La grammatica persiana () è simile a quella di molte altre lingue indoeuropee, in particolare quelle della famiglia indoiranica. Con il medio persiano, il persiano è diventato maggiormente analitico, perdendo il genere e mantenendo poche desinenenze per i casi; il persiano moderno ha ereditato tutte queste peculiarità.
Tipologia sintattica Il persiano segue un ordine di tipo SOV. من کتاب را خریدم man ketāb rā kharidam 'io ho comprato il libro' (il verbo "ho comprato" è خریدم, alla fine della frase). Ci sono tuttavia alcune eccezioni, soprattutto nel contesto informale, come la seguente: میروم خانه miravam khāne 'vado a casa' (il verbo 'vado' è میروم, che in questo caso è il primo elemento della frase).
Marcatore dell'oggetto diretto: را (rā) In persiano l'oggetto diretto di una frase viene (quasi) sempre marcato tramite la particella را, la quale è posta sempre dopo l'oggetto a cui si riferisce. یک پرنده را دیدم yek parandeh rā didam 'ho visto un uccello' (vedere (دیدن) è un verbo transitivo, quindi richiede l'uso di را).
Sostantivi Genere Come anticipato precedentemente, non esiste il genere grammaticale. Esistono due numeri (singolare e plurale). È noto come il persiano moderno sia fortemente influenzato dall'arabo nel lessico, tuttavia il genere (esistente in arabo) dei prestiti arabi è stato perduto in persiano. Ad ogni modo alcuni vocaboli arabi di genere femminile sono ancora identificabili in persiano dalla terminazione caratteristica in ه- (derivante dalla ta marbuta (ة-) dell'arabo classico).
Plurale Vengono usati due suffissi: ها (hā) e ان (ān). Di questi suffissi solo il primo può essere usato per qualsiasi sostantivo. جشن --> جشنها, ma NON جشنان; in contesti formali possono essere accettati anche i plurali fratti tipici dell'arabo ( ad esempio: ra'is --> ro'asā').
Pronomi soggetto +Pronomi formali Persona Singolare Plurale 1 man مَن mā ما 2 to تو shomā شُما 3 u او (umani) ān آن (non-umani) ānhā آنها (non-umani/umani),ishān ایشان (solo per umani e formale)
+Pronomi informali Persona Singolare Plurale 1 man مَن mā ما 2 to تو shomā شُما 3 u اوishun ایشان* (onorifico) unhā/unā آنها (comune),ishun ایشان (onorifico)
Verbo Il sistema verbale della lingua persiana è caratterizzato da una notevole regolarità. Infatti, escludendo il verbo بودن (budan, che significa 'essere'), per gli altri verbi è possibile formare qualsiasi tempo e modo semplicemente aggiungendo desinenze fisse a due radici, rispettivamente passata e presente (le radici sono le uniche forme per cui è difficile individuare degli schemi fissi, quindi vanno imparate a memoria). Tale regolarità è del tutto assente in gran parte delle lingue europee (si pensi alle numerose irregolarità dei verbi italiani). Si prenda ad esempio il verbo دیدن (didan, cioè 'vedere'): la sua radice passata è did (ricavabile togliendo 'an'), mentre la radice presente è bin.
Desinenze personali ـم (-am) (prima persona singolare) = 'io' ـی (-i) (seconda persona singolare) = 'tu' ـد (-ad) (terza persona singolare), pronunciata colloquialmente -e = 'egli, ella' ـیم (-im) (prima persona plurale) = 'noi' ـید (-id) (seconda persona plurale), pronunciata colloquialmente -in = 'voi' (plurale o cortese) ـند (-and) (terza persona plurale), pronunciata colloquialmente -an = 'essi'
Passato semplice Questo tempo viene formato aggiungendo le desinenze personali alla radice del passato. La terza persona singolare non ha nessuna terminazione oltre la radice: من گرفتم man gereftam 'Io ho preso/presi' توگرفتی to gerefti او گرفت u gereft ما گرفتیم mā gereftim شما گرفتید šomā gereftid آنها گرفتند ānhā gereftand
Presente del verbo 'essere' Il verbo بودن budan (essere) è completamente irregolare nel presente in quanto non possiede una radice per tale tempo (in realtà esiste la radice 'bāsh-', ma viene utilizzata solo per formare il congiuntivo e l'imperativo). La sua forma più usata consiste nei seguenti suffissi enclitici:
ام am 'io sono' اى i 'tu sei' است ast 'egli, ella, è' (pronunciato informalmente e) ايم im 'noi siamo' ايد id 'voi siete' (plurale o cortese) اند and 'essi sono'
Esempi: من یک آموزگار ام man yek āmuzegār am "io sono un insegnante" تو دوستم ای to dustam i "tu sei il mio amico/la mia amica"
Esiste anche una forma più forte del verbo essere, che in italiano può essere resa più correttamente tramite il verbo 'esistere' o 'esserci':Mace (2003), p.97. هستم hastam 'I (ci) sono/esisto' ھستی hasti ھست hast ھستيم hastim ھستيد hastid ھستند hastand Nella lingua formale e scritta viene usato anche il verbo composto وجود داشتن (vojud dāshtan) con lo stesso significato (il sostantivo وجود proviene dalla radice triconsonantica araba و-ج-د, che esprime il concetto di 'trovare/trovarsi').
Verbi composti Spesso i verbi persiani sono formati da un sostantivo (molte volte di origine araba) seguito da un verbo vero e proprio (quasi sempre con radice indigena persiana). Il verbo semplice più utilizzato per costruire composti è کردن (kardan, 'fare' (tuttavia non viene mai usato da solo con il significato di 'fare'); ecco alcuni esempi di composti con questo verbo:
گوش کردن gush kardan, 'ascoltare': gush significa 'orecchio', quindi l'espressione complessiva letteralmente significherebbe 'fare orecchio'. استخراج کردن estekhrāj kardan, 'estrarre': استخراج è arabo e significa 'estrazione' (la forma è 'istif?āl'). Vengono usate altre basi verbali oltre a kardan per formare composti, ecco le più frequenti: زدن zadan (radice presente 'zan-'), significa 'colpire': حرف زدن harf zadan, 'parlare' (حرف significa 'lettera' in arabo). شدن shodan (radice presente 'shav-'), significa 'diventare' e viene usato spesso per formare il passivo dei verbi: پیروز شدن piruz shodan, 'vincere'. دادن dādan (radice presente 'dah-'), significa 'dare': قول دادن qoul dādan, 'promettere' (letteralmente 'dare la parola', perifrasi esistente anche in italiano).
Note
persiana Categoria:Lingua persiana