La ceramica cinese è conosciuta principalmente per la porcellana, a cui ha dato origine; ma è ricca anche di una lunga tradizione di innovazioni tecniche e stilistiche.
Di fatto, l'arte della ceramica è di estrema antichità: verso il 1700 - 1600 a.C., in Cina come Corea e in Giappone, appaiono le prime ceramiche al mondo in un contesto di cacciatori-raccoglitori dell'ultimo Paleolico. La cultura neolitica di Yangshao (4500-3000 a.C.) è stata a lungo considerata come la prima a fornire in gran numero ceramiche di qualità, ma dagli ultimi anni del XX secolo numerosi siti con ceramica di buona qualità sono apparsi ovunque in Cina, in particolare con le culture di Cishan (nell'Hebei) e Peiligang (nell'Henan).. Nell'epoca neolitica, dopo la cultura di Yanshao, poi la cultura di Majiayao, le produzioni di Longshan testimoniano l'utilizzazione di un tornio rapido, indispensabile, a causa della finezza e dell'altezza di certi pezzi di prestigio del tipo «guscio d'uovo» Tornio di vasaio e ceramiche «gusci d'uovo» nella cultura di Longshan ..
La ceramica si sviluppò ancora, tanto sul piano delle forme e dei decori che sul piano tecnico, sotto le dinastie degli Shang e degli Zhou. Molti pezzi notevoli provengono dal corredo funebre (mingqi): esercito sepolto di Qin Shi Huangdi; rappresentazioni di edifici, di fattorie e figurine umane degli Han; danzatrici e musicisti, rappresentazioni umane o animali «tre colori» dei Tang, talvolta di grande dimensione.
La fabbricazione dei vasi «blu e bianco», che apparve sotto la dinastia mongola degli Yuan, si sviluppò pienamente sotto i Ming, poi ancora all'inizio della dinastia Qing, durante il regno dell'imperatore Kangxi. Ugualmente sotto i Qing, si svilupparono le porcellane della «famiglia rosa» e della «famiglia verde», ben conosciute in Occidente.
Le ceramiche e le porcellane cinesi hanno avuto una grande influenza sullo sviluppo delle tecniche e degli stili in Corea, in Giappone e in Europa.
Tecniche di fabbricazione delle ceramiche cinesi Sotto il termine generale di «ceramica» sono raggruppati oggetti che differiscono sensibilmente gli uni dagli altri per la composizione del loro corpo (terracotta, grès, porcellana), il modo in cui questo corpo è ricoperto (vetrine, coperte, smalti), e il modo in cui si è operata la cottura (temperatura, cottura in ossidazione o in riduzione, ecc.).
Materiali impiegati
Le ceramiche cinesi fanno ricorso a molteplici elementi mescolati in proporzioni varie. Questi elementi giocano ciascuno un ruolo diverso nel risultato finale..
Secondo gli elementi utilizzati, sabbia, quarzo, argilla, caolino, e secondo i diversi fondenti, potassa, feldspato, ecc., e secondo il loro grado di purezza, la presenza o no di ossido di ferro, di titanio, ecc., secondo le loro proporzioni e, infine, secondo la temperatura di cottura, si dirà che il corpo delle ceramiche è formato da terracotta, da grès o da porcellana.
La terracotta (陶, táo) era ottenuta a partire da argille impure, alle quali si aggiungevano sabbia e potassa; la potassa, ottenuta a partire dalle ceneri, giocava il ruolo di «fondente».
Il grès (瓷, cí) è una ceramica dura, vetrificata ad alta temperatura e ottenuta aggiungendo all'argilla materie feldspatiche fondibili, per permettere questa vetrificazione. Il petuntse, che è una roccia feldspatica, mescolato con la potassa (fondente), va esso stesso a fondere per giungere a rivestire le particelle refrattarie del caolino. Il nome di questo feldspato è baidunzi (cinese: 白墩子; pinyin: báidūnzi), reso in italiano con «petuntse».
La porcellana (瓷, cí, poiché in cinese il termine è lo stesso per designare il grès o la porcellana) è una varietà di grès che fa ricorso al caolino, al feldspato e alla sabbia. La porcellana permette di ottenere delle pareti molto fini e translucide. Quanto al caolino, è une sorta d'argilla, bianca, friabile, la cui fonte più comune è la collina di Gao-ling, a nord di Jingdezhen; è composto di allumina (40 %), di silice (46 %) e di acqua (14 %).
I Cinesi ritengono che «il caolino e il petuntse siano le ossa e la carne della porcellana» Due lettere scritte da padre François Xavier d'Entrecolles (Ceramics Today.com) - Vedere la 1ª parte della 1ª lettera ..
Composizione chimica A differenza di quanto si conosceva in Europa, dove esiste une differenza spiccata tra la maiolica da una parte, e la porcellana — d'origine cinese — dall'altra, la distinzione è molto meno netta in Cina, perché la ceramica cinese non ha cessato di evolversi fin dai suoi inizi, dalle prime terrecotte fino alle porcellane più fini. In Cina, il termine 瓷, cí (porcellana) designa tradizionalmente le ceramiche cotte ad alta temperatura, il che include ciò che in Europa potrebbe essere considerato come un grès, perché non traslucido.
Una tabella dei principali elementi chimici contenuti in alcune ceramiche tipiche permette di comprendere meglio le caratteristiche di ciascuna:
+ Composizione di alcune ceramiche cinesi tipiche. Ceramica Silice (sabbia, quarzo…) Allumina (caolino, argilla) Ossido di ferro Potassa (fondente) Altri elementi Ceramica rossa Shang 59,3 % 16,2 % 6,3 % 2,7 % 15,5 % Ceramica grigia Shang 66,4 % 19,3 % 5,8 % 2,5 % 6,0 % Proto-celadon Zhou (Xi'an) 72,4 % 19,3 % 1,6 % 3,8 % 2,9 % Celadon Song 76,2 % 17,6 % 0,6 % 2,8 % 2,8 % Porcellana Ming 73,6 % 20,1 % 0,9 % 2,9 % 2,5 %
Questa tabella permette di trarre alcune conclusioni: la vera rottura è tra le ceramiche Shang (tra il 1767 e il 1122 a.C., date tradizionali) e i proto-celadon Zhou (tra il 1046 e il 256 a.C.), molto più che tra gli stessi proto-celadon Zhou e le porcellane Ming (dal 1368 al 1644 d.C.); questa rottura si caratterizza prima e soprattutto per l'abbassamento delle impurità: l'ossido di ferro, la cui eliminazione permette l'ottenimento di una pasta bianca, e gli altri elementi, che comprendono in particolare il manganese, il magnesio, la calce (che è ugualmente un fondente) e residui vari; l'altro elemento importante è l'aumento del tasso di silice quando si va verso i celadon e le porcellane. Il tasso di allumina, nel caolino ad esempio, è in aumento, ma debole. Infine, il tasso di potassa (il fondente) è stabile.
I Cinesi ritengono che certi proto-celadon siano anch'essi ceramiche: in realtà è molto presto, a partire alla dinastia Han dell'est, intorno al I o al II secolo, che sono apparse le ceramiche considerate oggigiorno dalla maggioranza degli esperti come le prime vere porcellane..
Ceramica neolitica dipinta Nel corso del neolitico cinese i colori che sono usati per le ceramiche dipinte sono il rosso, il bianco, i bruni e il nero; il giallo essendo del tutto eccezionale in quest'epoca. Il rosso è composto da ferro con una forte proporzione di ocra (ossido di ferro idratato) e di ossido di ferro. Il bianco contiene debolissime proporzioni di argilla bianca (ganzi tu), un'argilla vicina all'argilla da porcellana (gaoling tu, caolino) che è stata utilizzata per realizzare terrecotte bianche. I pigmenti bruni e neri contengono una certa proporzione di ferro e di manganeseCéramique: Vocabulaire technique: Principes d'analyses scientifique, Nicole Blondel (conservatore generale del patrimonio). MONUM, Éditions du patrimoine, 2001, p. 221; p. 48 per la definizione dell'ingobbio; p. 208 per le terre colorare e le ocre. (materie naturali triturate: cromite di ferro, biossina di manganeseMichel Beurdeley, La céramique chinoise, Paris, Éditions d'Art Charles Moreau, 2005, 318 p., ISBN 2-909458-15-6, p. 15.). Si utilizzavano terre colorate selezionate sulle vasche di decantazione, colorate con ossidi di ferro (le ocre: gialli, rossi e bruni) o di manganese (viola-nero). Per ottenere questi colori, si selezionavano, si trituravano e si lavavano. La loro origine sedimentaria permetteva loro di combinarsi in un polimero fluido che poteva essere usato per dipingere sull'argilla secca..
Vetrina, coperta e smalti
La vetrina è una materia vetrosa che riveste la ceramica e la rende impermeabile; le vetrine cinesi sono ottenute da una miscela di silice e di piombo, miscela nella quale il piombo si comporta come un fondente. La vetrina può essere colorata con ossidi metallici. I principali ossidi metallici usati nelle vetrine sono l'ossido di rame, che dà un colore verde, blu turchese, o perfino rosso, secondo le condizioni, l'ossido di cobalto, che dà un blu più o meno vivo, l'ossido di ferro, che dà il rosso; altri colori si ottengono grazie all'oro (rosa), al titanio (giallo), al manganese (viola).
La coperta è ugualmente una materia vetrosa, destinata a rivestire grès e porcellane. La si ottiene a partire dal feldspato mescolato a ceneri vegetali (potassa). Proprio come la vetrina, la coperta può essere colorata da ossidi metallici. La vetrina e la coperta sono spesso posati su un ingobbio, che è un sottile strato d'argilla, cruda o mescolata a coloranti, applicato sul corpo per mascherarne le imperfezioni, o servire da fondo a un decoro dipinto..
Gli smalti sono rivestimenti vetrosi che si applicano su delle ceramiche, o su dei metalli. La loro composizione, in Cina almeno, è vicina a quella delle vetrine, ma fa ricorso a una proporzione ancora più elevata di piombo, che aumenta la fluidità dello smalto.
Temperature e modi di cottura Una ceramica può essere cotta in due maniere diverse : in ossidazione: in questo caso, il fuoco è chiaro, perché l'ossigeno alimenta il forno in abbondanza; in riduzione: in questo caso, il forno è alimentato molto poco in ossigeno; il forno si riempie allora di ossido di carbonio, che cerca di trasformarsi in gas carbonico prendendo l'ossigeno dall'ossido di ferro eventualmente contenuto nell'impasto.
La terracotta è cotta a bassa temperatura, all'incirca da 600° a 800 °C. L'ossido di ferro che essa può contenere darà alla terracotta una colorazione rossa se è cotta in ossidazione, e grigia se è cotta in riduzione.
Il grès (o la porcellana) tra la sua durezza e la sua debole porosità dalla fusione della silice contenuta nell'impasto. Ma questa fusione si produce solo oltre °C. Dei grès sono stati ottenuti così in Cina fin dalla dinastia degli Shang; i Cinesi ritengono pertanto che gli Shang abbiano scoperto il segreto della porcellana. Si tratta infatti di un grès imperfetto, di una tessitura relativamente grossolana, ancora abbastanza lontana da quella di una porcellana, anche se chimicamente vi è assai vicina.
Quanto ai forni usati nella cottura, ne esistono di numerosi tipi.. Tra i più importanti, si conoscono i forni longyao («forno drago»; cinese: 龙窑; pinyin: lóngyáo): furono usati all'epoca della dinastia Shang nella provincia dello Zhejiang, e divennero da allora molto popolari nel sud della Cina. Si tratta di forni di dimensioni molto grandi, costruiti seguendo una pendenza da 8 a 20 gradi, che avevano spesso una larghezza da trenta a ottanta metri, e una grande capacità. Questi forni longyao erano riscaldati a legna, e potevano raggiungere temperature che superavano °C. I forni mantouyao («forno pagnotta»; cinese: 馒头窑; pinyin: mántouyáo) furono anch'essi usati fin dall'epoca Shang, nelle pianure centrali della Cina; furono in seguito usati nel nord della Cina. Si trattava di forni alimentati a carbone, che potevano raggiungere °C, in atmosfera riduttrice. A differenza dei forni longyao, la loro capacità era abbastanza limitata.
Introduzione: dalle prime ceramiche nel Paleolitico fino all'invenzione della porcellana