Bēixī móshòu () è un film documentario cinese diretto da Zhao Liang, noto anche col titolo internazionale Behemoth.
Trama Tra le distese rocciose della Mongolia Interna si annida un'immensa miniera di carbone. Migliaia di camion avanzano imperturbabili nel loro lavoro, migliaia di volti logorati e distrutti dall'incessante tortura, vagano come anime condannate riempiendo carri di carbone o sfidando la sorte in fonderia: un vero e proprio "Inferno" in Terra. A causa della cenere, dell'infernale frastuono provocato dall'incessante attività delle trivelle e dalla continua diminuzione dei pascoli, i pastori e le loro famiglie non hanno altra scelta se non allontanarsi. Negli ospedali chi si è ammalato per causa di servizio attende in una sorta di "Purgatorio" la morte. Quello che era un vero e proprio "Paradiso" è stato distrutto in cambio di un miraggio: la città fantasma di Ordos.
Il documentario racconta la vita di tutti i giorni di una comunità mongola che si trasforma in un viaggio dantesco. Un documentario che offre uno spaccato della società contemporanea e dello sviluppo economico cinese e, al tempo stesso, una tragedia dell'assurdo e un monito all'imprudenza umana.
Produzione
Sceneggiatura La pellicola mescola documentario e installazione artistica. L'autore non si limita a inquadrare il mondo attraverso uno sguardo oggettivo e realista, ma oltrepassa il confine del documentario classico, caratterizzando il suo lavoro in modo addirittura poetico.
Si possono trarre varie somiglianze e influenze tra Behemoth e opere di autori come Wang Bing e Xu Xin, in particolare in lavori come I dannati di Jabiangou (in concorso al festival di Venezia nel 2010) e Karamay (2010). Il film è ispirato alla leggenda biblica del demone Behemoth che prende liberamente spunto dalla Divina Commedia di Dante; la maggior parte dei dialoghi della voce narrante (del regista), che compaiono sottotitolati, sono tratti dalla composizione omonima. Il paesaggio torturato e immobile rotto da un’esplosione al rallentatore dove le rocce vanno in mille pezzi è una evidente citazione del Zabriskie Point (1970) di Michelangelo Antonioni mentre le immagini di proteste silenziose, le speranze, i sogni e desideri dei lavoratori sfruttati sono ispirate a La classe operaia va in paradiso (1972) di Elio Petri.
Il linguaggio attuato da Liang è una riformulazione di una grammatica del tutto personale, dove la liricità degli intermezzi narrati in prima persona cozza volutamente con la ripresa ardita e ferocemente speculare di un contesto sociale di sfruttamento e di disumanizzazione dell’individuo, visto qui come mostruoso e deforme schiavo della sua stessa natura (il Behemoth), di volontà perverse e prive di senso. Lo specchio che vediamo portato da un uomo per tutta la durata del film è quasi un modo per intrappolare una realtà perduta, un mezzo per rivivere il passato ma anche per non dimenticarsi del presente.
Riprese Behemoth è un low budget, le riprese sono state effettuate principalmente da tre persone: cameramen, regista ed un assistente. È stata utilizzata una videocamera Red Scarlet a risoluzione 4K.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima internazionale alla 72ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.
Date di uscita Le date di uscita internazionali nel corso della stagione cinematografica 2015/2016 sono state: 11 settembre 2015 in Italia al festival di Venezia (Behemoth) 11 novembre 2015 in Svezia al Festival del Cinema di Stoccolma 18 novembre 2015 nei Paesi Bassi al IDFA Festival 6 dicembre 2015 in Polonia al Watch Docs Film Festival 13 dicembre 2015 negli Emirati Arabi Uniti al Dubai International Film Festival (Bei xi mo shou) 4 marzo 2016 negli USA al True/False Film Festival 29 marzo 2016 al ad Hong Kong al Hong Kong International Film Festival (悲兮魔兽) 12 aprile 2016 in Turchia al Istanbul Film Festival 3 maggio 2015 in Italia al Trento Film Festival 21 maggio 2016 in Israele al DocAviv Film Festival
Divieti Il film, come tutti gli altri prodotti dal regista (eccetto Together), è stato censurato in Cina.
Riconoscimenti 2016 – Hong Kong International Film Festival Premio Golden Firebird per il miglior documentario - Zhao Liang: "con immagini fortemente inquietanti, Zhao Liang guida la gente attraverso l'inferno con ansia estrema, eppure il Paradiso è solamente un'altra forma di Purgatorio. Se noi siamo i complici, chi è il diavolo?" 2015 – Stockholm Film Festival Miglior documentario - Zhao Liang 2015 – Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia Premio SIGNIS Premio Green Drop Candidatura per il Leone d'oro Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film documentari cinesi