L8ª Armata delle guardie (, unità militare 61877), fu una formazione dell'Armata Rossa costituita in origine come 62ª Armata, la quale assunse la sua nuova denominazione il 16 aprile 1943 in riconoscimento dell'eccezionale valore dimostrato durante la vittoriosa difesa della città di Stalingrado nella fase più importante della seconda guerra mondiale sul Fronte orientale.

L'8ª Armata delle guardie, al comando del generale Vasilij Ivanovič Čujkov, rimase in combattimento fino alla fine della guerra, distinguendosi nella liberazione di Dnepropetrovsk, Zaporož'e e Odessa, e soprattutto nell'avanzata in Polonia e in Germania. L'8ª Armata delle guardie prese parte allo scontro finale di Berlino, combattendo una nuova battaglia urbana, giungendo a poche centinaia di metri dalla Cancelleria e dal bunker di Adolf Hitler e ricevendo la resa finale della guarnigione tedesca.

Dopo la vittoria, l'8ª Armata delle guardie rimase schierata in Germania orientale nel settore critico della stretta di Fulda, come elemento di punta del Gruppo di forze sovietiche in Germania, le unità dell'Armata Rossa in massima prontezza operativa in caso di conflitto con la NATO; dopo la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, l'armata venne ritirata in Russia e quindi ufficialmente disciolta nel 1992.

L'8ª Armata è stata ufficialmente ricostituita nel 2017 come 8ª Armata combinata (, unità militare 33744) con posto di comando a Novočerkassk, nella Russia meridionale, nel quadro del programma di graduale potenziamento dell'esercito della Federazione russa.

Storia dell'8ª Armata delle guardie Dal Dnepr alla Vistola

Stalin e l'alto comando sovietico riconobbero lo straordinario valore dimostrato dalla 62ª Armata nella battaglia di Stalingrado: oltre a numerosi riconoscimenti individuali, quasi tutte le divisioni ricevettero il titolo onorifico di unità "delle guardie". La 62ª Armata stessa cambiò nome e il 16 aprile 1943 divenne ufficialmente l'8ª Armata delle guardie; il generale Vasilij Ivanovič Čujkov, protagonista della vittoria, rimase al comando dell'armata che in aprile 1943 venne trasferita su convogli ferroviari verso ovest in direzione del fronte sul Donec per riprendere la sua partecipazione alla guerraV. Ciuikov, La battaglia di Stalingrado. pp. 300-301..

Dopo la fine della micidiale battaglia di Stalingrado quindi l'8ª Armata delle guardie passò alcuni mesi in riorganizzazione e inizialmente non prese parte alle grandi battaglie della primavera-estate 1943; al contrario delle altre armate vittoriose a Stalingrado, l'armata del generale Čujkov non venne schierata nei fronti impegnati nella grande battaglia di Kursk e nelle successive offensive sovietiche. L'8ª Armata delle guardie ritornò invece in campo con un ruolo importante nell'autunno 1943 dopo essere stata assegnata al gruppo di forze del generale Rodion Malinovskij impegnato a liberare le grandi città sul basso Dniepr. Dopo alcuni attacchi falliti, il generale Malinovskij ricevette personalmente da Stalin il rinforzo dell'8ª Armata delle guardie per sferrare un audace attacco notturno su Zaporož'eJ. Erickson, The road to Berlin, p. 138..

L'8ª Armata, rafforzata da due corpi corazzati, passò quindi all'offensiva alle ore 22.00 della notte del 13 ottobre 1943; il piano sovietico ebbe pieno successo. In connessione con i contemporanei attacchi di altre due armate sovietiche, l'8ª Armata si aprì la strada combattendo verso Zaporož'e; dopo aspri combattimenti i tedeschi abbandonarono la città dopo aver distrutto in parte la strada maestra che conduceva al ponte sul Dniepr e alla diga che alimentava la grande centrale elettricaJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 138-139.. Dopo questo successo i sovietici continuarono l'offensiva in direzione di Dnepropetrovsk; il generale Malinovskij sferrò un nuovo attacco combinato a cui partecipò anche l'armata del generale Čujkov. Mentre unità di altre armate sovietiche avanzavano verso Krivoj Rog e raggiungevano la centrale elettrica evitando la sua totale distruzione da parte dei tedeschi, l'8ª Armata delle guardie marciò in direzione di Dnepropetrovsk e furono i soldati di una delle divisioni dell'armata, la 39ª Divisione fucilieri delle guardie, che il 25 ottobre 1943 liberarono la grande città sul DnieprJ. Erickson, The road to Berlin, p. 139..

Il 10 gennaio 1944 l'8ª Armata delle guardie, sempre alle dipendenze del fronte del generale Malinovskij, diede inizio alla nuova serie di offensive sulla linea del Dniepr; mentre altre forze conquistavano finalmente dopo violenti combattimenti la testa di ponte di Nikopol', l'armata del generale Čujkov combatté con successo nel settore di Apostolovo e quindi marciò verso ovest fino alla linea del fiume Ingulets che venne superata il 6 febbraio 1944J. Erickson, The road to Berlin, pp. 179-181.. Dopo questi successi l'8ª Armata delle guardie continuò l'offensiva anche a marzo e aprile 1944 e avanzò in direzione di Odessa, difesa dalla nuova 6. Armee tedesca, ricostituita dopo l'annientamento a Stalingrado; i sovietici ebbero la meglio anche questa volta dopo una nuova serie di aspre battaglie e i soldati del generale Čujkov il 10 aprile 1944 entrarono a Odessa mentre le forze tedesche superstiti ripiegavano oltre il DnestrV. Ciuikov, La battaglia di Stalingrado, pp. 296-297..

Dopo il raggiungimento del confine con la Romania, l'alto comando sovietico aveva deciso di sferrare nell'estate 1944 l'attacco principale nel settore centrale del fronte orientale trasferendo una parte delle sue forze in Bielorussia per rafforzare lo schieramento destinato all'operazione BagrationJ. Erickson, The road to Berlin, p. 236.. L'8ª Armata delle guardie fu una delle formazioni destinata ad essere trasferita a nord e all'inizio di giugno 1944 l'armata del generale Čujkov venne ritirata dal fronte del Dnestr e, dopo un breve periodo nelle riserve, venne inviata per ferrovia a partire dal 12 luglio 1944 al 1º Fronte bielorusso del generale Konstantin Rokossovskij. Il trasferimento avvenne nel massimo segreto e si concluse con un brillante successo; l'armata raggiunse le sue nuove posizioni senza essere individuata dai tedeschi ed ebbe modo di perfezionare le sue tattiche offensive e di organizzare accuratamente le sue forze e i suoi rifornimenti. Il 18 luglio 1944 il generale Rokossoviskij diede inizio all'offensiva Lublino-Brest; l'8ª Armata delle guardie costituiva la forza principale d'attacco e passò all'offensiva dopo un pesante bombardamento dell'artiglieria pesante ordinato dal generale ČujkovJ. Erickson, The road to Berlin, p. 237.. L'attacco dell'armata ebbe pieno successo: il fronte tedesco venne facilmente sfondato e i sovietici poterono avanzare subito in profondità; nonostante alcuni ordini contraddittori e incertezze strategiche dell'alto comando, i reparti dell'8ª Armata marciarono entro la fine di luglio fino alla linea della Vistola e riuscirono a costituire una preziosa testa di ponte a Magnuszew che ai primi di agosto venne difesa nonostante i contrattacchi tedeschiJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 237-240 e 244-247.. Il fronte orientale si stabilizzò per alcuni mesi in questo settore e l'armata poté rafforzare le sue posizioni sulla Vistola in vista della prevista offensiva invernale.

Vittoria a Berlino Il 14 gennaio 1945 il potente "1° Fronte bielorusso" del maresciallo Georgij Žukov diede inizio alla grande offensiva finale a partire dalle teste di ponte sulla Vistola; l'8ª Armata delle guardie del generale Čujkov era stata ammassata nella area di Magnuszew e costituiva l'elemento di punta dell'attacco insieme ai mezzi corazzati della 1ª Armata corazzata delle guardie. L'offensiva raggiunse subito una successo totale: le difese tedesche furono travolte, i reparti d'assalto conquistarono le posizioni e i carri armati avanzarono il primo giorno di 30 chilometriA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 298-299.. I reparti dell'8ª Armata delle guardie parteciparono allo sfondamento e avanzarono altrettanto rapidamente dei mezzi corazzati con tappe di 24-30 chilometri al giornoA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, p. 301.. Il generale Čujkov decise di sfruttare la favorevole occasione e spinse in avanti con la massima energia i suoi uomini senza preoccuparsi dei piani originari; il 17 gennaio 1945 i suoi soldati marciarono per 40 chilometri e il giorno seguente l'8ª Armata delle guardie arrivò alla periferia di Łódź. Dopo aver rischiato di subire un attacco degli aerei sovietici non informati della posizione dei reparti dell'armata, i soldati del generale Čujkov il 19 gennaio 1945 assaltarono di sorpresa la città che venne liberata con estrema facilitàA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 301-302..

L'8ª Armata delle guardie riprese subito l'avanzata; le truppe ormai erano in marcia sulla direttrice di Berlino e comandanti e soldati erano estremamente determinati a raggiungere "l'obiettivo finale" della guerraA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 310-311.. Per guadagnare tempo il generale Čujkov decise di rinunciare ad attaccare la roccaforte di Posen che appariva fortemente difesa e, dopo aver lasciato alcuni reparti per assediarla, aggirò la città da nord e riprese ad avanzare alla massima velocità. L'armata tuttavia era sempre più lontana dalle retrovie del fronte e iniziava soffriva di crescenti carenze di equipaggiamento e munizioni; nonostante queste difficoltà, il 31 gennaio i soldati superarono la debole resistenza di reparti improvvisati tedeschi a Meseritz e arrivarono alla linea dell'Oder che peraltro era già stata superata più a nord dalla 5ª Armata d'assaltoA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, p. 312.. L'8ª Armata raggiunse il fiume a sud della fortezza di Küstrin e il generale Čujkov riuscì entro il 3 febbraio 1945 a costituire una testa di ponte facendo attraversare i suoi soldati nonostanze la mancanza di equipaggiamenti e armamenti adeguatiA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 312-313.. Dopo la costituzione di teste di ponte strategiche sull'Oder, Stalin e lo Stavka decisero di arrestare temporaneamente l'avanzata e riorganizzare le forze prima dell'attacco diretto a Berlino; nonostante il disappunto del generale Čujkov, favorevole a continuare subito l'offensiva, l'8ª Armata delle guardie quindi passò sulla difensiva e consolidò le posizioni raggiunteA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 334-335..

Per due mesi l'8ª Armata delle guardie rimase ferma sull'Oder e riorganizzò e potenziò le sue forze in preparazione della prevista offensiva finale su Berlino; in questo periodo l'armata rafforzò le sue posizioni con azioni locali nella testa di ponte, respinse alcuni attacchi di alleggerimento tedeschi e soprattutto conquistò, alla fine di marzo 1945, l'importante città di Küstrin, sbaragliando i difensori che erano rimasti sulla riva orientale dell'OderA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 387-388.. Il 16 aprile 1945 ebbe inizio finalmente il grande attacco su Berlino e l'8ª Armata delle guardie sferrò l'offensiva principale dopo aver concentrato gran parte delle sue forze nella testa di ponte sull'Oder di fronte alle solide posizioni tedesche sulle alture di SeelowA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 439-441.. I primi assalti incontrarono la tenace resistenza del nemico e, anche per errori tattici da parte del comando superiore sovietico, i soldati dell'armata subirono pesanti perdite i primi tre giorni, attaccando allo scoperto e in massa le alture di Seelow e non riuscirono ad effettuare uno sfondamento in profondità nonostante l'intervento in massa delle poderose riserve corazzate del 1° Fronte bielorussoA. Read/D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 443-456..