Noto anche con il soprannome di Boia di Lione, fu il comandante della Gestapo nella suddetta città francese durante l'occupazione nazista della Francia. Scampato al processo di Norimberga, dopo la seconda guerra mondiale lavorò per i servizi segreti statunitensi; visse nascosto, dal 1955, in Bolivia, dove operò attivamente per i servizi boliviani sotto lo pseudonimo di Klaus Altmann, venendo infine arrestato e processato in Francia negli anni ottanta. Condannato all'ergastolo nel 1987, morì quattro anni dopo nel carcere di Lione.
Biografia Cronologia biografica essenziale 1913: Nasce a Bad Godesberg, un sobborgo di Bonn. 1933: Diventa membro della Hitlerjugend. 1934: Disoccupato, compie servizio volontario in un campo di lavoro dell'NSDAP nello Schleswig-Holstein. 1935: Entra nelle SS e diventa collaboratore del servizio SD a Berlino. 1936: Si trasferisce a Dortmund. 1937: Aderisce al NSDAP. 1940: Dopo l'occupazione tedesca dei Paesi Bassi è assegnato alla SD ad Amsterdam. 1942: Viene nominato capo della Gestapo, comandante della IV sezione del Sipo e dell'SD a Lione. 1942-1944: In questo ruolo, è responsabile di tortura e assassinio dei membri della resistenza e di deportazioni di ebrei. La sua attività gli vale il soprannome Boia di Lione 1944: Al momento della liberazione della Francia da parte degli alleati, lascia tempestivamente Lione e ripara in Germania, dove è impiegato nell'SD a Dortmund 1945: A maggio è ricercato dalle autorità francesi e successivamente condannato a morte, in contumacia, dal Tribunale di Lione. 1947: È attivo come agente per il Counter Intelligence Corps (CIC) dell'U.S. Army in Germania. 1951: Grazie ai suoi contatti con il CIC fugge in Bolivia e lì si stabilisce. 1952: Un nuovo processo lo condanna a morte in contumacia. 1954: Un terzo processo, dinanzi al tribunale militare a Lione, in cui è accusato del massacro di St. Genis-Laval e per numerose torture nella prigione Montluc a Lione, lo condanna a morte in contumacia. 1957: Con lo pseudonimo di Klaus Altmann diventa cittadino boliviano. 1964: Inizia la sua attività come consigliere del governo militare boliviano. 1972: Alcuni membri della Lega internazionale contro l'antisemitismo e il razzismo, tra cui Beate Klarsfeld, lo cercano a La Paz. 1972: La giustizia tedesca e il governo francese esigono varie volte la sua consegna. Il Presidente della Repubblica francese, Georges Pompidou, esige ufficialmente la sua consegna. 1980: Aiuta il generale Luis García Meza Tejada nel suo golpe in Bolivia. 1983: Dopo l'insediamento del governo democratico di Hernán Siles Zuazo, viene arrestato ed estradato in Francia. 1987: Dall'11 maggio al 4 luglio si celebra il processo, in cui respinge la sua partecipazione per una gran parte dei reati contestati. Viene condannato all'ergastolo per crimini contro l'umanità. 1991: Il 25 settembre muore di cancro, durante la detenzione a Lione.
Gli inizi Nato a Bad Godesberg, attuale sobborgo di Bonn, da genitori insegnanti cattolici, nel 1923 si trasferì a Treviri per frequentare il Friedrich-Wilhelm Gymnasium, per ricongiungersi alla famiglia, nella cittadina della Renania-Palatinato, due anni dopo. Nel 1933 perse il padre, alcolizzato, e anche il fratello maggiore. Questi lutti sconvolsero i suoi piani di proseguire negli studi.
In quello stesso anno si iscrisse alla Gioventù hitleriana, a cui cominciò a dedicare tutto il suo tempo. Disoccupato, lavorò come volontario nel campo di lavoro del partito nello Schleswig-Holstein e nel 1934 si aggregò al movimento di resistenza clandestino che operava nella Renania ancora sotto occupazione militare francese. Nel 1935 entrò a far parte delle Schutzstaffel (SS), e successivamente impiegato nelle file dell'Sicherheitsdienst (SD), il servizio segreto nazista.
Il suo primo incarico fu quello di aiuto del capo del partito nazista di Treviri, per poi essere assegnato all'ufficio centrale dell'SD. Nel 1936 venne trasferito all'ufficio dell'SD di Düsseldorf e nel 1937, in quanto membro delle SS, venne iscritto d'ufficio al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Di fatto il suo compito era osservare l'attività dei circoli cittadini che si interessavano di idee non conformi alla linea del partito nazista; avendo riscosso il consenso dei suoi superiori per il suo operato, venne inviato a un corso speciale per aspiranti ufficiali a Charlottenberg, con l'intento di fargli far carriera.
Durante la guerra Le aspettative dei suoi superiori non furono deluse e nel 1940 Barbie ottenne i gradi di Sturmführer (tenente) delle SS. Il 25 aprile dello stesso anno si sposò con la coetanea Margaretha Regine Willis dalla quale ebbe due figli: nel 1941 Ute-Messner e dopo la guerra, Klaus-Jörg nel 1946. Venne assegnato all'ufficio dell'SD di Amsterdam, nei Paesi Bassi occupati, dove fu incaricato della deportazione degli ebrei olandesi.
Ad Amsterdam si guadagnò ben presto fama di spietato persecutore. Nella città olandese fu protagonista di un episodio in cui dimostrò la sua efferatezza: dopo avere incrociato un venditore di gelati ebreo lo uccise a colpi di pistola in mezzo alla strada perché, a suo giudizio, la vittima non lo aveva salutato con la necessaria deferenza.
Nel 1942 fu trasferito a Lione, nella Francia occupata: divenne il vice del capitano Heinz Hollert, il comandante di una unità speciale (Einsatzkommando) incaricata di stroncare i movimenti di Resistenza francese, e assunse il comando della Sezione IV, la sezione investigativa impegnata nella ricerca degli ebrei. Nominato capo della Gestapo di Lione, con il grado di Hauptsturmführer, equivalente al grado di capitano, si distinse per la deportazione di centinaia di ebrei e la tortura ed eliminazione fisica di altre centinaia di patrioti francesi.
Stabilì il suo quartier generale all'Hôtel Terminus di Lione, che divenne presto il luogo simbolo delle torture della Gestapo nella città: escogitò il sistema di rastrellare a caso i passanti per le strade di Lione, e di torturarli sino a che qualcuno stremato dal dolore non si decideva a rivelare qualche informazione rilevante, qualsiasi informazione, anche basata su una semplice diceria. Terribile poi l'episodio della scoperta di 44 bambini ebrei nascosti in un villaggio presso Izieu nell'aprile del 1944: Barbie ne ordinò la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz. I bambini avevano un'età compresa tra gli otto e i dieci anni e tra loro c'erano sette originari a Vienna. Per tale motivo nella capitale austriaca, il 3 aprile 2017, fu inaugurato di fronte alla Rotenturmstraße 29, un monumento in loro memoria. I loro nomi sono scolpiti sulla pietra: Georgy Halpern, Hans Ament, Liane e Renate Krochmal, Martha e Senta Spiegel e Sigmund Springer.
In particolare Georgy Halpern (nato nel 1935) visse in questa zona prima di essere deportato nel 1939 ad Auschwitz. L'organizzazione di soccorso per bambini "Œuvre de Secours aux Enfants" (OSE) portò coraggiosamente in salvo molti bambini ebrei provenienti da tutta Europa, i cui genitori erano stati deportati e trucidati dai nazisti, nella casa per bambini "La Maison d'Izieu", nella Francia orientale. Nonostante il personale cercasse di mantenere segrete le origini dei bambini, il 6 aprile 1944, su preciso ordine di Klaus Barbie, tutti i 44 bambini e ragazzi ebrei (età da 5 a 17 anni), nonché sette educatori, furono arrestati dalla Gestapo con la collaborazione dei soldati della Wehrmacht. Quarantadue bambini e cinque adulti furono deportati in un tram requisito verso la stazione di Lione-Perrache e di lì trasportati, sul treno diretto al campo di raccolta e transito di Drancy, ad Auschwitz-Birkenau per essere immediatamente assassinati. Il direttore della Maison d'Izieu Miron Zlatin insieme a due ragazzi fu ucciso a colpi d'arma da fuoco appena giunti a Reval (oggi Tallinn, Estonia). Unica sopravvissutaLéa Feldblum, aveva documenti falsi a nome di "Marie-Louise Decoste", coraggiosamente aveva rivelato la sua identità ebraica allo scopo di restare con i bambini sino alla fine. Il destino scelse diversamente. fu Léa Feldblum (1918-1989), un'assistente sociale che ha testimoniato al processo di Lione (1987) contro Barbie affermando che "i bambini erano stati messi a terra e noi, adulti, avevamo le mani legate al muro. Solo gli adulti e gli adolescenti venivano interrogati, ma non i bambini". Fra i suoi ricordi ha raccontato che in uno scompartimento aveva notato i bimbi più piccoli, Théo Reis e Arnold Hirsch, addirittura ammanettati alla piattaforma. I nazisti erano ossessionati dall'idea che anche i piccoli fuggissero. Tutti furono deportati in 6 convogli diversi (da aprile a giugno 1944). Il 13 aprile 1944, 34 dei bambini di Izieu e 4 degli assistenti furono deportati da Drancy ad Auschwitz-Birkenau sul convoglio numero 71. Il viaggio durò 3 giorni nei carri bestiame e, giunti alla "Judenrampe" (luogo del "processo di selezione", la postazione prediletta da Josef Mengele), i bimbi furono diretti alle camere a gas, così come le mogli Eva e Moïse Reifman. La loro figlia, Suzanne Reifman, e Léa Feldblum sono state indirizzate ai lavori forzati dai kommando del lager.
Il 7 giugno 1943 Barbie catturò un membro della Resistenza, René Hardy e, attraverso le informazioni estortegli con la tortura, riuscì ad arrestare Jean Moulin, uno dei principali capi della Resistenza francese, insieme ad altri due patrioti francesi, Pierre Brossolette e Charles Delestraint. L'8 marzo 1944 fece arrestare il partigiano Marc Bloch, un famoso storico ebreo-francese che era entrato nella resistenza cittadina con il nome in codice "Narbonne".
Nel settembre 1944, in previsione di un'eventuale avanzata degli alleati, bruciò tutti gli archivi della Gestapo di Lione, fece uccidere un centinaio di persone che conoscevano la sua attività ed eliminò ventidue agenti che lavoravano per suo conto e che si erano infiltrati nella Resistenza. Di ciò che fece Barbie negli ultimi dieci mesi di guerra non si sa nulla: scomparve letteralmente da ogni documento, da ogni archivio, e anche la sua scheda personale nel registro delle SS non fornisce alcuna informazione.
+Illustrazione schematica dei gradi militari di Klaus Barbie Grado UfficialeSchutzstaffel Equivalente nella Wehrmacht Mostrina di servizioWehrmacht (1934-1945) Equivalente Esercito Italiano Hauptsturmführer Hauptmann Hauptmann Capitano
Dopo la guerra I primi contatti con gli alleati Nel luglio 1945 il Comando supremo dei corpi di spedizione alleati pubblicò un registro di criminali di guerra da ricercare, chiamato CROWCASS, Klaus Barbie Dept of Justice - FBI - Dept of State - CIA - CIC Files che conteneva nominativi, e tra questi compariva un certo Barbier, accusato dai francesi di omicidio di civili e torture ai danni di personale militare.
All'inizio del 1946, il Counter Intelligence Corps, il servizio di controspionaggio dell'esercito statunitense CIC, predecessore dell'attuale Defense Intelligence Agency, ebbe notizia di un gruppo di ex ufficiali delle SS che avevano intenzione di proporsi al governo alleato per collaborare alla lotta contro il comunismo. L'organizzazione aveva base a Marburgo, in Assia, e grazie a un infiltrato gli statunitensi vennero a sapere che il capo era Klaus Barbie, sotto il falso nome di Becker. Soltanto agli inizi del 1947 gli statunitensi riconobbero in Barbie l'ex capo della Gestapo di Lione.
Nel rapporto l'agente suggeriva ai suoi superiori che Barbie "poteva essere una buona fonte di informazioni su persone non ancora catturate durante l'operazione Selection Board in più è molto probabile che Barbie sia utile per infiltrarsi nell'organizzazione spionistica sovietica attiva nell'area di occupazione statunitense in Germania". Il suggerimento non venne accettato dal comando, che ordinò l'immediata cattura di Barbie, il quale riuscì a sfuggire all'arresto rifugiandosi a Memmingen in Baviera.
L'arruolamento