La guerra anfibia è un tipo di operazione militare offensiva che usa navi militari per proiettare potenza terrestre ed aerea su una zona di sbarco ostile o potenzialmente taleSpeller, Ian & Tuck, Christopher, Amphibious warfare, Strategy and tactics series, Spellmount, 2001, p.7.

Storicamente queste operazioni erano condotte principalmente tramite le imbarcazioni di servizio delle navi da guerra. A partire dalla campagna di Gallipoli iniziarono ad essere impiegati natanti specificatamente progettati per lo sbarco di truppe, materiali e veicoli, come i mezzi da sbarco, e per l'infiltrazione di commando, quali pattugliatori, gommoni a chiglia rigida e sommergibili tascabili. Il termine "anfibio" fece la sua comparsa negli Stati Uniti negli anni trenta dopo la comparsa dei primi LVT. Ai tempi dell'Impero britannico, le operazioni anfibie erano chiamate "operazioni combinate"Harding, Richard, The Royal Navy, 1930-2000: Innovation And Defense, Taylor & Francis, 2005, p.44. Fin dall'inizio del XX secolo, lo sbarco anfibio di truppe su una testa di ponte costiera è riconosciuta come la più complessa di tutte le manovre militari, la cui esecuzione richiede un intricato coordinamento tra numerose specialità e risorse, quali potere aereo, supporto di fuoco navale, trasporto navale, pianificazione logistica, equipaggiamenti speciali, guerra terrestre, tattiche specifiche ed addestramento intensivo.

Storia Età antica Le testimonianze di guerra anfibia risalgono all'antichità. I Popoli del Mare minacciarono l'Antico Egitto fin dal regno di Akhenaton, come illustrato dai bassorilievi del tempio di Medinet Habu e del complesso templare di Karnak.

Le città-stato elleniche ricorsero regolarmente ad assalti anfibi l'una contro l'altra. Lo sbarco persiano nella battaglia di Maratona del 9 settembre 490 a.C. rimase per 2.400 anni la più grande operazione anfibia mai eseguita, fino allo sbarco di Gallipoli.

I tercios spagnoli Nel 1565 l'isola di Malta fu invasa ed messa sotto assedio dai turchi ottomani. L'isola era un punto chiave strategico del Mar Mediterraneo e la sua eventuale perdita costituiva una minaccia così grave che i regni dell'Europa occidentale inviarono urgentemente forze in soccorso dei Cavalieri di Malta. La missione richiese 4 mesi di preparazione e portò allo sbarco anfibio di 5.000 uomini sull'isola.

Proprio in quegli anni Filippo II di Spagna aveva deciso di creare, in seno all'Armada Española, le prime unità di fanteria specializzate nell'assalto anfibio, specificatamente addestrate al combattimento su e dalle navi. Nascevano così i famosi tercios di Infantería de Marina, assegnati permanentemente alla marina. Anche gli altri paesi europei recepirono l'idea e di conseguenza costituirono i propri corpi di fanteria di marina. Le prime azioni dei fanti di marina spagnoli ebbero come obiettivo i turchi e gli insediamenti di pirati ad Algeri, Malta e Gelves che minacciavano la navigazione ed i commerci. La prima grande operazione fu lo sbarco spagnolo del 25 maggio 1583, durante la battaglia dell'Isola Terceira; gli spagnoli organizzarono anche uno sbarco diversivo per distrarre la guarnigione di 5.000 soldati portoghesi, inglesi e francesi. Furono realizzate particolari chiatte d'altura per scaricare sulla spiaggia i cavalli e 700 pezzi d'artiglieria; speciali lance a remi furono equipaggiate con cannoncini per supportare questi mezzi da sbarco; rifornimenti speciali vennero approntati per essere scaricati e per supportare 11.000 uomini. In totale la forza da sbarco schierava 15.000 uomini, inclusi gli equipaggi di una flotta di 90 navi.

Epoca coloniale

Nel periodo di massima espansione coloniale europea, le operazioni anfibie erano orientate soprattutto all'occupazione di nuovi territori e di snodi lungo le rotte di navigazione. Ormai i vari paesi schieravano forze anfibie, imbarcate sulle flotte, ma organizzate per il combattimento a terra.

Per loro natura gli assalti anfibi sono operazioni altamente complesse, che richiedono la coordinazione di disparati elementi, e di conseguenza sono particolarmente soggette ad esiti disastrosi se non adeguatamente pianificate. Uno dei più spettacolari esempi di questi fallimenti si verificò nel 1741, durante la battaglia di Cartagena de Indias, quando una potente forza da sbarco inglese, per problemi nella catena di comando, fu sconfitta da una più piccola ma meglio organizzata e condotta guarnigione spagnola.

Un altro grande sbarco anfibio, questa volta coronato da successo, fu effettuato dagli inglesi durante l'assedio di Quebec nel 1759, durante la guerra dei sette anni.

Nel 1762 marinai e Royal Marines inglesi presero dal mare le capitali delle Indie orientali spagnole e della Capitaneria generale di Cuba, rispettivamente nella battaglia di Manila e quella dell'Avana. Nel 1776, i Continental Marines, progenitori dell'United States Marine Corps, effettuarono il primo sbarco, coronato da successo, durante la battaglia di Nassau.

Nel 1782, il Grande assedio di Gibilterra, effettuato da forze da sbarco francesi e spagnole, venne respinto dai britannici. Nel 1783, una forza franco-spagnola invase l'isola di Minorca, che nel 1793 subì un altro sbarco e venne catturata dai britannici.

Era moderna e contemporanea

Durante la guerra di Crimea, l'8 agosto 1854 una forza anglo-francese lanciò un assalto anfibio nella battaglia di Bomarsund. Nella guerra civile americana, gli Stati Uniti eseguirono diversi assalti anfibi lungo tutta la linea di costa degli Stati Confederati d'America: Hatteras Inlet e Port Royal, in Carolina del Sud, seguiti dall'Isola di Roanoke in Carolina del Nord, Galveston in Texas, Fort Sumter, Morris Island, James Island e molti altri. L'operazione anfibia più importante fu quella nell'ambito della seconda battaglia di Fort Fisher, all'epoca il più vasto e potente forte del mondo, a protezione dell'accesso a Wilmington; l'attacco fu sferrato da 15.000 uomini e 70 navi con oltre 600 cannoni.

Una prima forma di guerra anfibia in senso moderno si ebbe durante la guerra del Pacifico, nel 1879, e vide il coordinamento di esercito, marina ed unità specializzate. Il primo assalto anfibio di questo conflitto avvenne quando 2.100 soldati cileni conquistarono Pisagua, difesa da 1.200 tra peruviani e boliviani, il 2 novembre 1879. La Marina cilena bombardò le difese costiere dall'alba per diverse ore; seguì lo sbarco su barche a remi di fanti e genieri dell'Esercito cileno, sotto il fuoco nemico. La prima ondata, numericamente inferiore, rimase inchiodata sulla spiaggia, mentre la seconda e la terza ondata riuscirono a vincere la resistenza ed a penetrare nell'entroterra. Alla fine del giorno, l'intero corpo di spedizione di 10.000 uomini era sbarcato ed aveva occupato il porto. Nel 1881 le navi cilene trasportarono circa 30.000 uomini, con il loro equipaggiamento completo, per 800 km, con l'obiettivo di attaccare LimaSee W.F.Sater, "Andean Tragedy", p. 20. I comandanti cileni usarono delle imbarcazioni a fondo piatto appositamente realizzate per sbarcare le truppe nelle acque poco profonde vicino alle spiagge, probabilmente il primo esempio di mezzo da sbarco moderno: "Queste [36 barche a fondo piatto a ridotto pescaggio] potevano sbarcare 3.000 uomini e 12 cannoni in una singola ondata"See Bruce W. Farcau, "The Ten Cents War", p.159.

Le tattiche e le operazioni di sbarco vennero osservate da vicino dai paesi neutrali durante la guerra: due navi della Royal Navy osservarono la battaglia di Pisagua. Il lieutenant Theodorus B. M. Mason della US Navy le evidenziò nel suo rapporto The War on the Pacific Coast of South America. La USS Wachussett, al comando di Alfred Thayer Mahan, stazionò a Callao, in Perù, a protezione degli interessi americani durante le ultime fasi del conflitto e proprio durante questo periodo Mahan formulò il suo concetto di potere marittimo.See "The Ambiguous Relationship: Theodore Roosevelt and Alfred Thayer Mahan" by Richard W. Turk; Greenwood Press, 1987. 183 pgs. page 10See Larrie D. Ferreiro 'Mahan and the "English Club” of Lima, Peru: The Genesis of The Influence of Sea Power upon History', The Journal of Military History — Volume 72, Number 3, July 2008, pp. 901-906.

Nel 1911 durante la guerra italo-turca i fanti di marina italiani sbarcarono sulle spiagge di Tripoli. Nel 1914 gli statunitensi misero alla prova le lezioni apprese nello sbarco sulle spiagge di Veracruz, in occasione della crisi di Tampico con il Messico.

Le operazioni militari anfibie

Un'operazione anfibia ha caratteristiche comuni alle operazioni terrestri, navali ed aeree ma è diversa da ognuna di esse. Le sue fasi essenziali sono quelle di pianificazione e preparazione strategica, il trasferimento in teatro, il disimbarco, lo sbarco di truppe e mezzi, il consolidamento della testa di ponte, la penetrazione nell'entroterra, tutte sotto costante appoggio aereo. Storicamente, il successo di queste fasi vitali dell'operazione, è spesso dipeso dall'organizzazione logistica, dal supporto di fuoco navale e dal supporto aereo ravvicinato. Un altro fattore importante è la varietà e la quantità di veicoli ed equipaggiamenti specializzati in dotazione alla forza da sbarco.

Dal punto di vista organizzativo, quelle anfibie possono essere classificate come raid tattici o operativi, come ad esempio quello su Dieppe, come operazioni in supporto di una più ampia manovra strategica terrestre, come ad esempio l'Operazione Kerch–Eltigen, o addirittura come apertura di un nuovo teatro d'operazione, come nel caso dell'Operazione Avalanche.

L'obiettivo degli sbarchi operativi è generalmente quello di sfruttare la linea di spiaggia quale fianco vulnerabile del nemico, costringendolo al ridispiegamento delle sue forze ed al prematuro uso delle sue riserve, favorendo inoltre lo sforzo di più grandi offensive altrove. Questo tipo di operazione richiede settimane o mesi di preparazione, con l'uso di diverse task forces o anche di una intera flotta per sbarcare una forza dimensionalmente nell'ordine del corpo d'armata. Un esempio è l'Operazione Chromite effettuate durante la battaglia di Incheon durante la guerra di Corea.

Gli sbarchi strategici richiedono un maggiore spiegamento di forze per invadere un territorio nazionale continentale o insulare. Questo tipo di intervento richiede diverse flotte navali ed aeree; la raccolta di informazioni e la pianificazione richiedono oltre un anno di tempo. Sono esempi di questo tipo di operazioni la battaglia di Leyte e lo sbarco in Normandia.

Sebbene la maggior parte delle operazioni anfibie sia diretta contro le spiagge, in assenza di particolare contrasto esse possono sfruttare infrastrutture portuali per sbarcare le truppe direttamente in un contesto urbano. In questo caso truppe, veicoli e materiali possono essere scaricati da navi non specializzate, sfruttando le attrezzature e le strutture dei moli.

Operazioni contemporanee famose

La prima guerra mondiale segnò l'inizio delle prime operazioni di guerra anfibia moderna. Tuttavia, tattiche ed equipaggiamenti erano ancora rudimentali e richiedevano una buona dose di improvvisazione.

In quel periodo, la Royal Marine Light Infantry (RMLI, fusa negli anni venti con la Royal Marine Artillery per formare i Royal Marines) veniva impiegata principalmente a bordo delle navi della Royal Navy per mantenere la disciplina e come serventi dei cannoni di bordo. Nel 1914 diede vita ad una nuova divisione della Royal Navy, la Royal Naval Division, per combattere come forza terrestre; tuttavia, durante il conflitto, le truppe impiegate negli sbarchi anfibi furono sempre fornite dal British Army.