La monetazione genovese denota le monete coniate dalla zecca di Genova in vari tagli dal 1139 fino al 1814 E. Janin: Come nacque...;C. Cipolla: Le avventure..., p. 31E. Montenegro: Manuale del collezionista..., ed XI, p.244-262.

Dopo questa data la Repubblica fu incorporata nello Stato sabaudo; la zecca rimase in funzione emettendo monete dei SavoiaE. Montenegro, cit., p. 71 fino al 1860 quando fu chiusa definitivamente.E. Montenegro, cit., p. 94 __TOC__

L'inizio Agli inizi del XII secolo, a differenza di altre importanti città italiane, Genova ancora non batteva una moneta propria, nonostante il ruolo già significativo, specie nella Prima crociata. A Genova circolavano monete di altre città come ad esempio il pavese, un denaro imperiale coniato a Pavia già dal 962/

Re Corrado (CVNRADI REX)

Nel 1138 una delegazione genovese si recò a Norimberga e venne ricevuta da Corrado III che era stato appena eletto Rex Romanorum ed era in attesa di essere nominato imperatore. Della delegazione faceva parte anche Caffaro, che scrisse i fatti nei suoi annali. Corrado concesse ai Genovesi il privilegio di battere moneta, dando loro un apposito diploma, probabilmente avendo ricevuto qualche forma di compenso. Poco dopo concesse lo stesso privilegio anche ad Asti e Piacenza. Per la cronaca Corrado non fu mai incoronato imperatore e continuò a fregiarsi del titolo di "Re dei Romani" fino alla morte.

Dunque i Genovesi aprirono la loro zecca presso San Lorenzo ed incominciarono a coniare le loro monete.

Denaro

In questo periodo in Europa il sistema monetario era quello creato da Carlo Magno con la sua riforma monetaria, che prevedeva una libra (o lira) d'argento divisa in 20 soldi o 240 denari.

La lira era solamente una unità di conto cui non corrispondeva una moneta reale. Anche il soldo era al momento un'unità di conto. L'unica moneta realmente circolante era il denaro ed appunto questa moneta fu emessa dalla zecca di Genova.

Era una monetina d'argento delle dimensioni del centesimo di Euro. Al tempo di Carlo Magno pesava circa 1,7 g al titolo ca. 950/1000. Al tempo di Ottone II già era arrivato ad 1,2 g al 700/1000Cipolla: Le avventure..., p. 24.

Quando Genova cominciò ad emettere il denaro si trattava di una monetina di 17 mm di diametro e del peso di 1,06 grammo al titolo di 333/1000. Dopo il 1398 arriverà a 0,215 grammi e 15 millimetri con un titolo di 958/1000.

Poco dopo fu emessa anche la medaglia una monetina ancora più piccola dal valore di mezzo denaro, di ca. 0,4 grammi e 12 mm.

Gli ultimi denari genovesi d'argento furono emessi da Simone Boccanegra (1339-1344).

IANVA

I tipi del denaro genovese hanno alcune caratteristiche che rimasero costanti per 5 secoli: al dritto il castello ed intorno la scritta + IANVA. al rovescio la croce, caratteristica comune alla gran parte dei denari, in questo caso una croce patente, ed intorno la scritta CVNRADI • REX •, cioè re Corrado, il nome ed il titolo di chi aveva concesso alla città il privilegio di battere moneta.

Ianua in latino era il nome della città e contemporaneamente significa porta. Per questo motivo alcuni interpretano il disegno come una porta delle mura cittadine.

Quartaro Tra il XII ed il XIII secolo fu emessa anche un'altra moneta, il quartaro, dal valore di un quarto di denaro. È una moneta molto piccola con un titolo di argento intorno al 20/1000. Ha in diametro di ca. 15 mm e reca al rovescio la croce patente ed intorno il nome dell'imperatore senza però il cerchio di perline che isoli il nome dalla croce. Di conseguenza le lettere (CV RA DR EX) sono intercalate ai bracci della croce.

Il dritto, in un primo periodo vedeva il castello genovese e la scritta Q. IANVA. In seguito, prima della metà del XIII secolo si decise di mettere il grifone. Intorno, caso eccezionale nella numismatica medioevale, l'indicazione del valore della moneta (QVARTARO).E. Janin: Il quartaro...

Grosso

Verso il 1172 la zecca cominciò ad emettere un grosso da quattro denari.

I tipi erano quelli del denaro, il diametro era intorno ai 20 mm ed il peso circa 1,4 grammi, al titolo di 958/1000. Le misure leggermente aumentate permisero anche una miglior qualità del disegno.

Poco dopo, nel 1217, fu emesso anche un grosso da 6 denari, cioè mezzo soldo. Il peso era di 1,6 g mentre il diametro era di 21 mm.E. Janin: Il grosso ...

Oro

Nel 1252 Genova cominciò a battere il Genovino d'oro, quasi contemporaneamente alla prima emissione del fiorino a Firenze, probabilmente anche primaE. Martinori: La moneta..., (voce Genovino)E. Janin: Le prime monete d'oro....

Aveva lo stesso peso (3,535 g) e titolo (24 K) della moneta fiorentina; il diametro era di circa 20 mm.

Fu battuto fino al 1447, quando il genovino cambiò il proprio nome, prendendo quello di ducato.

Al dritto aveva la solita porta del castello, + I A N U A ed al rovescio la croce patente ed intorno +CVNRADVS REX.

Quasi contemporaneamente al genovino la zecca coniò altre due piccole monete d'oro: lottavino e la quartarola.

L'ottavino era una moneta molto piccola: 10 mm di diametro e 0,42 - 0,43 grammi di peso. Lo spazio a disposizione era poco, quindi mancano i cerchi di perline e la scritta circolare. Ai lati del castello c'erano C - V, le prime lettere del nome dell'imperatore, mentre nei cantoni della croce le lettere I A N V.

La quartarola pesava 0,88 con un diametro di ca. 12 millimetri. Il valore delle due monete, come da nome, era di un ottavo ed un quarto di genovino.

Secondo Edoardo Martinori sarebbero state emesse verso il 1339 mentre autori più recenti credono che siano precedenti, anche se di poco, al genovino.

La quartarola era importante perché aveva lo stesso valore del tarì, una moneta d'oro di origine araba che era battuta anche nell'Italia meridionale dagli inizi del X secolo e che era particolarmente usata nei traffici con il Mar Mediterraneo orientale; valeva un quarto di solido cioè 0,88 g.

Riepilogo Le monete emesse in questo primo periodo sono:

metallomoneteoroGenovino, Quartarola, OttavinoargentoGrosso, Mezzo GrossomisturaDenaro e Medaglia (1/2 denaro)rameQuartaro

Nuove legende

Subito dopo la prima emissione del genovino le monete genovesi subirono una serie di cambiamenti.

La legenda IANVA divenne in quel momento CIVITAS IANVA. Nel genovino intorno alla croce ed al castello fu messa una cornice costituita da sei lobi inserita dentro al cerchio perlinato.

Contemporaneamente il grosso aumentò il suo valore e fece la sua comparsa la petachina una frazione del grosso, di mistura. Fu battuta con maggior frequenza a partire dalla metà del XIV secolo da Genova e dall'altra importante zecca ligure, la zecca di Savona. Più tardi prese il valore del sesino da 6 denari.

In seguito, verso il 1280, la legenda divenne IANVA QVAM DEVS PROTEGAT e la cornice fu trasformata a otto lobi. Oltre alla cornice sono presenti altri ornamenti: stelline, rosette ed altro.Giovanni Pesce (a cura di): Le Monete... E. Janin: Cambia la dicitura...

Secondo periodo: Dogi a vita e dominazioni straniere (1339 - 1528)

Dopo il 1339, con Simone Boccanegra, il primo dei dogi a vita, si iniziò a mettere sulle monete come il grosso e il genovino l'indicazione del Doge di Genova con la scritta + DVX IANVENSIVM PRIMVS (primo doge dei genovesi).

Stranamente non venne indicato il nome del doge in carica ma la sua posizione nella sequenza dei dogi: primo, secondo, ecc.

Sempre al dogato di Simone Boccanegra si fa risalire la coniazione della terzarola, una moneta d'oro che pesava ca. 1,055 grammi e valeva un terzo di genovino.

Petacchina La petacchina fu una piccola moneta coniata a Genova nel XIV secolo sotto gli Sforza e la cui coniazione continuò durante l'occupazione francese dal 1360 al 1409. Il suo valore era di 6 denari.

Il ducato e il passaggio dal genovino al ducato Secondo alcune fonti il genovino iniziò anche ad essere denominato ducato durante il periodo di dominazioni viscontee tra il 1421 e il 1435 quando la scritta cambiò per sottolineare il controllo da parte di Milano (F ⵓ M ⵓ DVX ⵓ MEDIOLANII ⵓ D ⵓ IAN) e venne inserito sopra al simbolo del castello quello della biscia viscontea.

Secondo altre, come per Edoardo Martinori nel suo Dizionario, si iniziò a chiamarlo ducato nel 1440 quando vi fu un aumento di peso da 3,535 g a 3,562 g.

Con Raffaele Adorno, ventiduesimo e ventitreesimo doge, ci fu con ogni probabilità l'ultima emissione di moneta chiamata ancora genovino, seppur già il nome ducato era quello ufficiale.

Da quel momento fino al 1507 venne emesso il ducato.

Testone Dal 1488 al 1494 fu signore di Genova Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano.

Sotto la sua signoria venne coniato per la prima volta a Genova il testone da 20 soldi o lira genovese, moneta che può essere considerata come la prima lira genovese realmente coniata. I primi testoni avevano cominciato a circolare in Italia intorno al 1474, coniati a Milano da Galeazzo Maria Sforza, padre di Gian Galeazzo.

È una moneta di 30 mm e di 13 g d'argento al 958%.

castello tra due stelle, sormontato dal biscione, entro archetti con anelli; cerchio interno lineare e perlinato, cerchio esterno perlinato e legenda: IO : G3 : M : SF : DVX : MVI : AC IANVE : D. croce con tre stelle entro archetti con anelli; cerchio interno lineare e perlinato. Cerchio esterno perlinato e legenda: + CONRAD : REX : ROMANOR (sigla monetiere)

Nota: ancora fino agli anni novanta a Genova e talvolta a Milano si usava indicare con il termine testone la banconota da centomila lire.

Lo scudo del sole

Nel 1507 signore di Genova divenne per la seconda volta il re di Francia Ludovico XII. Sotto la sua signoria il ducato venne sostituito dallécu au soleil, che fu coniato fino al 1540.E. Martinori: La moneta... (voce Scudo del sole)

Era una moneta con caratteristiche francesi e le emissioni di Luigi ruppero completamente la tradizione genovese:

al diritto lo stemma coronato dei Capetingi con tre gigli di Francia; sopra la corona il sole che dà il nome alla moneta. al rovescio la croce gigliata

In seguito, con il ritorno dei Dogi a vita, la denominazione fu mantenuta ma tornarono i tipi tradizionali delle monete Genovesi, croce e castello, ma con il sole sopra al castello.

Riepilogo

Le monete emesse in questo secondo periodo sono:

metallomoneteoroGenovino (dal 1440/1447 Ducato), sottomultipli (Mezzo Ducato, Terzarola, Quartarola), poi Scudo del sole e Doppia.argentoGrosso, Mezzo Grosso, CavallottoMisturaDenaro, Soldino e PetachinaRamesi usano i vecchi quartari

Dopo il 1400 ca.:

metallomoneteoroDucato (dal 1440/1447), Scudo del sole (dal 1507).argentoGrosso, Cavallotto, Testone (dal 1488), 1/2 Testone e 1/4 Testone. Dal 1507 Lira.Mistura2 soldi, Soldino e Petachina

Terzo periodo: Dogi Biennali (1528 - 1797) Prima fase Dal 15 settembre 1528 all'11 ottobre dello stesso anno ci fu il Governo dei dodici Riformatori di Libertà, che ridisegnano la struttura costituzionale dello stato.

Durante il loro breve governo emisero due piccole monete di mistura, una da due soldi ed un soldino. Entrambe recano la legenda LIBERTAS GENVENSIVM. Rimase sempre, al rovescio, l'indicazione dell'imperatore Corrado.

In seguito alla riforma la durata in carica dei Dogi divenne biennale. Questa organizzazione rimase in funzione fino al 1798, quando Genova fu occupata dalle truppe repubblicane francesi.

Il cambiamento costituzionale è evidenziato dalla variazione della legenda: DVX ET GVBERNATOR REIPVBLICAE GENVENSIS. Questa legenda, con le sue variazioni, sarà presente fino alla caduta della Repubblica di Genova.

Fino al 1541 le monete principali emesse furono:

metallomoneteoroScudo del sole, 1/2 ScudoargentoCavallotto, Testone (o Lira), 1/2 Cavallotto.

Seconda fase: la data

Nel 1541 la repubblica iniziò a porre la data sulle monete d'oro e dal 1554 la data venne posta anche sulle monete d'argento e dal 1556 su quelle di mistura.Martinori: La moneta.. (voce Millesimo)