Lo Shejitan () di Pechino si trova all'interno della Città Imperiale (). Si posiziona sul suo asse occidentale, di fronte al tempio ancestrale Taimiao ().
Fu uno dei luoghi cerimoniali più sacri della Cina Imperiale e viene anche chiamato Taishejitan () o Taishetan (). È l'unico altare di Pechino dedicato sia al Dio della Terra () che al Dio del Grano ().
Posizione Lo Shejitan e il tempio ancestrale, oggi chiamato Laodong Renmin Wenhuagong (), sono strutture simmetriche: l'altare a destra e il tempio a sinistra affiancano il palazzo imperiale Gugong (), posto invece nel centroLa norma seguita era "Zuo Zu You She" (). Da . Tale collocazione è collegata ad una determinata simbologia: pare infatti che l'altare costituisse il “complemento femminile” del Taimiao, considerato invece la componente complementare maschile.
La storia Zhu Yuanzhang (), il primo imperatore Ming denominato Hongwu () a seguito della propria ascesa al trono, affermò di ritenere errata la separazione degli altari delle divinità del grano e della terra: tale divisione non veniva infatti contemplata nei testi classiciI rituali venivano solitamente regolati da norme ben precise, raccolte in manuali o codici. Un esempio di codice di riti è il Zhouli ()..
Nel XV secolo Pechino divenne la capitale dei Ming e Yongle (), il terzo imperatore della dinastia, decise di attenersi a quanto stabilito dal proprio predecessore, ordinando nel 1420 la costruzione dello Shejitan e del palazzo imperiale. L'edificazione dei complessi si sarebbe dovuta attenere alle norme proclamate nel Zhou Li ().
Le fondamenta più antiche dell'altare rimandano ad un antico tempio di epoca Tang, rinvenuto nella periferia di Pechino. Lo Shejitan risale alle dinastie Liao e Yuan, epoche in cui prese i rispettivi nomi: Xingguo Si () e Wanshou Xingguo Si ().
Nel 1914 il parco dello Shejitan venne aperto ai cittadini con il nome di "Zhongyang gongyuan" (), divenendo uno dei primi giardini imperiali aperti al pubblico; nel 1925 ospitò la salma di Sun Yat-sen nel Baidian () e nel 1928 venne ribattezzato "Zhongshan gongyuan" (), in onore del leader della rivoluzione repubblicana.
Con la nascita della RPC l'altare divenne un luogo utilizzato dal Partito Comunista Cinese.
Il parco pubblico All'inizio del 1900 emerse in Cina un maggiore interesse nei confronti degli spazi pubblici. Il Consiglio Municipale di Pechino si pose come obiettivo lo sviluppo urbano ma dovette affrontare due problematiche: la scarsità di fondi e la carenza di terre disponibili. Durante l'era imperiale Pechino venne infatti sviluppata oltremodo.
Lo Shejitan destò l'interesse del Consiglio per l'ottima posizione e per l'ampio spazio che occupava. L'altare, al centro di Pechino, punto di facile accesso per la comunità, occupava un'area di 360 mu (), circa 60 acri.
La trasformazione dello Shejitan in parco pubblico acquisì un significato sia economico che politico. Dal punto di vista economico, il riadattamento di un'area già dotata di ponti, prati, panchine e servizi vari si presentava molto meno oneroso di una creazione ex novo della zona. Dal punto di vista politico invece il Consiglio Municipale intendeva presentarsi in maniera opposta rispetto alle istituzioni del governo imperiale, decisamente meno interessate al benessere della comunità. Si presentava come un'agenzia governativa legata al governo repubblicanoLa Repubblica Cinese nacque nel 1912. e si prefiggeva l'obiettivo di migliorare la vita cittadina. Il Zhongyang gongyuan costò molto meno del Central Park di New York e venne sviluppato attorno allo Shejitan.
Zhu Qiqian(), al tempo ministro delle Comunicazioni, fu la figura promotrice del progetto: incantato dai cipressi secolari del luogo e dalla bellezza dell'altare, ritenne necessaria la trasformazione dello Shejitan in parco pubblico. Una volta superati i problemi relativi alla mancanza di fondi e grazie anche a numerose donazioniZhu Qiqian, una volta a capo del consiglio amministrativo del parco, si impegnò a tassare qualsiasi nuovo componente che intendesse farne parte. Le tassazioni applicate alle associazioni e alle imprese impegnate nel progetto, sommate alle donazioni elargite da diversi rappresentanti del governo repubblicano, permisero l'apertura del parco Zhongyang. Da . Il parco venne aperto nel 1914, anno in cui Zhu divenne presidente del Consiglio Municipale e ministro dell'Interno.
I rituali Lo Shejitan veniva usato dagli imperatori Ming e Qing per scopi religiosi: i sovrani dedicavano lo spazio ai riti sacrificali, compiuti durante i mesi autunnali e primaverili . Per circa 500 anni l'altare venne dedicato alle cerimonie sacre, che cessarono di essere celebrate attorno ai primi anni del XX secolo.
Il Dio della Terra e il Dio del Grano erano considerati particolarmente importanti: si riteneva che essi fossero indispensabili per il benessere della popolazione, in quanto garanti del suo stesso sostentamento. Per questo non potevano mancare dei rituali che onorassero le divinità, rituali che solo l'imperatore poteva amministrare, col fine di assicurare al proprio regno la benevolenza degli dei. Le offerte sacrificali erano diverse, solitamente comprendevano un agnello e un maiale (), quattro vasi, quattro ceste di cibo e quattro rotoli di seta nera.
La struttura Il complesso dello Shejitan è costituito dall'altare, dal Baidian, da un magazzino (), una cucina () e un padiglione sacrificale (); il tutto venne quasi interamente costruito sotto Yongle.
La porta principale () si trova sul lato est. La struttura dell'altare presenta una base quadrata che simboleggia la terra e si sviluppa su tre piani che a partire dal basso si restringono. Le pareti sono state costruite utilizzando dei mattoni smaltati nei colori che rappresentano le quattro direzioni: nord, sud, est e ovest. Per ogni lato dell'altare è stata costruita una scala in pietra .
L'altare richiama molto spesso la "Teoria dei Cinque Elementi" (), considerati "l'origine di tutte le cose". I Cinque Elementi () corrispondono a Cinque Direzioni () e a Cinque Colori (). Il legno si collega al colore verde e alla direzione est; il fuoco al rosso e al sud; il metallo al bianco e all'ovest; l'acqua al nero e al nord; la terra al giallo e al centro. Il fatto che la superficie dell'altare fosse stata ricoperta da terre di cinque colori () rimanda proprio alla teoria suddettaSecondo le credenze dell'epoca, le terre di cinque colori significavano che "tutto ciò che stava al di sotto del Cielo era proprietà dell'Imperatore" (). Da .
Al centro dell'altare era presente una colonna di pietra che prendeva i seguenti nomi: Shezhushi () o Jiangshanshi (). Essa rappresentava la stabilità dell'ImperoJiangshan Yonggu (), da e venne eliminata nel 1911.
Lo Shejitan, il Taimiao e il Tiantan () formano un triangolo che rappresenta la triade costituita da Cielo, Umanità e Terra.
La sala di culto Il Baidian () viene anche chiamato Jidian () o Xiangdian () e occupa la zona nord dello Shejitan.
La struttura, che vanta 580 anni di storia, serviva a riparare l'imperatore durante la celebrazione dei riti, nel caso in cui si fossero presentate condizioni atmosferiche avverse. Era inoltre utilizzata dai sovrani e dai loro famigliari come luogo di riposo. Nel 1923 la sala venne restaurata e predisposta per l'organizzazione di riunioni o esposizioni; nel 1925 accolse la salma di Sun Yat-sen, che venne successivamente trasferita al Biyun Si (Il Biyun Si è un tempio buddista., e nel 1928 venne rinominata “Sala Zhongshan” (), in memoria di Sun.
Il Baidian divenne nel 1949 la sala riunioni del Assemblea nazionale del popolo.
La porta delle alabarde La porta Jimen () si trova a nord del Baidian. Subì il saccheggio da parte delle Forze Alleate durante la prima guerra mondiale e nel 1949 divenne la sala riunioni della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese.
Il magazzino, la cucina e il padiglione sacrificale Il magazzino (), la cucina () e il padiglione sacrificale () erano i luoghi dedicati alla raccolta delle offerte e degli utensili sacrificali.
Note
Bibliografia
Voci correlate Città proibita Architettura cinese
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Architetture religiose di Pechino