Lassicurazione è un contratto, detto "polizza" (o "polizza di assicurazione" o "polizza assicurativa"), stipulato con una Società assicuratrice (d'ora in poi "l'assicuratore") che permette al beneficiario (non sempre o necessariamente il contraenteAd esempio contraente e beneficiario sono ovviamente differenti nelle polizze che prevedono indennizzi nel caso di morte del contraente) di ottenere una certa somma di denaro dall'assicuratore al verificarsi di un evento inaspettato o di cui non è conosciuto il momento in cui accadrà,Caso classico della seconda ipotesi: la morte. che va a "colpire" il contraente e che è definito in contratto. La soluzione assicurativa permette all'assicurato di garantirsi una relativa stabilità finanziaria in caso di evento negativo, senza dover accumulare ricchezze che gli consentano di far fronte alla situazione che si creerebbe per lui al verificarsi dell'evento temuto. Il contratto di assicurazione garantisce il versamento di un capitale assicurato al beneficiario, in cambio del pagamento preventivo di un importo ("premio") stabilito, da parte del contraente. Il contratto di assicurazione Tre sono le figure principali che intervengono nel contratto di assicurazione: L'assicuratore, una Società commerciale che si assume il rischio pecuniario dell'evento Il contraente, cioè colui che stipula il contratto con l'assicuratore e paga (generalmente con frequenza annuale, ma si danno anche casi di pagamenti di rate di periodo inferiore all'anno o addirittura una tantum) il cosiddetto "premio" Il beneficiario (o i beneficiari), cioè chi o coloro che ricevono un capitale (o una rendita) definito alla stipula della polizza, al verificarsi dell'evento definito in contratto (in genere beneficiario e contraente coincidono, ma si danno molti casi in cui ciò non avviene) L'assicurato, cioè la cui testa o i di cui interessi sono garantiti dall'assicurazione. Le tre figure Contraente, Assicurato e Beneficiario possono coincidere o essere tre enti diversi. Il sistema assicurativo Il sistema si basa sull'assunto che un rischio elevato, che verificandosi creerebbe un grave danno economico al contraente (e/o beneficiario), in certi casi anche insopportabile (cioè tale da determinare la rovina economica di chi lo subisce), può essere reso sopportabile se il danno pecuniario viene ripartito su una pluralità di soggetti tale, che ciascuno di questi venga a sostenere un onere finanziario di valore modesto. Con i versamenti preventivi degli assicurati (onere dei soggetti di cui sopra), colui che subisce il danno, se è assicurato, è garantito da un risarcimento il cui ammontare proviene dai versamenti periodici corrisposti da lui e dagli altri assicurati. È possibile quindi che le persone accomunate dai medesimi rischi stabiliscano di creare un fondo comune con cui garantirsi reciprocamente, ossia in forma mutua, caso in cui gli assicuratori sono gli stessi assicurati. Nella stragrande maggioranza dei casi comunque, vi sono enti (gli assicuratori) che si pongono "a priori" (cioè senza attendere il verificarsi dell'evento) come intermediari fra la "massa" degli assicurati e chi subisce il danno economico al verificarsi dell'evento (o degli eventi) definito in polizza. Costoro infatti si occupano di raccogliere i contributi di ogni singolo assicurato (chiamati singolarmente "premio") e d'intervenire con un pagamento al beneficiario quando si verifica l'evento che lo colpisce. Questa "intermediazione" consiste nell'organizzazione della raccolta periodica dei premi dagli assicurati e nella gestione del "sinistro" (termine che indica il verificarsi di un evento dannoso risarcibile a termini di polizza), cioè la valutazione della sua risarcibilità a termini di polizza e il relativo pagamento, quando dovuto, all'assicurato/danneggiato. Il "premio" pagato periodicamente dall'assicurato non è però la sola "quota parte" dell'ammontare dei sinistri che l'assicuratore paga, ma è maggiorato della quota delle spese di gestione affrontate dall'assicuratore per l'esercizio della sua attività, delle provvigioni che questi paga agli intermediari (agenti e broker di assicurazione) e della sua parte di utile aziendale.
Il ciclo economico dell'assicurazione è detto "invertito", in quanto, a differenza delle attività industriali o di servizi in genere, in cui l'operatore economico produce (e/o fornisce), affrontandone i relativi costi, prima il bene (o servizio) oggetto della transazione economica e successivamente ne riceve dal cliente il corrispettivo in denaro pattuito, l'assicuratore prima incassa il suo corrispettivo dagli assicurati e poi pagherà i sinistri che eventualmente si verificheranno nel periodo di validità del contratto (nella maggior parte dei casi, un anno). La legge impone alla Compagnia di assicurazione, a garanzia degli assicurati, che i fondi da questa acquisiti anticipatamente al verificarsi dell'eventuale danno, vengano investiti in solide attività (titoli di stato, immobili, ecc.) affinché vi sia la certezza che, al momento di pagare i sinistri, la Compagnia sia dotata dei fondi necessari a far fronte ai suoi obblighi istituzionali. L'assicurazione consente alle aziende anche di accedere più facilmente al credito bancario, poiché ne diminuisce il rischio per il finanziatore.
Le compagnie assicurative sono simili alle banche, poiché raccolgono liquidità monetaria da investire in operazioni attive.
Storia antica
Durante la Preistoria l'uomo avverte la necessità di provvedere alla propria sicurezza, accumulando riserve di cibo per affrontare l'inverno o i momenti difficili. L'introduzione della moneta consente all'uomo di risparmiare denaro per garantirsi una certa tranquillità. Tuttavia, non è possibile rispondere al proprio bisogno di sicurezza solo con il risparmio e si è ricorsi all'assicurazione. I due principi fondanti delle assicurazioni, ossia l'associazione di più persone con finalità assistenziali e il trasferimento del rischio da un soggetto all'altro, hanno origine molto antica.
Cina e Babilonia.E. J. Vaughan, Risk Management, New York, Wiley, 1997. Methods for transferring or distributing risk were practiced by Chinese and Babylonian traders as long ago as the 3rd and 2nd millennia BC.
Nell'antica Grecia esistevano le eranoi, comunità che provvedevano alle spese funerarie per le famiglie più bisognose. A Roma esistevano molte società di assistenza, e come in Grecia, anche i collegia tenuiorum provvedevano alla sepoltura di chi non poteva permettersi una cerimonia funebre. I collega militum svolgevano la stessa funzione per i soldati romani. I romani tuttavia non avevano l'assicurazione a premio, nonostante alcuni pareri contrariTito Livio riferisce che il pretore Fulvio ottenne da tre fornitori di far arrivare i rifornimenti a Scipione l'Africano durante la seconda guerra punica a spese della Repubblica romana. Avrebbe fatto in modo simile l'imperatore Claudio nel I secolo quando chiese dei rifornimenti a Roma durante una carestia, offrendosi di ripagare le navi eventualmente naufragate. In entrambi i casi si tratta di una clausola accessoria. Altri hanno ipotizzato che il foenus nauticum fosse una forma di assicurazione, ma si trattava di un mutuo aleatorio: era l'anticipo consegnato al capitano della nave o al proprietario nel caso la spedizione fosse andata in porto. Nell'alto Medioevo europeo nacquero le gilde, che consentivano a gruppi di artigiani di tutelarsi dagli eventi infausti, diffusesi soprattutto tra VIII e X secolo.
Età medievale La nascita dell'assicurazione
L'assicurazione ha origine durante il Medioevo, quando nel XIV secolo i mercanti italiani passarono da un istituto giuridico a un altroCassandro. I primi contratti di assicurazioni noti riguardavano il commercio via mare. I piccoli commercianti mettevano a rischio la propria merce a causa dei pirati e delle confische in terra straniera. Nell'XI secolo compaiono le clausole accessorie di altri contratti, come la commenda. Gli studiosi fanno risalire l'origine dell'assicurazione nella scommessa e nell'evoluzione del prestito a cambio marittimo. I mercanti di fatto scommettevano sulla riuscita dei propri trasporti, ma alcune frodi - come navi vuote scommesse come piene, oppure l'accordo con il capitano per affondare la barca - imposero di stabilire regole comuni.
Nel XV secolo nasce la forma scritta della polizza, in cui un notaio verifica il pagamento anticipato del premioIl termine deriva infatti dal latino premium, a indicare i pagamento effettuato "prima". e l'annullamento di ogni contratto successivo al primo. Inizialmente gli assicuratori non differivano dagli scommettitori, in quanto non possedevano abbastanza premi da poter ripagare gli assicurati in caso di sinistro. Solo con la nascita delle compagnie di assicurazione il sistema trova un suo equilibrio economico. Una seconda teoria fa risalire le origini dell'assicurazione nel prestito a cambio marittimo. Il decretale di papa Gregorio IX del 1237 vieta il foenus nauticum, che dunque si evolve in modo articolato. Ad esempio, le parti si invertono, con il capitano della nave che paga in anticipo il mercante per le merci da riavere al ritorno. Il pagamento corrispondeva a una percentuale del valore della merce.
Le origini e i precedenti storici
Il più antico contratto di assicurazione registrato è stato stipulato a Genova ed è datato 13 Maggio 1189. È un contratto di assicurazione per un trasporto marittimo. Guglielmo Pevere promette a Bernardo di Valle, Guglielmo Sanito e ai loro compagni il trasporto sicuro di persone e beni a bordo della loro galera, veleggiante da Genova a Barcellona, a fronte del pagamento della cifra di 12.000 Lira genovese. Tale documento è, a tutt'oggi, custodito nell'Archivio di Stato di Genova. Nel 1225 a Venezia abbiamo un esempio di assicurazione marittima fino a 1.000 lire in cui un arciere di nome Pietro aveva garantito a dei mercanti veneziani la loro mercanzia. La merce fu depredata e l'arciere si vide sequestrate le balestre per risarcire il danno. Successivamente altri esempi sono: il Breve cagliaritano, statuto pisano per la città di Cagliari del 1318; le spese per il rischio nei libri di Francesco Del Bene del 1319-1320; lAtto grossetano di quietanza, un atto notarile del 1329 per una somma assicurativa; vari contratti assicurativi dalle città di Genova (1343), Marsiglia (1333), Lucca (1334), Palermo (1350). Nello stesso periodo nasce la figura del mercante, che inizia a svolgere anche il ruolo di assicuratore, Nel 1400 le amministrazioni stabiliscono le prime norme in materia, come le Ordinanze di Barcellona (1435-1484), replicate successivamente anche a Burgos (1538), Siviglia (1556), Bilbao (1569) e Anversa (1570).
All'epoca i contratti di assicurazione erano stabiliti per polizza o con un atto notarile, talvolta anche a voce. L'oggetto, il periodo di viaggio, il mezzo di trasporto e il percorso influenzavano il calcolo del premio, mentre non aveva particolare valore l'oggetto assicurato; la galera, ad esempio, era considerato il mezzo più sicuro per via marina. I teologi cristiani inizialmente criticarono l'istituzione dell'assicurazione, che era assimilata al prestito con interessi ed all'usura, entrambe vietate dal diritto canonico medievale. Bernardino da Siena si rifaceva al diritto romano e riteneva il prestito assicurativo tollerabile, poiché aveva un'utilità pubblica. L'assicurazione dei commerci via terra era molto limitata, anche se esistente in misura minore, poiché era ritenuto più sicuro dei trasporti marini avendo delle autorità statali che ne garantivano il controllo.
Il mercantilismo