check-in per il volo: al-Ghamdi fece il check-in alle 07:03 senza bagagli, assieme ad al-Nami, che aveva due valigie; alle 07:24 fu il turno di al-Haznawi e alle 07:39 fu quello di Jarrah. Al-Haznawi venne selezionato per dei controlli aggiuntivi e il suo bagaglio venne sottoposto a verifiche. Il personale addetto alla sicurezza non notò nulla d'insolito.

Al-Haznawi al-Ghamdi e al-Nami s'imbarcarono alle 07:39 e si sedettero rispettivamente nei posti di prima classe 6B, 3D e 3C, mentre Jarrah prese il posto 1B. Il decollo era previsto per le 08:00 e si mosse dal gate A17 alle 08:01. A causa della congestione del traffico aereo presente quella mattina all'aeroporto, il volo decollò alle 08:42. Nel momento in cui il volo 93 si staccava dalla pista, gli altri terroristi avevano già il controllo del volo 11 e lo stavano prendendo nel volo 175.

Alle 09:02 l'aereo raggiunse la quota di crociera di . Dopo l'inizio degli attentati, i controllori di volo iniziarono ad inviare avvertimenti attraverso lAircraft Communication Addressing and Reporting System. Il controllore Ed Ballinger, incaricato d'inviare i messaggi, iniziò a trasmettere alle 09:19, dopo che il secondo impatto sulle Torri gemelle rese evidente un atto di terrorismo. Alle 09:21 Ballinger ricevette un messaggio ACARS di routine dal volo 93.

Alle 09:24 (le 15:24, in Italia), i piloti ricevettero un avvertimento dalle torri di controlloOriginale: "Beware any cockpit intrusion—two a/c [aircraft] hit World Trade Center".:

Alle 09:26 (le 15:26 ora italiana), i piloti chiesero conferma del messaggioOriginale: "Ed, confirm latest mssg plz -- Jason".. Alle 09:27:25 l'equipaggio rispose al traffico radio di routine dei controllori di traffico aereo; quella fu l'ultima comunicazione da parte dell'equipaggio prima del dirottamento.

Dirottamento Il dirottamento iniziò alle 09:28 (le 15:28, ora italiana), dopo 46 minuti circa di volo. Gli altri dirottatori entrarono in azione dopo circa 30 minuti, probabilmente dopo lo spegnimento dell'avviso di allacciare le cinture di sicurezza e l'inizio dei servizi di bordo. Non è noto il motivo per cui, nel volo 93, i dirottatori decisero di assumere il controllo dell'aereo dopo un periodo più lungo.

L'aereo scese improvvisamente di in mezzo minuto, e alle 09:28:17 una persona dell'equipaggio iniziò a gridare il codice di emergenza "Mayday" alla radio. Nel segnale inviato si possono udire rumori di colluttazioni in sottofondo. Un controllore del traffico aereo a Cleveland trasmise: "qualcuno ha chiamato Cleveland?" ma non ricevette risposta.

Trentacinque secondi dopo la prima trasmissione di emergenza, l'equipaggio effettuò una seconda trasmissione, dove qualcuno nella cabina gridòOriginale: "Mayday! Get out of here! Get out of here!".

Non esistono prove che indichino in quale momento il volo 93 entrò sotto il controllo dei dirottatori. Si pensa che essi avessero fatto irruzione in cabina e contemporaneamente fatto spostare i passeggeri verso la parte posteriore dell'aereo, probabilmente per minimizzare la possibilità che l'equipaggio o i passeggeri interferissero con l'attacco. Mentre in ciascuno degli altri aerei coinvolti negli attentati erano presenti cinque dirottatori, nel volo 93 ne erano presenti solo quattro. Questo fatto ha generato illazioni su un presunto ventesimo dirottatore. La commissione d'inchiesta ha ipotizzato che Mohamed al-Kahtani fosse il candidato per questo ruolo, ma il suo ingresso negli Stati Uniti venne negato un mese prima. Poiché molti passeggeri affermarono di aver visto tre dirottatori, è possibile che Jarrah sia rimasto al suo posto mentre l'equipaggio veniva attaccato e che si sia posto ai comandi di volo senza essere visto dai passeggeri.

Alle 09:31:57 (le 15:31 ora italiana), la torre di controllo ricevette una nuova comunicazione. Un uomo dal forte accento arabo, probabilmente Ziyad Jarrah, affermò:

Il controllore di volo di Cleveland capì la trasmissione, ma decise di rispondere

Secondo quanto affermato da alcuni commentatori indipendenti, la torre di controllo di Cleveland avrebbe omesso di avvertire la Federal Aviation Administration riguardo a quanto stava accadendo sul volo UA93 per un tragico errore. Gli strumenti segnalarono chiaramente che la perdita di quota era riferibile a quel volo, ma il trambusto nella cabina di pilotaggio sembrò provenire dal volo Delta 1989, che al momento si trovava nelle vicinanze. Le procedure per l'intercettazione dell'aereo dirottato scattarono dunque per il volo sbagliato. Il volo Delta 1989 - che atterrò regolarmente a Cleveland alle ore 10:10 - è stato solo uno degli undici aerei che quel giorno destarono allarme per un possibile dirottamento. Pare che Ziyad Jarrah abbia qui sbagliato pulsante senza accorgersene: anziché comunicare con i passeggeri, avrebbe aperto le comunicazioni con la torre di controllo.

Un'assistente di volo, tenuta prigioniera, venne sentita supplicare

Incapace d'impostare il pilota automatico, Jarrah fece virare l'aereo verso est alle 09:35:09. L'aereo salì a una quota di e i controllori di volo immediatamente spostarono diversi aerei fuori dalla rotta del volo 93. Venne successivamente ascoltata l'assistente di volo supplicare nuovamente:

e uno dei dirottatori affermare in arabo: "Va tutto bene. Ho finito".

Alle 09:39 i controllori di volo sentirono un secondo annuncio di Jarrah:

Il coordinatore del controllo del traffico aereo per i voli della costa occidentale allertò il centro di comando della Federal Aviation Administration a Herndon, in Virginia che il volo 93 non rispondeva alle comunicazioni e che era fuori rotta. Un minuto dopo venne spento il transponder del velivolo, e il controllo del traffico di Cleveland continuò a monitorarlo attraverso il radar. Il centro della Federal Aviation Administration (FAA) di Herndon inoltrò le informazioni sul volo 93 ai quartier generali della FAA.

Schianto Il passeggero Todd Beamer, al telefono con l'operatrice telefonica Lisa D. Jefferson, la informò che lui, insieme a un gruppo di passeggeri, avevano deciso di assaltare i dirottatori per riprendere possesso dell'aereo. Questo perché avevano saputo tramite i telefoni che altri aerei dirottati poco prima si erano rivelati missioni suicide. Beamer, che era profondamente credente, recitò insieme a Jefferson il Padre Nostro e il Salmo 23, invitando altri passeggeri a farlo. Poi qualcuno gli disse qualcosa di incomprensibile e infine Beamer affermò:Evensen, Bruce J. (2000). "Beamer, Todd Morgan". American National Biography.Vulliamy, Ed (December 1, 2001). "'Let's roll...'". The Guardian.

Secondo le testimonianze oculari, l'aereo ondeggiò sensibilmente e andò in piena caduta libera, a una velocità di circa 580 miglia orarie (circa 933 km/h). L'aereo terminò il suo volo schiantandosi in un campo accanto ad una miniera di carbone vicino alla frazione di Shanksville, in Pennsylvania, creando un cratere di circa 35 metri. Tutte e 44 le persone a bordo rimasero uccise. La Commissione sull'11 settembre stabilì l'ora dello schianto alle 10:03:11 (le 16:03 in Italia), affidandosi alle ricostruzioni del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Tuttavia, alcuni studi sismologici privati ed anche uno studio commissionato dall'esercito statunitense stabilirebbero l'ora dello schianto alle 10:06. La FAA invece ipotizzò dai suoi resoconti le 10:07.

Indagini

Possibili obiettivi