Tra i fondatori del PCd'I Discendente di una casata di ferventi rivoluzionariSenato della Repubblica - seduta del 27 aprile 1954Rassegna storica del Risorgimento , Lombardo-VenetoDizionario biografico del Risorgimento Cremonese – Società storica cremoneseRisorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, si accostò alla politica fin dall'età adolescenziale, frequentando con passione i circoli giovanili socialisti di Cremona..
Allo scoppio della prima guerra mondiale condivise la dottrina dei bolscevichi di Lenin, intravedendo nell'imperialismo e nella spartizione dei mercati mondiali l'effettiva ragione del conflitto. Contrario all'entrata in guerra dell'Italia si associò allo schieramento neutralista, prendendo parte a vigorose manifestazioni di protesta, sfociate nella battaglia di Porta Mosa (Cremona, 14 maggio 1915).
Nel settembre 1916, con il paese impegnato nella Grande guerra e con l'esigenza di ampliare l'esercito, fu costretto ad arruolarsi nonostante il profondo dissenso ideologico. Avviato all'Accademia Militare di Modena, istituto di formazione militare a carattere universitario, fu designato Tenente di Complemento e imbarcato per la Libia.
Riprese ad occuparsi attivamente di politica al termine delle ostilità; fu socialista schedato dal 1919.Informazioni trasmesse dalla Legione Territoriale dei Carabinieri Regi di Verona al Giudice Istruttore presso il Tribunale Militare di Milano e al Comando dell'Arma dei Carabinieri Regi di Roma - documenti del 18/01/1927 e 05/02/1927 relativi al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.32 e 35)Cenno biografico trasmesso dalla Regia Questura di Cremona al Giudice Istruttore presso il Tribunale Militare di Milano - documento del 17/01/1927 relativo al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.33)Cenno biografico stilato dalla Prefettura di Cremona - documento del 22/12/1926 relativo al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.26). Fortemente ispirato al modello marxista che Lenin aveva tratteggiato per il partito russo, promosse l'emergente dottrina rivoluzionaria di Amadeo Bordiga. Favorito da un ottimo livello culturale, durante il 1920 si distinse come esponente di rilievo nell'ala comunista-astensionista del PSI cremoneseEnciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza - vol I (A-C), p. 701 e nel gennaio 1921 fu membro della fazione bordighista durante il XVII Congresso Socialista a Livorno. Ottenuta l'auspicata scissione interna, fu tra gli storici fondatori del Partito Comunista d'Italia., sezione italiana della Terza Internazionale Comunista.
L'attività politica Rientrato a Cremona, si adoperò all'istituzione della locale Federazione comunistaAnche il PCd'I nasce a Cremona nel 1921 Welfare Cremona NetworkLa resistenza nel cremonese, ANPI Cremona 1986 - pp. 271 e 279Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza - vol IV (N-Q), p. 745.. In sintonia con le disposizioni prescritte ritenne necessario dar vita a un ambiente ferocemente ostile alla società borghese, basato su concetti puri di lotta per la libertà e la democrazia. In collaborazione con il compagno Dante Bernamonti fu ideata l'edizione del settimanale cremonese L'eco dei ComunistiIl Partito Comunista d'Italia, gli Internazionalisti, redatto in partecipazione con L'Ordine Nuovo di Antonio Gramsci, quotidiano ed organo ufficiale del PCd'I.
Nel maggio 1921 fu candidato comunista alle elezioni politiche per il comune di Cremona.. In un contesto di fondato turbamento imperversò la furia fascista, durante la campagna elettorale i morti in provincia furono 145 (se ne contarono 40 il solo giorno del voto).
A causa della sua ideologia cadde anch'egli vittima di numerose aggressioni di matrice squadrista. In seguito alle violenze, culminate con la morte dei compagni Ghinaglia e Boldori, si delineò come fervente comiziante e propagandista antifascista. Tenendo conferenze pubbliche e private condannò fermamente ogni angheria. Conseguentemente a ciò, nell'autunno del 1922 venne ufficialmente bandito da Cremona.1924–1926: Cremona nelle pagine de “l'Unità”. Giuseppe Azzoni. Perseguitato.Sotto il ras Farinacci ci fu chi non mollò, Giuseppe Azzoni, si diresse segretamente a Milano dove iniziò a esercitare la professione di avvocatoL'Unità, 27 maggio 1924 - archivio storico, ricavandosi un proprio studio legale.
Durante il 1923 si mise in contatto con i più noti comunisti del territorio milanese, delineandosi fra i più attivi divulgatori di teorie marxiste-leninisteInformazioni trasmesse dalla Regia Questura di Milano al Giudice Istruttore presso il Tribunale Militare di Milano - documento del 21/01/1927 relativo al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.37). Nel febbraio 1924 venne ingaggiato come giornalista presso L'UnitàFerragni Rosolino - biografia Quinterna, neonato quotidiano italiano e organo di stampa ufficiale del PCd'I, e durante l'estate fu nominato Segretario del Comitato Provinciale di Milano del Soccorso Rosso InternazionaleInformazioni trasmesse dalla Legione Territoriale dei Carabinieri Regi di Milano al Giudice Istruttore presso il Tribunale Militare di Milano e al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri Regi di Roma - documenti del 20/01/1927 e 04/02/1927 relativi al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.31 e 36).
Sospettato, nel novembre 1924 fu oggetto di un'inattesa perquisizione nel suo studio legale. Al termine dell'operazione fu denunciatoL'Unità, 24 gennaio 1925 - archivio storico per detenzione di copioso materiale clandestino di indole sovversiva. Accertate le effettive mansioni venne disposto in arresto; resosi irreperibile fu ricercato per la cattura.
Vincolato in un sorta di clandestinità, nel gennaio 1925 fu designato Segretario della Federazione milanese del PCd'I. Prese parte a riunioni segrete con la Dirigenza CentraleL'Unità, 01 ottobre 1925 - archivio storico, esplicò assistenza legale ai compagni iscritti al partitoL'Unità, 05 marzo 1925 - archivio storicoL'Unità, 30 aprile 1925 - archivio storicoL'Unità, 09 maggio 1925 - archivio storico e fu incaricato della diramazione verso le sedi periferiche di ordinanze e direttive emesse dal Comitato CentraleArchivio di Stato di Parma , Questura Schedario, f. Gorreri Mario, rapporto del commissariato di Oltretorrente del 10 dicembre 1924. Al fine di corrispondere con i compagni eludendo la cattura fu obbligato ad avvalersi di uno pseudonimo, "Malvicini"Autobiografia di un sindaco , Giuseppe Schiavon - p. 50.
Fermo sostenitore di teorie marxiste-leniniste, durante l'estate 1925 caldeggiò la polemica nei confronti dell'atteggiamento assunto dalla direzione centrista di Gramsci e Togliatti, giudicando il socialismo in un solo paese (filosofia elaborata da Stalin dopo la morte di Lenin) un nitido tradimento ideologico dell'originale rivoluzione mondiale. Perseverante su posizioni proprie della Sinistra Comunista fu destituito dai suoi incarichi a conclusione del III Congresso del PCd'I, convegno che si tenne a Lione nel gennaio 1926 e che consacrò l'allineamento a Stalin e ai nuovi dettami politici sovietici.
Svincolato da responsabilità condivise il progetto d'istituire un Ufficio Giuridico comunista, con l'obiettivo d'intraprendere assistenza legale ai compagni iscritti al partitoL'Unità, 09 dicembre 1925 - archivio storico. Alla nascita della struttura ne fu designato responsabile nazionale (congiuntamente all'On. Riboldi e all'On. BuffoniTribunale Militare di Milano, interrogatorio dell'imputato Rosolino Ferragni - documento del 22/04/1927 relativo al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.50)), coordinando una sezione di avvocati comunisti distribuiti sull'intero territorio italianoL'Unità, 24 febbraio 1926 - archivio storicoL'Unità, 23 aprile 1926 - archivio storicoL'Unità, 24 aprile 1926 - archivio storico. Braccato, nell’estate 1926 azzardò senza successo l’espatrio FranciaIl Regime Fascista,15 settembre 1926 - archivio storico.
La repressione fascista La mattina del 12 settembre 1926 venne raggiunto nel proprio alloggio di Milano dagli agenti della Polizia politica e arrestato su richiesta della Questura di Bologna. Durante la stessa operazione furono arrestati i compagni Umberto Terracini e Aladino Bibolotti, rispettivamente redattore ed amministratore del quotidiano L'UnitàL'Unità, 14 settembre 1926 - archivio storico. Tradotto a BolognaL'Unità, 22 settembre 1926 - archivio storicoL'Unità, 29 settembre 1926 - archivio storico fu ufficialmente denunciato per cospirazione contro lo Stato ed eccitamento all'odio di classe; ricondotto a Milano venne imprigionato nel carcere di San Vittore in attesa di processo. Nel dicembre 1926 la relativa istruttoria penale, avviata dalla magistratura ordinaria, passò di competenza al neo costituito Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato. Durante il 1927 fu oggetto di ulteriori mandati di catturaMandato di cattura emesso dal Tribunale del Corpo di Armata Territoriale di Milano (III) - documento del 20/05/1927 relativo al processo dell'imputato avv. Rosolino Ferragni (Vol.25 - fogl.46) e venne indagato al fine di verificare una sua presunta cooperazione al complotto che sfociò nell'attentato contro Benito Mussolini, occorso a Bologna il 31 ottobre 1926.
Il 28 maggio 1928 fu citato in giudizio nel primo grande processo politico d'Italia, storicamente noto come Processone, nel quale vennero sentenziati i diciotto massimi dirigenti del Comitato Centrale del PCd'IL'Unità, 08 ottobre 1927 - archivio storico, quindici dirigenti di secondo piano e altri semplici militanti..
Il 4 giugno 1928 fu risolutivamente condannato a 16 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione,11.200 lire di multa, interdizione perpetua dai pubblici uffici e tre anni di vigilanza specialeLe sentenze del Tribunale Speciale I e II trimestre - ANPI..
Terminato il processo fu condotto nelle carceri di Lucca e per tre anni detenuto in regime di segregazione cellulare, con obbligo di continua permanenza in cella d'isolamento, esclusione dagli spazi aperti durante le ore diurne e perdita d'abitudine alla luce. Scontato l'aggravamento della pena fu ordinariamente detenuto a Civitavecchia, Pianosa, Finalborgo, Pallanza e Cremona...
Nell'estate 1934 la pena carceraria fu tramutata in libertà vigilata; il 26 settembre fu scarcerato e qualificato "comunista libero vigilato" con obbligo di domicilio a Cremona. Il suo nominativo venne inserito in una lista di persone da arrestare in determinate circostanze.
Sebbene vigilato, si accostò rapidamente all'esiguo nucleo antifascista cremonese, smembrato da anni di arresti e ormai ridotto a poche unità. Nell'ottobre 1936, intercettate le riunioni clandestine di carattere cospirativo, fu celermente posto in arresto. La relativa indagine, avviata dal Prefetto di Cremona, rese noto un traffico illegale di corrispondenza politica e stampa francese, indirizzata e custodita in un'abitazione di sua proprietà. Seguirono anni di forzata remissione.
Riprese a promuovere operosa propaganda antifascista nell'estate 1940, successivamente all'invasione delle truppe di Mussolini nel sud della Francia. Unitamente allo sdegno generato dall'entrata in guerra dell'Italia, promosse l'insistente disappunto nei confronti della politica di Stalin che, in seguito alla sottoscrizione del trattato di non aggressione con Hitler (patto Molotov-Ribbentrop), procurò scompiglio e disorientamento tra le file dei democratici italiani, approdati ai principi del comunismo proprio in funzione dell'antifascismo e dell'antinazismo.