Vernio è un comune italiano sparso di abitanti, il più settentrionale della provincia di Prato, in Toscana.

Il territorio comunale si estende nell'Appennino tosco-emiliano, lungo l'alta valle del fiume Bisenzio, e comprende le valli dei torrenti Fiumenta e Carigiola, suoi affluenti, nonché la parte iniziale della valle del Setta, affluente del Reno. È pertanto attraversato dallo spartiacque appenninico.

Nel territorio comunale, immediatamente a nord della stazione di Vernio-Montepiano-Cantagallo, si trova l'imbocco meridionale della Grande Galleria dell'Appennino, appartenente alla direttissima Bologna-Firenze.

Geografia fisica Il territorio comunale si estende in prossimità dello spartiacque dell'Appennino Tosco-Emiliano, che viene superato dalla parte di territorio che si estende a nord della frazione di Montepiano. Tutta l'area comunale è interessata da rilievi montuosi e collinari di bassa altitudine, che culminano nel Monte della Scoperta (1273 m s.l.m), al confine tra la provincia di Prato e quella di Bologna; tra gli altri rilievi si segnalano il Monte Casciaio (1194 m s.l.m), il Poggio di Petto (1121 m s.l.m), la Torre di Luciana (945 m s.l.m), il Poggio Mezzana (892 m s.l.m) e il Monte Tronale (1134 m s.l.m), localizzato sulla parte nordorientale del territorio comunale. Tra i fiumi principali che scorrono all'interno del territorio comunale sono da ricordare il Bisenzio, che bagna le frazioni di Mercatale, Terrigoli e Le Confina, il Fiumenta, che attraversa l'abitato di San Quirico, e il Setta (fiume), che nasce nei pressi di Montepiano e sviluppa gran parte del suo bacino nell'area dell'Appennino bolognese.

Tra i valichi del territorio comunale si segnalano:

Il valico di Montepiano (700 m s.l.m), attraversato dalla Strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio (oggi strada regionale); il passo della Torricella (674 m s.l.m), tra la provincia di Prato e quella di Firenze; il valico della Crocetta (817 m s.l.m), tra la provincia di Prato e quella di Firenze; il passo dell'Alpe di Cavarzano (1008 m s.l.m), attraversato da una strada sterrata ai piedi del Poggio di Petto.

L'area è a rischio sismico e la località di Vernio fu l'epicentro di un terremoto verificatosi il 25 ottobre 1843, che raggiunse la magnitudo 5,22 della scala Richter ed il VII grado della scala Mercalli.

Presso i confini comunali nord-orientali è ubicata la stazione meteorologica di Cottede, attiva dal 1938 e gestita dal Servizio Idrometeorologico dell'ARPA Emilia-Romagna, i cui dati termopluviometrici sono forniti anche al Servizio Idrologico Regionale della Toscana. Altre stazioni meteorologiche attive nel territorio comunale sono quella termopluviometrica di Vernio Sant'Ippolito, attiva dal 1999 e gestita dall'ARSIA, e quella pluviometrica di Vernio del Servizio Idrologico Regionale della Toscana.

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona E, 2190 GG Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002

Storia Il territorio presso il fiume ospitava un accampamento invernale romano (castra hiberna, da cui deriva il nome di Vernio). Di questo periodo era testimone un ponte romano nell'abitato di Mercatale, distrutto durante la seconda guerra mondiale. Nel XII secolo il feudo di Vernio passò in eredità dai Cadolingi ai conti Alberti di Prato, che qui vi si ritirarono dopo il 1107. Passata nel XIII secolo ai Bardi, la contea rimase indipendente fino al 1798, quando venne abolita da Napoleone. Dopo il Congresso di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana. Prerogativa della Contea di Vernio, una volta passata sotto il dominio dei Conti Bardi è stata l'autonomia amministrativa rispetto a Firenze in quanto le tasse venivano pagate direttamente all'Imperatore a Vienna, questa autonomia è decaduta soltanto con l'Unità d'Italia. Zona di brigantaggio e contrabbando in quanto confinava a nord con lo Stato Pontificio, ha subito scorribande e saccheggi da eserciti stranieri. Famosa è rimasta l'invasione spagnola del 1512, che provocò una grande carestia a causa della quale i Conti Bardi distribuirono alla popolazione stremata dalla fame farina di castagne, stoccafisso, baccalà e aringhe. Da qui è nata la "Società della Miseria" che rievoca ogni anno questo avvenimento la cui ricorrenza era il Mercoledì delle ceneri, da qualche anno spostata alla prima domenica di Quaresima.

Durante la Seconda guerra mondiale il territorio comunale di Vernio — nello specifico le frazioni di Mercatale e San Quirico — fu gravemente danneggiato dal passaggio delle truppe tedesche, che sui rilievi intorno avevano realizzato alcune opere difensive della Linea Gotica. Il 7 giugno 1944 la contraerea tedesca, posizionata nei pressi di Sant'Ippolito, abbatté un B-25 della 12ª Air Force statunitense: il velivolo precipitò in località Carbonale, nei pressi di Poggiole, e tre membri dell'equipaggio perirono nello schianto - un quarto riuscì a salvarsi. Tra il 14 e il 24 settembre 1944 le montagne intorno al passo della Torricella, tra Vernio e Barberino di Mugello, furono teatro di un'aspra battaglia tra i soldati tedeschi del Grenadier-Regiment 754 della 334. Infanterie-Division e quelli statunitensi del 133rd Infantry Regiment della 34ª Divisione di fanteria denominata "Red Bulls", supportati anche da partigiani: accolte da un incessante tiro di mortai tedeschi e dopo aver più volte perso le postazioni conquistate, le truppe statunitensi riuscirono a conquistare la "Hill 810", posizionata appunto a 810 metri sul livello del mare, con il risultato di rompere il fronte nemico e di preparare la discesa verso Vernio e Montepiano. Durante gli scontri perse la vita a causa di una mina il comandante del reggimento americano, il colonnello William S. Schildroth, già medaglia d'argento per la liberazione di Roma. Sui luoghi della battaglia, in località Celle, è oggi presente il parco memoriale della Linea Gotica, dove è possibile visitare alcune delle trincee tedesche allestite prima dello scontro.

Famoso personaggio di Vernio è Vitale da Rimochi, soprannominato il "Diavolo di Rimondeto", sospesa tra realtà e leggenda, la sua storia parla della difesa di una coppia di giovani sposi costretti dal Conte all'osservanza dello ius primae noctis finita con l'uccisione del Conte e la fuga a Roma del Diavolo di Rimondeto al servizio dell'antipapa. Si dice sia morto da vecchio nella badia di Montepiano dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita come fra Pietro.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Giovanni Leone del 22 giugno 1977. Stemma

Vi è rappresentata l'antica rocca del castello di Vernio, edificata dai conti Alberti di Prato che figurò per un certo periodo anche nell'emblema dei Bardi. Gonfalone

Bandiera La bandiera è un drappo di rosso caricato al centro dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di San Pietro a Cavarzano, restaurata nel corso dell'anno 2006/2007, facente parte della diocesi di Prato Pieve di S. Bartolomeo a Costozze, recentemente restaurata, da dove si gode di un'ottima vista su tutta la vallata, immersa nel verde dei boschi toscani. Chiesa di San Martino Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Mercatale Badia di Santa Maria a Montepiano Santuario di Sant'Antonio Maria Pucci nella frazione di Poggiole, curato di Viareggio e patrono della Valbisenzio, nato proprio in questo paese. Oratorio di San Niccolò, del XVII secolo e fu fatto costruire dai conti Bardi Chiesa di San Leonardo e San Quirico Pieve dei santi Ippolito e Cassiano a Sant'Ippolito pur citata in un documento del 998, l'attuale struttura risale XIII secolo, in pietra arenaria locale (un tipo di arenaria con impurità, detta pietra Bigia, di colore grigio-ocra), ha subito vari interventi successivi. Imponente il campanile, che domina la valle sottostante. Al parroco del paese è affidata inoltre la custodia della chiesa di San Michele a Montecuccoli, che sorge nel territorio comunale di Barberino di Mugello sui monti che fronteggiano il paese dalla parte opposta del fiume Bisenzio. Il settecentesco oratorio del Santissimo Sacramento, che sorge sulla piazza della pieve a Sant'Ippolito, ospita la Biblioteca Popolare "Francesco Petrarca", fondata da Ferdinando Ricci (sulla piazza di fronte alla chiesa sorge un piccolo monumento in suo ricordo). La stessa biblioteca ospita al suo interno, gestendola, la biblioteca comunale. Chiesa di San Michele Arcangelo a Sasseta

Architetture civili Mulin de' Fossi

Il Mulin de' Fossi, è un mulino idraulico costruito nel 1885 da Pietro Cecconi; appartiene ancora ai suoi discendenti, fu ristrutturato nel 1935 ed è tuttora in attività. È situato nel Comune di Vernio lungo la SRT 325, tra la frazione di San Quirico e Sasseta. È alimentato con l'acqua del torrente Fiumenta che confluisce in un bottaccio. Gli alberi di trasmissione e i ritrecini furono realizzati da Elio Tarocchi e il mulino, ancora oggi, mantiene la sua antica predisposizione con quattro macine in pietra, la più antica delle quali fu realizzata 120 anni fa.

Il Palazzo comunale invece, del XVII secolo, fu fatto costruire dai conti Bardi.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 433 persone (190 maschi e 243 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco 108 (1,77%) Albania 103 (1,67%) Romania 63 (1,03%) Cultura Accademia de' Bardi L'Accademia de' Bardi è stata fondata nel 2010 da Alessandro Magini, Roberto Marchi e un gruppo di soci tra i quali il Comune di Vernio, che vi è rappresentato dal Sindaco. Prosegue le attività iniziate nel 1999, sotto il nome di Centro Bardi, e opera nei settori della cultura, dell'arte, della musica, del teatro. Ha come scopo quello di coniugare la tradizione culturale umanistica con la realtà e l'arte contemporanea, ispirandosi all'impostazione che il Conte di Vernio, Giovanni Maria Bardi, dette alla sua Camerata de' Bardi. L'Accademia ha sede nel Casone dei Bardi a San Quirico di Vernio, in locali messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale.

L'Organo Traeri nell'Oratorio Bardi

Nell'oratorio annesso al Casone dei Bardi si trova un organo storico – datato 1699 e attribuito agli organari Francesco e Domenico Traeri – recentemente restaurato dal laboratorio di Riccardo Lorenzini. L'organo viene normalmente utilizzato per rassegne concertistiche, incisioni discografiche e manifestazioni artistiche curate da Alessandro Magini e dall'Accademia de' Bardi, nell'ambito dei programmi culturali del Comune di Vernio, della Provincia di Prato e della Regione Toscana.