Turdus è un genere di uccelli passeriformi della famiglia dei Turdidi.
I membri del genere Turdus sono uccelli di dimensioni medie dal piumaggio perlopiù mimetico; prevalentemente terricoli, in volo sono rapidi e agili. Una buona metà delle specie frequenta ambienti situati nella fascia altitudinale inferiore ai 2.000 metri, ma alcune possono spingersi oltre i 4.000 metri di quota. Prediligono ambienti boschivi aperti per la nidificazione e ambienti aperti o semiaperti con facile accesso al suolo per la ricerca del cibo. Diverse specie dimostrano una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali. Alcune si lasciano avvicinare facilmente e diventano familiari fino a entrare nella società e nella cultura umana. In Europa questo ruolo è ricoperto dal merlo, nell'America del nord dal tordo migratore americano, in Brasile dal tordo rufiventre e in Cile dal tordo australe. Sono onnivori, con una dieta determinata dalle necessità fisiologiche e caratterizzata da variabilità stagionale. Nell'emisfero settentrionale la stagione riproduttiva va da marzo-aprile fino alla fine di agosto, mentre nell’emisfero sud può protrarsi per tutto l'anno, con l'attività principale durante la stagione delle piogge. Raggiungono la maturità sessuale a dodici mesi e depongono da due a sei uova per ogni covata. Predati da mammiferi, serpenti e rapaci, contribuiscono alla conservazione delle specie predatrici, risultando utili nella regolazione delle popolazioni di invertebrati e nella propagazione delle specie vegetali che forniscono loro nutrimento, con implicazioni positive per la biodiversità.
Delle 84 specie appartenenti al genere Turdus, il 46% risiede nell'ecozona neotropicale (Messico meridionale, America centrale e meridionale) e solo un terzo è migratore. Predati da corvidi, rapaci diurni e notturni, serpenti e vari mammiferi, i tordi sono afflitti da un cospicuo numero di parassiti interni ed esterni, alcuni dei quali possono interessare anche l'uomo. Presentano uno stato di conservazione relativamente favorevole: infatti, 71 specie sono classificate nella categoria Quasi minacciate nella Lista Rossa delle Specie Minacciate dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Distruzione e degrado dell'habitat sono all'origine della diminuzione degli effettivi di alcune specie. Cacciati fin dall'antichità, i tordi sono utilizzati come richiami per la caccia e per la partecipazione a gare di canto.
Tra le più antiche raffigurazioni in cui sono rappresentati figurano gli affreschi etruschi della Tomba del triclinio, risalenti all'inizio del V secolo a.C. Affreschi raffiguranti nature morte con questi uccelli, destinati alle mense, sono stati rinvenuti nelle ville di Ercolano e di Pompei, e nella Villa di Livia a Prima Porta, a Roma. Sul finire del Cinquecento e nei primi anni del Seicento abbondano le tele con tordi appesi a frollare o riversi sui banconi, insieme a molta altra selvaggina. Il merlo e il tordo sono citati da scrittori e poeti in relazione ai loro versi, ai comportamenti e alle abitudini. La palma di cantore malinconico e raffinato spetta al tordo, mentre il merlo si distingue per il suo fischio sonoro e per il ciangottio petulante.
Descrizione
Sono uccelli di medie dimensioni. La lunghezza totale varia tra i 22 e i 27 cm, l'apertura alare tra i 34 e i 40 cm, e il peso da 66 a 140 grammi, con variazioni in base al sesso e alle stagioni. Il piumaggio del dorso varia dal marrone o grigio, al blu, castano o arancione, talvolta con vistose macchie alari e solitamente punteggiato (specie nei giovani); le parti inferiori hanno una colorazione di fondo biancastra più o meno macchiettata, eccezion fatta per alcune specie (merlo, merlo dal collare e altri merli tropicali) che presentano nei maschi un piumaggio decisamente nero e nelle femmine più scuro. Le ali sono prevalentemente arrotondate, la coda quadrata o leggermente arrotondata. Il becco è robusto e lievemente incurvato, di colore bruno (ma anche giallo o arancione nel maschio adulto di alcune specie), in genere con una base gialla; spesso la mandibola superiore sporge rispetto a quella inferiore e ha la punta ricurva verso il basso. È adatto a un'alimentazione a base di insetti e semi, ma può anche servire per rompere il guscio delle uova di altri uccelli, come nel caso del tordo eremita ''T. eremita'' ha un robusto becco e particolare lingua con la punta a pennello, che gli permette di consumare agevolmente il contenuto delle uova.. Il tarso è lungo rispetto alle dimensioni del corpo; zampe e piedi sono robusti e, in alcune specie come il merlo e la tordela, rappresentano un importante strumento per scavare nella neve e nel terreno alla ricerca di cibo. il dimorfismo sessuale è abbastanza pronunciato, considerato che solo il 20-25% delle specie non presenta marcate differenze tra i sessi. I giovani assomigliano alle femmine, che sono generalmente un po' più piccole dei maschi adulti e presentano un piumaggio più chiaro e opaco. La tordela è la specie più grande del genere, con una lunghezza totale di 27 cm e un peso di 100-140 gLe note che si riferiscono al Rapporto I Tordi in Italia... di Alessandro Andreotti et al. sono riferite rispettivamente alle pagine indicate di seguito: “Descrizione” p. 109, “Biologia” p. 110, “Alimentazione” p. 72, “Riproduzione” p. 95, “Migrazioni” p. 24, “Tabella 2”: T. merula p. 111, T. philomelos p. 71, T. pilaris p. 98, T. torquatus p. 128, T. viscivorus p. 60, In Italia p.40.
Gli individui nati nell’anno, una volta completata la crescita del piumaggio giovanile, effettuano una muta durante la quale rinnovano il piumaggio del corpo e sostituiscono le penne dell’ala in modo variabile a seconda della specie. L’adulto, invece, compie una muta post-riproduttiva completa.
Nei turdidi, come in altre famiglie, possono verificarsi mutazioni derivanti da cambiamenti genetici, trasmessi di generazione in generazione. Nei tordi, le mutazioni sono caratterizzate da diverse colorazioni, come riportato di seguito per alcune specie: tordo bottaccio: mutazione brown (colore giallo senape o arancio a seconda della stagione), mutazione satin (colore bianco con leggera pigmentazione nera alla base della piuma e occhi neri) e mutazione albina (colore bianco con occhi rossi); tordo sassello: mutazione marrone e mutazione satin; merlo: mutazione albina, mutazione satin, mutazione grizzly (tricolore), mutazione Siam, mutazione blu o grigia, mutazione agata, pastello e marrone.
Possono inoltre verificarsi incroci interspecifici, che comportano differenze anche nel piumaggio, come nei seguenti casi: T. atrogularis × T. ruficollis, T. eunomus × T. naumanni, T. iliacus × T. pilaris, T. ruficollis ruficollis × T. naumanni naumanni e T. smithi × T. olivaceus.
Biologia
In natura vivono mediamente due o tre anni, ma allevati in cattività e in condizioni favorevoli possono superare i 20 anni. Uccelli prevalentemente terricoli, a terra si spostano con disinvoltura correndo con portamento eretto e saltellando con eleganza nei prati o nella lettiera di foglie, sempre con atteggiamento vigile, fermandosi a tratti per osservare l'ambiente circostante, pronti a involarsi rapidamente, spesso emettendo un richiamo d'allarme. Gli stessi pulli vengono alimentati a terra dai genitori durante i primi mesi di vita, nell'area del loro nido. Si ritirano nel fitto dei boschi o delle siepi per nascondersi, nutrirsi (su alberi e arbusti o nel sottobosco), nidificare e passare la notte. In aria sono rapidi e agili, con un volo caratterizzato da rapidi battiti d'ala intervallati da brevi planate, agile, veloce e spesso ondeggiante. Il volo migratorio consiste in una serie di battiti d'ala rapidi, interrotti da movimenti orizzontali o discendenti.
Maschio e femmina raggiungono la maturità sessuale a dodici mesi e formano coppie talvolta destinate a durare tutta la vita. Territoriali e quasi tutti monogami, entrambi i sessi difendono vigorosamente il territorio circostante il nido. Nel periodo riproduttivo vivono in coppie isolateVale la pena di citare il caso della cesena, che mantiene un comportamento sociale anche nel periodo riproduttivo e nidifica in nuclei di 10-20 coppie., ma nel resto dell'anno tendono a diventare più sociali e a riunirsi in branchi di dimensioni variabili: quando si alimentano, spesso mescolati ad altre specie, congeneri o meno, per garantirsi una maggiore sorveglianza contro i predatori, e in occasione delle migrazioni. Tendono a migrare in stormi, viaggiando solitamente di notte ed emettendo richiami con cui mantengono il contatto tra compagni. Sulle lunghe distanze, gli stormi si mantengono ad alta quota, con un volo rapido, potente e diretto; sono stati monitorati tramite radar stormi in volo fino a 3.270 metri dal suolo. Le specie migratrici coprono distanze anche molto notevoli. Le specie sedentarie o migratrici altitudinali effettuano spostamenti minori, da alcune decine a centinaia di chilometri. I tordi tendono a tornare regolarmente nelle aree di svernamento tradizionali, sebbene alcune specie siano meno regolari e si lascino influenzare dalle condizioni meteorologiche e dalla disponibilità alimentare.
Onnivori, prediligono le zone semiaperte, praterie, margini di bosco e aree boschive, ma diverse specie dimostrano grande capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali e all'ambiente umano, che offre loro risorse alimentari e protezione. Frequentano infatti in misura crescente frutteti, parchi e giardini cittadini, dove molti individui accettano anche nidi artificiali, se disponibili. Nel periodo della nidificazione sono timidi e circospetti, ma alcune specie diventano relativamente confidenti nel resto dell'anno e si lasciano avvicinare abbastanza facilmente, soprattutto laddove sono abituate alla presenza dell'uomo.
Alimentazione
Il regime alimentare delle specie del genere Turdus è determinato dalle necessità fisiologiche e caratterizzato da variabilità stagionali È stato stimato che la dieta del tordo migratore consiste mediamente, a seconda della stagione e dell’ambiente, per il 40% di invertebrati.. Durante la stagione riproduttiva, quando il fabbisogno proteico aumenta per le produzioni (sperma e uova), prevale una dieta proteica a base di invertebrati quali insetti (termiti, formiche, cavallette, coleotteri, farfalle, tra gli altri) e loro larve; aracnidi (ragni, scorpioni e zecche); miriapodi e crostacei; molluschi (limacce e lumache) e lombrichiLe lumache possono rappresentare una risorsa alimentare di rilievo, soprattutto quando il suolo, indurito dalla siccità o dal gelo, non permette la ricerca di vermi o altri invertebrati. Per mangiare le parti molli delle chiocciole, il tordo bottaccio e altri suoi congeneri trattengono il guscio con il becco e, effettuando movimenti rapidi di testa e collo, lo percuotono ripetutamente su un sasso fino a romperlo, quindi puliscono accuratamente il corpo del mollusco, prima di mangiarlo.. Numerose specie si nutrono anche di piccoli vertebrati (pesci, girini, rettili, uova e pulcini di altre specie, Il tordo migratorio americano e la cesena catturano pesci di piccola taglia lungo la riva del mare con la bassa marea o entrando in acque poco profonde fino al petto.. Durante la migrazione verso i quartieri di svernamento, preferiscono i frutti energetici, con una bassa concentrazione di semi e facilmente digeribili quali quelli di biancospino, edera, ilatro, pruno, rovo e sambuco. Tra gli altri frutti selvatici figurano agrifoglio, alaterno, cotonastro, ginepri, fragole, lamponi, ribes, rosa canina, sorbo, tasso e vischio.