Per i motociclisti esistono specifici dispositivi di protezione individuale, che hanno parzialmente ispirato anche quelli utilizzati nel ciclismo. Queste protezioni, oltre a coprire diverse parti del corpo, possono essere obbligatorie in vari Stati o contesti, come nelle competizioni.
Storia La ricerca sui dispositivi di protezione è stata agevolata dalle competizioni agonistiche, dove per esempio la protezione per la schiena (paraschiena) è comparsa nel 1978 e nel 1994 è comparso anche in altre discipline come gli sci, le saponette, pur non essendo un dispositivo di protezione permette di migliorare la sicurezza di guida migliorando il controllo dl mezzo e sono state introdotte nel 1981.
DPI I dispositivi di protezioni comprendono: casco, il dispositivo che più caratterizza il motociclista e disponibile in moltissime varianti. Tuta da moto, componente per la protezione completa del corpo (ad eccezione delle estremità degli arti) del motociclista e generalmente utilizzata per le competizioni su asfalto. Pettorina, elemento rigido utilizzato principalmente in ambiente fuoristrada e simile alle armature che protegge la parte superiore del corpo. Giacca o Giubbotto, elemento che protegge la parte superiore del corpo, uno dei primi esempi in tal senso pensato per uso motociclistico fu il Chiodo. Pantaloni, elemento che protegge la parte inferiore del corpo. Guanti da motociclista, protegge le mani e può evitare l'infiltrazione dell'aria nel giubbotto, essi sono disponibili in moltissime varianti. Stivali, proteggono il piede e nelle versioni complete anche caviglia e stinchi, sono presenti in molte varianti. Inserti removibili, i vari capi oltre a poter essere muniti di vari inserti protettivi, possono alloggiare degli inserti removibili o questi possono essere indossati da una speciale rete che li tiene posizionati al di sotto degli altri indumenti protettivi oppure ancorarsi singolarmente rimanendo sopra o sotto gli indumenti. Paraschiena, elemento atto a proteggere la colonna vertebrale, che può essere più o meno esteso Paracollo o collarino o supporto collo o Sistema HANS, elemento che s'interpone tra casco e spalle, evita l'eccessiva rotazione del capo e lo schiacciamento del collo Fascia lombare, atto a proteggere i fianchi e previene la lombalgia Ginocchiere, elemento protettivo dell'articolazione coscia-gamba Airbag, posto al di sotto della tuta/giacca o ad essa integrata
Omologazioni e certificazioni Le omologazioni possono essere differenti da nazione a nazione, in Europa per l'abbigliamento esistono le seguenti norme: EN 13595-1:2004 (requisiti generali), EN 13595-2:2004 (resistenza abrasione), EN 13595-3:2004 (resistenza esplosione), EN 13595-4:2004 (resistenza al taglio), Riguarda tute intere, tute divisibili, giacche e pantaloni, inoltre a seconda della protezione offerta si suddivide in Livello 1 (zona 1 e 2), resistere per almeno 4 secondi con caduta inferiore a 50 km/h, esplodere oltre i 700 kPa e perforarsi per non oltre i 25 mm Livello 2 (zona 1 e 2), resistere per almeno 7 secondi con caduta oltre i 50 km/h, esplodere oltre i 800 kPa e perforarsi per non oltre i 15 mm Livello 1 (zona 3), resistere per almeno 1,8 secondi con caduta inferiore a 50 km/h, esplodere oltre i 500 kPa e perforarsi per non oltre i 30 mm Livello 2 (zona 3), resistere per almeno 2,5 secondi con caduta oltre i 50 km/h, esplodere oltre i 600 kPa e perforarsi per non oltre i 25 mm Livello 1 (zona 4), resistere per almeno 1 secondi con caduta inferiore a 50 km/h, esplodere oltre i 400 kPa e perforarsi per non oltre i 35 mm Livello 2 (zona 4), resistere per almeno 1,5 secondi con caduta oltre i 50 km/h, esplodere oltre i 450 kPa e perforarsi per non oltre i 30 mm EN 1621-1:2013, norma le capacità di assorbimento urti delle protezioni che equipaggiano gli indumenti, quali gomiti, spalle, anche e ginocchia, suddivisi in: "S" spalle, "E" gomiti, "K" ginocchia, "L" tibia, "K+L" ginocchia-tibia e "H" fianchi, inoltre sono suddivisi in due livelli Livello 1: forza media residua rilasciata inferire a 35 kN Livello 2: forza media residua rilasciata inferire a 20 kN EN 1621-2, definisce la protezione dei paraschiena i quali sono classificati per zona di protezione, quali "FB" full Back Protector (protezione per schiena e scapole), "CB" Central Back Protector (il classico paraschiena centrale) e "LB" Lower Back Protector (fascia lombare), inoltre sono previsti due livelli di protezione Livello 1, durante il test la protezione deve assorbire l'impatto e trasmettere una forza residua minore, forza residua media massima 18kN, forza massima per singolo impatto 24 kN Livello 2, forza residua media massima 9kN, forza massima per singolo impatto 12 kN EN 1621-3, regole di protezione per le pettorine da pietre e detriti scagliati dagli altri mezzi, da urti e caduta, dove tramite 50 J dell'impatto il valore medio di forza residua rilasciata, deve essere massimo di 35 kN, con una media di 20 kN, viene inoltre suddiviso in due livelli: Livello 1: la forza distribuita superiore al 15% Livello 2: la forza distribuita superiore al 30% EN 1621-4, regole per gli air-bag, che devono avere un tempo di attivazione inferiore o pari a 200 ms, inoltre si suddividono in due livelli: Livello 1: Energia media residua trasmessa inferiore a 4.5 kN, con energia di picco residua trasmessa inferiore a 6 kN Livello 2: Energia media residua trasmessa inferiore a 2.5 kN, con energia di picco residua trasmessa inferiore a 3 kN EN 13594, normativa sui guanti, con vincoli di lunghezza e abrasione. Livello 1, resiste per oltre 1,5 secondi all'abrasione e il polsino eccede la linea del polso di 15 mm. Livello 2, resiste per oltre 5 secondi all'abrasione e il polsino eccede la linea del polso di 50 mm. EN 13634:2010, regole definite per gli stivali ed obbligatoria per tutti i capi da motociclo, quindi deve essere omologata CE, sono previsti due livelli. Livello 1, dove il capo deve resistere almeno 5 secondi all'abrasione prima di aprirsi Livello 2, dove il capo deve resistere almeno 12 secondi all'abrasione prima di aprirsi Alta visibilità, regole per i capi ad alta visibilità (catarifrangente) EN ISO 20471:2013, per capi professionali EN 1150:1999, per uso non professionale
Un capo omologato è certificato CE e riporta le norme di omologazione, se un capo presenta più componenti che devono seguire normative differenti, deve riportare tutte le normative e attualmente non tutti i capi per motociclisti devono essere obbligatori.
Materiali I capi di protezioni possono essere realizzati in vari materiali, quali pelle o tessuti artificiali specializzati come Cordura o Kevlar, con elementi rigidi fibra di carbonio o titanio, oppure rinforzi di plastica.
Obblighi In ogni nazione, esistono leggi differenti che obbligano in modo più o meno esteso l'uso di protezioni, così come il livello minimo di protezione o normativa a cui esso deve attenersi.
L'obbligo del casco è l'imposizione più sentita ed estesa, mentre per gli altri capi è in genere delegata a determinate situazioni, come nelle competizioni. In Francia, a partire dal 20 novembre del 2016, è obbligatorio utilizzare guanti omologati anche per uso stradale.
Note
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