I referendum abrogativi in Italia del 2000 si tennero il 21 maggio ed ebbero ad oggetto sette distinti quesiti.

Storia

La campagna referendaria Radicale che non partiva nel 1997, venne riproposta, più o meno negli stessi termini, nella primavera del 1999, quando avendo a disposizione un ammontare di fondi senza precedenti - grazie alla vendita di alcuni soggetti imprenditoriali di cui erano titolari (RadioRadicale2) e a seguito del successo elettorale della Lista Emma Bonino alle elezioni europee del 13 maggio 1999 (8,6% dei voti, posizionandosi come quarto partito italiano per consensi) - il partito si trovava nelle condizioni di portare a termine la campagna di raccolta firme: un pacchetto referendario con quesiti per la liberalizzazione del mercato del lavoro, per la riforma in senso liberista del fisco, della previdenza e dello Stato sociale.

Furono 16 milioni le firme depositate presso la Corte di cassazione.

Emma Bonino spiegava in un suo intervento ad Arezzo l'importanza che aveva, per i Radicali, la proposizione dei venti referendum «liberali»: «Deve essere chiaro a tutti che la libertà da affermare per gli europei del duemila sarà sempre più quella di potere avere libertà di scelta come consumatori ed utenti tra una molteplicità di opzioni in un mercato concorrenziale. Attraverso la scelta «liberista» vogliamo affermare la libertà di impresa, certo, ma anche la libertà del consumatore di ottimizzare la propria utilità orientandosi tra offerte davvero in concorrenza».Intervento di Emma Bonino ad Arezzo, Libertà economiche e referendum , 9 novembre 1999

A pochi mesi dal voto, sulle pagine del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli scriveva che: «L'esperienza degli ultimi anni insegna che le riforme in questo Paese si fanno quasi unicamente sotto la spinta, la minaccia, anche disordinata, della consultazione popolare. È accaduto, e speriamo accada ancora, per la legge elettorale; dovrebbe succedere anche per quell'insieme di norme sul mercato del lavoro ormai incompatibili con un sistema economico aperto, flessibile e dinamico». Ferruccio De Bortoli, Stato sociale e false paure, «Corriere della Sera», 9 gennaio 2000

Il prof. Rudi Dornbusch, ex consigliere della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, a proposito delle riforme necessarie per rilanciare l'economia in Europa, riconosceva i referendum Radicali come l'unica proposta letteralmente rivoluzionaria nel panorama politico dell'Unione, menzionando esplicitamente i quesiti per l'abolizione del sostituto d'imposta, l'abolizione del reintegro per i licenziamenti (Art. 18 statuto dei lavoratori) e le trattenute sindacali.Rudi Dornbusch, Quanti nemici per i referendum della Bonino , articolo su «La Stampa», 26 marzo 2000

Il Partito tentava, come nel 1995 e 1997, di coinvolgere lo schieramento di centro-destra a schierarsi a favore dei quesiti liberali: tuttavia Berlusconi dopo il ritrovato accordo con la Lega Nord, convinto di poter vincere le elezioni del 2001 senza i Radicali, invitava i suoi elettori ad astenersi, arrivando a definire i referendum «comunisti» a causa del sostegno dei Ds al solo referendum per l'abrogazione della quota proporzionale della legge elettorale.

L'esperienza giurisprudenziale del passato che si era dimostrata particolarmente restrittiva, specie in occasione di tornate referendarie con numerosi quesiti, faceva temere che anche in quella occasione non stesse arrivando una sentenza favorevole per i Radicali; così, per sollecitare l'opinione pubblica sui temi del referendum e sull'imminente decisione della Corte Costituzionale, i Radicali promossero un convegno di studio presso la Biblioteca della Camera dei deputati il 12 - 13 dicembre 1999 dal titolo «Tornare alla Costituzione». Convegno, Tornare alla Costituzione, 6 e 7 dicembre 1999

L'attesa pronuncia della Corte Costituzionale arrivava nel gennaio del 2000: i venti referendum «liberali e liberisti» furono ridotti a sette. Furono giudicati inammissibili i quesiti su: tempo determinato, collocamento al lavoro, part time, lavoro a domicilio, sostituto d'imposta, smilitarizzazione della Guardia di Finanza, pensioni di anzianità, servizio sanitario nazionale, monopolio Inail, responsabilità civile dei magistrati, carcerazione preventiva, termini ordinatori e perentori, patronati sindacali.

Commentava questa decisione sulle pagine del Corriere della Sera il politologo Angelo Panebianco: «Avendo fatto strage dei referendum detti sociali, la Corte ha di fatto salvato i sindacati dal rischio di un pronunciamento popolare. Assai contento deve essere anche il centro-sinistra. L'incubo di passare per il partito della conservazione sociale, della difesa a oltranza dello status quo, è svanito. Il welfare state all'italiana, con le sue poco commendevoli peculiarità, è salvo. La maggioranza non avrà bisogno di andare dietro a Cofferati in una battaglia che le avrebbe ulteriormente alienato simpatie giovanili e consensi nel mondo imprenditoriale. E anche Berlusconi, sul fronte opposto, è stato salvato da imbarazzanti scelte». Angelo Panebianco, La Consulta ci ripensa, «Corriere della Sera», 4 febbraio 2000

Il 21 maggio del 2000 i referendum non raggiunsero il quorum sufficiente di votanti, infatti si recarono alle urne solo il 32,5% degli aventi diritto.

Quesiti Rimborso delle spese elettorali Eliminazione del rimborso spese per consultazioni elettorali e referendarie. Promosso dai Radicali .

Quesito: "Volete voi che sia abrogata la Legge 3 giugno 1999 n.157 recante "Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici", limitatamente agli articoli 1, 2 e 3?"

Elezione della Camera dei deputati: abolizione del voto di lista Abolizione della quota proporzionale (pari al 25% dei seggi) nelle elezioni della Camera dei deputati (secondo tentativo, dopo il referendum del 1999). Promosso dai Radicali .

Quesito: ""Volete voi che sia abrogato il Testo Unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante dalle modificazioni ed integrazioni ad esso successivamente apportate in particolare dalla legge 4 agosto 1993, n. 277, e dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 534, limitatamente alle seguenti parti:

Articolo 1, comma 2, limitatamente alle parole: "La ripartizione dei seggi attribuiti secondo il metodo proporzionale, a norma degli articoli 77, 83 e 84, si effettua in sede di Ufficio centrale nazionale."; comma 4, limitatamente alle parole: "in ragione proporzionale mediante riparto tra liste concorrenti", nonché alla parola: ", 83";

Articolo 4, comma 2, n. 1), limitatamente alle parole: "per l'elezione del candidato nel collegio uninominale" nonché alle parole ",comma 1" e n. 2): "un voto per la scelta della lista ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su una diversa scheda recante il contrassegno e l'elenco dei candidati di ciascuna lista. Il numero dei candidati di ciascuna lista non può essere superiore ad un terzo dei seggi attribuiti in ragione proporzionale alla circoscrizione con arrotondamento all'unità superiore.";

Articolo 14, comma 1, limitatamente alle parole: "o liste di candidati" e alle parole: "o le liste medesime nelle singole circoscrizioni"; comma 2, limitatamente alle parole: "le loro liste con"; comma 3, limitatamente alle parole: ",sia che si riferiscano a candidature nei collegi uninominali sia che si riferiscano a liste,";

Articolo 16, comma 4, primo periodo, limitatamente alle parole: "e delle liste" e secondo periodo, limitatamente alle parole: "e delle liste";

Articolo 17, comma 1, limitatamente alle parole: "e della lista dei candidati";

Articolo 18, comma 1, limitatamente alle parole: "i quali si collegano a liste di cui all'articolo 1, comma 4, cui gli stessi aderiscono con l'accettazione della candidatura. La dichiarazione di collegamento deve essere accompagnata dall'accettazione scritta del rappresentante, di cui all'articolo 17, incaricato di effettuare il deposito della lista a cui il candidato nel collegio uninominale si collega, attestante la conoscenza degli eventuali collegamenti con altre liste. Nel caso di collegamenti con più liste, questi devono essere i medesimi in tutti collegi uninominali in cui è suddivisa la circoscrizione. Nell'ipotesi di collegamento con più liste, il candidato, nella stessa dichiarazione di collegamento, indica il contrassegno o i contrassegni che accompagnano il suo nome e il suo cognome sulla scheda elettorale"; comma 2, limitatamente alle parole: ", nonché la lista o le liste alle quali il candidato si collega ai fini di cui all'articolo 77, comma 1, numero 2). Qualora il contrassegno o i contrassegni del candidato nel collegio uninominale siano gli stessi di una lista o di più liste presentate per l'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, il collegamento di cui al presente articolo è effettuato, in ogni caso, d'ufficio dall'Ufficio centrale circoscrizionale, senza che si tenga conto di dichiarazioni ed accettazioni difformi. Le istanze di depositanti altra lista avverso il mancato collegamento d'ufficio sono presentate, entro le ventiquattro ore successive alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste, all'Ufficio centrale nazionale che decide entro le successive ventiquattro ore";

Articolo 18-bis;

Articolo 19;

Articolo 20, comma 1, limitatamente alle parole: "Le liste dei candidati o"; comma 2, limitatamente alle parole: "le liste dei candidati o", alle parole: "e della lista dei candidati", nonché alle parole: "alle candidature nei collegi uninominali deve essere allegata la dichiarazione di collegamento e la relativa accettazione di cui all'articolo 18"; comma 3, limitatamente alle parole: "I'iscrizione nelle liste elettorali della circoscrizione, e, per le candidature nei collegi uninominali,"; comma 5, limitatamente alle parole: "di lista", nonché alle parole: "Le stesse disposizioni si applicano alle candidature nei collegi uninominali."; comma 6, limitatamente alle parole: "più di una lista di candidati né"; comma 7, limitatamente alle parole: "della lista dei candidati o", nonché alle parole: "la lista o"; e comma 8: "La dichiarazione di presentazione della lista dei candidati deve contenere, infine, la indicazione di due delegati effettivi e di due supplenti, autorizzati a fare le designazioni previste dall'articolo 25.";

Articolo 21, comma 2, limitatamente alle parole: "e della lista dei candidati presentata", nonché alle parole: "e a ciascuna lista";

Articolo 22, comrna 1, limitatamente alle parole: "e delle liste dei candidati"; n. 1), limitatamente alle parole: "e le liste"; n. 2), limitatamente alle parole: "e le liste"; n. 3), limitatamente alle parole: "e le liste" e alle parole: "riduce al limite prescritto le liste contenenti un numero di candidati superiore a quello stabilito al comma 2 dell'art. 18-bis, cancellando gli ultimi nomi;"; n. 4), limitatamente alle parole "e cancella dalIe liste i nomi"; n. 5), limitatamente alle parole: "e cancella dalle liste i nomi"; n. 6): "cancella i nomi dei candidati compresi in altra lista già presentata nella circoscrizione;"; comma 2, limitatamente alle parole: "e di ciascuna lista" e alle parole: "e delle modificazioni da questo apportate alla lista"; comma 3, limitatamente alle parole: "e delle liste contestate o modificate";

Articolo 23, comma 1, limitatamente alle parole: "e di lista"; comma 2, limitatamente alle parole: "di liste o" e alle parole: "e di lista";