Tempo Medico è stata una rivista di informazione, attualità e cultura per il medico italiano. Fondata nel 1958, ha continuato le pubblicazioni come mensile, quindi come quindicinale e infine come settimanale sino al 2009, quando è stata chiusa dalla casa editrice Elsevier. Per oltre 30 anni, le sue copertine sono state illustrate da Guido Crepax.

StoriaDavide Rossi. La salute informata. Tempo Medico: quattro decenni di informazione medica. Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 1999. Nel 1958, il medico milanese Nicolò Visconti, appena rientrato da un’esperienza accademica a New York, acquista dalla Lepetit una piccola quota della Pierrel, diventandone amministratore delegato, e fonda la rivista Tempo Medico come organo di stampa della casa farmaceutica. Il suo obiettivo è quella di introdurre nel panorama italiano un prodotto editoriale ispirato ai modelli anglosassoni di riviste rivolte al grande pubblico come Time. Il numero 0 esce il 15 novembre 1958. Il numero 1 esce il 1º marzo 1959 e viene distribuito in abbonamento gratuito a circa 60.000 medici e agli studenti dell'ultimo anno di laurea in medicina e chirurgia. La periodicità è bimestrale (5 numeri nei primi 3 anni e 6 numeri a partire dal 1962). Dal 1966 diventa mensile (10 numeri di 68 pagine). Nel corso dei suoi 30 anni, la rivista ha vissuto momenti di difficoltà coincidenti con fasi di crisi dell’editoria o dell'economia più in generale. Un primo momento difficile si verifica all'inizio degli anni Settanta (quando i dati di diffusione indicano che su 1.000 medici, 749 leggono Tempo Medico e 966 lo conoscono) l’aumento dei costi di produzione e la contingente riduzione dei prezzi dei farmaci impongono la raccolta di pubblicità non solo farmaceutica con incarico all’agenzia Parpinelli. Nel 1976, la Pierrel cede Tempo Medico alla Parpinelli 3 e la redazione si trasferisce in via Lanino 5, a Milano. Nel 1984 esce Tempo Medico bis, preludio alla trasformazione della testata in quindicinale. Per 5 anni usciranno 18 numeri all’anno. Nel 1988 il computer entra in redazione, e in fase di produzione si abbandona il piombo, passando dalla lynotype alla fotocomposizione. Nel gennaio 1991, il passaggio alla periodicità settimanale come risposta alla sempre più diffusa e rapida informazione medico-scientifica. Contestualmente, viene adottato il formato tabloid con una foliazione variabile da 16 a 48 pagine. Nei primi anni Novanta si assiste, per effetto di Tangentopoli a un nuovo ciclo di ristrettezza degli investimenti in sanità. Alcuni giornalisti della redazione (Roberto Satolli, Giuseppe Gaudenzi, Pietro Dri, Luca Carra, Fabio Turone) fondano l’Agenzia Zadig, per realizzare la rivista “in service”, mentre altri (Maurizio Imperiali, Pietro Amante) rimangono legati all'editore. Nel dicembre 1993 l’introduzione del Prontuario Farmaceutico pone limiti nella prescrizione dei farmaci e nel gennaio 1995 l’aumento delle tariffe postali per le riviste non in abbonamento a pagamento mettono a dura prova l’intero settore dell’editoria per medici: chiude il 60% delle riviste. Tempo Medico sopravvive a fronte di una riduzione della foliazione. Alla fine del 1996 Tempo Medico apre il proprio sito internet (circa 1.000 viste al mese) e nel settembre 2002 propone corsi di formazione a distanza. Negli anni successivi le difficoltà legate al cambiamento dei canali usati dalle aziende farmaceutiche per promuovere i propri prodotti, abbandonando sempre più la pubblicità tabellare sulla carta stampata, porta a una progressiva riduzione del numero di uscite e della foliazione, fino a giungere alla chiusura della testata nel 2009.

Persone Direttori 1958-1963 Nicolò Visconti, medico 1963-1969 Sergio Mosna, medico 1969-1988 Carlo Felice Venegoni, giornalista 1988-1995 Roberto Satolli, medico e giornalista (vicedirettore Giuseppe Gaudenzi), giornalista 1995-2003 Pietro Dri, medico e giornalista 2004-2009 Luca Carra, giornalista

Firme e collaborazioni Hanno scritto per Tempo Medico rappresentanti di spicco della scienza e della cultura italiana, per esempio Sandro Baijni, Fausto Baldissera, Giannalberto Bendazzi, Pino Donizetti, Ruggero Ceppellini, Giorgio Cosmacini, Giuliano Ferrieri, Massimo Gianni, Cesare Maltoni, Massimo Obbiassi, Giovanni Maria Pace, Raffaele Piffer, Claudio Rugarli, Virgilio Savona, Carlo Schweiger, Michele L. Straniero, Umberto Veronesi.

ProduzioneFondazione Franco Fossati, Museo del fumetto e della comunicazione. Tempo Medico. http://www.lfb.it/fff/scienza/test/t/tm.htm Per editare la rivista viene creata la Edizioni Tempo Medico (poi Editiemme), che affiancherà a Tempo Medico altre testate, il BMJ - British Medical Journal (edizione italiana), The Practitioner (edizione italiana), e la rivista Crescita. La stampa inizialmente è curata dall'IGDA (Istituto Geografico De Agostini) di Novara.

Linea editoriale

La pubblicazione si presenta ai lettori come “rivista di attualità e di cultura per il medico italiano”, con il dichiarato obiettivo di unire il rigore scientifico alla leggerezza. Propone infatti, accanto a temi inerenti alla medicina, alla salute e alla sanità, importanti per la professione e la formazione del medico, rubriche di vario interesse che si evolvono nel corso degli anni. Al momento della nascita è strutturato in tre parti – medicina, attualità, varietà – che vengono mantenute per i primi 20 anni. La prima parte è caratterizzata da contenuti rigorosamente medico-scientifici sulle varie specializzazioni, la seconda tratta l'attualità medica e comprende l'articolo di copertina dedicato a un medico, la terza affronta temi di carattere più generale organizzati in rubriche (cinema, libri, dischi e musica, viaggi, motori, vedi dopo) ma ritenuti di interesse per la classe medica, connotata negli anni Sessanta da un profilo culturale piuttosto preciso: preparazione liceale umanistica e formazione universitaria scientifica A metà degli anni Ottanta l’organizzazione tripartita cede il passo a una riorganizzazione per gruppi di argomenti: Editoriali, Esperimenti e ipotesi, Lo stato della medicina, Minima scientifica e tecnologica, Varietà e rubriche. La scelta iniziale di uno stile rapido e scarno e di un linguaggio chiaro nella forma e nello stesso tempo appropriato nella terminologia è confermata nel corso degli anni. La scelta dei titoli è fatta in nome dell’incisività e della creatività.

Indipendenza Uno dei principi cardine è la netta separazione tra informazione e pubblicità.

Metodo di lavoro della redazione La redazione fonda il suo lavoro sulla lettura attenta delle pubblicazioni mediche e non mediche italiane ed internazionali, favorita dalla scelta di ricevere in abbonamento gran parte della stampa nazionale, 30 riviste mediche e una decina di riviste non mediche internazionali e sul contatto diretto con clinici e ricercatori. Viene applicato al giornalismo il procedimento della ricerca scientifica, il metodo sperimentale, interrogandosi criticamente sui temi da accettare e sulle prove a supporto di qualsiasi notizia o novità. Dunque, una pratica terapeutica può trovare spazio sulle pagine di Tempo Medico solo in presenza di dati definitivi e ben documentati. Gli articoli non vengono firmati perché sono frutto di un’ampia discussione redazionale e di un processo di revisione che coinvolge medici, specialisti, giornalisti, intellettuali. A questo proposito, dalla metà degli anni Sessanta si consolidano le riunioni di redazione del lunedì, un comitato scientifico che discute gli argomenti e analizza la stampa medica per stabilire gli articoli da elaborare. L’avvento della periodicità settimanale non rende più possibili le riunioni del comitato scientifico e con l’urgenza di stendere un articolo in tempi brevi si rinuncia al metodo di lavoro collettivo e vengono introdotte le firme degli articolisti.

Contenuti

Gli articoli di copertina L'articolo di copertina è dedicato a un personaggio o a un tema. Ha l’obiettivo da un lato di avvicinare il lettore ai protagonisti della medicina, presentandoli come personaggi a tutto tondo e di avviare un dialogo con gli esperti, dall’altro di raccontare che cosa sta accadendo nella medicina e nella sanità italiana. La scelta di un personaggio di copertina viene spiegata nel n. 100 del 1972:

Le prime 182 copertine della Rivista sono disegnate da Guido Crepax, che negli anni successivi illustrerà altre 24 copertine. Alcuni numeri della rivista hanno impronta monografica, sono dei veri e propri dossier su temi di cultura e società (non strettamente medici) trattati da esperti. A partire dagli anni Novanta, gli articoli di copertina sono alternati con la sezione Caleidoscopio che presenta un confronto a più voci su un tema di particolare interesse.

Le clinicommedieFondazione Franco Fossati, Museo del fumetto e della comunicazione. Tempo Medico, Clinocommedie-Circuito interno (n.1-185). http://www.lfb.it/fff/scienza/test/t/circuitointerno.htmFondazione Franco Fossati, Museo del fumetto e della comunicazione. Tempo Medico, Clinocommedie-Circuito interno (n.186-360). http://www.lfb.it/fff/scienza/test/t/circuitointerno2.htm Nel gennaio 1965 su Tempo MedicoTempo Medico n. 33, gennaio 1965. appare una nuova rubrica: Circuito interno, familiarmente chiamata in redazione “clinicommedia” in cui viene narrato un caso clinico esemplare che il lettore deve risolvere facendo una propria diagnosi (la soluzione si trova alla fine del racconto, capovolta). Il caso è illustrato da tavole a fumetti di Guido Crepax, il quale su indicazione degli autori dei testi trasforma in disegni i momenti salienti del caso e crea e caratterizza il paziente come persona. I primi testi sono scritti da Sergio Mosna; successivamente il lavoro diventa di squadra: il soggetto viene proposto da un medico specialista (particolarmente rilevante è il contributo del cardiologo Massimo Obbiassi), mentre i dialoghi vengono elaborati dal medico-scrittore Pino Donizetti. Successivamente il testo viene scritto da un singolo autore medico che provvede anche alla sceneggiatura. Sono state pubblicate in tutto 360 clinicommedie oltre 200 delle quali scritte da Massimo Obbiassi e una cinquantina da Pietro Dri. La tecnica narrativa segue precise regole: i casi devono essere verosimili, non troppo astrusi, e lo svolgimento deve contenere tutti gli elementi necessari a fare una diagnosi corretta, senza sorprese dell'ultimo secondo (come in un giallo che si rispetti, dove il colpevole non può venire introdotto a due pagine dalla fine). Tutto si basa sul dialogo tra un clinico, un direttore e un assistente che dibattono intorno a un malato per cercare di pervenire alla diagnosi. Tra i personaggi ricorrenti c'è il direttore del reparto universitario; c'è Attilio, l'aiuto, e ci sono personaggi di contorno tra medici e studenti e, soprattutto, la specializzanda, una Valentina prima di Valentina, in quanto le clinicommedie precedono la pubblicazione di Valentina su linus. L'espediente narrativo è di mostrare la discussione tra il direttore e Attilio, che si svolge nello studio del professore, mentre gli altri medici ascoltano e guardano attraverso un monitor in sala riunioni collegato a un circuito interno (da qui il nome della rubrica). Un escamotage che consente di mantenere la narrazione su due livelli, dando ai comprimari la funzione di coro. Le clinicommedie si rivelano un successo: è la prima volta che in una rivista per medici compare un gioco, che oltretutto contiene elementi futuristici a fumetti (cioè un mezzo espressivo considerato per ragazzi) e donne così raffinatamente provocanti. Le clinicommedie terminano nel 1997.

Lettere al Direttore Le lettere al direttore sono una palestra di confronto tra le posizioni più diverse dei medici italiani. I commenti redazionali che seguono le lettere pubblicate aprono un dialogo improntato anche nelle discussioni più accese all'insegna della cortesia e della reciproca tolleranza e riflettono l’orientamento della rivista.