Fu due volte candidato alla carica di Presidente della Colombia. La prima volta nel 1982, come rappresentante del movimento politico Nuevo Liberalismo da lui stesso fondato nel 1979, ma fu sconfitto da Belisario Betancur. Il movimento era una corrente del Partito Liberale Colombiano e con la mediazione dell'ex-presidente liberale Julio César Turbay Ayala, Galán rientrò nelle file del Partito Liberale e ritornò in corsa alle presidenziali del 1990.
Fervente avversario dei famigerati cartelli della droga colombiani, era considerato il favorito alle Presidenziali del 1990N. Bedoya, Colombia Reports - Colombia marks 25th anniversary of Galan’s assassination - 10 agosto 2014- Consultato il 21 febbraio 2016: venne assassinato il 18 agosto 1989 durante un comizio pubblico nella città di Soacha, nel dipartimento di Cundinamarca, dinnanzi a 10.000 personeNew York Times - Colombian Presidential Candidate Is Slain at Rally, 19 agosto 1989- Consultato il 21 febbraio 2016 per ordine dei signori della droga Pablo Escobar e José Gonzalo Rodríguez GachaC. Corbett, Colombia Reports - Luis Carlos Galan (profile) - 17 settembre 2014- Consultato il 21 febbraio 2016.
Biografia Galán nacque il 29 settembre 1943 a Bucaramanga, Santander, nel nord-est della Colombia. Ebbe un'infanzia felice, con forti legami familiari, affettuosi e talvolta austeri, dato che aveva 12 fratelli. La famiglia si trasferì a Bogotà nel 1949. A Bogotà Galán fu iscritto al Colegio Americano nel 1950. Durante i suoi studi lì e a soli 8 anni, partecipò a una marcia contro il presidente del Partito Conservatore Laureano Gómez e ebbe l'idea di arruolarsi con i guerriglieri liberali. Due anni dopo fu trasferito al Colegio Antonio Nariño.
Da giovane adolescente, a 14 anni, ebbe modo di partecipare ai movimenti studenteschi del 1957 contro il regime dittatoriale del presidente Gustavo Rojas Pinilla, venendo arrestato durante le proteste e passando anche una notte in prigione nonostante la sua giovane etàBanco de la República, scheda su Galán Sarmiento, Luis Carlo - Consultato il 23 febbraio 2016. Nel 1960 si diplomò e si iscrisse alla facoltà di Legge e Economia della Pontifical Xavierian University di Bogotà. Le sue idee liberali emersero durante gli anni accademici, in cui fondò anche una rivista (Vértice) di stampo liberale in un ambiente per lo più conservatore; la rivista lo avvicinò anche al mondo del giornalismo.
Ebbe anche modo di avvicinare personalità di spicco del Partito Liberale Colombiano, tra cui il futuro Presidente della Colombia Carlos Lleras Restrepo (che apprezzando il lavoro di Galán decise di scrivere per la sua rivista) e Eduardo Santos, editore del giornale El Tiempo, il più venduto in Colombia, nonché ex-presidente liberale, che ne elogiò le capacità giornalistiche. Nel 1965 si laureò e iniziò proprio sul Tiempo una folgorante carriera di giornalista ed editorialista.
L'attività di giornalista L'attività nel Tiempo lo portò a diventare un giornalista ed editorialista affermato. Ciò gli fece guadagnare la posizione di assistente del direttore e più avanti la qualifica di membro del Direttorio Esecutivo nel giornale con il sostegno di Eduardo Santos prima e del direttore Roberto García Peña poi. Scriveva anche per il settimanale Nueva Forntera, fondato dall'ex-presidente Carlos Lleras, di cui fu direttore nel 1976 dopo essere tornato dall'Italia. Come giornalista Galán scrisse non meno di 150 editoriali, seguiti da altri 150 durante la sua attività nel Tiempo.
Nel 1976 Galán scrisse un articolo in uno degli editoriali di Nueva Frontera in cui denunciava l'esistenza del narcotraffico e che i gruppi mafiosi stavano influenzando la struttura sociale della Colombia. Denunciò anche il clientelismo, la corruzione dei valori morali e la perdita di valori collettivi, preannunciando il futuro della Colombia. Un aneddoto racconta che, durante un'intervista all'appena eletto presidente Misael Pastrana Borrero, Galán rimase sorpreso dalle parole del presidente che annunciava, nel bel mezzo dell'intervista, che lo avrebbe nominato Ministro dell'Istruzione.
Carriera politica Nel 1970 Galán fu nominato Ministro dell'Educazione Nazionale durante la presidenza di Misael Pastrana. Il suo mandato come ministro fu caratterizzato dalle politiche sociali progressiste, ma non furono considerate di grande successo. Nel 1972 Galán fu scelto come Ambasciatore di Colombia in Italia e successivamente, nel 1974, mentre era ancora ambasciatore, fu nominato rappresentante della Colombia alla FAO. Sotto l'influenza dell'ex-presidente Lleras e dopo aver diretto la rivista Nueva Frontera per sette anni, nel 1976 Galán corse per la carica di consigliere comunale nel comune di Oiba, nella zona nord-orientale del dipartimento di Santander. Negli anni 1977 e 1978 Galán si prodigò molto per la rielezione di Carlos Lleras a presidente della Colombia mentre lui si impegnava per la propria elezione a membro del Senato. Lleras non fu rieletto, ma Galán fu eletto Senatore di Colombia rappresentando il dipartimento di Santander.
Il 30 novembre 1979 Galán fondò un nuovo partito dal nome Nuevo Liberalismo, vicino al Partito Liberale Colombiano. Durante gli anni '80 la Colombia fu messa sotto assedio dai violenti cartelli della droga, in particolar modo dal cartello di Medellín che aveva guadagnato una grandissima influenza ricattando o assassinando molti ufficiali. Galán vide in questo un grave pericolo per la Colombia e la sua società.
Nel 1980 Galán venne eletto consigliere comunale della capitale, Bogotà, per poi essere nominato l'anno seguente come possibile candidato per la presidenza di Colombia tra le divisioni del Partito Liberale, volendo sfidare la maggioranza del partito guidata da Alfonso López Michelsen e poi dal presidente Julio César Turbay Ayala, ma i votanti premiarono il candidato conservatore Belisario Betancur Cuartas. Galán ottenne comunque un buon risultato nonostante la sconfitta; il suo partito guadagnò il 10% dei voti totali vincendo in 21 delle 23 Assemblee di dipartimento e Galàn venne rieletto come senatore, ma fu criticato dal Partito Liberale per aver creato divisioni all'interno del partito e aver perso infine le elezioni. Nel 1982 il boss del cartello di Medellín Pablo Escobar cercò di infiltrarsi tra le file del partito di Galán. Galán lo rifiutò pubblicamente di fronte a migliaia di suoi sostenitori provenienti da Antioquia e da tutta la Colombia.
La carriera di Galán era ancora in ascesa. Nel 1986 si astenne dal partecipare alla corsa presidenziale per prevenire ulteriori divisioni all'interno del Partito Liberale e ciò gli permise di essere eletto per la terza volta Senatore. Questa sua mossa fece in modo che il Partito Liberale riguadagnasse la carica di Presidente con l'elezione di Virgilio Barco Vargas, ma a un costo terribile per il suo partito, che perse il 50% dei voti ottenuti nelle elezioni precedenti. Fu solo grazie alla mediazione dell'ex-presidente Julio César Turbay che Galán rientrò nel partito nel 1987, deciso più che mai a vincere le primarie per candidarsi per la seconda volta alla carica di presidente. Galán non riusciva più a sopportare la violenza e la corruzione che i cartelli della droga guidati da Pablo Escobar e Gonzalo Rodríguez Gacha, soprannominato "El Mexicano", stavano imponendo alla Colombia e cercò quindi di dare il suo supporto al debole governo togliendo la bilancia del potere dalle mani dei suoi pericolosi nemici.
Il Nuevo Liberalismo appoggiò il governo, ricevendo la scrivania del Ministero dell'Agricoltura nella persona di Gabriel Rossas Vega, e il Partito Liberale guadagnò un solido legame, che si consolidò successivamente quando Galán vinse le primarie del Partito Liberale. La popolarità di Galán intanto cresceva grazie al suo aperto criticismo e alla sua denuncia verso la violenza dei cartelli, promettendo di estradare i narcotrafficanti negli Stati Uniti. Il 4 luglio 1989 annunciò che avrebbe corso per la carica all'Hotel Tequendama di Bogotà: la sua popolarità volò al 60%. Nel mentre, Escobar si mise in testa di candidarsi come deputato e trovò un aiuto in Alberto Santofimio, capo politico del dipartimento di Tolima, affiliato sia con una fazione del Partito Liberale guidata da Alfonso López Michelsen sia con il movimento chiamato Movimiento de Renovación Liberal, che lo nominò sostituto di Jairo Rojas.
L'assassinio Galán ricevette le prime minacce di morte tramite alcune chiamate al suo telefono di casa dopo il congresso del Partito Liberale che nominò il candidato alle presidenziali. Furono lasciati dei volantini nella cassetta postale che minacciavano l'uccisione o il rapimento dei suoi figli. Il 4 agosto 1989 fu sventato un primo tentativo di uccidere Galán con un RPG (lanciarazzi) mentre visitava Medellín. L'attentato non ebbe successo grazie agli uomini di Waldemar Franklin Quintero, il comandante della Polizia nazionale della Colombia di Antioquia. Ad accompagnare Quintero e Galán vi era il sindaco di Medellín, Pedro Pablo Paláez; sia Paláez sia Quintero sarebbero stati assassinati poche settimane dopo. Dopo l'attentato fallito, Galán e la sua famiglia limitarono i viaggi, soprattutto notturni.
Successivamente, lo staff di Galán venne informato dai servizi segreti colombiani della presenza in Bogotà di un gruppo di cecchini pagati per ucciderlo. Il suo staff gli suggerì di non proseguire il tour elettorale nella città di Soacha, ma di recarsi a Valledupar, ritenendo il percorso più adatto dal momento che Galán venne anche invitato a presenziare una partita di calcio per la qualificazione ai campionato mondiale di calcio del 1990 nella vicina Barranquilla, nella quale stava per giocare la Nazionale di calcio della Colombia. All'ultimo momento, però, Galàn cambiò idea e ordinò al suo staff di prepararsi per andare a Soacha. Galán fu ucciso mentre saliva sul palco per un comizio di fronte a 10.000 persone a Soacha il 18 agosto 1989. Nella sparatoria, altri 2 persone furono uccise e altri 10 furono ferite.
I cartelli della droga colombiani erano preoccupati riguardo alla possibile approvazione nel Congresso del trattato di estradizione con gli Stati Uniti e gli avversari politici erano spaventati dalla crescita di potere di Galán che avrebbe isolato molti di loro dagli elettori. Stando alla testimonianza di John Jairo Velásquez, detto "Popeye", e di Luis Carlos Aguilar, detto "El Mugre", ex sicari di Pablo Escobar, l'assassinio era stato pianificato in una fattoria da Escobar, José Gonzalo Rodríguez Gacha, dal leader politico liberale Alberto Santofimio e altri. Velàsquez affermò che Santofimio ebbe una certa influenza sulla decisione di Escobar e che aveva sentito Santofimio dire "uccidilo Pablo, uccidilo!". Santofimio disse a Escobar che se Galán fosse diventato presidente, lo avrebbe fatto estradare negli Stati Uniti. Altri potenziali mandanti furono menzionati da "Ernesto Baez", un ex membro del gruppo paramilitare Autodefensas Unidas de Colombia, che testimoniò affermando che l'assassinio di Galán venne organizzato dalla mafia colombiana con la partecipazione di membri corrotti dell'esercito e del DAS.
Dopo la morte