È considerato il fondatore del Romanticismo letterario francese.

Biografia Infanzia e prima giovinezza di Chateaubriand Il visconteIl titolo di visconte sarà concesso a Chateaubriand da Luigi XVIII nel giugno 1814. Alla morte del padre René Auguste il titolo di cortesia di conte di Chambord, come anche la maggior parte delle proprietà di famiglia, andarono al fratello maggiore Jean-Baptiste. A François René de Chateaubriand, spettava solo il titolo di chevalier. Alla morte del fratello, decapitato come anche la moglie, il suocero e lo stesso Malesherbes sotto il Terrore, la continuazione del casato fu assicurata dai due figli di Jean-Baptiste. Fu così che nel 1814 Luigi XVIII volle attribuire al maggiore di questi ultimi il titolo di conte di Chateaubriand, mentre allo scrittore toccò quello di visconte. François RenéNell'atto di battesimo il nome François René non ha il trattino (Jean-Claude Berchet, Chateaubriand, Gallimard 2012, pagina 919, nota 1). Nel corso della sua vita lo scrittore confonderà un po' le piste firmandosi François Auguste e sostenendo di essere nato il 4 ottobre, festa di San Francesco. In ogni modo, per gli intimi sarà sempre François. de Chateaubriand nacque da un'antichissima famiglia aristocratica di Saint-Malo, che ritrovò la dignità di una volta grazie all'abilità imprenditoriale del padre René Auguste, armatore e commerciante. Il piccolo François René dovette vivere fino ai tre anni con un precettore, lontano dai suoi genitori. La riuscita economica di suo padre permise a quest'ultimo di acquistare il 3 maggio 1761 il castello e la Contea di Combourg in Bretagna,Jean-Claude Berchet, Chateaubriand, Gallimard 2012, da pag. 22 a pag. 36. nel quale il giovanissimo Chateaubriand si stabilì e trascorse un'infanzia e un'adolescenza spesso malinconiche, rotte soltanto dalle camminate nella campagna bretone e dall'intenso rapporto con la sorella Lucile (1764-1804).

Compì gli studi medi e liceali in alcuni istituti retti da religiosi a Dol-de-Bretagne e a Rennes. Il padre sognava di fare di lui un ufficiale di marina, in seguito Chateaubriand meditò di prendere la carriera ecclesiastica, infine si lasciò convincere dal fratello Jean-Baptiste a intraprendere la vita militare. Arruolatosi, ottenne il brevetto di sottotenente di complemento nel reggimento di Navarra a diciassette anni, e poi di cadetto-gentiluomo a diciannove. Una volta congedato,Lascerà definitivamente l'esercito a seguito di una legge che per motivi di economia sanciva lo sfoltimento dei ranghi militari si trasferì a Parigi nel 1788, dove si legò a Jean-François de La Harpe, André Chénier, Jean-Pierre Louis de Fontanes e altri letterati dell'epoca, ed ebbe il suo debutto letterario scrivendo dei versi per l'Almanacco delle Muse. Subì l'influsso dell'opera di Corneille e di Rousseau.

Godette della protezione dell'influente giurista Guillaume-Chrétien de Lamoignon de Malesherbes, che era il nonno della moglie del fratello Jean-Baptiste. Era imparentato indirettamente anche con la famiglia del pensatore liberale Alexis de Tocqueville (nato nel 1805), nipote della cognata e di cui Jean-Baptiste de Chateaubriand era quindi zio acquisito, anche se postumo.F. Furet, «Chronologie», in A. Tocqueville, De la démocratie en Amérique, Flammarion, Paris, 2008, p. 1189

L'esilio

Nella primavera del 1791, in piena Rivoluzione francese dalla quale all'inizio si era sentito attratto, si allontanò dalla Francia sfavorevolmente impressionato dagli eccessi popolari, e s'imbarcò per il Nuovo Mondo.Chateubriand, Memorie d'oltretomba, citato in: Julia Kristeva, La testa senza il corpo. Il viso e l'invisibile nell'immaginario dell'Occidente, p. 127

Percorse per un anno le foreste dell'America del Nord, vivendo con gli autoctoni tra Canada e Stati Uniti, e abbozzando nei vari luoghi il suo poema dedicato ai Natchez. Trovava in questi paesaggi il riflesso del suo sentimento d'esilio e di solitudine. Grazie a una lettera di presentazione, poté incontrare George Washington a Filadelfia, benché il colloquio si fosse limitato a poco più di uno scambio di convenevoli.

Rientrò dall'America agli inizi del 1792 e, dopo una breve permanenza in una Francia sempre più scossa dagli eventi rivoluzionari, raggiunse a Coblenza l'Esercito degli emigrati. Nel settembre 1792, ferito a una gamba durante l'assedio di Thionville, fu trasportato in cattive condizioni a Jersey. Questo episodio porrà fine alla sua breve esperienza nell'esercito degli emigrati. Al suo ritorno sposò Céleste Buisson de Lavigne, un'ereditiera bretone. Si trattò di un matrimonio combinato da una delle sorelle, e i rapporti fra i due coniugi furono sempre conflittuali, soprattutto a causa dei ripetuti tradimenti di Chateaubriand.

Ormai installatosi in Inghilterra per sfuggire alle leggi del Terrore che sanzionavano duramente gli emigrati, Chateaubriand visse a Londra in uno stato di perenne precarietà economica che lo costrinse a vivere di traduzioni e, in un secondo tempo, a insegnare in una scuola privata in un borgo del Suffolk, dove apprese la morte sul patibolo del fratello e della cognata. I suoceri del fratello furono ugualmente decapitati, e così l'ormai vecchio Malesherbes. Due delle sorelle e l'anziana madre furono addirittura messe agli arresti in quanto parenti stretti di un emigrato. Solo due nipoti di Malesherbes, tra cui Louise Madeleine Le Peletier de Rosanbo (futura madre di Tocqueville) si salvarono in seguito alla caduta di Robespierre.

A Londra pubblicò nel 1797 la sua prima opera, Il Saggio sulle antiche e moderne rivoluzioni in rapporto alla Rivoluzione francese, in cui esprimeva delle idee politiche e religiose poco in armonia con quelle che professerà più tardi, ma in cui già rivelava il suo talento di scrittore.

Ritorno in Francia e primi successi letterari

Fu una lettera di sua madre in fin di vita a riavvicinarlo alla religione. Di ritorno dalla Francia nel maggio del 1800, redasse per qualche anno il Mercure de France insieme a Jean-Pierre Louis de Fontanes, e fece apparire in questa rivista, nel 1801, Atala, originale creazione letteraria che conserva echi della concezione rousseuiana del buon selvaggio, e che venne accolta nella generale ammirazione.

Compose nello stesso periodo René, opera semi-autobiografica impregnata di una malinconia sognante, che diventerà un modello per gli scrittori romantici. In quest'opera, Chateaubriand evoca in modo appena velato il sentimento casto, ma violento e appassionato che ha provato per la sorella Lucile, che lo soprannominava «L'incantatore».

Il 14 aprile 1802, pubblicò il Genio del Cristianesimo, che aveva in parte scritto in Inghilterra, e di cui Atala e René erano all'origine degli episodi. Con quest'opera, ispirata dal pensiero di Blaise Pascal, orientò le ispirazioni religiose di molti suoi contemporanei non più verso un vago cristianesimo o deismo (come quello proposto da Rousseau), ma verso la Chiesa cattolica, con i suoi dogmi, i suoi sacramenti e i suoi riti; si batteva contro l'idea illuminista che vedeva nel cristianesimo una forma di barbarie: secondo Chateaubriand il Cristianesimo era favorevole all'arte e alla poesia molto più del paganesimo. Lo scritto ebbe un grandissimo successo.

Il 4 maggio 1803 Chateaubriand, che si era fatto apprezzare dall'entourage del Primo Console Napoleone Bonaparte (in particolare dalla sorella Elisa Bonaparte Baciocchi), fu designato perché affiancasse il ministro plenipotenziario cardinale Fesch a Roma in qualità di segretario di legazione. Nel gennaio del 1804 fu promosso plenipotenziario, ed ebbe l'incarico di rappresentare la Francia presso la Repubblica del Vallese. Lasciò quindi Roma per trasferirsi a Parigi in attesa di raggiungere la nuova destinazione, ma il 22 marzo 1804, venuto a conoscenza del rapimento seguito dall'esecuzione, per ordine di Bonaparte, del Duca d'Enghien (figlio di Luigi Enrico di Borbone-Condé e nipote del principe di Condé, ex comandante dell'esercito degli emigrati), presentò le sue dimissioni. Con una lettera al ministro delle Relazioni estere Talleyrand, Chateaubriand declinò l'incarico con il pretesto delle cattive condizioni di salute della moglie. Ma i reali motivi della rinuncia erano evidenti, e nella risposta il ministro fece sapere all'interessato dell'irritazione del Primo Console. Passò quindi tra gli oppositori dell'Impero.

Il viaggio in Oriente Chateaubriand immaginò il progetto di una epopea cristiana, in cui sarebbero stati presenti il paganesimo ormai agonizzante e la religione nascente; a questo proposito, egli stesso volle visitare i luoghi in cui avrebbe dovuto svolgersi l'azione, e nel corso del 1806 viaggiò attraverso la Grecia, l'Asia minore, la Palestina e l'Egitto. Nei primi mesi del 1807 attraversò la Spagna. Al suo ritorno in Francia acquistò, indebitandosi fino al collo, la Vallée-aux-loups (oggi sede del museo Chateaubriand), una piccola tenuta di campagna a Aulnay nel comune di Châtenay-Malabry, a venti chilometri da Parigi, dove redasse Les Martyrs, una sorta di epopea in prosa che fu pubblicata soltanto nel 1809.

Gli appunti che l'autore aveva raccolto durante il suo viaggio formarono la materia de L'Itinéraire de Paris à Jérusalem (L'Itinerario da Parigi a Gerusalemme) (1811). Lo stesso anno, Chateaubriand fu eletto membro dell'Académie française, al posto di Marie-Joseph Chénier; ma avendo severamente criticato, nel suo progetto per il discorso di ringraziamento, alcuni atti della Rivoluzione, non gli fu permesso di prendere possesso del suo posto; la carica gli fu effettivamente consegnata solo dopo la Restaurazione.

Favori e disgrazia

Chateaubriand accolse con entusiasmo il ritorno dei Borboni: il 14 aprile 1814, aveva pubblicato contro l'ormai ex Imperatore un virulento pamphlet, I Buonaparte e i Borboni (De Buonaparte et des Bourbons), di cui furono diffuse migliaia di copie, e che, a detta di Luigi XVIII, valse a quest'ultimo «più d'una battaglia vinta». Nominato ambasciatore in Svezia, non aveva ancora lasciato Parigi, quando Napoleone fece ritorno in Francia nel 1815. Durante i Cento giorni, Chateaubriand seguì Luigi XVIII a Gand, divenendo uno dei membri del suo gabinetto. In quell'occasione gli trasmise il celebre Rapport sur l'état de la France (Relazione sulle condizioni della Francia).

Il 9 luglio 1815, dopo la sconfitta del Bonaparte a Waterloo, Chateaubriand fu nominato ministro di Stato. A gennaio dello stesso anno assistette alla riesumazione dei resti di Maria Antonietta (che aveva incontrato personalmente), cosa da cui rimase fortemente impressionato:

Il successivo 17 agosto fu nominato anche pari di Francia; ma avendo attaccato, ne La Monarchie selon la Charte (La Monarchia secondo la Carta), l'ordinanza del 5 settembre 1816 che smembrava la Camera introvabile, cadde in disgrazia e perse la carica onorifica di ministro di Stato. Si buttò allora nell'opposizione ultra-realista e divenne uno dei principali redattori del Conservatore, il più potente organo di questa fazione. Risale a quel periodo l'inizio della relazione sentimentale con Juliette Récamier, che durò fino alla fine dei suoi giorni. Chateaubriand ebbe numerose altre relazioni, più o meno all'insaputa della moglie con la quale convisse fino alla morte di quest'ultima nel 1827.