L'editoria digitale è il fenomeno editoriale in cui i contenuti, l'intero processo editoriale e l'accesso ai contenuti sono attuati attraverso l'ausilio di tecnologie informatiche.Anna Maria Tammaro, Editoria digitale e comunicazione scientifica (versione digitalizzata). L'editoria digitale ricopre diversi campi d'azione, dall'elaborazione per contenuti da stampa alla capillare diffusione tramite Internet di contenuti digitali. Ha subito diversi mutamenti, dalle sua prime apparizioni in forma ibrida nella seconda metà del Novecento, alla sua esponenziale diffusione tramite il World Wide Web. Attualmente coinvolge campi professionali del commercio e dell'apprendimento, dell'intrattenimento, dell'informazione e della libera diffusione del sapere.Anna Maria Tammaro, Biblioteche digitali e scienze umane II: La Biblioteca digitale di ricerca per l’apprendimento - Casalini Digital (versione pdf ).
Definizione
Trattandosi di un fenomeno relativamente recente è possibile dare diverse definizioni del termine "editoria digitale". Tali definizioni, se da un lato rappresentano il processo evolutivo che ancora oggi la riguarda, dall'altro chiarificano i suoi vari campi d'azione, dalle elaborazioni pre-stampa a veri e propri contenuti in forma digitale.
L'editoria digitale come pre-press
Con il termine pre-press si intende la fase di elaborazione del prodotto digitale che avviene per la distribuzione cartacea tradizionale. In alcuni casi il prodotto è abbinato a un sito web che riveste il ruolo di vetrina più o meno statica. Più propriamente si deve parlare di digital press, cioè di uso del computer per produrre i contenuti digitali, che tuttavia hanno sempre una versione stampata che viene considerata quella principale, ed è riprodotta fedelmente.
L'editoria digitale come digital publishing
Si parla di digital publishing facendo riferimento sia alla creazione del contenuto attuata con mezzi informatici, sia all'editoria elettronica per indicare la fruizione dei contenuti attraverso un dispositivo elettronico, come per esempio tablet e cellulari. Tramite un sito (che è anche libreria o bookshop) è possibile accedere al catalogo ed eventualmente ad alcune parti digitali del prodotto che tuttavia resta fruibile prevalentemente offline.
L'editoria digitale come contenuto Web È possibile gestire la creazione dei prodotti e accedere ai contenuti digitali presenti su Internet tramite il download dei contenuti dal Web. L'utente finale è interattivo: può registrarsi, scaricare il catalogo, parti del prodotto o l'intero contenuto digitale. Quindi, in questa fase, si comincia a parlare propriamente di editoria digitale, in quanto cominciano a trovarsi tutti gli elementi che caratterizzano l'intero ciclo digitale, attuandosi una completa gestione digitale dell'accesso e della disseminazione dei contenuti, inclusi i servizi come l'e-commerce, l'interfaccia per la ricerca e altre funzionalità consentite all'utente. Il contesto della vendita online è sempre più favorevole e vi è un maggiore interesse nel migliorarlo.
Storia dell'editoria digitale
Nel corso della storia la tecnologia ha messo a disposizione svariati mezzi di comunicazione e diffusione dell'informazione e del sapere, quali telegrafo, telefono, radio, televisione, calcolatore e internet, mezzi tramite il quale è stata possibile una diffusione capillare e globale di contenuti. Ultimo in ordine di apparizione, il Web ha avviato l'attuale rivoluzione dell'informazione e del sapere che si serve di internet come canale di trasmissione.
Si possono considerare tre fasi evolutive della tecnologia editoriale.
La fase iniziale
La comunicazione fino al 1980 è avvenuta in vari modi: editoria tradizionale, posta, telegrafo, cinema, radio e televisione. I diversi settori che compongono il mondo della comunicazione in questi anni sono ben distinti e con pochi punti di contatto, vi sono inoltre molteplici creatori di contenuto. L’editoria, per esempio, si occupa esclusivamente della stampa su supporto cartaceo. Tuttavia si usa per la stampa l’elaborazione dati, attuata attraverso schede perforate, per esempio per la produzione di bibliografie e di cataloghi a stampa. È l’epoca dei grossi elaboratori, costosi e ingombranti, prodotti da IBM e da pochi altri costruttori. Per il suo ingombro e i costi elevati, il calcolatore viene limitato a calcoli complessi e a compiti di carattere amministrativo/gestionale dei processi editoriali.
La fase ibrida
A partire dal 1980 si diffonde il Personal Computer che, abbandonando il ristretto ambito professionale, diventa un nuovo elettrodomestico, con compiti sia educativi che ludici. Grazie a ciò, il calcolatore trova applicazione in questi anni in molte attività, tra cui la memorizzazione e l’elaborazione di banche dati, di opere testuali, di suoni e immagini. È l’epoca della multimedialità, con l’integrazione in un unico supporto di testi, immagini fisse e in movimento, suoni ad alta fedeltà. Questo cambia radicalmente la mappa dell'industria della comunicazione, con maggiori sinergie tra produttori di media differenti: telefono e carta si fondono nel fax, banche dati e supporti ottici nei CD-ROM, telefono e computer nel collegamento in linea (il fenomeno è detto networking), televisione e reti di comunicazione nel Video on demand, posta e telecomunicazioni nei servizi di posta elettronica. Si può indicare in questi anni la nascita dell’editoria digitale. La possibilità di riprodurre il testo attraverso supporti elettronici dà vita in questi anni a un'attività editoriale, chiamata editoria multimediale. L’editoria multimediale è soprattutto dedicata alla costruzione di banche dati testuali e di immagini su CD-ROM. I primi prodotti sono le enciclopedie, i corsi di lingua, i programmi di musica, l’arte e le banche dati. È l’epoca dell’ibridazione, in cui i diversi formati, prima separati, vengono combinati e convertiti da un supporto a un altro. Si comincia a usare il PC per la conversione di formati, dal cartaceo al digitale e viceversa. Un fenomeno importante di questa fase è da considerare il print on demand, nato con l’introduzione di Docutech, una macchina della Xerox per la memorizzazione e la stampa a domanda di testi. La razionalizzazione produttiva che realizza Docutech non è il solo vantaggio: il libro, sotto forma di file in un archivio digitale, rimane sempre disponibile, senza l’annoso problema della resa e dell'esaurimento del libro a stampa.
La fase attuale
Dal 1990 si assiste a un rapido sviluppo della telematica, con la sua diffusione tra il grande pubblico di Internet (la rete delle reti). Internet si basa sull’interconnessione globale dei computer collegati alla rete e in particolare si diffonde grazie al Web, l’organizzazione ipertestuale delle informazioni attuata dai Browser, software che consentono la navigazione.
Dalla prima esperienza Docutech, si arriva a complessi sistemi in grado di gestire l’intero processo di produzione e accesso ai contenuti. Una creazione di network di stampanti digitali, esperimento condotto dalla Xerox nel 1996, palesa la convenienza del modello “distribuisci e stampa”. Tuttavia, il fenomeno più importante di questa fase, soprattutto per l'editoria scientifica, è quello del self-publishing negli archivi aperti (open archives). A partire dal 2001, infatti, si diffonde una logica di condivisione tramite il movimento Open access, iniziativa che stimola l’auto-pubblicazione, soprattutto in ambito accademico. Malgrado il rischio della vanity press (editoria a pagamento), il movimento rilancia una funzione critica di accesso alla conoscenza.
Ambiti e metodi di distribuzione
L'editoria digitale coinvolge figure professionali e organizzazioni che producono: Contenuti digitali: che per essere accessibili sono organizzati e strutturati secondo specifici standard; Mezzi di trasmissione dei contenuti: che sono costituiti da Internet; Strumenti di identificazione e accesso ai contenuti: attraverso programmi di recupero dell'informazione (motori di ricerca); Mezzi per usufruire dei contenuti digitali: costituiti da apposite interfacce e da altri software che consentono diverse funzionalità.
Grazie alle nuove tecnologie e in particolar modo al Web, i contenuti editoriali hanno oggi un impatto su larga scala, stimolando un nuovo ruolo del lettore che non è più soggetto passivo, ma può interagire, registrarsi e venir riconosciuto dal sistema di accesso, fino a diventare egli stesso autore.
Sintetizzando, la rivoluzione editoriale è avvenuta in particolar modo grazie al Web. A partire dal 1993 si sono diffusi due strumenti rivoluzionari per l'accesso all'informazione: gli ipertesti e i motori di ricerca. Il web è un'enorme ragnatela di ipertesti; il contenuto del Web è navigabile grazie alla sua organizzazione in siti, ossia blocchi di contenuto suddivisi in entità più piccole definite pagine, con un richiamo palese alla struttura del libro. Ma le pagine Web sono collegate tra loro tramite dei link che rimandano a un'altra porzione della pagina o a un riferimento esterno al sito che si sta navigando in quel momento. La base del Web è costituita da testi e immagini, ma con la diffusione delle connessioni a banda larga anche da contenuti audio e video, trasformando il Web in una struttura multimediale, in grado di sfruttare diverse tecnologie fino a un paio di decenni addietro distinte. La possibilità di trasformare tutte le forme di comunicazione (audio, video, immagini, testo e varie combinazioni) in digitale ha portato alla diffusione di modelli di informazione e intrattenimento a cui ormai non si può rinunciare.
Le esigenze dei destinatari cambiano, in quanto la fruizione dell'informazione non avviene più soltanto tramite il testo stampato: la multimedialità, la possibilità di stabilire percorsi personali all'interno dei contenuti e la scomparsa dell'obbligo di seguire schemi precostituiti, l'immediatezza degli aggiornamenti, la possibilità di conservare le pagine più importanti non solo sul computer, ma anche su sistemi di archiviazione online condivisibili, hanno portato nuovi bisogni informativi che obbligano i mezzi di comunicazione tradizionali (radio, televisione, giornali, libri) a reinventarsi, per tenere testa all'enorme varietà di strade aperte dalla Rete per la diffusione dell'informazione., Letizia Sechi, Editoria Digitale - Apogeo Editore.
Editori
Nell'ambito dei contenuti digitali, in particolare per i testi digitali, i vecchi editori si sono forniti di piattaforme di e-commerce appropriate. Spesso è il sito web dell'editore che offre l'accesso ad un catalogo online facilmente aggiornabile e consultabile su qualsiasi moderno dispositivo digitale da parte del cliente.
Attualmente uno degli editori digitali più noti è proprio Amazon, nato come libreria online, ossia come semplice distributore. Grazie all'ideazione di un e-reader economico, il Kindle, e alla messa in circolo del suo formato proprietario AZW, Amazon è divenuto oggi il più grande editore di libri digitali. La digitalizzazione di massa attuata da Amazon è stata resa possibile da una serie di vantaggiosi accordi con gli editori che consentono spesso dei profitti maggiori grazie al costo ridotto della produzione digitale.
Per contrastare il monopolio di Amazon altri distributori si sono fatti avanti spesso con il proprio dispositivo e-reader o un software apposito dedicato alla lettura in grado di gestire i formati più diffusi e uno store apposito.