Piano XVII era la denominazione convenzionale non ufficiale del piano strategico di operazioni adottato dallo stato maggiore francese nel 1913, da attuarsi in caso di una guerra tra Francia e Germania, e che venne messo parzialmente in pratica all'inizio della prima guerra mondiale.

Il Piano XVII sottovalutava le possibilità operative dell'esercito tedesco e non corrispondeva alle necessità strategiche concrete che si presentarono nell'agosto 1914; in pochi giorni dovette essere abbandonato e l'esercito francese, duramente sconfitto nella battaglia delle frontiere, dovette iniziare una lunga ritirata verso Parigi e la Marna.

Evoluzione della pianificazione strategica dello stato maggiore francese

In seguito alla sconfitta subita durante la guerra franco-prussiana del 1870-71, la classe politica e militare francese dovette riconoscere il profondo cambiamento prodottosi nell'equilibrio europeo con la perdita del predominio continentale della Francia e l'inquietante crescita della nuova potenza predominante costituita dalla Germania imperiale. Inoltre con la perdita dell'Alsazia-Lorena la situazione strategica francese sul confine franco-tedesco era divenuta chiaramente sfavorevole. Elemento centrale della politica militare dell'esercito francese divenne dal 1891 la stretta alleanza (Duplice Intesa) con l'Impero russo che avrebbe potuto controbilanciare la superiorità numerica tedesca e minacciare la Germania con un possibile attacco su due fronti da est e da ovestH,Herwig, The Marne, 1914, pp. 51-52..

La pianificazione operativa studiata e adottata dall'esercito francese fino ai primi anni del Novecento rimase, nonostante l'alleanza con il potente Impero russo, sostanzialmente difensiva; nel 1898, lo stato maggiore francese adottò il cosiddetto Piano XIV che prevedeva lo schieramento sul confine franco-tedesco di cinque armate concentrate tra Saint-Dizier e Épinal in una formazione a diamante (bataillon carré) di tipo napoleonico, adatta a condurre, secondo le teorie del generale Henri Bonnal, una guerra di tipo difensivo-controffensivoT.Zuber, The german real war 1904-1914, pp. 10-11..

Nel 1903 il vicepresidente del Conseil supérieur de la guerre e comandante in capo designato, generale Joseph Brugère fece approvare il Piano XV sempre di carattere difensivoL.Albertini, Le origini della guerra del 1914, vol. III, p. 439.. Concentrando tutta la loro attenzione sul confine alsaziano-lorense, tatticamente facilmente difendibile grazie alle sue munite fortificazioni, gli strateghi francesi erano apparentemente convinti che la Germania non avrebbe osato progettare un'invasione del Belgio per entrare in Francia attraverso le pianure del nord per timore di un coinvolgimento nel conflitto della Gran Bretagna, che col trattato di Londra del 1839 si era impegnata a garantire la neutralità del piccolo StatoB.Tuchman, I cannoni d'agosto, p. 58.. Anche il Piano XV quindi prevedeva di schierare cinque armate tra Verdun ed Épinal; una armata sarebbe stata posizionata in avanti a Nancy mentre le altre, schierate sui due fianchi sarebbero intervenute in modo flessibile sulla base dei movimenti dei tedeschiT.Zuber, The real german war plan 1904-1914, pp. 24-26..

In realtà fin dal 1904 il Deuxième Bureau, il servizio segreto dell'esercito, era venuto a conoscenza delle linee fondamentali del piano di guerra adottato dallo stato maggiore nemico, grazie alle sensazionali rivelazioni della spia tedesca Le Vengeur, un ufficiale dell'esercito germanico di cui non si è mai riusciti a scoprire l'identità che durante una serie di rocamboleschi incontri con emissari francesi, presentò, dietro il pagamento di una forte somma di denaro, un'importante documentazione che svelava la prima versione del cosiddetto Piano SchlieffenL.Albertini, Le origini della guerra del 1914, vol. III, pp. 430-432.. In questo modo clamoroso i generali quindi appresero che i tedeschi progettavano di violare la neutralità del Belgio e che intendevano organizzare una gigantesca manovra avvolgente per marciare direttamente su Parigi, aggirando sul fianco sinistro l'intero esercito franceseB.Tuchman, I cannoni d'agosto, p. 56..

Sembra che le rivelazioni di Le Vengeur non siano state ritenute completamente attendibili né dal generale Jean Marie Pendezec, capo di stato maggiore dell'esercito, né dal generale Brugère che tuttavia alla fine del 1905 fece studiare una variante al Piano XV che prevedeva la costituzione di una armata da riserva da trasportare a nord in caso di effettiva violazione tedesca della neutralità belgaL.Albertini, Le origini della guerra del 1914, vol. III, p. 432.. Un'ulteriore variante del Piano XV (Piano XV bis) venne studiata nel maggio 1907, e prevedeva, oltre a un raggruppamento principale di tre armate in Lorena, un'armata schierata in copertura a nord-est di Saint-Dizier con due corpi d'armata e due divisioni di cavalleriaT.Zuber, The real german war plan 1904-1914, pp. 65 e 67.. Tuttavia negli anni seguenti i documenti di Le Vengeur vennero trascurati; il generale Jean Jules Brun, successore del generale Pendezec, non escluse un'impostura, anche se le rivelazioni della spia tedesca sembravano confermate dallo sviluppo delle costruzioni di linee ferroviarie strategiche intorno ad Aquisgrana, linee che avrebbero potuto essere essenziali per concentrare le forze tedesche sul confine belgaH.Herwig, The Marne, 1914, p. 54..

Sulla base di queste valutazioni e considerando anche che le teorie strategiche preferite storicamente dai generali tedeschi si basavano su vaste manovre aggiranti, nel 1909 il generale Henri de Lacroix, in quel momento comandante in capo designato dell'esercito francese, aveva progettato e fatto approvare dal Conseil supérieur de la guerre il cosiddetto Piano XVI. Il generale Lacroix riteneva che i tedeschi avrebbero evitato di attaccare frontalmente il sistema fortificato della Lorena e avrebbero invece diretto le loro offensive principali attraverso le Ardenne, per sbucare con due masse separate a Verdun e a Sedan. Il comandante in capo stabiliva quindi nel Piano XVI che la massa principale dell'esercito sarebbe stata schierata tra Verdun e l'Alsazia, e che notevoli forze di riserva sarebbero state tenute indietro, a Châlons-sur-Marne, da dove sarebbero potuto intervenire, dopo aver riconosciuto l'effettiva direzione dell'attacco principale tedesco, sia a Verdun che a Épinal o a Sedan.

Nel 1911 il successore del generale de Lacroix nell'incarico di vicepresidente del Conseil supérieur e comandante in capo designato, il generale Victor Constant Michel, propose un piano di schieramento radicalmente nuovo, basato su valutazioni strategiche corrette e fondato su modifiche strutturali dell'organizzazione dell'esercito franceseL.Albertini, Le origini della guerra del 1914, vol. III, pp. 439-440.. Il generale Michel temeva un'offensiva tedesca attraverso il Belgio con forze imponenti che avrebbe potuto mettere in pericolo il nord-est del Paese. Egli quindi proponeva di estendere lo schieramento francese verso ovest fino alla costa della Manica e di manovrare in senso offensivo verso Anversa, Bruxelles e Namur in caso di invasione tedesca del Belgio. Per disporre delle forze necessarie a mettere in atto un piano così ambizioso, il generale proponeva di modificare la struttura dell'esercito inserendo in prima linea anche le truppe di riserva, aggregando a ogni reggimento regolare un reggimento di riservaB.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 50-51.. Questo piano, presentato dal generale Michel al Conseil supérieur de la guerre nel luglio 1911 venne però nettamente respinto; il Ministro della guerra Adolphe Messimy lo definì «una follia», il generale Michel venne criticato e tacciato di pessimismo, indecisione e mancanza di spirito offensivo. Durante la riunione del Consiglio nessuno dei presenti, tra cui i generali Joseph Gallieni, Paul Marie Pau e Auguste Dubail, appoggiò le proposte del generale Michel, e ci fu chi lo definì «pazzo». Il generale Michel venne quindi destituitoB.Tuchman, I cannoni d'agosto, p. 52..

Il Ministro della Guerra Messimy aveva ridicolizzato le concezioni strategiche del generale Michel, aveva inoltre progettato una riorganizzazione generale dell'alto comando concentrando in una stessa persona l'incarico di capo di stato maggiore dell'esercito e di vicepresidente del Conseil e comandante in capo designato in caso di guerra. Messimy aveva inizialmente pensato di affidare questo nuovo comando al generale Gallieni o al generale Pau; alla fine invece assegnò l'incarico al generale Joseph Joffre, ufficiale di solida fedeltà alla Terza Repubblica, proveniente dal Genio, taciturno e riservato quanto tenace e risoluto, che avrebbe preso con grande determinazione le redini del comando a partire dalla sua nomina il 28 luglio 1914 e avrebbe rapidamente modificato in modo sostanziale la pianificazione strategica franceseB.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 53-55..

Contenuti del piano XVII La nuova strategia di cui si fece promotore il generale Joffre si fondava sull'offensiva, e derivava direttamente delle nuove teorie belliche proposte dai giovani ufficiali della scuola di guerra di cui uno degli esponenti principali era il generale Ferdinand Foch. La cosiddetta strategia dell'offensiva ad oltranza considerava fondamentale prendere l'iniziativa in guerra e sfruttare le caratteristiche positive del soldato francese che, naturalmente portato all'attacco e dotato di slancio (elan) e coraggio (cran) superiore ai nemici, avrebbe avuto la meglio in grandi battaglie offensive in campo aperto. Il generale Foch e i suoi seguaci esaltavano anche l'importanza della "forza di volontà" (mistique della volontà) e della determinazione a vincere. Secondo il generale Foch, che tuttavia prendeva in considerazione anche la suretè, la sicurezza, e il discernimento tattico, solo l'offensiva avrebbe potuto garantire la vittoria; l'esercito francese doveva attaccare e marciare su Berlino passando per MagonzaB.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 45-48 e 56..

Il generale Joseph Joffre aderiva alle concezioni aggressive del generale Foch e dei giovani ufficiali usciti dalle recenti annate delle scuole di guerra e quindi decise, con la stretta collaborazione del suo sostituto, generale Édouard de Castelnau, ufficiale molto capace ed esperto del lavoro di stato maggiore, di studiare un nuovo piano di operazioni più audace e aggressivoB.Tuchman, I cannoni d'agosto, pp. 55-56.. Il nuovo comandante in capo designato riteneva necessario riconsiderare globalmente le scelte politico-strategiche della Francia in previsione di una guerra ed elaborare un nuovo piano di schieramento; egli criticava le proposte del generale Michel in primo luogo perché a suo parere distendevano su una linea troppo estesa l'esercito e rischiavano di indebolire pericolosamente il centro e l'ala destra. Il generale Joffre prendeva in considerazione la possibilità di un'ampia manovra aggirante tedesca attraverso il Belgio, apparentemente confermata dalle notizie raccolte, da valutazioni strategiche e dalle caratteristiche della rete ferroviaria della Germania occidentale, ma non escludeva la possibilità che si trattasse di una manovra ingannevole del nemico diretta a provocare il trasferimento di una parte dell'esercito francese verso ovest con il conseguente indebolimento delle truppe francesi schierate ad est da dove passava la via più diretta e più breve per un'invasione della Francia.