La chiesa di Santa Maria Assunta è un edificio di culto cattolico situato ad Arrone.

Storia e descrizione La chiesa fu costruita al principio del XV secolo fuori del castello di Arrone, in un quartiere di recente formazione che prese appunto il nome di "quartiere Santa Maria". La facciata, terminante in un campanile a vela, è aperta in tre portali: il centrale è datato 1493 e la sua lunetta è decorata con un affresco della con la Vergine col Bambino ed angeli.

L'interno senza transetto è a tre navate, separate da grandi arcate su pilastri ottagonali e terminante in tre cappelle.

Nella navata destra si trovano alcuni affreschi quattro-cinquecenteschi ed al centro è un notevole altare con decorazione in stucco, datato 1609, entro il quale è una tela con la Madonna del Rosario con i devoti, opera di Giuseppe Bastiani (1609), che dovrebbe essere più o meno coeva all'altare. Segue, in una cornice barocca, una tela raffigurante la Cena in Emmaus, probabilmente del 1620 circa, di un autore di cultura caravaggesca. L'artista, che tende ad allentare la tensione drammatica insita nei modelli del Merisi e ne rende più soffice il chiaroscuro, è probabilmente da identificarsi con lo SpadarinoGiorgio Falcidia, Maestro di Arrone, Madonna col Bambino in gloria e i Santi Pietro e Giovanni Evangelista, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, pagg. 299 - 301..

L’abside di destra è completamente affrescata con il Padre Eterno e la Madonna della Misericordia nell'abside, mentre nelle pareti laterali sono raffigurati la Cattura di Cristo, la Flagellazione, Cristo coronato da spine, la Crocifissione, la Deposizione nel sepolcro, la Resurrezione. Sul pilastro decorato a grottesche è presente la data 1544. Gli affreschi sono stati attribuiti a Jacopo SiculoInformazioni reperibili in loco. o ai fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani.

L'arco trionfale e l'abside centrale sono stati affrescati tra 1515 e 1516 da Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto, come attesta l'iscrizione al centro dell'abside, su commissione della stessa comunità di Arrone. In basso sono raffigurate la Dormizione di Maria e l'Adorazione dei pastori, nel catino absidale lIncoronazione della Vergine. Il tema iconografico mariano, scelto dalla comunità di Arrone che finanziò la decorazione, è lo stesso delle Storie della Vergine affrescate da Filippo Lippi nella cattedrale di Spoleto, modello 'identitario' ripetuto in diverse chiese della diocesi spoletina. Non è documentato quali parti spettino all'uno o all'altro artista, ma di solito sono attribuite al Tamagni l'impostazione generale, l'Incoronazione e la Dormitio Virginis, mentre a Giovanni spetterebbe l'Adorazione dei pastori. I due pittori portano in zona, precocemente, la lezione raffaellesca della sua fase più tardaRosanna Castrovinci, Vincenzo Tamagni da San Gimignano. Discepolo di Raffaello, Roma 2017, pagg. 37 ss., p. 138., mentre nella costruzione architettonica, nel paesaggio e nelle grottesche si notano ricordi di opere di Baldassarre Peruzzi.

L'abside di sinistra conserva affreschi cinquecenteschi attribuiti alla bottega dei fratelli Torresani e, all'altare, un gruppo scultoreo coevo in terracotta dipinta, attribuito alla bottega di Giacomo e Raffaele da Montereale.

Nella navata sinistra è appesa anche una tela con la Madonna col Bambino e i SS. Pietro e Giovanni Evangelista del XVII secolo proveniente da un altare secentesco distrutto, già assegnata ad un maestro anonimo, detto di Arrone, ma anche a Giuseppe Puglia, a Francesco Cozza e, con maggiore plausibilità, a Flaminio Torri.

Il trittico con la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate, del 1487, opera del cosiddetto Maestro del trittico di Arrone, identificabile con Bernardino Campilio o con Antonio da Viterbo del Massaro detto Pastura. L'opera, trafugata nel 1970 e della quale era rimasta in loco solo la predella, è stata recuperata e restituita al comune nel marzo 2024.

Note

Bibliografia Claudio Maddaloni, La Chiesa della Vita, Mohicani Edizioni, Palermo 2015. Mario Petralla e Giovanna Sapori, La chiesa parrocchiale di Santa Maria di Arrone. Documenti ed opere, Associazione Culturale Magister, Arrone 2004. Gian Piero Zanzotti, La bellezza nascosta. La chiesa di santa Maria Assunta in Arrone, Thyrus, Terni 2009.

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