La Siria confina con la Turchia a nord, con l'Iraq a est e a sud-est, con la Giordania a sud e con il Libano e Israele a sud-ovest.
Morfologia La Siria presenta uno sviluppo costiero relativamente breve, che si estende per circa 180 km lungo il mar Mediterraneo, tra la Turchia e il Libano. Baie sabbiose, alternate a promontori rocciosi e basse scogliere, intaccano la costa. A nord di Ṭarṭūs, l'angusta striscia costiera è interrotta dagli speroni nord-occidentali dei monti Al-Anṣariyyah, situati immediatamente a est. Essa si allarga poi nella piana di ʿAkkār, che prosegue verso sud oltre il confine con il Libano.
La catena dei monti Al-Anṣariyyah costeggia la piana litoranea e si estende da nord a sud. Le montagne hanno una larghezza media di 32 km e la loro altitudine media decresce dai 900 m a nord ai 600 m a sud. La cima più elevata, alta 1.562 m, è situata a est di Latakia. Direttamente a est delle montagne si trova la depressione del Ghāb, una fossa tettonica lunga 64 km che comprende la valle dell'Oronte, o Nahr al-ʿĀṣī.
I monti dell'Anti-Libano, o Jabal al-Sharqī, segnano parte del confine tra la Siria e il Libano. La loro cresta principale si eleva fino a 2.629 m nei pressi di Al-Nabk, mentre la loro altitudine media è compresa tra 1.800 e 2.100 m. Il monte Hermon, o Jabal al-Shaykh, che costituisce la vetta più elevata della Siria, culmina a 2.814 m.
Rilievi minori sono sparsi in diverse parti del paese. Tra questi figura il Jabal al-Durūz, che si innalza fino a circa 1.800 m nell'estremo sud, oltre ai monti Abū Rujmayn e Bishrī, che si estendono verso nord-est attraverso la parte centrale del territorio siriano.
Le pianure ondulate che occupano il resto del paese sono generalmente comprese nel deserto siriano. La loro altitudine è per lo più compresa tra 300 e 500 m e solo raramente scende al di sotto dei 250 m. L'area non è costituita da un deserto sabbioso, ma prevalentemente da una steppa disseminata di pietre e ghiaia. Una regione desertica e rocciosa situata nel settore centro-meridionale del paese è conosciuta come Al-Ḥamād.
Fiumi e laghi L'Eufrate rappresenta la più importante riserva d'acqua del paese ed è il principale corso d'acqua della Siria orientale. Nasce in Turchia e scorre verso sud-est attraverso la parte orientale del territorio siriano. La diga dell'Eufrate, costruita sul fiume presso Ṭabaqah, venne completata negli anni Settanta. Il bacino artificiale creatosi a monte della diga, il lago Al-Furāt, iniziò a riempirsi nel 1973.
L'Oronte è il principale fiume della regione montuosa occidentale. Nasce in Libano, scorre verso nord attraverso le montagne e la depressione del Ghāb e sfocia nel Mediterraneo nei pressi di Antakya, in Turchia. Lo Yarmūk, affluente del Giordano, drena le regioni del Jabal al-Durūz e dell'Ḥawrān e forma parte del confine con la Giordania nel sud-ovest.
Diversi laghi sono distribuiti nel territorio siriano. Il maggiore è l'Al-Jabbūl, un lago salato stagionale che conserva permanentemente una superficie minima di circa 155 km² a sud-est di Aleppo. Altri importanti laghi salati sono il Jayrūd, a nord-est di Damasco, e il Khātūniyyah, a nord-est di Al-Hasaka. Il lago Muzayrīb, un piccolo specchio d'acqua dolce, è situato a nord-ovest di Darʿā, mentre il più esteso lago Qaṭṭīnah, noto anche come lago di Homs, è un bacino artificiale situato a ovest di Homs.
Gran parte delle risorse idriche del paese è costituita da acque sotterranee. In superficie, le rocce impermeabili, formate da argille, marne e arenarie, occupano una superficie relativamente ridotta. Le rocce porose ricoprono circa metà del paese e sono costituite soprattutto da arenaria e gesso. Le formazioni altamente permeabili comprendono invece soprattutto basalti e calcari. L'acqua penetra nelle rocce porose, alimentando sorgenti, corsi d'acqua sotterranei e falde freatiche situate a breve profondità. Sebbene le sorgenti siano numerose, le falde possono esaurirsi rapidamente e salinizzarsi nelle aree in cui le precipitazioni sono particolarmente scarse.
Suoli A causa dell'aridità, la vegetazione svolge soltanto un ruolo secondario nella formazione dei suoli. A eccezione delle terre nere della regione nord-orientale dell'Al-Jazīrah, i suoli siriani sono generalmente poveri di fosforo e di materia organica. I tipi più comuni sono costituiti da suoli argillosi e limosi. Altri sono calcarei o gessosi; quelli situati soprattutto nella valle dell'Eufrate possono contenere quantità considerevoli di gesso. I suoli alluvionali sono presenti soprattutto nelle valli dell'Eufrate e dei suoi affluenti e nella depressione del Ghāb.
Clima Temperature e precipitazioni La costa e le montagne occidentali presentano un clima mediterraneo caratterizzato da una lunga stagione asciutta compresa tra maggio e ottobre. Nell'estremo nord-ovest possono verificarsi lievi precipitazioni estive. Lungo la costa le estati sono calde e le temperature massime diurne superano generalmente i 20 °C, mentre durante i miti inverni le minime possono scendere al di sotto dei 10 °C. Soltanto al di sopra dei 1.500 m circa le estati risultano relativamente fresche.
Nelle regioni interne il clima diviene progressivamente più arido, con inverni più freddi ed estati più calde. A Damasco e Aleppo le temperature massime si aggirano intorno ai 30 °C in estate, mentre in inverno si registrano mediamente valori compresi tra 1 e 4 °C. Nel deserto, a Tadmur e Dayr al-Zawr, le temperature massime estive sono comprese tra 30 e 40 °C, con punte superiori ai 40 °C. Durante l'inverno, nelle regioni lontane dalla costa, possono verificarsi nevicate e le gelate sono comuni.
La costa e le montagne occidentali ricevono tra 760 e 1.000 mm di pioggia all'anno. Le precipitazioni annuali diminuiscono rapidamente procedendo verso est: la steppa riceve tra 250 e 500 mm, il Jabal al-Durūz più di 200 mm e la regione desertica dell'Al-Ḥamād meno di 130 mm. Le precipitazioni, concentrate principalmente nella stagione più fresca, presentano una notevole variabilità da un anno all'altro.
Venti Durante l'inverno i venti prevalenti soffiano da est, nord e ovest, mentre in estate provengono soprattutto da nord o da ovest. Nella stagione estiva la regione costiera è interessata da venti occidentali durante il giorno e da venti orientali durante la notte. Una o due volte all'anno il khamsīn, un vento caldo e carico di sabbia, può sollevare un muro di polvere alto circa 1.500 m, oscurando il cielo.
Flora e fauna Tassi, tigli e abeti crescono sui versanti montuosi. La palma da dattero è presente nella valle dell'Eufrate. Sia nelle regioni costiere sia in quelle interne vengono coltivati cereali, olivi, viti e albicocchi, mentre querce e pioppi sono presenti nelle aree più favorevoli. Limoni e aranci crescono soprattutto lungo la costa. La gariga, una formazione arbustiva mediterranea degradata, e la macchia, costituita da una fitta vegetazione di arbusti, ricoprono numerosi versanti.
Le foreste occupano soltanto una piccolissima percentuale della superficie complessiva del paese e si trovano principalmente nelle regioni montuose, soprattutto sui monti Al-Anṣariyyah. Arbusti resistenti alla siccità, spesso provvisti di foglie lucide o spinose, come il mirto, il bosso, il terebinto, la ginestra, il corbezzolo e l'olivastro, sono diffusi nelle regioni meridionali. L'eccessivo sfruttamento delle foreste per la produzione di legname ha determinato la sostituzione di gran parte della vegetazione forestale originaria con formazioni di macchia. Sono stati tuttavia attuati programmi di rimboschimento sulle montagne a nord di Latakia e alcune foreste godono di protezione governativa.
Tra le specie forestali di importanza commerciale figurano il sommacco, utilizzato come spezia; il pistacchio selvatico, apprezzato per i suoi frutti ricchi di olio; l'alloro, impiegato nella produzione di cosmetici; e il gelso, le cui foglie vengono utilizzate per alimentare i bachi da seta. I rami di pino sono adoperati per affumicare le foglie di tabacco.
Tra le altre piante utili figurano alcuni ortaggi invernali, come il khubbayzah, simile allo spinacio, e l'ʿakkūb, una pianta erbacea spinosa. Sono presenti anche tartufi desertici. La liquirizia è ampiamente sfruttata per la sua radice, utilizzata nell'industria alimentare e farmaceutica.
La steppa è caratterizzata dalla quasi totale assenza di una copertura arborea spontanea, fatta eccezione per alcuni biancospini isolati. Gli altri alberi, come quelli presenti nei frutteti di Damasco e Aleppo e lungo le rive dell'Oronte e dell'Eufrate, sono prevalentemente coltivati.
Per un breve periodo, prima di giugno, il terreno si ricopre di una grande varietà di fiori e piante erbacee. Sotto l'intenso sole estivo, tuttavia, la vegetazione appassisce rapidamente, disperdendo i propri semi sul terreno asciutto.
La fauna selvatica è relativamente scarsa. Lupi, iene, volpi, tassi, cinghiali e sciacalli possono ancora essere rinvenuti nelle aree più remote. Sono presenti anche cervidi, scoiattoli e piccoli carnivori, come martore e puzzole, mentre tra gli animali caratteristici delle regioni desertiche figurano le gazzelle e i gerboa, roditori saltatori dalle abitudini notturne.
Vipere, lucertole e camaleonti sono comuni nelle aree desertiche. Aquile, poiane, nibbi e falchi frequentano invece le regioni montuose. Tra gli insetti nocivi figurano zanzare, flebotomi, cavallette e, occasionalmente, locuste.
Il mulo costituisce la tradizionale bestia da soma delle regioni montuose, mentre il cammello svolge la medesima funzione nella steppa. Tra gli altri animali domestici figurano cavalli, asini, bovini, pecore, capre e polli. È inoltre diffuso l'allevamento delle api.
Bibliografia Istituto Geografico De Agostini. Il Milione, vol. VI (Anatolia - Regione siriana e Mesopotamia - Arabia), pagg. 299-303. Novara, 1962. Terry Carter, Lara Dunston, Amelia Thomas, Siria e Libano, Lonely Planet (2008). ISBN 978-88-6040-154-0. Istituto Geografico De Agostini. Enciclopedia geografica, edizione speciale per il Corriere della Sera, vol. 7, pag. 110-113. RCS Quotidiani s.p.a., Milano, 2005. .
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