Biografia Nacque il 9 ottobre 1870 a Reggio Calabria da Domenico Genoese Zerbi, esponente politico locale nonché fervente sostenitore di Garibaldi, ed Elisabetta Melissari, entrambi appartenenti a due famiglie dell'aristocrazia agraria calabrese.

Arruolatosi come ufficiale nella Regia Marina, partecipò alla guerra italo-turca in Libia col grado di capitano di corvetta, venendo decorato con una Medaglia d'argento al valor militare per il suo ingresso "risoluto" nel porto di Bengasi, mentre durante la prima guerra mondiale, come capitano di vascello, si distinse nell'occupazione delle isole dalmate nel canale di Curzola, guadagnandosi l'Ordine militare di Savoia. Fu collocato in posizione ausiliaria nel 1920, venendo promosso ammiraglio di squadra nella riserva navale nel 1927 e poi collocato a riposo nel 1929.

Alla costituzione del fascio di combattimento di Reggio Calabria nel 1920 vi aderì immediatamente e alle elezioni politiche del 1921 si presentò nelle fila dei liberali nella lista dell'Unione democratica nazionale al fianco dei politici più influenti della zona (i cosiddetti "tre magi": Gaspare Colosimo, Giuseppe de Nava e Luigi Fera), ricevendo l'appoggio del neonato movimento fascista; fu inoltre luogotenente generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale fuori quadro.

Salì alla ribalta delle cronache quando fu nominato podestà di Reggio Calabria nel dicembre 1926 e, tre mesi dopo su proposta del deputato Maurizio Maraviglia, divenne anche commissario straordinario e segretario della federazione provinciale fascista. La sua nomina aveva certamente lo scopo di sedare i contrasti tra le due fazioni in conflitto per il potere locale, ovvero la vecchia guardia di intransigenti contrapposta alla cosiddetta "banda dello sgombero", vicina agli uomini del liberalismo e del combattentismo. Durante il suo mandato proseguì l'opera di ricostruzione della città avviata dal suo predecessore Giuseppe Valentino, portando avanti il completamento di alcuni edifici residenziali oltre che di alcune infrastrutture; progettò inoltre un avanzato campo sportivo (inaugurato poi nel 1932) e la sistemazione del Lido comunale (poi intitolato a suo nome). Portò avanti il piano della Grande Reggio, un ambizioso programma di unificazione dei 14 comuni del reggino con l'obiettivo di migliorare la situazione economico-finanziaria del territorio.

Il contrasto con la frangia liberal-combattentista, i suoi comportamenti ritenuti "poco ortodossi" e un aspro contrasto col Sottosegretario di Stato al Ministero degli interni Michele Bianchi lo portarono alle dimissioni dal suo incarico provinciale nel luglio 1928, seguite pochi mesi dopo dalle dimissioni dall'incarico di podestà.

Cessata l'attività politica, si ritirò a vita privata e, trasferitosi con la famiglia a Napoli, vi morì il 12 settembre 1930.

Nel 1965 il comune di Roma gli ha dedicato un viale nel quartiere Lido di Ostia Levante.

Note

Bibliografia

Voci correlate Sindaci di Reggio Calabria Grande Reggio Storia di Reggio Calabria

Categoria:Politici del Partito Nazionale Fascista Categoria:Podestà italiani Categoria:Medaglie d'argento al valor militare