Caratterista dal fisico imponente e dai lineamenti rudi, nell'arco di una carriera lunga oltre 60 anni deve la sua notorietà all'interpretazione di personaggi "improntati a una virilità brutale ed elementare"L'Universale Cinema - Garzanti, 2003 - pag. 950. Ha lavorato in numerosi film di successo sia a Hollywood che a Cinecittà, ottenendo due premi Oscar come miglior attore non protagonista: nel 1953 per l'interpretazione di Eufemio Zapata, fratello del rivoluzionario messicano Emiliano Zapata nel film Viva Zapata! (regia di Elia Kazan, con Marlon Brando), e nel 1957 per l'interpretazione del pittore Paul Gauguin in Brama di vivere, per la regia di Vincente Minnelli.
Girò tra gli anni cinquanta e sessanta altre celebri pellicole, come La strada (1954) di Federico Fellini, Ombre bianche (1959) di Nicholas Ray, Lawrence d'Arabia (1962) di David Lean; tuttavia il suo ruolo più noto è indubbiamente quello del protagonista di Zorba il greco (1964), di Michael Cacoyannis, una delle due candidature all'Oscar come miglior attore protagonista, dopo Selvaggio è il vento (1958). L'ultima sua notevole interpretazione, in una carriera che dagli anni settanta lo vide interprete in ruoli stereotipati e produzioni televisive di medio livello, è con Spike Lee in Jungle Fever (1991).
Biografia Infanzia e primi lavori Quinn nacque a Chihuahua, Messico, durante la Rivoluzione messicana. Sua madre, Manuela "Nellie" Oaxaca, aveva origini azteche. Il padre, Francisco Quinn, anch'egli nato in Messico, era per metà irlandese e maya, una combinazione che al figlio avrebbe in seguito permesso di interpretare ruoli di varie etnie; suo padre morì in un incidente in moto quando lui aveva 9 anni. Anthony crebbe a Boyle Heights, nei pressi di Los Angeles; abbandonò presto la scuola (molto più avanti, negli anni novanta, ricevette il suo primo diploma dalla scuola superiore di Tucson) e si diede alla boxe ed alla pittura prima di intraprendere la carriera di attore.
Recitazione
Dopo una breve esperienza in teatro, Quinn cominciò la sua carriera cinematografica nel 1936, interpretando personaggi marginali in diverse pellicole, tra cui Parole! (il suo debutto) e La via lattea (1936) di Leo McCarey. Rimase poi relegato a ruoli "etnici" nelle pellicole della Paramount per buona parte degli anni quaranta.
Con più di 50 film al suo attivo, nel 1947 era già un veterano dello schermo ed aveva recitato come indiano, mafioso, hawaiiano, indipendentista filippino, guerrigliero cinese, sceicco arabo (ma in toni umoristici) e non era ancora diventato famoso; perciò tornò al teatro, dove per tre anni ebbe un discreto successo interpretando a Broadway ruoli come Stanley Kowalski in Un tram che si chiama desiderio, lo stesso personaggio che darà la fama a Marlon Brando.
Tornò sugli schermi agli inizi degli anni cinquanta, principalmente in film di serie B come La maschera del vendicatore (1951) di Phil Karlson, ma nel 1952 riuscì a partecipare al film Viva Zapata! (1952) di Elia Kazan, recitando accanto a Marlon Brando: la sua interpretazione come fratello di Emiliano Zapata gli fruttò il suo primo premio Oscar (come miglior attore non protagonista) e, da quel momento in poi, gli saranno assegnati ruoli ben più significativi.
A Cinecittà
Trasferitosi in Italia nel 1953, recitò in molti film prodotti a Cinecittà, tra cui Ulisse (1954) di Mario Camerini, nel ruolo di Antinoo, e diede una delle sue migliori interpretazioni, nel ruolo del rozzo e forzuto Zampanò, ne La strada (1954) di Federico Fellini, al fianco di Giulietta Masina.
Tornato in patria, nel 1956 vinse il suo secondo premio Oscar, sempre come attore non protagonista, interpretando il pittore Paul Gauguin in Brama di vivere (1956) di Vincente Minnelli, al fianco di Kirk Douglas; l'anno successivo ottenne una candidatura per l'Oscar al miglior attore grazie al ruolo di protagonista in Selvaggio è il vento (1957) di George Cukor, ove recitò accanto ad Anna Magnani. Del 1958 è la sua unica regia, I bucanieri, interpretato da Yul Brynner e Claire Bloom.
Negli anni cinquanta si specializzò in ruoli da "duro", talvolta da "macho". Alla fine del decennio non nascondeva la sua età: fisico non più scolpito, capelli ingrigiti, la sua voce prima calda e vigorosa divenne roca ma altrettanto affascinante. Il suo nuovo aspetto lo rese però ancor più credibile in ruoli sempre da duro, come l'ex-colonnello e combattente per la libertà greca Andrea Stavrou ne I cannoni di Navarone (1961) di J. Lee Thompson, l'ex-boxeur Louis 'Mountain' Rivera in Una faccia piena di pugni (1962) di Ralph Nelson, il beduino Awda Abū Tayy in Lawrence d'Arabia (1962) di David Lean. Il successo di Zorba il greco di Michael Cacoyannis nel 1964 fu il punto più alto della sua carriera durante gli anni sessanta e gli fruttò un'altra candidatura all'Oscar. Nello stesso anno recitò con Gregory Peck e Omar Sharif in ...e venne il giorno della vendetta di Fred Zinnemann, e duettò con Ingrid Bergman in La vendetta della signora di Bernhard Wicki, con la quale tornerà a recitare in Passeggiata sotto la pioggia di primavera (1970) di Guy Green.
Il cliché dell'uomo tutto d'un pezzo al limite della spietatezza era destinato ad accompagnarlo ancora in personaggi quali il colonnello Laperguy in Né onore né gloria (1966) di Mark Robson (film controverso sulle guerre coloniali francesi, Indocina e Algeria), ma col finire del decennio la sua forza interpretativa perse vigore, i successi diminuirono e apparve prevalentemente in serie televisive. In quegli anni prese parte, comunque, a film importanti, come La 25ª ora (1967) di Henri Verneuil, L'uomo venuto dal Kremlino (1968) di Michael Anderson, nonché Il segreto di Santa Vittoria (1969) e R.P.M. Rivoluzione per minuto (1970), entrambi diretti da Stanley Kramer. Nel 1980 partecipò al film Il leone del deserto di Mustafa Akkad, accanto a Irene Papas, Oliver Reed, Rod Steiger e John Gielgud, in cui interpretò la figura del capo beduino Omar al-Mukhtar, che combatté le truppe di Mussolini nel deserto della Libia; il film, finanziato da Muʿammar Gheddafi, fu ai tempi censurato con decreto del Ministero dei beni culturali impedendone la distribuzione in Italia, in quanto ritenuto "lesivo all'onore dell'esercito italiano". Motivo per cui in Italia verrà trasmesso in televisione solo nel 2009 a distanza di quasi trent'anni. Nel 1983 rivisitò il suo personaggio più famoso recitando in una versione musical di Zorba, che a Broadway rimase in cartellone per 362 spettacoli.
Nel 1994 interpretò Zeus nella serie per la TV Hercules; la sua carriera cinematografica era ormai ad una stasi, pur apparendo in film come Jungle Fever (1991) di Spike Lee, Last Action Hero (1993) di John McTiernan, e Il profumo del mosto selvatico (1995) di Alfonso Arau. Poche settimane dopo la sua ultima interpretazione in Avenging Angelo (uscito postumo nel 2002), Anthony Quinn morì all'età di 86 anni, per una crisi respiratoria causata da un cancro alla gola, a Bristol (Rhode Island), dove aveva trascorso l'ultima parte della sua vita. È sepolto nella cripta di famiglia Quinn Family Estate, a Bristol.
Altri interessi Quinn, che fu studente ed amico di Frank Lloyd Wright, nel suo tempo libero continuò a dipingere e scolpire, giungendo ad essere un artista apprezzato, che trasmise la passione al figlio Lorenzo. Scrisse, da solo e in collaborazione, due memorie: Il peccato originale (1972) e One Man Tango (1997); nell'ultimo, Quinn è sincero e apologetico su alcuni dei momenti più bui del suo passato.
Vita privata
Nella vita privata, Quinn si dimostrò tanto vigoroso e passionale quanto è sempre apparso sullo schermo: ebbe in tutto ben 12 figli da 4 donne diverse. Nel 1965 divorziò dalla prima moglie Katherine DeMille, da cui aveva avuto cinque figli: Christopher (morto nel 1941 a 2 anni), Christina (1941), Catalina (1942), Duncan (1945) e Valentina (1952).
Nel 1966 si sposò con la costumista italiana Jolanda Addolori, dalla quale ebbe tre figli: Francesco (morto nel 2011 a 48 anni per un infarto), Danny (1964) e Lorenzo (1966, noto scultore). Il loro fu un matrimonio burrascoso. Dal 1971 al 1985 ebbe infatti una prima relazione extraconiugale con Friedel Dunbard, da cui nacquero Sean (1973) e Alex (1976). Il matrimonio si spezzò definitivamente nel 1993, allorché Quinn avviò una relazione con la sua segretaria Kathy Benvin, che gli diede una figlia, Antonia; nel 1996 i due ebbero un secondo figlio, Ryan, e si sposarono nel 1997, dopo il divorzio di Quinn dalla Addolori.
Filmografia Cinema
La via lattea (The Milky Way), regia di Leo McCarey (1936) Parole!, regia di Lew Landers (1936) Sworn Enemy, regia di Edwin L. Marin (1936) La conquista del West (The Plainsman), regia di Cecil B. DeMille (1936) Night Waitress, regia di Lew Landers (1936) Swing High, Swing Low, regia di Mitchell Leisen (1937) Waikiki Wedding, regia di Frank Tuttle (1937) Under Strange Flags, regia di Irvin Willat (1937) The Last Train from Madrid, regia di James P. Hogan (1937) Partners in Crime, regia di Ralph Murphy (1937) La figlia di Shanghai (Daughter of Shanghai), regia di Robert Florey (1937) I filibustieri (The Buccaneer ), regia di Cecil B. DeMille (1938) Dangerous to Know, regia di Robert Florey (1938) Tip-Off Girls, regia di Louis King (1938) Hunted Men, regia di Louis King (1938) Bulldog Drummond in Africa, regia di Louis King (1938) King of Alcatraz, regia di Robert Florey (1938) King of Chinatown, regia di Nick Grinde (1939) La via dei giganti (Union Pacific ), regia di Cecil B. DeMille (1939) Island of Lost Men, regia di Kurt Neumann (1939) Television Spy, regia di Edward Dmytryk (1939) Emergency Squad, regia di Edward Dmytryk (1940) Parole Fixer, regia di Robert Florey (1940) La danzatrice di Singapore (The Road to Singapore), regia di Victor Schertzinger (1940) La donna e lo spettro (The Ghost Breakers), regia di George Marshall (1940) La città del peccato (City for Conquest), regia di Anatole Litvak (1940) Texas Rangers Ride Again, regia di James P. Hogan (1940) Knockout, regia di William Clemens (1941) Thieves Fall Out, regia di Ray Enright (1941) Sangue e arena (Blood and Sand), regia di Rouben Mamoulian (1941) Bullets for O'Hara, regia di William K. Howard (1941) La storia del generale Custer (They Died with Their Boots On), regia di Raoul Walsh (1941) The Perfect Snob, regia di Ray McCarey (1941) I tre furfanti (Larceny, Inc.), regia di Lloyd Bacon (1942) Avventura al Marocco (Road to Morocco), regia di David Butler (1942) Il cigno nero (The Black Swan), regia di Henry King (1942) Alba fatale (The Ox-Bow Incident), regia di William A. Wellman (1943) Guadalcanal (Guadalcanal Diary), regia di Lewis Seiler (1943) Buffalo Bill, regia di William A. Wellman (1944) Ladies of Washington, regia di Louis King (1944) Roger Touhy, Gangster, regia di Robert Florey (1944) Irish Eyes Are Smiling, regia di Gregory Ratoff (1944) I falchi del fiume giallo (China Sky ), regia di Ray Enright (1945) La parata dell'impossibile (Where Do We Go from Here? ), regia di Gregory Ratoff (1945) Gli eroi del Pacifico (Back to Bataan ), regia di Edward Dmytryk (1945) Sinbad il marinaio (Sinbad the Sailor), regia di Richard Wallace (1947) Vecchia California (California), regia di John Farrow (1947) La donna di quella notte (The Imperfect Lady), regia di Lewis Allen (1947) Sangue indiano (Black Gold), regia di Phil Karlson (1947) La grande conquista (Tycoon), regia di Richard Wallace (1947) Fiesta d'amore e di morte (The Brave Bulls), regia di Robert Rossen (1951) La maschera del vendicatore (Mask of the Avenger), regia di Phil Karlson (1951) Viva Zapata!, regia di Elia Kazan (1952) Il mondo nelle mie braccia (The World in His Arms), regia di Raoul Walsh (1952) Salvate il re (The Brigand), regia di Phil Karlson (1952) Contro tutte le bandiere (Against All Flags), regia di George Sherman (1952) Cavalleria rusticana, regia di Carmine Gallone (1953)